SGOZZATE DAI DEMONI DEL FALSO PROFETA

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SEQUESTRI E STUPRI DELLE INFEDELI
COME INSEGNA LA SURA DEL CORANO:
I JIHADISTI DI MAOMETTO SI FILMANO
CON LA BANDIERA ISIS PRIMA DELLE ESECUZIONI.
L’ATROCE VIDEO DELLA DECAPITAZIONE
DIVIDE I SOCIAL MA E’ AUTENTICO

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

Sgozzate con crudele e diabolica premeditazione. Ma solo dopo aver girato il video di rivendicazione con la bandiera nera dell’Isis sullo sfondo. E’ l’inquietanto dettaglio rivelato dal procuratore di Rabat che ha fatto arrestare i quattro marocchini sunniti-salafiti di fatto divenuti una sorta di kamikaze dopo l’autodenuncia dei due omicidi nel filmato. E’ l’ennesima conferma della follia demoniaca ispiratrice di questi seguaci della Jihad e del falso profeta, o “impostore” come era chiamato Maometto da quel San Giovanni Bosco che studiò così bene l’Islam da chiamarlo semplicemente “maomettismo” in quanto ritenuto un culto religioso farlocco, inventato con una miscellanea di Giudaismo, Cristianesimo e paganesimo. E la decapitazione di una delle due turiste scandinave perpetrata con torvo accanimento solo per ergerne la testa quale trofeo in video di un minuto e quindici secondi è la riprova conclamata che non vi è più né cuore né anima in queste bestie accecate da livore luciferino ma peraltro giustificate dal loro stesso credo. A tal punto che può ritenersi davvero un autentico musulmano quello che onora la Jihad ed in ossequio ad essa anche i dettami del Corano che legittimano il sequestro e lo stupro delle infedeli occidentali (cristiane o no ormai non fa più differenza): esattamente quanto capitato alle sfortunate Maren e Louisa, le due studentesse nordiche uccise durante la loro escursione in Marocco, rivenute entrambe sgozzate; una di loro addirittura decapitata. Intanto la polizia marocchina ha comunicato di aver arrestato altre cinque persone per terrorismo: non è chiaro se il complotto che stavano pianificando questi ultimi fosse anche in relazione agli autori del duplice assassinio.

L’ATROCE VIDEO PUBBLICATO PER SCUOTERE I BUONISTI

Fotogramma del video agghiacciante della decapitazione. VISIONE SCONSIGLIATA A PERSONE SENSIBILI

Un’esecuzione spietata ed atroce compiuta da uno dei quattro terroristi islamici, con aiuto di un complice che teneva ferma la vittima della carneficina mentre un terzo riprendeva l’intero crudele, cruento rituale che pare uscito da un sabba delle bestie di Satana più che dai cultori di una delle religioni monotesiste più diffuse nel mondo. Ma nessuno dei cosiddetti islamici moderati ha urlato la sua ferma condanna a questo macabro duplice assassinio. Proprio per questo Gospa News, agenzia d’informazione cristiana, ha voluto pubblicare il filmato (nel precedente articolo linkato a fondo pagina) suscitando anche le contestazioni di alcune persone sui social per la crudezza delle immagini. Sia gli investigatori danesi che quelli norvegesi, connazionali della giovane che risulterebbe decapitata, hanno affermato che non esistono motivi per non ritenerlo autentico anche in virtù dell’altro video (anch’esso linkato nel precedente articolo) in cui i quattro marocchini ritenuti vicini a organizzazioni jihadiste, uno di loro con precedenti specifici per terrorismo, rivendicano la paternità delle esecuzioni ancora prima di compierle, come acclarato e confermato alla BBC dalla Procura reale di Rabat. Determinati a compierle a qualsiasi costo per dare testimonianza della loro fedeltà alla Jihad e ad al terrorista iracheno Ibrāhīm al-Badrī, più noto col nome di battaglia di Abū Bakr al-Baghdādī, fondatore dello Stato Islamico (Is o Isis).

