L’INCIUCIO DI GIANNI LETTA COL PD SUL CONTE BIS

L’INCIUCIO DI GIANNI LETTA COL PD SUL CONTE BIS
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Pronto il soccorso azzurro in Senato
alla risicata maggioranza giallo-rossa
I due volti della medaglia politica:
la Destra nell’ordine della concezione del mondo
e la “destra” nell’ordine meramente economico

di Onofrio Sperandeo

Dopo aver visto la Lega (1) e Fratelli d’Italia (2) mostrare una qualche diffidenza verso Forza Italia, i recenti contatti nell’àmbito del “centro destra” mi confermano che esse neppure hanno l’idea – sia pur avvertita inconsapevolmente – della differenza che corre tra una destra nell’ordine della concezione del mondo (destra Tradizionale) e una “destra” nell’ordine meramente economico (“destra” anti-Tradizionale fautrice di divorzio, aborto, etc.). Questa è la distinzione autentica: non quella tra “estremisti” e “moderati” postulata ordinariamente (3). Ciò premesso, chi scrive la applica alla situazione politica presente.

 

LETTA CON BRUNETTA E TAJANI ALL’OPERA NELLA CRISI DI GOVERNO

In Forza Italia sono presenti con evidenza entrambe le destre (4). Della seconda fa parte – tra gli altri – Gianni Letta, la qual cosa è confermata dal fatto che è membro di un think tank di indirizzo anti-tradizionale (5). Conforme al suo orientamento, si è adoperato a favore dell’inciucio che eviti il voto immediato, che – in base ai risultati delle elezioni europee e ai sondaggi – segnerebbe il trionfo della Lega e di FdI. Di seguito rispettivi sunti di un’antologia di articoli (le date all’inizio sono quelle di pubblicazione) e brevi commenti.

Gianni Letta, ambiguo consigliere dell’ex premier Silvio Berlusconi

12 Agosto – Gianni Letta è all’opera per trovare un’intesa tra la “destra” di Forza Italia e i renziani del PD (prima che Matteo Renzi faccia il suo partito), in ordine a escludere il voto. Giova ricordare che fu l’architetto del “Patto del Nazareno” (18 gennaio 2014) per far nascere una maggioranza – fino allora inimmaginabile – tra il PD (guidato da Renzi) e FI (a). Nel partito è l’unico a dire No al voto (b).

18 Agosto – «L’attivismo di Letta è felpato. Ogni sua mossa, seppur sotto traccia, va in una sola direzione: isolare Matteo Salvini [e la Lega] e costruire un ponte con […]l’ala renziana del PD» la quale vuole un governo “istituzionale”, a differenza del segretario Zingaretti favorevole al voto (c). Anche Renato Brunetta auspica un tale governo e giunge ad affermare: «Se lo sbocco fosse davvero quello di nuove elezioni, l’Italia correrebbe dei pericoli gravissimi [= per l’Italia il trionfo della Lega sarebbe un pericolo gravissimo]» (d).

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18 Agosto – Pierferdinando Casini (Centristi per l’Europa) sposa l’idea del “governo Ursula” (6), cioè di un governo sostenuto dalle forze (PD, M5S e FI) che hanno contribuito all’elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione UE (e). In Forza Italia constata con disappunto una contraddizione: «È inspiegabile come a livello europeo [gli esponenti del partito] scelgono di essere punto di riferimento del PPE e poi – a parte alcuni come Brunetta e Carfagna – fanno discorsi più populisti di quelli di Salvini.»; la contraddizione consegue alla detta coesistenza di destra e “destra”, ed è da notare che appartengono alla seconda entrambi gli esponenti menzionati da Casini, dei quali il primo è stato citato sopra e la seconda sarà citata nel seguito. Agli occhi dell’elettorato la partecipazione a un governo o comunque a una maggioranza con il PD non apparirebbe giustificata da una qualche situazione di “emergenza nazionale” (vera o presunta) e – quindi – costringerebbe FI a uscire dall’equivoco fra destra e “destra”. Contemporaneamente – in conformità con l’auspicio di Casini – è necessario considerare che in Senato un eventuale governo M5S + sinistra, pur potendo contare sui senatori a vita (7), avrebbe una maggioranza risicata e – di conseguenza – correrebbe grossi rischi di essere posto in minoranza. In tal caso – e soltanto in tal caso! – la “destra” di FI dovrebbe intervenire in soccorso “anti-sovranista”!

