DOSSIER “007” ISIS-SRI LANKA: ISLAMICO COMUNISTA ARRESTATO

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I SERVIZI SEGRETI INDIANI RAW
CONOSCEVANO LA RETE DEI TERRORISTI:
FERMATO E RILASCIATO L’IMAM KAMIKAZE
IN CONTATTO COI JIHADISTI DELLA SIRIA.
IN MANETTE UN LEADER DELLA SINISTRA
SOSPETTI PURE SUL MINISTRO MUSULMANO

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

Una rete nel terrore internazionale che aveva come epicentro l’Isis, ramificazioni in Siria, in Australia e soprattutto nel Tamil Nuda della penisola meridionale indiana: dove fu fermato e poi rilasciato l’imam kamikaze. Un complotto stragista pianificato nei minimi dettagli dopo il quale sono stati sequestrati altri 87 detonatori, 150 candelotti di dinamite, migliaia di cuscinetti a sfera d’acciaio, messi negli ordigni per fare più vittime, e pure un drone. Per questo massacro è ora finito in manette persino uno dei principali esponenti della sinistra dello Sri Lanka, trascinando in un oceano di polemiche anche il leader nazionale del partito musulmano e attuale ministro.

Dopo le notizie frammentarie e contradditorie persino sul numero dei morti, saliti in settimana fino a 359 per poi precipitare a 253 nell’ultimo conteggio, il sangue continua a scorrere sull’isola per l’ennesima esplosione suicida di presunti miliziani estremisti braccati da reparti speciali della Polizia e dell’esercito. In un’abitazione nella città orientale di Sammanthurai i terroristi hanno risposto all’incursione delle forze dell’ordine prima a colpi di kalashnikov e poi facendo detonare vari esplosivi che hanno ucciso 15 persone tra cui sei bambini. Ma di ora in ora emergono particolari inquietanti soprattutto dal dossier dei servizi segreti indiani Raw, da cui erano partite le segnalazioni di allarme non ricevute dai politici, o non prese in giusta considerazione secondo alcuni. L’allarme resta altissimo e il messaggio dell’Ambasciata Usa su Twitter è assai eloquente: «Le autorità dello Sri Lanka stanno segnalando che potrebbero verificarsi ulteriori attacchi nei luoghi di culto. Evitate queste aree durante il fine settimana, a partire da domani, dal 26 aprile fino a domenica 28 aprile. Continua a rimanere vigile ed evitare grandi folle».

 

ARRESTATO UNO DEI LEADER DEGLI EX COMUNISTI

Il gruppo dei kamikaze nella foto pubblicata dall’agenzia Amaq come rivendicazione dell’Isis: l’unico a volto scoperto è l’imam Moulvi Zahram Hashim

L’ultima esplosione è assai similare a quella avvenuta domenica 21 aprile, poche ore dopo le stragi nelle tre chiese e nei quattro hotel, quando la polizia fece irruzione nella casa di Inshaf Ahmed Ibrahim e Ilham Ibrahim, due dei presunti leader degli attentati. Quando gli agenti Swat sono entrati nella residenza di famiglia a Dematagoda, un sobborgo della capitale Colombo, la moglie di uno dei fratelli, Fatima Ibrahim, ha fatto esplodere una bomba, uccidendo se stessa, la bambina di cui era incinta, altri tre bambini piccoli e tre poliziotti. I due fratelli erano già morti kamikaze negli attentati nell’hotel Cinnamon Grand e Shangri-La, insieme (pare) a Moulvi Zahran Hashmi, imam e fondatore del gruppo fondamentalista islamico srilankese National Thowfeek Jamaath, ritenuto in stretto contatto con lo Stato Islamico. E proprio questa organizzazione jihadista, martedì 23 aprile, attraverso la sua agenzia di stampa Amaq, ha pubblicato la foto degli otto bombaroli suicidi tra cui Zharan, unico a volto scoperto. Ma il coinvolgimento dei due fratelli Ibrahim ha trascinato in questo intrigo internazionale la politica con l’arresto di loro padre Mohammed Yusuf Ibrahim, uno dei più facoltosi commercianti di spezie dello Sri Lanka, presidente dell’associazione di commercianti Cta di Colombo ma anche candidato politico e sostenitore della Janatha Vimukthi Peramuna, il partito del Fronte di Liberazione Popolare nato nel 1965 sulle ceneri del Partito Comunista cingalese.