Il terrorista iracheno Abu Bakral-Baghdadi, fondatore dello Stato Islamico Isis

Nonostante questa atroce decapitazione, nonostante il silenzio degli islamici perbene, i buonisti occidentali alzano la voce con il solito mantra che non tutti i musulmani sono terroristi cui è però sempre facile rispondere che ormai, nel terzo millennio, tutti i terroristi sono musulmani. Non solo. Si arrampicano sugli specchi della censura storica per rimembrare analoghi crimini compiuti dagli italiani nella guerra di Etiopia scordandosi che il contesto è completamente differente. Primo perché si fa riferimento ad un secolo fa durante il quale la civiltà occidentale, nata sulle orme della Cristianità sopravvissuta agli attacchi dei vari califfati (Poitiers, 732 e Vienna 1683), si è depurata almeno nella coscienza dagli istinti di guerra (rimasti nelle azioni di vari statisti come l’ipocrita Nobel per la Pace Barack Obama), ma secondariamente proprio perché quegli efferati crimini degli europei colonialisti avvennero in un contesto di guerre, giuste o sbagliate che fossero, e colpirono perlopiù i militari avversari. Ecco perché questo video è ben diverso da quelli dei militari catturati dall’Isis e decapitati davanti alle telecamere con giustizia sommaria ma di contesto marziale. E’ infatti sconcertante dover annoverare tra le vittime di queste brutali esecuzioni due ragazze inermi ed innocenti: tanto inermi ed innocenti da rievocare però quelle degli stupri e dei femminicidi compiuti dai partigiani rossi dopo la Liberazione d’Italia, quando ormai il conflitto era terminato (vedi link a fondo pagina Stupri musulmani e partigiani). Come quegli italici aguzzini oggi i quattro salafiti hanno infierito con l’onta degli abusi sessuali prima di uccidere. Come quei comunisti senzadio, tra cui pullulavano nomi di battaglia diabolici quali Satana e Lucifero, stupravano ed ammazzavano persino ragazzine come la 13enne Giuseppina Ghersi perché ritenute immonde in quanto filofasciste, alla stessa stregua, ieri come oggi, i musulmani violentano le ragazze perché ritenute impure come sostieme il Corano. Ma in aggiunta uccidono con barbarie da macellai disumani. Proprio per mostrare a quale livello di crudeltà ed atrocità giunge questa cultura religiosa ho ritenuto di pubblicare il video che nessuno dei benpensanti è costretto a vedere. Anzi. Ne sconsiglio assolutamente la visione alle persone molto impressionnabili. Ma è solo guardando i gesti ossessi quanto meticolosi di questi demoni della morte che si può comprendere la bieca malvagità con cui causano la sofferenza a vittime innocenti. Le critiche dei puritani della vista, più che dell’anima, maggiormente scandalizzati dal filmato diffuso sui social che dalla decapitazione in sé, ricordano quelle di chi gridò allo scandalo quando Mel Gibson, ispirandosi a ogni fonte storica e rivelazione agiografica cristiana, ricostruì, frustata dopo frustata, piaga dopo piaga, urla dopo urla, il calvario di Gesù Cristo nel film The Passion.

 