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19 Agosto – Gianni Letta, con l’appoggio di Antonio Tajani, dice a Silvio Berlusconi che è necessario che Forza Italia si sganci dalla Lega – tenendo come “stella polare” il PPE – e garantisca una “opposizione responsabile” a un eventuale governo M5S-PD, votando i provvedimenti condivisibili, segnatamente in Senato. Come persona da incaricare di istruire a tal fine i parlamentari di “destra” del partito hanno individuato Mara Carfagna; è da notare che questa è membro di think tank di indirizzo anti-tradizionale (8). È necessario tenere conto che in FI c’è anche chi – come Niccolò Ghedini e Licia Ronzulli – rema verso un sodalizio con la Lega (si tratta – verosimilmente – di persone di destra) (f).

22 Agosto – Oggi la delegazione di Forza Italia si presenterà al Quirinale dicendo che il partito è disposto, pur di scongiurare il voto, a sostenere un governo “istituzionale” con a capo una figura super partes (modello Draghi) insieme con il M5S e il PD (g). Ovviamente, nei discorsi ufficiali non si menzionano “furbizie” quali il “nella maggioranza soltanto quando necessario” ideato tra gli autori del golpe/inciucio Operazione “Tappare La Bocca Agli Italiani!”… soprattutto se nessuno ha bisogno di apprenderle!

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2 Settembre – Gianni Letta incontra Giuseppe Conte, a margine delle esequie del card. Achille Silvestrini in Vaticano, verosimilmente in rapporto al contributo di Forza Italia in Senato. Nel frattempo Antonio Tajani afferma che «l’Italia ha bisogno di un centrodestra diverso», perché Salvini e la Lega «hanno portato l’Italia all’indebolimento e all’isolamento», mentre Renato Brunetta promette che il partito farà opposizione a questo governo come al precedente, ma che voterà i provvedimenti condivisibili (h).

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LE TRAME DI LETTA CON LA GREGARIA DESIGNATA CARFAGNA, IN SENATO

Infine il governo viene formato e riceve la fiducia dal parlamento. Successivamente Letta assicura a Giuseppe Conte la disponibilità del soccorso – quando necessario – dei parlamentari di “destra” di Forza Italia; nel frattempo Mara Carfagna (8) – a ciò designata – spiega a quei parlamentari il compito a cui devono prepararsi: non si tratta soltanto dei senatori, perché se il governo fosse a rischio in Senato e soltanto in Senato una parte di FI votasse a favore di esso, il “soccorso (giallo-)rosso” sarebbe troppo spudorato.
18 Settembre – Martedì 17 si svolge una cena, organizzata da Mara Carfagna, con parlamentari di “destra” di Forza Italia; è presente Renato Brunetta. Successivamente, ai giornalisti la Carfagna nega l’esistenza di una fronda ma ritiene di precisare: «[…] non moriremo renziani o salviniani, siamo e resteremo berlusconiani […]»; in altre parole, nega qualunque intenzione di confluire nel nuovo partito di Renzi ma – al tempo stesso – riafferma l’importanza di un’ala “moderata” (= di “destra”) in FI e le differenze che tiene maggiormente a rimarcare sono dalla Lega e da FdI (i).

Mara Carfagna, pupilla di Silvio Berlusconi, gregaria di Gianni Letta nell’inciucio col PD

18 Settembre – Fonti del M5S confermano a La Stampa un contatto tra Giuseppe Conte e Gianni Letta. Questi ha fatto osservare ai vertici di Forza Italia (verosimilmente alla parte di “destra” di essi… che coincide con essi?), alla presenza di Silvio Berlusconi: «Non possiamo fidarci solo di Renzi [= I voti dei renziani non sono comunque sufficienti a garantire la maggioranza di governo, segnatamente in Senato]» e ha riferito a Conte tale operato (j).

19 Settembre – A proposito delle voci di fronda suscitate da quella che è ormai chiamata “cena dei 58 di FI”, «[…] racconta con gusto un membro della corte arcoriana: “tutti pensano che il Presidente abbia chiamato per scoraggiare la presenza alla cena di Mara [Carfagna], ma secondo voi se così fosse stato si sarebbero mai seduti a tavola in sessanta?”». Si è trattato – in realtà – di una “congiura” ordita… da Berlusconi, il quale per telefono intendeva – verosimilmente – confermare che era sua l’iniziativa della cena organizzata dalla Carfagna, nonché verificare (e quali) erano state le adesioni (k). Silvio Berlusconi – mai stato dalla parte della Tradizione, se non in modo strumentale – è in trattative con Giuseppe Conte per un accordo, propiziato dall’opera di Gianni Letta (che probabilmente conduce le trattative).

