ADDIO ANTONIO! MARTIRE DELLA JIHAD

L’ITALIA DA’ L’ULTIMO SALUTO AL GIOVANE 
UCCISO DA UN ISLAMICO A STRASBURGO:
BANDIERE A MEZZ’ASTA PER LUTTO NAZIONALE
E DIRETTA TG1 DEI FUNERALI A TRENTO

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

C’è solo la bandiera tricolore che ricopre il feretro a fare forza ai familiari di Antonio in un clima prefestivo surreale. L’abbraccio dello Stato italiano, spesso dimentico dei suoi eroi, oggi celebra l’assurda morte di un giovane intraprendente giornalista cui è stata negata la vita dalla follia assassina di quel mostro chiamato Jihad. Ma nemmeno il drappo della Repubblica basta a dare un senso ad una tragedia insensata e feroce proprio perchè perpetrata in quei mercatini che sono simbolo di un lieto miracoloso evento per tutti i Cristiani, come quelli della famiglia Megalizzi, ma rappresentano una gaia ricorrenza per il mondo intero. Fatta eccezione per gli islamici integralisti che proprio nel Natale vedono l’epifenomeno di una religione da distruggere. E stavolta uno di loro, un criminale incallito e invasato di Allah, c’è riuscito. Ecco perché tutto ciò rende ancora più atroce e stridente le stelle di Natale, le candele rosse e tutti gli ornamenti liturgici dell’Avvento intorno alla bara dove giace un martire inconsapevole dell’occidente cristiano e delle sue conquiste di libertà.

Poco dopo la mezzanotte di martedì 18 dicembre il feretro di Antonio Megalizzi è arrivato alla chiesa di Cristo Re in via Giacomo Bresasola dove da ieri è stata aperta la camera ardente per dare l’ultimo saluto al giovane giornalista radiofonico trentino vittima dell’attentato terroristico della scorsa settimana a Strasburgo. Stanotte ad accogliere la salma, oltre a papà Domenico e alla fidanzata Luana Moresco che l’hanno accompagnata nel lungo viaggio dalla città francese, c’erano la mamma Annamaria e la sorella Federica che avevano anticipato il rientro a Trento. Nella chiesa di Cristo Re c’erano diversi giovani ma anche l’arcivescovo Lauro Tisi, il sindaco del capoluogo trentino Alessandro Andreatta, il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini e il governatore trentino Maurizio Fugatti già presente ieri pomeriggio a Ciampino assieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La camera ardente è allestita nella chiesa del quartiere dove Antonio viveva con la famiglia di fede cristiana ed assai attiva in parrocchia. Numerosi cittadini hanno iniziato a sfilare davanti alla bara messa sull’altare. Presenti in chiesa la mamma e la sorella di Antonio. La camera ardente resterà aperta ininterrottamente fino al momento del funerale previsto per le ore 14,30 di oggi, giovedì 20 dicembre, in Cattedrale a Trento. Alle esequie saranno presenti anche il presidente della Repubblica e il presidente del Consglio, Giuseppe Conte. E’ stato deciso che ogni attività del tradizionale Mercatino di Natale sarà sospesa durante la cerimonia funebre. La Presidenza del Consiglio ha disposto lil lutto nazionale con ‘esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici dell’intero territorio nazionale in segno di lutto nel giorno delle esequie di Antonio Megalizzi. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi.

La camera ardente allestita nella chiesa di Cristo Re a Trento dove oggi si terranno i funerali di Antonio Megalizzi alla presenza delle massime autorità italiane

E’ mancato nel pomeriggio di domenica 16 dicembre Antonio Megalizzi, il giovane radiocronista di Trento, rimasto gravemente ferito nell’attentato terroristico di Strasburgo, lo scorso 11 dicembre. La triste notizia è stata confermata anche da fonti della Farnesina. Colpito alla testa da un proiettile, Megalizzi ha lottato alcuni giorni contro la morte, tenuto dai medici in coma farmacologico, a causa del proiettile che lo ha colpito in modo micidiale alla testa, tanto da non rendere possibile alcun intervento chirurgico.. Una giovane vita spezzata nel fiore degli anni: 29, esattamente quanti quelli del suo killer. Due ragazzi con storie diametralmente opposte: il classico bravo ragazzo lui, tutto studio, lavoro, fidanzata e famiglia, con un avvenire da giornalista radiocronista davanti; il criminale incallito l’altro, che, forse perché braccato dalla Gendarmerie per altri reati, decide di compiere il folle massacro in nome di Allah da tanto sognato dopo essere stato radicalizzato alla jihad in carcere, anch’egli morto, giovedì sera, ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia.

Antonio Megalizzi, 29 anni

Il papà Domenico,della vittima, la mamma Annamaria e la sorella, assieme alla fidanzata Laura Moresco, avevano raggiunto Strasburgo in auto per restare vicini ad Antonio, nella sua lotta disperata. Fino all’ultimo si è sperato di salvarlo. Gli specialisti delle strutture di neurochirurgia dell’ospedale Molinette e di rianimazione dell’ospedale Cto dell’Azienda ospedaliera universitaria Città della Salute di Torino si erano offerti di valutare il quadro clinico di Antonio. Ma la situazione purtroppo era troppo compromessa, con i danni subiti dal cervello. E il giovane reporter si è spento. La Procura di Roma, intanto, ha aperto un fascicolo in cui si ipotizzano i reati di strage e attentato con finalità di terrorismo.

«Antonio è veramente un bravo ragazzo, non fuma, non beve, è preparato, durante le discussioni non esce mai dal solco della correttezza e del rispetto delle persone. Con mia figlia Luana fanno una coppia perfetta», raccontava ancora Moresco, il padre della fidanzata. Era figlio di Domenico, ferroviere, emigrato da Reggio Calabria nel 1985 dove si è sposato con Annamaria e nel maggio 1989 è nato Antonio e poi Federica, sorella di Antonio, da poco laureata. L’intera famiglia Megalizzi – riferisce l’Arcidiocesi di Trento – è molto attiva nella comunità di Cristo Re. La mamma Annamaria, in particolare, è catechista parrocchiale. Antonio Megalizzi era a Strasburgo da domenica scorsa per seguire l’assemblea plenaria dell’Europarlamento per la radio Europhonica. Il giovane, che collaborava con alcune testate trentine, seguiva un master sulle istituzioni europee e stava per diventare pubblicista dopo gli studi all’università di Verona e quelli in Studi internazionali all’università di Trento. Andrea Fracasso, direttore della Scuola di Studi internazionali, ricorda Antonio come «un europeista convinto e un giovane tenace, una persona motivata e curiosa, un appassionato di Unione europea e di europeismo».

JIHADISTI: IL DOSSIER DEGLI 007

Un pensiero riguardo “ADDIO ANTONIO! MARTIRE DELLA JIHAD

  1. Che il buon Dio – la morte ed il sacrificio di questo nostro giovane fratello Antonio Megalizzi non la rende invano – illuminando la mente ed il cuore di ogni uno di noi indirizzandoci all’amore universale. Antonio, dal Cielo, proteggi i tuoi affetti più cari dandogli la forza di superare questi tristi ed atroci momenti. I figli devono “seppellire” i genitori ma mai i genitori i figli : questa resta la più grande sofferenza umana.

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