LA LEGGE DELLA SPADA INSEGNATA DA MAOMETTO

Ritratto di Maometto

Se sgozzare una ragazza inerme ed innocente che urla, immobilizzarla in due per decapitarla è un’azione perpetrabile solo da esseri disumani ed anime indemoniate come quelle dei fanatici dell’Isis (sui quali esiste già persino la teoria di una modificazione genetica che spiego più avanti), il sequestro e lo stupro delle infedeli è una pratica legittimata chiaramente da un passo del Corano. Prima di leggerlo però, facciamoci spiegare da San Giovanni Bosco, sulle cui virtù spirituali, intellettuali e sociali credo pochi possano obiettare, perché Maometto è diventato tanto importante pur essendo ritenuto impostore ed ignorante dai suoi stessi contemporanei arabi. «Maometto propagò la sua religione, non con miracoli o colla persuasione delle parole, bensì colla forza delle armi – riferisce don Bosco spiegando il Maomettismo ai bambini (link sotto La verità sull’Islam) – Religione che, favorendo ogni sorta di libertinaggio, in breve tempo fece diventar Maometto capo di una formidabile truppa di briganti. Insieme con costoro scorreva i paesi dell’Oriente guadagnandosi i popoli, non coll’insinuare la verità, non con miracoli o con profezie; ma per unico argomento egli innalzava la spada sul capo dei vinti gridando: o credere o morire». Nel ricordare ai denigratori del Cristianesimo che tale dottrina si è diffusa nel mondo grazie al sangue dei martiri e dei missionari, e non alle armi dei conquistadores che si facevano scudo della religione cattolica per i loro loschi mercimoni, è facile, da cristiano, citare le parole di Gesù nel capitolo 12 del Vangelo secondo Matteo: «Ma se è con l’aiuto dello Spirito di Dio che io scaccio i demòni, è dunque giunto fino a voi il regno di Dio. Come può uno entrare nella casa dell’uomo forte e rubargli la sua roba, se prima non lega l’uomo forte? Allora soltanto gli saccheggerà la casa. Chi non è con me è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde».

 

GLI ABUSI SULLE DONNE INFEDELI LEGITTIMATI DAL CORANO

Un musulmano durante la lettura del Corano

Seguendo la logica del santo e quella del Vangelo sarebbe persino troppo agevole spiegare l’Islam come una religione di Satana perché propalata da un falso profeta che non era certo con Cristo (astutamente riconosciuto quale profeta da Maometto per avvicinarsi alle comunità cristiane arabe). Ma preferisco citare il Corano per evidenziare i dettami che giustificano ogni abuso contro le donne. Inequivocabile il contenuto della Sura IV dedicata ad An-Nisâ’ (Le Donne) che al versetto 24 recita: «Vi sono vietate tra tutte le donne, quelle maritate, a meno che non siano vostre schiave. Questo è ciò che Allah vi prescrive». Praticamente un invito a fare schiave le nemiche della fede islamica, ovvero tutte le donne cristiane e di altre religioni, e ad abusarne! Un suggerimento che come ben sappiamo è stato preso alla lettera dai guerriglieri nigeriani di Boko Haram come dai militanti dell’Isis e di altre organizzazioni terroristiche. Mentre l’Occidente si lava la coscienza conferendo il Nobel per la Pace alla 25enne Nadia Murad Basee Taha, l’attivista per i diritti umani irachena rapita nel 2014 e tenuta in ostaggio da parte dello Stato Islamico insieme alle altre centinaia di yazide stuprate e trattate come schiave sessuali, nessuno dei buonisti ha il coraggio di ammettere che l’invito alla riduzione in schiavitù sessuale è scritto chiaramente nel Corano e sta facendo vittime ovunque.

 

STRASBURGO: IL SALAFITA UCCIDE ANCHE IL MUSULMANO

Cherif Chekatt, ucciso intorno alle 21 di giovedì 13 dicembre dalla Polizia a Strasburgo

