l’opinione – BOKO HARAM E’ TRA NOI

DOPO PAMELA TOCCA A DESIREE:
DROGATE, STUPRATE E UCCISE
COME LE SCHIAVE IN NIGERIA
E LE VITTIME DELLE MAROCCHINATE.
MA I GIOVANI ASINI DI SINISTRA
CONTESTANO IL MINISTRO…

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Non giriamoci intorno: Boko Haram è tra di noi! La bieca ferocia con cui gli integralisti del jihad spargono sangue e crudeltà nel nord della Nigeria al grido “l’istruzione occidentale è proibita” si specchia in quanto sta accadendo nelle periferie delle città italiane ad opera di piccole brigate di malvagi africani senza scrupoli. In Italia non sono animati da ideali rivoluzionari religiosi – almeno per ora che sono in pochi – ma sono anche loro musulmani e della donna, piaccia o non piaccia alle Boldrini, Bonino, Appendino ecc, non hanno alcun rispetto, come insegna il Corano, come fu d’esempio Maometto prendendosi tra le spose anche la piccola Aisha, che deflorò quando aveva solo nove anni, con il placet dei genitori.

Ecco quindi che se per strada incontrano una ragazza un po’ imprudente che non ha timore a girare di notte e frequentare da sola le periferie scatta l’istinto del branco. I Boko Haram operano sistematici rapimenti di ragazze per avere carne fresca per ogni loro voluttà sessuale. Le usano, le gettano e qualche volta le ammazzano con la stessa dinsinvoltura con cui si spegne una sigaretta. Lo stesso fanno queste bande improvvisate di neri nelle periferie delle città del nostro paese. Con una violenza demoniaca, come nel caso di Pamela, che rievoca le marocchinate della seconda guerra mondiale.

Allah insegna che la donna è stata creata solo per il piacere dell’uomo. Perché farsi scrupoli ad usarla? Perché farsi remore, se si ribella o può dare problemi, ad ucciderla? Qualcuno si ricorda cosa accadde in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale? Qualcuno ricorda cosa sono le marocchinate? Rammentiamolo per i più giovani…

Con il termine marocchinate vengono generalmente definiti tutti gli episodi di violenza sessuale e violenza fisica di massa, ai danni di svariate migliaia di donne di tutte le età (ma anche uomini) effettuati dai goumier francesi, ovvero marocchini musulmani, inquadrati nel Corpo di spedizione francese in Italia (Corps expéditionnaire français en Italie – CEF) durante la campagna d’Italia della seconda guerra mondiale. Questi episodi di violenza sfociavano a volte anche in esecuzioni coatte degli abitanti delle zone sottoposte a razzia e violenza, e raggiunsero l’apice nel 1944 durante i giorni immediatamente successivi l’operazione Diadem e lo sfondamento della linea Gustav da parte degli Alleati. Anche loro erano africani. Anche loro erano musulmani. Solo e sempre coincidenze???

LA CONFERMA DELLA VIOLENZA SESSUALE

«È stata drogata e poi violentata da un branco Desirée, la 16enne di Cisterna di Latina trovata morta tra venerdì e sabato scorsi in uno stabile abbandonato nel quartiere romano di San Lorenzo. Il procuratore aggiunto Maria Monteleone, cui sono stati comunicati oggi i risultati dell’autopsia, procede per omicidio e violenza sessuale aggravata. È in corso l’attività istruttoria per arrivare a identificare, alla luce di alcune testimonianze, i frequentatori abituali di quello stabile» scrive nella sua pagina online il quotidiano romano Il Tempo.

Ma mentre gli investigatori danno la caccia a questi scellerati è fondamentale che la società italiana prenda coscienza di quello che sta accadendo in Europa dove una giustizia ingarbugliata tra leggi ipergarantiste, arretrati da smaltire, carceri piene rende i giudici rossobuonisti assai comprensivi coi neri di pelle mentre sempre intransigenti coi neri di cuore: l’incubo del fascismo e del razzismo ossessionano la mente di molte toghe più degli stupri e delle ragazzine maciullate. Già abbiamo scritto dei dati inquietanti sull’emergenza degli stupri da parte di immigrati di colore (vedi link a fondo pagina) ma nonostante ciò continua a regnare una cultura di tolleranza verso il povero immigrato, sovente sbarcato con le Nike ai piedi e l’ultimo modello di I-Phone tra le mani, che è figlia dell’ideologia delle migrazioni indiscriminate sostenute dalla sinistra: poco importa se su quei barconi c’è solo qualche famiglia davvero disperata in fuga dalla guerra, solo qualche bravuomo in cerca di lavoro e speranza, se costoro sono un’esile minoranza in mezzo ad orde di energumeni ben pasciuti che vengono in Italia credendola il paese dei balocchi, di altri ancora che ci vengono in missione per conto di Allah per rimpinguare cellule dormienti degli integralisti della Guerra Santa.

Nei sette anni di maledetto governo del Pd – sostenuto dai presidenti Napolitano e Mattarella è bene sempre ricordarlo – si è radicata questa ipocrita cultura perbenista dell’accoglienza per tutti che da una parte penalizzerà gli stessi migranti bisognosi di asilo politico a causa della necessità, ormai improrogabile e sancita dalla stessa Unione Europea, di porre un freno agli sbarchi, dall’altra alimenta sachhe di disprezzo ed odio paradossalmente al contrario.

E’ quanto accaduto oggi nel quartiere San Lorenzo di Roma nel covo dei pusher e stupratori della sedicenne Desirèe all’arrivo di un Ministro dell’Interno che non sta seduto a gingillarsi col telefono sulla scrivania laccata ma scende in campo come fanno le sue forze di polizia. Un blitz simbolico ma anche tecnico: un sopralluogo per capire come in un paese che dovrebbe essere democratico e civile possano esserci palazzi dove si consumano stupri ed uccisioni ad opera di un branco di bestie che agisce con lo stesso brutale disprezzo verso la vita altrui dei guerriglieri assatanati di Boko Haram o dei marocchini francesi della seconda guerra mondiale.

Tra gli applausi dei cittadini onesti, che lì vivono e sperano possa tornare un luogo tranquillo dove uscire di sera non è come entrare nella giungla, ecco le contestazioni, i fischi, gli insulti “sciacallo” di quegli asini di sinistra dei centri sociali che nel cuore hanno posto solo per l’odio verso l’altro con un razzismo che non è di pelle ma ideologico. Difendono il nero come scusa per attaccare chi profuma di destra, di ordine e di istituzione. Ed essendo asini si sentono più vicini alle belve che hanno stuprato ed ucciso Desirèe piuttosto che a chi cerca di dare la caccia ai colpevoli. Tanto è l’odio che hanno versato nei loro cuori i cattivi maestri anarkomunisti che non hanno più nemmeno il senso della pietà per la memoria di quella ragazza, per il pensiero a quel giovane corpo violato e privato della vita che non ha ancora avuto nemmeno la misericordiosa sepoltura.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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ALLARME STUPRI NERI – IL DRAMMA DI PAMELA
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