Mohammed Yusuf Ibrahim con il suo figlio più giovane Ijaz Ahmed: entrambi arrestati dalla polizia dopo gli attentati

Il suo coinvolgimento ha avuto grande eco sui media asiatici ed in particolare su uno indiano nel quale sono state ricostruite le falle nell’intelligence, allertata dai servizi segreti stranieri sull’imminenti attacchi, che mette in evidenza presunte correlazioni tra l’arrestato Ibrahim,  l’ex presidente Mahinda Rajapaksa ma anche con l’attuale Ministro dell’Industria e del commercio Rishad Bathiudeen, il quale ha già dovuto fare ben due conferenze stampa, riportate da Asian Tribune, per smentire la sua amicizia con l’imprenditore e ogni contatto del suo partito di matrice islamica coi terroristi. Il blocco dei social e dei servizi di msssaggistica deciso insieme al coprifuoco dal presidente della Repubblica Maithripala Sirisena non è bastato ad arginare l’ondata di polemiche contro il Capo dello Stato ed il Governo per l’assenza di contromisure idonee ad evitare il massacro, uno dei peggiori della storia della comunità cristiana degli ultimi decenni. Sia Sirisena che il primo ministro Ranil Wickremesinghe si sono dichiarati entrambi all’oscuro delle segnalazioni dell’intelligence ma secondo molti opinionisti ciò sarebbe avvenuto anche a causa della guerra politica in atto tra il presidente e Wickremesinghe, rimosso dal Capo dello Stato e reintegrato alla guida del Governo solo per intervento della Corte Costituzionale. C’è infatti un avvocato che definisce “menzogne” le dichiarazioni ufficiali dei due politici.

 

L’AVVOCATO OPINIONISTA: «MENZOGNE DAI POLITICI DELLO SRI LANKA»

Il primo ministro Ranil Wickremesinghe e il presidente Maithripala Sirisena

«“Il dollaro deve sempre passare di qui” deve essere il segno in cima al tavolo del presidente Maithripala Sirisena. Deve anche essere sui tavoli di diversi ministri del governo, incluso il primo ministro. Anche i loro predecessori devono averlo avuto quando sono arrivati lì. È un segno distintivo della politica dello Sri Lanka col passare del tempo. Tuttavia il superamento della magnitudine che abbiamo visto negli ultimi 5 giorni non ha precedenti. Il Presidente, il Primo Ministro e il Ministro della Difesa di Stato hanno tutti evitato le loro responsabilità. La colpa è stata opportunamente spostata dall’ispettore generale della polizia e dal segretario alla Difesa, che sono stati costretti a dimettersi in seguito». A scrivere un editoriale di fuoco è il webiste di controinformazione Colombo Telegraph, costituito da giornalisti espatriati o personalità auorevoli, come Thishya Weragoda, avvocato patrocinante nella Suprema Corte.