Senza entrare nel merito storico-politico del perverso conflitto musulmano che da sempre vede contrapposti gli sciiti – rigorosi nella Sharia fino a condannare il festeggiamento del Natale come in Iran (vedi link sotto Cristiani perseguitati) ma moderati nell’interpretazione della Jihad – con i sunniti che predicano ed attuano la guerra santa, dal Marocco torniamo in Europa per evidenziare le analogie tra le due carnaficine compiute da estremisti islamici della stessa etnia e confessione religiosa nel giro di una settimana. Mi riferisco all’attentato dei mercatini di Strasburgo che ha fatto cinque vittime addolorando anche l’Italia per la morte del giovane radiocronista trentino Antonio Megalizzi. Ebbene Chefir Chekatt, il 29enne nato in Francia autore della strage e morto in un conflitto a fuoco con la polizia, era di etnia magrebina, figlio di padre algerino e mamma marocchina, e di orientamento religioso salafita, la branca più integralista dei sunniti, come il padre ed il fratello maggiore, assiduo frequentatore della moschea. Criminale fin da piccolo, Chefir ritrovò il fervore religioso fino alla radicalizzazione in carcere; nella sparatoria per le vie della città alzaziana dell’11 dicembre uccise al grido Alla Akbar puntando la pistola alla fronte delle sue vittime, come in un’esecuzione da boia, incurante che una di loro, Kamal Naghshbandi, il quarantenne meccanico di origini pakistane, fosse pure musulmano. Ebbene i quattro arrestati per l’efferato duplice assasinio delle studentesse escursioniste Louisa Jesperen, danese 24enne e Maren Ueland, norvegese, di 28 anni, avvenuto nella notte tra il 16 ed il 17 dicembre in Marocco, sono anche loro marocchini di devozione salafita. I trentacinquenni Rachid El Afati ed Abderrahmane Khayali di Marrakech ed i più giovani Younes Ouaziyad, 27, e Abdessamad Joude, 25, entrambi nati a Marrakech, hanno rivendicato i bestiali omicidi delle due turiste per i jihadisti dell’Isis morti in Siria: «In ossequio ad Allah e all’emiro dei credenti al Baghdadi e in sostegno ai nostri fratelli a Hajin, diciamo al Califfo dei musulmani che ha dei soldati nel Maghreb che solo Allah conosce e questi vanno avanti per far prevalere Allah». Così come Chekatt si era vantato, col taxista sequestrato nella fuga dopo il massacro, di aver agito per la Siria.

LA FEROCIA DISUMANA DEGLI ASSASSINI E I SOSPETTI GENETICI

Lo studioso Thomas Horn mostra il kit per le modifiche del Dna Cripr/Cas9.                                                   CLICCA SULL’IMMAGINE PER VEDERE LA TRASMISSIONE SUPERNATURAL di Sid Roth

Fanatici tutti e cinque fino al suicidio: i quattro con un video di autodenuncia da kamikaze che potrebbe costargli anche la pena di morte (in vigore in Marocco ma sospesa da anni), l’altro invece di cercare la fuga (come fece il tunisino salafita Anis Amri dopo la strage col tir ai mercatini natalizi di Berlino nel 2016) è rimasto a Strasburgo vagando per le strade fino a sfidare la brigata antiterrorismo della Gendarmerie in un conflitto a fuoco. Giovani musulmani ossessionati dalla sequela del sanguinario Maometto, posseduti dal demone della Jihad direbbe l’esorcista padre Gabriele Amorth, al di là di ogni esitazione, inquietudine o resipiscenza emotiva, risoluti nel compiere azioni da boia disumani e diabolici. Tanto da riportare alla mente una teoria dello studioso americano Thomas Horn, scienziato, pastore e profeta della Chiesa Pentecostale, famoso per aver predetto l’abdicazione di Papa Benedetto XVI nel suo libro Petrus Romanus. Nei suoi studi di biogenetica sui pericoli del transumanesimo, la dottrina filosofica e scientifica che conta centinaia di bilionari tycoon della Silicon Valley tra i suoi seguaci convinti di poter modificare e migliorare la natura umana attraverso l’eugenetica e la cibernetica, Horn ipotizzava già nel 2016 che la folle ferocia omicida dei jihadisti potesse addiritura essere frutto di una manipolazione genetica realizzata con il kit per le modifiche del Dna facilmente reperibile da qualsiasi scienziato: il sistema CRISPR/Cas9. Non sembrino teorie da fantascienza perché gli esperimenti di genetica transumanista sono incoraggiati e finanziati dalla Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency) l’agenzia di ricerca del Pentagono sui progetti di difesa Usa. Gli stessi Usa che, per volontà di Obama, hanno finanziato l’Isis (vedi sotto link ad articolo I cospiratori contro Assad). Ma soprattutto non è fantascienza perché le “figlie” del leggendario dottor Frankestein della scrittrice Mary Shelley britannica hanno visto la luce il mese scorso in Cina facendo insorgere i difensori della bioetica: sono Lulu e Nana, le prime gemelle nate da embrioni geneticamente modificati proprio con la Crispr/Cas9. Ma di tutto ciò parleremo in modo più articolato nei prossimi reportages a puntate sui pericoli del Transumanesimo…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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