DESIREE, STUPRATA DA VERGINE

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“ILLIBATA PRIMA DELLE VIOLENZE”
DALL’AUTOPSIA GIUDIZIARIA
UN’ALTRA VERITA’ SCIOCCANTE
SULLO STUPRO DELLA SEDICENNE
DROGATA E ABUSATA DA 4 AFRICANI

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

L’alibi della bestiale violenza di gruppo ai danni di una ragazzina precedentemente drogata era appeso alla facile asserzione dei suoi aguzzini che lei si fosse concessa spontaneamente in cambio degli stupefacenti. Ora un dettaglio scioccante, una prova scientifica inconfutabile emersa dall’autopsia giudiziaria fa crollare la tesi calunniosa secondo cui la sedicenne Desirèe Mariottini si sarebbe prostituita per pagarsi lan droga; ed aggrava ulteriormente la posizione degli immigrati africani arrestati per lo stupro ed il concorso nell’omicidio conseguente ad un mix miciciale di psicofarmaci e alcaloidi dopo due giorni di atroci sevizie. «Desirée Mariottini – ha scritto il medico legale nel referto della perizia necrosopica eseguita con valenza di incidente probatorio al processo – è deceduta a seguito di una crisi cardiocircolatoria. Inoltre, nel corso dell’esame autoptico, si è riscontrata una recentissima rottura imeneale».

La copertina del settimanale Giallo che sarà in edicola il 2 gennaio

La ragazzina di Cisterna d’Asti, dipinta da alcuni come una sbandata e per tale ragione persino oggetto delle offese di alcuni esponenti di sinistra (buonisti solo verso i neri), era ancora vergine; prima delle violenze avvenute nello stabile romano di via dei Lucani del quartiere San Lorenzo nella notte tra il 18 ed il 19 ottobre e subite in uno stato di incoscienza che l’ha portata alla morte anche a causa della crudele decisione dei suoi aggressori di non chiamare i soccorsi per non finire in galera. Quell’avverbio “recentissima”, usato non casualmente dal patologo incaricato dal Gip del Tribunale di Roma per certificare la rottura dell’imene virginale, come risulta dall’anteprima del settimanale Giallo che sarà in edicola il 2 gennaio (anticipata da Dagospia e Il Giornale), pesa come un macigno sui gravi indizi di reato che hanno fatto finire in carcere Mamadou Gara detto “Paco”, 27 anni, del Senegal, Brian Minteh detto “Ibrahim”, 43 anni, anche lui del Senegal, Chima Alinno detto “Sisco”, 46 anni, della Nigeria, e Yusif Salia detto “Youssef”, 32 anni, del Gambia, per i reati di omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e cessione di sostanze psicotrope.

LE ACCUSE CONTRO GLI ARRESTATI

Tali accuse sono state poi riviste dal Tribunale del Riesame cui i quattro avevano presentato istanza di scarcerazione: dopo l’udienza del 15 novembre scorso è infatti rimasta in piedi l’accusa di omicidio volontario solo per Mamadou Gara, per il quale sono però cadute l’aggravante di aver agito per motivi abbietti nella violenza sessuale di gruppo e quella della cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte di tre o più persone. Nei giorni precedenti lo stesso collegio del Riesame aveva fatto cadere l’accusa di omicidio volontario nei confronti degli altri extracomunitari finiti in carcere, il senegalese Brian Minteh e il nigeriano Chima Alinno, derubricando, come per tutti, la violenza sessuale di gruppo in uno stupro aggravato dalla minore età della vittima, e revocando la misura della custodia in carcere ad entrambi. I giudici del Tribunale della Libertà, dopo l’udienza del 29 novembre, hanno invece rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata da Yusif Salia, fermato dai poliziotti lo scorso 26 ottobre in una baracca del ghetto di Borgo Mezzanone nel Foggiano, incarcerato sia per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, essendo stato trovato in possesso di 11 chili di marijuana, 200 grammi di hashish e di metadone, sia per concorso in omicidio volontario e violenza sessuale. La circostanza della verginità della giovane al momento dei reiterati abusi è un elemento che avrà un grande peso nell’inchiesta e nell’eventuale processo in Corte d’Assise davanti alla giuria popolare (eventuale perché gli accusati di omicidio potrebbero richiedere il processo con rito abbreviato davanti all’unico Giudice dell’Udienza Preliminare) perché consentirà alla procura ed al legale della famiglia, l’avvocato Vittorio Masci, di respingere energicamenti le tesi del rapporto consensuale o giustificato da un compenso in droga in quanto l’autopsia conferma che prima della tragica notte la ragazza non si era mai concessa a nessuno. Un dettaglio che induce ad immaginare quanto siano state ancor più tremende le violenze per Desirèe. «Da quanto è stato possibile ricostruire durante le indagini, la ragazza apparteneva a una buona famiglia. I genitori sono persone perbene, stimate da tutti – evidenzia Dagospia sul sito – Non è vera nemmeno la circostanza secondo cui la 16enne viveva con la nonna. Le era molto affezionata, questo sì, e qualche volta andava a dormire a casa sua, ma la maggior parte delle notti le trascorreva a casa della mamma, a cui era stata affidata dal giudice dopo la separazione dei genitori».