L’avvocato Thishya Weragoda

Nei giorni scorsi era stato un ex generale dell’Aviazione a sparare accuse contro il presidente Sirisena reo, anche in qualità di Ministro della Difesa, di non aver allertato il Governo e il Consiglio di Sicurezza Nazionale. Il Capo dello Stato se l’è cavata dicendosi a sua volta estraneo del famoso rapporto dei servizi segreti dell’11 aprile che è costato le dimissioni al segretario della Difesa Harin Fernando e del vicecomandante della Polizia. Ma l’avvocato Weragoda contesta le ultime dichiarazioni pubbliche dei politici: «Il Presidente, durante una discussione con i leader religiosi il 26 aprile 2019, ha affermato, tra l’altro, che non vi sono leggi che consentano il divieto del NTJ (National Thowfeek Jamaath). Il primo ministro in un’intervista a SkyNews (Regno Unito) ha detto che non ci sono leggi in vigore per arrestare gli ex combattenti dell’ISIS poiché l’affiliazione a un gruppo terroristico straniero non è un crimine». Dopo aver fatto un resoconto approfondito sulle numerose leggi antiterrorismo, in particolare quelle in vigore in passato per le Tigri Tamil, l’esperto di diritto ritiene «quindi evidente che la mancata messa al bando dell’NTJ o dell’ISIS nello Sri Lanka o l’arresto di combattenti dell’ex Isis di ritorno non sono dovuti a nessuna lacuna legislativa, ma alla mancanza di competenza del governo a fare uso delle disposizioni legali disponibili per farlo – scrive il legale – Pertanto, la narrativa diffuso dal Presidente secondo cui non esistono leggi in vigore per vietare l’NTJ e il racconto del Primo Ministro secondo cui non è illegale entrare a far parte di un’organizzazione terroristica all’estero sono vere e proprie menzogne. Essendo le due persone più potenti della Repubblica non dovrebbero essere così insensibili o ignoranti con le loro parole in questo frangente. Dovrebbero rassicurare il pubblico sul fatto che ogni passo viene preso immediatamente e non procrastinato. Purtroppo durante l’ultima settimana è successo il contrario».

 

LA CACCIA ALL’UOMO E LE CHIESE CRISTIANE CHIUSE

Alcune delle vittime nella chiesa di Negombo

All’articolo del Colombo Telegraph rispondono i proclami del presidente Sirisena secondo i quali la polizia sta dando la caccia a 140 affiliati Isis , dopo averne arrestati circa 80, e saranno controllate tutte le case. A distanza di una settimana l’immagine fallimentare dell’intelligence srilankese è perà ben descritta da un media indiano, paese da cui era arrivato l’allarme per gli attentati che hanno creato ora un clima di terrore tale per cui l’ambasciata Usa sconsiglia viaggi nel paese e l’Arcivescovo di Colombo ha sospeso tutte le funzioni pubbliche cristiane della domenica. «Non avevamo alcuna conoscenza di questi attacchi – ha dichiarato l’ambasciatrice americana Alaina Teplitz alla Reuters – Crediamo che ci siano trame terroristiche in corso. I terroristi possono colpire senza preavviso. I luoghi tipici sono grandi raduni, spazi pubblici». Questo aveva indotto le autorità ad invitare i musulmani a non riunirsi per le preghiere del venerdì ma centinaia di islamici si sono radunati ugualmente nella moschea Masjidus Salam Jumma da dove si sono levate accuse contro gli attentatori: «Non sono musulmani. Questo non è l’Islam. Questo è un animale – ha detto Akurana Muhandramlage Jamaldeen Mohamed Jayfer, il presidente della moschea – Non abbiamo una parola (abbastanza forte) per maledirli».

La casa di lusso a tre piani della famiglia Ibrahim a Dematagoda, sobborgo di Colombo

Il website Firstpost di New Delhi ha invece evidenziato l’esistenza di una ben ramificata rete del terrore e si è concentrato sul ruolo tutto da chiarire dell’imprenditore delle spezie arrestato. «Fino alla domenica di Pasqua, Mohammed Yusuf Ibrahim è stato uno dei pilastri della comunità degli affari dello Sri Lanka: un rispettato commerciante di spezie e una figura di spicco nel partito di sinistra Janatha Vimukthi Peramuna; Ibrahim ha tra i suoi amici intimi il ministro dell’Industria e del commercio Rishath Bathiudeen, ed era stato visto spesso nei ricevimenti dell’ex presidente Mahinda Rajapaksa. La sua vita è cambiata quella mattina, quando i suoi figli più grandi – il 33enne Inshaf Ahmed Ibrahim e il 31enne Ilham Ahmed Ibrahim – hanno lasciato la casa di lusso a tre piani della famiglia a Dematagoda e si sono fatti esplodere nei buffet degli hotel Cinnamon Grand e Shangri-La Buffet della colazione degli hotel. La notizia che membri di un’élite della famiglia Sri Lanka potrebbero essere stati coinvolti negli attentati suicidi arriva mentre lo Stato islamico rivendica la responsabilità dell’attacco, dicendo che “ha preso di mira i membri della coalizione guidata dagli Stati Uniti e i cristiani nello Sri Lanka”».