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22 Settembre – Secondo Luigi Bisignani de Il Tempo, «[…] Palazzo Chigi […] aspetta con ansia la bozza di un accordo segreto tra il Premier e il Cavaliere, già benedetta, pare, da autorevoli influencer dei Palazzi Vaticani, da blasonati studi legali e dai nuovi luccicanti uffici dei servizi segreti […] Conte sta strizzando l’occhio al Cavaliere, dal quale sta per ricevere la bozza riservata che, se esaudita, gli permetterà di contare sul voto dei forzisti in Parlamento.» (l).

Contrariamente a ciò che scrive Bisignani, è verosimile che Conte in Parlamento possa «contare» non «sul voto dei forzisti [tutti]», bensì di quelli di “destra”, che hanno risposto all’appello di Mara Carfagna. La vicenda – comunque – non fa che confermare che mai Silvio Berlusconi è stato dalla parte della Tradizione, se non in modo strumentale. Dalla “destra” mi guardi Iddio, che dalla sinistra mi guardo io!

Onofrio Sperandeo
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NOTE AL TESTO

(1) La Lega aveva il nome di Lega Nord, la quale a sua volta è prodotto della “gemmazione” della Lega Lombarda alle altre regioni settentrionali. Era caratterizzata da due aspetti: l’essere espressione della società civile naturale (in ciò consiste ciò che oggi – di solito spregiativamente – è appellato «populismo») e la difesa delle rispettive identità culturali e dei rispettivi interessi economici delle regioni settentrionali.
Matteo Salvini ha accantonato il secondo aspetto, rendendo nazionale la formazione politica; nella base settentrionale permane un anelito – retto – a un ordinamento politico non accentrato (= vicinanza delle istituzioni ai cittadini), in conformità al menzionato fatto che la Lega è espressione della società civile naturale.

(2)  Fratelli d’Italia è la risultante di un iter che comincia nel 1946 con una formazione politica a cui fu dato il nome di Movimento Sociale Italiano (MSI) da reduci della Repubblica Sociale Italiana.
Almeno a partire dalla Grande Sopraffazione Rossa (c.d. “sessantotto”) autunno 1967 – primavera 1976, quasi tutti i giovani che intendevano opporsi ad essa si intrupparono – in mancanza d’altro – tra i nemici dei nemici. Chi erano questi giovani? Erano quelli che provano un pathos molto forte verso i valori trascendenti, che si esplicava principalmente in due modalità: un molto forte senso del Diritto – cioè la forte percezione psicologica dell’esigenza morale che esso non sia calpestato impunemente – che rendeva loro intollerabili il picchettaggio e l’occupazione praticati dai social-comunisti, l’avvertire il comunismo come «intrinsecamente perverso» (cfr. Papa Pio XI, Lettera Enciclica Divini Redemptoris, del 19 Marzo 1937, n. 58).   Nell’autunno 1971 – in base all’esperienza di chi scrive – tra i giovani erano scomparsi i portatori di una concezione immanentistica del mondo e fautori del socialismo nazionale. Nel 1972 il MSI si fuse con il Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica e fu rinominato Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale.
Gianfranco Fini, che aveva carpito la fiducia del segretario Giorgio Almirante e che grazie a ciò era divenuto segretario a sua volta, operò dall’inizio alla fine in modo idoneo a eliminare gradualmente nel partito non l’eredità propriamente fascista – le cui scorie permanevano, non ostante il “sentire” tradizionale – bensì valori tradizionali. Contro il dibattito interno che alcuni avevano avviato, bloccò qualunque idea di dialogo con la Lega. Nel congresso tenutosi nel 1994 (alla vigilia delle prime elezioni svoltesi con il “maggioritario”) promosse un mutamento del partito in senso liberal-democratico (cioè di “destra”) e un contemporaneo mutamento del nome di esso in Alleanza Nazionale. Concluse la propria segreteria nel 2008 “conferendo” il partito al “calderone” berlusconiano Popolo della Libertà.
Fratelli d’Italia è stata fondata ufficialmente il 21 dicembre 2012 e nel simbolo serba la “fiamma” del vecchio MSI; rispetto alla Lega ha in maggior misura i connotati di un partito in senso moderno e – conforme a ciò – è fautrice del centralismo, dello stato unitario (in conseguenza dell’eredità culturale dominante).

