LA VENDETTA DEL CREATO SUI MUSULMANI

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NELLA CIVILTA’ CRISTIANA
LE STRAGI DEI SOLDATI DI MAOMETTO
NELL’ASIA MUSULMANA
L’OLOCAUSTO DELLA NATURA.
IL VIDEO DELLO TSUNAMI SUL CONCERTO

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

San Paolo, Lettera ai Romani (12,17-21) «Non fate le vostre vendette, cari miei, ma cedete il posto all’ira di Dio; poiché sta scritto: A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore».

Dal Vangelo secondo Matteo (10,26-29): «Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia».

EUROPEI AMMAZZATI DA ISLAMISTI, MUSULMANI UCCISI DALLA NATURA

Piaccia o non piaccia a tiepidi cristiani ed atei incalliti per Gesù Cristo la morte corporale non è il centro della vita dell’uomo bensì la sua anima. In epoca di relativismo scientemente ordito dalla massoneria teista ed ateista e di mondanizzazione propapalata dal consumismo capitalista (figlio dei medesimi padri) è arduo deglutire nella coscienza queste frasi del Figlio del Dio di Abramo ed Israele, unico culto religioso sopravvissuto da circa 7 millenni ad ogni tentativo di distruzione. Ciò non toglie che esse possano essere meditate in questi giorni di morte, nel vicino Occidente sempre meno cristiano come nel lontano Oriente sempre più musulmano, proprio nel periodo dell’Avvento del Salvatore e della ricorrenza del Natale celebrata anche da atei, laici e pagani. Ebbene le parole evangeliche di Gesù, come quelle sull’ira di Dio di San Paolo, potrebbero dare un senso anche alle più atroci tragedie tanto da indurre a registrare una curiosa concomitanza: mentre in Europa ed in Marocco cittadini figli della cultura cristiana e del libero arbitrio muoiono ammazzati come animali dai seguaci della Jihad predicata da Maometto nel Corano per imporsi sugli infedeli, centinaia di musulmani devoti ad Allah dell’Indonesia, ancora una volta, vengono sterminati dalla natura che, per chi crede, ha il nome miracoloso e meraviglioso di Creato. Non è in questa riflessione che voglio soffermarmi a sbugiardare la teoria dell’evoluzionismo darwiniano sempre più smentita da autorevoli scienziati sostenitori del Creazionismo; non è questo il contesto in cui fare discettazioni geologiche sulle grandi caldere che potrebbero causare, da un giorno all’altro, alcuni scenari dell’Apocalisse profetizzato dall’apostolo evangelista san Giovanni. E’ il momento per registrare questa coincidenza, secondo i cinici laici, o ultimatum della Divina Provvidenza secondo i veri cristiani.

LA DEVASTAZIONE DELLO TSUNAMI IN INDONESIA

L’attimo in cui l’onda anomala si abbatte su un concerto rock a Giava seminando distruzione e morte. CLICCA SULL’IMMAGINE PER VISIONARE IL TERRIFICANTE VIDEO DI AL JAZEERA

«Un’onda di tsunami ha devastato le spiagge attorno allo stretto della Sonda, che separa le isole di Giava e Sumatra, in Indonesia. Il drammatico bilancio, ancora purtroppo provvisorio, è di almeno 222 morti e 28 dispersi, i feriti sono 843 feriti: il numero delle vittime “crescerà sicuramente”, ha ammonito il presidente indonesiano Joko Widodo, mentre i soccorritori sottolineano che molte delle aree colpite non sono state ancora raggiunte – narra l’Ansa – Al momento, non ci risultano vittime tra gli stranieri, tantomeno australiani”, ha detto il premier australiano Scott Morrison, mentre l’Unità di crisi della Farnesina e l’ambasciata d’Italia a Giacarta “sono attive per prestare ogni assistenza necessaria ai connazionali sul posto”. La massa d’acqua ha distrutto decine di abitazioni e danneggiato “seriamente” 9 hotel. L’onda ha fatto strage tra gli impiegati della compagnia statale Pln, riuniti per celebrare la fine dell’anno. Le immagini mostrano l’onda devastante che si abbatte sul palco dove una band rock, i Seventeen, stava suonando per l’evento: il bassista è rimasto ucciso insieme al manager, altri 4 componenti del gruppo risultano tra i dispersi». La devastazione può essere compresa e vista in un video postato su youtube proprio da Al Jazeera, la tv politicamente corretta che fiancheggia i soldati di Allah in tutto il mondo celebrandone le gesta eroiche o velando con poco risalto quelle più infamanti. L’Indonesia è il più grande paese musulmano al mondo per numero di credenti, con circa 202,9 milioni di fedeli (l’87,2% della popolazione indonesiana nel 2011). La maggior parte di essi è di professione sunnita (99%): ovvero quell’orientamento islamico che vive la Sharia rigorosa, legitima le spose bambin e predica la Jihad ad oltranza da cui sono nati i fanatici salafiti come gli assassini del mercatino di Strasburgo e delle turiste in Marocco. Nel giorno dedicato al primo martire cristiano Santo Stefano, il 26 dicembre 2004, uno dei più micidiali tsunami della storia fece 226mila morti. Cento volte di più di quelli causati dall’attacco alle Twin Towers di New York dai jihadisti in quell’11 settembre che voleva vendicare la sconfitta dell’impero ottomano nel 1683 a Vienna ad opera della Lega Santa: l’alleanza intessuta da Papa Innocenzo XI facendo appello a tutti i regnanti cristiani grazie ai consigli ed alle mediazioni diplomatiche del frate cappuccino Marco d’Aviano, al secolo Carlo Domenico Cristofori.