 

GLI ATTENTATI AI BUDDISTI E L’INTELLIGENCE INDIANA

Secondo il giornalista di Associated Press Foster Klug: «È il tipo di operazione sofisticata che punta fortemente agli estremisti locali che vengono seguiti dall’estero. La scelta degli obiettivi – cristiani e stranieri – suggerisce anche l’assistenza esterna. Un attacco estremista islamico strettamente locale avrebbe probabilmente preso di mira i buddisti maggioritari a causa della rabbia per gli attacchi di massa ultranazionalisti contro i musulmani negli anni passati». Una tesi confermata alla stessa AP dall’esperto di terrorismo Rohan Gunaratna: «I musulmani nel paese erano una “comunità modello” che sosteneva il governo nella lotta contro i ribelli delle Tigri Tamil nella guerra civile conclusasi nel 2009 – ha dichiarato Gunaratna – Solo dopo gli attacchi del 2001 negli Stati Uniti e la conseguente invasione americana dell’Iraq, ha affermato che i predicatori radicali hanno iniziato a venire in Sri Lanka, spesso dall’Arabia Saudita e dal Pakistan, e gli estremisti hanno iniziato a diffondere regolarmente l’odio online. Questo tipo di Islam ha iniziato a sostituire il tipo locale e tradizionale, che è una forma molto bella dell’Islam perché aperto alle altre religioni». In poche parole è ispirato e guidato dall’Isis come conferma il dossier dei servizi segreti indiani.

Il simbolo dei servizi segreti esteri dell’India RAW (Research and Analysis Wing)

«Poche vere piste sono emerse su ciò che ha spinto la radicalizzazione dei fratelli, ma ora la polizia sta interrogando Ibrahim e il suo terzo figlio, Ijas Ahmed Ibrahim, 30 anni, per sapere quanto sapevano delle loro attività» evidenzia il media Firstpost citando l’inelligence indiana quale fonte e rimarcando come gli investigatori sperano di essere in grado di raccogliere informazioni sui campi di addestramento per gli attentati di Pasqua in un remoto complesso a Wanathawilluwa, così come sulla precisa natura delle sue motivazioni e collegamenti con le reti jihadiste transnazionali.

La segnalazione di pericolo inviata al presidente dagli 007 dello Sri Lanka ed ora diffusa dal ministro delle Telecomunicazioni

«All’inizio di quest’anno, la polizia ha sequestrato scorte di esplosivi, detonatori e munizioni nel complesso per il bombardamento di monumenti storici buddisti nell’antica città di Anuradhapura – scrive il portale indiano – Ismail Ibrahim e altri uomini addestrati a Wanathawilluwa hanno svolto un ruolo negli attacchi alla fine dello scorso anno per distruggere i santuari buddisti e le croci della Chiesa. A marzo è stato assassinato Mohamed Razak Taslim, segretario del ministro delle strade Kabir Hashim, un critico esplicito degli islamisti». Firstpost cita quindi l’ormai famosa segnalazione dell’11 aprile sugli imminenti attacchi suicidi contro «popolari chiese cattoliche e l’Alta Corte indiana» rivelando che gli avvertimenti sono stati «generati dall’India Research and Analysis Wing», il controspionaggio estero di New Delhi derivanti «dall’interrogatorio di un islamista detenuto dalla Tamil Nadu Police, di nome Zahran Hashmi e capo della cellula. Ha anche indicato il luogo del fratello minore personaggio chiave Rilwan Hashmi e dell’ex soldato dell’esercito dello Sri Lanka Badrudeen Mohammed Mohiudeen». Il riferimento è all’imam ritenuto “mastermind” degli attentati ed inspiegabilmente rilasciato dalla stessa polizia indiana che lo aveva interrogato