DUE GIORNI DI VIOLENZA BRUTALE

Il container dove sono cominciati gli abusi sulla sedicenne incosciente per le droghe

Desirèe fu stuprata per ore a turno: elemento determinante a far scemare l’accusa di violenza di gruppo per la mancanza di contemporaneità, secondo l’inquietante dei giudici del Riesame biasimato da opinione pubblica e media (vedi articolo L’ultima violenza a Desirèe). Fu violentata persino quando era ormai priva di forze e, orrore nell’orrore, persino da morta. Come emerge dalle carte dell’inchiesta svelate dal settimanale Giallo gli investigatori pongono l’accento proprio sulla consapolezza degli stupratori che alternandosi negli abusi si accorgono della «condizione di incoscienza in cui si trovava la ragazza e che diventa con il trascorrere delle ore sempre più grave e intensa è riconosciuta da tutti coloro che sono presenti nel palazzo. Essa è chiara a coloro che l’hanno procurata, a coloro che ne approfittano, ai soggetti intervenuti per prestare ausilio, nonché a coloro che tale soccorso impediscono». Va infatti ricordata la tremenda frase riferita dai testimoni secondo cui i suoi aguzzini avrebbero persino gridato “Meglio lei morta che noi in galera”. Ma ecco come prosegue il resoconto degli inquirenti riportato da Giallo e Dagospia: «La persona offesa (Desirée Mariottini, ndr) manifesta, invero, sin dal pomeriggio del 18 ottobre, lo stato di stordimento strumentalizzando il quale gli indagati abusano di lei. Ma esso si aggrava, così da tramutarsi in una condizione di dormiveglia prima e incoscienza poi che viene immediatamente avvertita dai presenti allorché trasportano il corpo della ragazza dal container al capannone». Youssef, Ibrahim e Sisco ridimensionano la gravità delle condizioni della ragazza e impediscono che vengano allertati i soccorsi, assumendo lucidamente la decisione di sacrificare la giovane vita per garantirsi l’impunità o qualsivoglia fastidioso controllo delle forze dell’ordine dopo aver «abusato di Desirée solo per divertimento» come riferito da una testimone oculare, una ragazza giapponese.

IL TRAGICO RITROVAMENTO DELLA POLIZIA

La stanza dove per due giorni Desirèe è stata stuprata fino alla morte nello stabile di via Lucani a Roma

Nel suo articolato reportage infarcito di virgolettati espunti dalle relazioni ufficiali Giallo (e quindi Dagospia) evidenziano la drammaticità del ritrovamento da parte degli agenti della Squadra Mobile romana della Polizia di Stato, coordinati dal dirigente Luigi Silipo: «Alle ore 4.20 del 19 ottobre, personale del commissariato interveniva all’interno dello stabile sito a Roma, in via Lucani 22, per una segnalazione relativa al presunto decesso di una donna. Lo stabile in questione, i cui cancelli apparivano chiusi con dei lucchetti, era ritrovo solitamente frequentato da senzatetto e tossicodipendenti. Questi ultimi hanno certezza di trovare all’interno del predetto sostanza stupefacente, in particolare cocaina ed eroina. Avuto accesso all’edificio, per il quale si rendeva necessario l’intervento dei vigili del fuoco, gli agenti rinvenivano, riverso su un materasso, il cadavere di una ragazza dall’età apparente di anni 20/25 (in realtà ne ha 16 – ndr). I preliminari accertamenti sullo stato dei luoghi permettevano di rinvenire tracce del consumo di sostanze stupefacenti avvenuto in quel luogo e, inoltre, dal riscontro dattiloscopico (impronte digitali – ndr), si individuava il cadavere in questione come quello appartenente in vita a Desirée, nata a Latina il 13 settembre del 2002. Ciò che si è immediatamente evidenziato è che la persona offesa frequentava da qualche settimana il complesso in questione dove si recava per procurarsi sostanza stupefacente di ogni tipo che assumeva ivi (sul posto – ndr). In tali occasioni era entrata in contatto con le persone lì gravitanti, per lo più costituite da spacciatori, ricevendo da alcune donne il consiglio di stare molto attenta in quanto si trattava di un ambiente difficile e pericoloso».

Consigli che purtroppo la ragazzina non ha ascoltato nell’euforia di sperimentare quei paradisi artificiali che le hanno spalancato le porte di una morte infernale. Ma ora l’autopsia rende almeno giustizia al suo onore di donna ferocemente abusata. La sua svelata verginità cinge con un’aura di candore ed innocenza la sua memoria e la sua anima prematuramente scomparsa dalla terra per mano di alcuni immigrati. Migranti rimasti in Italia grazie ai permessi per motivi umanitari che hanno poi palesato di aver ben poco di umano e molto di belluino, sicuramente anche a causa dell’educazione musulmana che legittima agli islamici ogni abuso sulle femmine infedeli ed impure solo perché non devote ad Allah. Così come si sono sentiti giustificati nella loro mattanza i sedicenti jihadisti dell’Isis che hanno stuprato e sgozzato le due turiste scandinave in Marocco.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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SGOZZATE DAI DEMONI DEL FALSO PROFETA

L’ULTIMA VIOLENZA A DESIREE

l’opinione – BOKO HARAM E’ TRA NOI

STUPRI MUSULMANI E PARTIGIANI

 

 

 

http://m.dagospia.com/quando-e-stata-violentata-desiree-era-vergine-giallo-rivela-i-dettagli-choc-dell-autopsia-191426

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/desir-e-ora-spunta-dettaglio-sulla-violenza-era-vergine-1621883.html?mobile_detect=false

https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/desiree_mariottini_spacciatori_san_lorenzo-4148305.html

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