I 13 TERREMOTI PIU’ MICIDIALI TUTTI IN PAESI NON CRISTIANI

Un’istantanea dello tsunami che colpì l’Oceano Indiano nel 2004.                                                                                CLICCA SULL’IMMAGINE PER IL VIDEO DEL DISASTRO

Con ogni probabilità un esperto geologo smanioso di fama tra gli illuminati scientisti sarebbe in grado di dimostrare che esiste una spiegazione tecnica a giustificare il fatto che i 15 terremoti che hanno mietuto più vittime nella storia con oltre 100mila morti sono avvenuti in paesi non cristiani con due eccezioni che analizzeremo a parte: da quello del più grave olocausto che fece intorno agli 800mila morti nel 1556 a Shaanxi al più recente del 1976 a Tangshan ben 5 sono occorsi nella Cina ateista delle dottrine filosofiche prima e del comunismo poi (Haiyuan 1920, Hongdong 1303, Zhili 1290). Nell’Iran (o Persia) dei musulmani Abbassidi ne capitarono due per un totale di quasi mezzo milione di vittime (Damghan 856 e Ardabil 893), a solo qualche decina di anni di distanza dalla costruzione della nuova capitale Baghdad (762) che sappiamo quanto sia divenuta fulcro della Jihad. Rimanendo al medioevo ed in medioriente va citato indubbiamente il sisma della Siria del 1138 che causò 250mila morti ad Aleppo divenuta il centro della reazione islamica contro i crociati e di lì a breve governata dal feroce conquistatore curdo Saladino, fondatore della dinastia degli Ayyubidi, che riunì sotto un’unica guida le diverse fazioni islamiche e pose fine alla terza crociata. Tra i più disastrosi terremoti in aree musulmane c’è come detto anche quello dell’Oceano Indiano del 2004: a dimostrazione che Allah non sembra molto bravo nel risparmiare i suoi fedeli a differenza di Jahvè. Nel cattolico Cile, infatti, il terremoto più devastante della storia dell’umanità che colpì Valdavia nel 1960 con una magnitudo 9,5 uccise “solo” 3mila persone. Neppure lo Scintoismo giapponese che divinizza la natura è riuscito a scongiurare le 105mila vittime di Kanto nel 1923. Nel cuore della devozione voodoo, ad Haiti, nel 2010 si sono pianti ben 230mila morti, più del doppio dei 110mila del sisma di Asgabat, nel Turkmenistan musulmano dell’Urss comunista. Un’eccezione a questi apocalittici olocausti in aree non cristiane è rappresentata dai due terremoti che colpirono l’Impero Bizantino ad Antiochia nel 526 e ad Aleppo nel 533 avvenuti però al culmine della diffusione dell’eresia ariana in contrasto alla religione ufficiale cristiana. Orbene secondo il filo logico di queste suggestive “coincidenze” risulterebbe anomala la strage di 123mila siciliani fatta dal terremoto di Messina nel 1908. Ma chi conosce bene la storia sa bene cosa accadde nel 1960 nel porto siculo di Marsala con lo sbarco dei Mille del guerrigliero massone Giuseppe Garibaldi finanziato dal “fratello” inglese Lord Palmerston della Grande Loggia d’Inghilterra, laicista ed anticlericale. Ammesso e non concesso questo “segno” quale castigo di Dio perché proprio nel 1908? Basta rammentare chi nel 1907 divenne Sindaco di Roma, la città dove in martiri santi Pietro e Paolo versarono il loro sangue: Ernest Nathan, già Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e acclamato sindaco in virtù della precedente Breccia di Porta Pia con cui il Regno d’Italia costituito dai garibaldini strappò una buona parte del Regno Pontificio al Papa, vicario di Cristo sulla terra. «Le ore ritornano sempre sul grande quadrante della storia» lo disse Giovanni Paolo II, al secolo Karolo Wojtyla, sopravvissuto miracolosamente alle persecuzioni naziste prima e comuniste poi. C’è da cominciare a credergli!