SRI LANKA: STRAGE DI 27 BAMBINI. MISTERI SULL’IMAM ISIS

DALLA DESTRA INDIANA A GRUPPO COMBATTENTE IN SRI LANKA

«Fondato come filiale del Tamil Nadu Tauhid Jama’at – un’organizzazione legale di servizio sociale della destra religiosa – il Tawhid Jama’at di Hashmi si è anche costruito intorno alla protesta contro i rancori musulmani reali e percepiti. Ad esempio, Tawhid Jama’at ha anche organizzato marce contro l’oppressione dei Rohingya di Myanmar e della destra religiosa buddista-nazionalista dello Sri Lanka». Riporta l’articolo ma persino Wikipedia rimarca l’ostilità ricevuta dalla filiale dello Sri Lanka Thowheed Jamath (SLTJ definito anche NTJ) da parte delle altre comunità musulmane srilankesi «che li hanno accusati di ricevere finanziamenti sauditi per diffondere il Wahabismo». «Anche se Hashmi aveva giurato fedeltà allo Stato islamico tre anni fa, le autorità locali lo consideravano un attivista politico da poco tempo affamato di visibilità e incentrato sul risentimento musulmano» riporta ancora Firstpost che poi, riferendosi sempre a fonti dell’intelligence, indica Hasmi e i fratelli Ibrahim «di fatto al centro dei circoli islamisti dello Sri Lanka che hanno inviato almeno 36 persone nello Stato Islamico in Siria – tra cui il più importante Mohammad Muhsin Nilam, ucciso vicino a Raqqa in un attacco aereo del 2015». Ma anche dopo la morte di Nilam, Hashmi «mantenne i contatti dallo Sri Lanka in Siria usando la chat online crittografata. Funzionari dell’Intelligence in India ritengono che la cellula jihad dello Sri Lanka abbia anche mantenuto contatti con i veterani dello Stato islamico del Bangladesh e delle Maldive, sebbene non sia ancora chiaro quale grado di contatto abbiano avuto con la leadership del gruppo jihadista nell’Asia occidentale». Ma arriva da Sidney, precisamente dal StraitsTimes, l’informazione per cui uno dei capi degli attacchi suicidi di Pasqua sarebbe stato indagato dalle autorità australiane per i suoi legami con un presunto reclutatore chiave dello Stato islamico in Iraq e in Siria. Si tratta di Abdul Lathief Jameel Mohamed, finito nel mirino dell’intelligence antiterrorismo nel 2014 per i suoi collegamenti con il Foreign Fighters Neil Prakash, nato in Australia, presunto reclutatore del Daesh e attualmente in attesa di processo in Turchia. Abdul Lathief era diventato profondamente religioso mentre studiava per un diploma post-laurea in tecnologia all’Università Swinburne di Melbourne dal 2009 al 2013, prima di tornare in Sri Lanka, dove ha completato i corsi di insegnamenti islamici radicali. Si ritiene che sia uno dei nove kamikaze del gruppo islamista National Thowheeth Jama’ath. «Questa era una cellula che si ispirava allo Stato islamico e al suo messaggio – ha dichiarato al media di New Delhi un funzionario dell’intelligence Raw indiana – ma è probabile che le sue operazioni effettive siano state guidate da reti regionali, non dalla leadership centrale dello Stato islamico». Sono gli stessi 007 indiani a rilevare come Hashmi avesse limitato le sue attività pubbliche essenzialmente all’uso dei social media per polemiche contro santuari musulmani e pratiche religiose sincretiche e che la stessa organizzazione Tawhid Jama’at (noto anche come National Thowfeek Jamaath), ad eccezione di alcuni scontri su piccola scala con organizzazioni tradizionaliste musulmane contrarie alla sua politica. non avesse mostrato incitamenti alla violenza fino al 2018. Anno in cui guardacaso sono esplose le tensioni politiche nel paese quando, in ottobre, il presidente della Repubblica Sirisena rimosse il primo ministro Wickremesinghe per sostituirlo con Mahinda Rajapaksa, l’ex Capo di Stato sconfitto alle elezioni accusato di persecuzioni violente contro gli estremisti Tigri Tamil (Liberation Tigers of Tamil Eelam) che fino al 2009 insaguinarono il paese con rivendicazioni di autonomia regionale etnica.