UNIONI GAY E CROLLO DELLA BASILICA DEL PATRONO D’EUROPA

La Basilica di San Benedetto a Norcia prima e dopo il crollo

Questa riflessione ci rimanda dritti dritti ad una polemica innescata due anni fa dal teologo dominicano Giovanni Cavalcoli con un intervento su Radio Maria che suscitò la reazione sdegnata delle lobby gay e la sua immediata censura da parte del Vaticano. Il frate mise infatti in correlazione l’approvazione della legge sulle Unioni civili, varata dal governo del Pd di Matteo Renzi nel maggio 2016 per adeguarsi agli orientamenti dell’Unione Europea, con la scia di onde sismiche che culminarono nelle scosse devastanti del 24 agosto e del 30 ottobre, tali da far crollare persino la Basilica di San Benedetto di Norcia, antica culla del monachesimo medievale ma anche altare del patrono di quell’Europa cui Bruxelles negò il risconoscimento delle radici storiche cristiane per essere più libera di approvare leggi Ue laiche a favore dell’omosessualità e dell’eutanasia. Molto semplice e schietto il ragionamento di monsignor Cavalcoli: «Catechismo, Scrittura e dottrina sono chiari e nessuno è autorizzato a cambiarli. Dio manda i castighi e il terremoto lo è davanti ai nostri peccati, come ogni catastrofe. Dio castiga quando l’uomo pecca e non si pente. Il castigo divino è una risposta all’azione dell’uomo.  Faccio un esempio. Se mi bevo dieci litri di liquore e dopo muoio, me la sono cercata e questo è il mio castigo. La Sacra Scrittura è piena di castighi di Dio». Nonostante ciò, nella pur sempre cristiana Italia, gli sciami sismici che perdurarono dall’estate 2016 all’inverno 2017 nelle regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria fecero soltanto 299 vittime.

MALEDETTA O BENEDETTA MORTE?

San Francesco d’ìAssisi

Ma torniamo all’incipit di questo scritto: la morte. Evento doloroso, traumatico e sconvolgente dell’esistenza umana, forse più per chi resta che per chi parte, rimane un mistero insondabile nel cuore della pietà di Dio che può anche concederla per il bene dell’individuo, come recita anche la preghiera “porta in cielo le anime più bisognose della tua misericordia”. In tanti anni di cronaca nera ho provato a spiegarmi così la morte prematura, improvvisa ed assurda dei bimbi innocenti di famiglie sbandate che chissà quali empietà avrebbero subito o fatto nella loro crescita. Rimane aperta l’ultima macroscopica incognita sulla morte violenta che proprio la strage di Strasburgo ed i barbari assassini delle due turiste scandinave in Marocco evocano, scontrandosi con quella frase evangelica: «Neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia». Non ci sono risposte dinnanzi a queste immani tragedie che quantomeno hanno il potere di scuotere coscienze addormentate. Posso solo citare esempi opposti: San Giuseppe, padre putativo di Gesù, e San Giovanni apostolo, a lui fedele anche sotto la croce quando gli altri discepoli impauriti scapparono, sono entrambi trapassati semplicemente addormentandosi. I santi Barnaba e Paolo sopravvissero sebbene scagliati su una scogliera da un dirupo. La devotissima Santa Brigida è stata addirittura avvisata alcuni giorni prima del momento della sua morte. San Francesco giunse a benedirla: «Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male». Il fraticello d’Assisi si preoccupava soltanto della seconda morte: la condanna di Dio per i peccatori impenitenti. Jihadisti seguaci del falso profeta almeno lo sappiano…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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