 

IL MINISTRO NEGA L’AMICIZIA COL PADRE DEI KAMIKAZE

Il ministro dell’Industria e Commercio Rishad Bathiudeen

In un groviglio di alleanze in cui persino gli analisti di politica asiatica si perdono ecco emergere come l’elezione di Rajapaksa nel 2005 fu sostenuta non solo dalla coalizione di centro-sinistra dello Sri Lanka Freedom Party (ora guidato dall’attuale presidente Sirisena) ma anche dal partito di ex marxisti-comunisti JVP (Janatha Vimukthi Peramuna) in cui era personaggio di spicco l’arrestato Mohamed Yussuf Ibrahim, padre dei due kamikaze e ritenuto vicino al Ministro dell’Industria Rishad Bathiudeen, leader nazionale del partito musulmano All Ceylon Makkai Congress (Acmc), da lui fondato nel 2005 dopo la rottura con gli altri islamici dello Sri Lanka Muslim Congress. Non solo. Un fratello di Bathiudeen è stato arrestato dalla polizia per presunte implicazioni coi terroristi, secondo quanto riferito dal Daily Mirror, e poi rilasciato dopo una deposizione. Sul caso cì il massimo riserbo degli investigatori.

La breaking news del Daily Mirror sull’arresto ed il rilascio del fratello del ministro

«Ogni ministro dell’Industria e del Commercio incontra rappresentanti delle imprese e del commercio per questioni commerciali e sviluppo del business. Come ministro del commercio, anch’io incontro regolarmente rappresentanti del mondo degli affari e del commercio. Ho incontrato Ibrahim Hajiar (YM Ibrahim, presidente della Colombo Traders Association – CTA) nel 2017, insieme ai suoi rappresentanti CTA nel mio ufficio del Ministero per risolvere i problemi di fornitura che mi hanno presentato ufficialmente. Tuttavia, facendo riferimento alla foto di questo incontro ufficiale, un parlamentare parlamentare mi accusa pubblicamente di avere legami personali con i terroristi. Condanno fermamente tali false accuse. Purtroppo le stesse persone come me che sono sempre state contrarie al terrorismo sono ora accusate di avere legami con i terroristi». E’ questa la dichiarazione ufficiale rilasciata dal ministro musulmano Rishad Bathiudeen lo scorso 24 aprile davanti al Parlamento che, come riportato da Asian Tribune, ha poi aggiunto: «Riferendosi alla foto di questo incontro, mi accusano di avere legami con un terrorista. Non ci possono essere campagne politiche peggiori e meno costose di questa! Il terrorismo internazionale che ha colpito paesi sviluppati come gli Stati Uniti è ora arrivato in Sri Lanka. Questo non è il momento di parlare così. La comunità musulmana dello Sri Lanka ha già condannato questo atto. C’è anche un’accusa che un “deputato politico” è riuscito a far rilasciare individui arrestati sull’incidente di Wanathavilluva, apparentemente sfidando la legge. Ma nonostante le accuse su una “certa persona”, nessuno identifica chiaramente chi è questo politico. Oggi pretendo di conoscere l’identità di questo politico. Esorto sinceramente a non fare accuse selvagge come queste e creare una situazione difficile per persone come me».

Il Ministro dell’Industria e del Commercio Rishad Bathiudeen il 1 giugno 2017 all’incontro ufficiale con il Segretario della Colombo Traders Association (CTA) Suriyar (a sinistra) e il Presidente di CTA Yussuf Mohamed Ibrahim (a destra) presso i locali del Ministero

Il riferimento è ovviamente al coinvolgimento di Ismail Ibrahim, fratello minore dei due attentatori e figlio del presidente Cta. Ma Bathiudeen ha dovuto difendersi anche dalle accuse nei confronti dei suoi famigliari. «Io ei miei fratelli non siamo collegati a NTJ (National Thowfeek Jamaath)» ha dichiarato in una conferenza stampa speciale per rispondere ai sospetti contro di lui in seguito agli attacchi terroristici del 21 aprile: «Respingo anche tutte le accuse mosse dal parlamentare SB Dissanayake su di me il 25 aprile. Questo è solo un gioco di politica economica e io e il mio partito ACMC rifiutiamo di giocare a bassa politica. Nessuno dei miei consiglieri politici o ministeriali è collegato all’organizzazione terroristica nazionale Tawheed Jamat (NTJ). I media riportano anche che l’Industrial Development Board (IDB) ha dato cartucce vuote di metallo a una compagnia agli attentatori suicidi di Shangri La per l’influenza di un potente politico governativo. Come da procedura, né io né il segretario del ministero abbiamo ora il potere di approvare queste richieste e solo i funzionari e gli esperti di IDB hanno l’autorità per accettarle. Più di 200 aziende fanno queste richieste e c’è solo una società che le analizza. L’IDB non ha la capacità di monitorare tutte queste società su base giornaliera».

In assenza di ulteriori elementi non si può far altro che attenersi alle difese del ministro islamico. Rimane comunque il fatto che col passare delle ore e dei giorni i sospetti sulle falle nell’intelligence ed il pianificato attacco invece di attenuarsi si moltiplicano. Oggi va sulle prime pagine dei media la presunta amicizia tra Bathiudeen e l’arrestato islamico-comunista Ibrahim. Ieri sotto la lente di un reportage di Gospa News sono finiti gli intrighi d’affari e politica tra l’ex presidente Rajapaksa, l’attuale presidente Sirisena e uno dei più importanti tycoon musulmani del mondo: lo srilankese Subaskaran Allirajah, magnate della Lyca Productions, casa cinematografica di Chennay nel Tamil Nuda dell’India, fondatore della compagnia telefonica LycaMobile a Londra, le cui simcard sono predilette dai migranti africani ed asiatici per le tariffe agevolate e perché disponibili pure anonime senza registrazione, finanziatore dei conservatori Tory in Gran Bretagna ma anche, attraverso la Gnanam Foundation, di Muslim Aid: la più importante ong islamica ritenuta finanziatrice di gruppi terroristici come Hamas ed altri in Bangladesh e in Pakistan. A questo punto cominciano ad essere davvero troppe le coincidenze…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
© COPYRIGHT GOSPA NEWS
divieto di riproduzione senza autorizzazione

 

FONTI PRINCIPALI

COLOMBO TELEGRAPH – L’AVVOCATO ACCUSA I POLITICI DI MENTIRE

ASSOCIATED PRESS – LA REGIA STRANIERA NEGLI ATTENTATI

STRATSTIMES – IL KAMKAZE ISIS INDAGATO IN AUSTRALIA

FIRSTPOST – IL DOSSIER DEGLI 007 INDIANI SUI KAMIKAZE

ASIAN TRIBUNE – IL MINISTRO SI DIFENDE DALLE ACCUSE

SRI LANKA: JIHADISTI NASCOSTI E INTRIGHI DELL’AFFARISTA ISLAMICO

SRI LANKA: 290 MORTI. OLOCAUSTO DI CRISTIANI. ARRESTATI 24 ISLAMISTI

JIHADISTI ISLAMICI & TERRORISMO

 

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