(3) Questa distinzione perde ulteriore significato quando l’establishment e i suoi media mainstream chiamano “razzista xenofobo” chi crede che un popolo abbia il diritto di proprietà sulla terra su cui è insediato e accusano di volere il “far west” chi vuole che i criminali non restino impuniti, per concludere con il qualificare come di “estrema destra” e il demonizzare come “fascista” qualunque formazione politica che dà voce a questi italiani, in quanto tale: non soltanto FdI, bensì anche la Lega. Buona fede cercasi!

(4) Non è esclusa – purtroppo – la presenza di infiltrati di “destra” nella Lega e in Fratelli d’Italia. In quel “predecessore” della seconda che fu il MSI-DN, un infiltrato fu Gianfranco Fini, del quale si è detto sopra. Quanto alla Lega, cfr. «Mondialista Rothschild alla corte di Salvini» di Fabio Giuseppe Carlo Carisio, in Gospa News – 3 Febbraio 2019 (https://www.gospanews.net/2019/02/03/la-talpa-mondialista-dei-rothschild-alla-corte-di-salvini/).

(5) Gianni Letta è membro del Comitato Esecutivo dell’Aspen Institute Italia, insieme – tra gli altri – con Giulio Tremonti e il suo “nemico” Mario Monti, con Paolo Savona e Romano Prodi e Giuliano Amato, nonché con Lucia Annunziata che è direttore responsabile della rivista Aspenia (oltre che direttore di HuffingtonPost).

(6) Il prof. Romano Prodi è stato autore dell’appellativo «coalizione Orsola», ove «Orsola» è la traduzione italiana del tedesco «Ursula»  (https://www.ilmessaggero.it/editoriali/romano_prodi/editoriali_romano_prodi-4681008.html).

(7) Questi non dovrebbero prevaricare la volontà popolare, ma… prassi analoga fu tenuta dai loro predecessori durante il secondo governo Prodi, tra il 2006 e il 2008. Si conferma, se ce ne fosse bisogno, un fatto: la sinistra accusa la destra di “golpismo”, di attentare alla democrazia, ma quando si tratta di vanificare la volontà popolare nessuno la batte. Il governo dell’inciucio è l’ennesima conferma di tale maestria. E Nicola Zingaretti, segretario del PD, conferma anche le spudorate accuse agli avversari, rivolgendosi ai giornalisti il 23 settembre per riferire della riunione della Direzione del partito: «[…] soprattutto rilanciamo l’idea di un partito come grande forza nazionale garanzia della tenuta democratica del paese: più il PD è forte, più la Lega e le destre sono deboli. […]» (http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2019/09/23/direzione-pd-zingaretti-noi-forza-nazionale-garanzia-di-tenuta-democratica_94ee80fc-834e-46b0-ac20-3eeae9010de9.html). In altre parole Zingaretti, dopo aver preso parte al golpe/inciucio Operazione “Tappare La Bocca Agli Italiani!”, accusa «la Lega e le destre» di essere pericoli per la democrazia!

(8) Mara Carfagna è Consigliere dell’Ufficio di Roma dello European Council on Foreign Relations – ECFR, omologo europeo del Council on Foreign Relations – CFR degli USA (facente capo ai Rockefeller) ed è membro del Comitato d’onore di Women In International Security (WIIS) – Italy, che con l’Istituto Affari Internazionali – IAI, omologo italiano del sopra citato CFR, ha in comune l’indirizzo (Roma – Via Angelo Brunetti n. 9) e non soltanto.

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FONTI

(a) «Crisi di governo: il ritorno di Letta (Gianni), alla ricerca di un’intesa tra i moderati di Forza Italia e i renziani del PD (se salta l’intesa con Salvini) – Il grande tessitore di Berlusconi, dopo il Patto del Nazareno, dietro le quinte lavora sui numeri un governo istituzionale. L’incognita dell’intesa per riunire il centrodestra» di Claudio Bozza in Corriere della Sera del 12 Agosto 2019 (https://www.corriere.it/politica/19_Agosto_12/crisi-governo-ritorno-letta-gianni-ricerca-un-intesa-moderati-forza-italia-renziani-pd-se-salta-l-accordo-salvini-20c12588-bcd7-11e9-9a7d-1da7a91a90cf.shtml).

(b) «Silvio Berlusconi, Gianni Letta e la cautela sospetta: è l’unico dentro Forza Italia a dire no al voto subito» in Libero Quotidiano del 14 Agosto 2019 (https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13492809/silvio-berlusconi-gianni-letta-no-voto-subito-cautela-sospetta-forza-italia.html).

(c) «”Perché noi no?”. Gianni Letta spinge Berlusconi verso il Governo istituzionale – Le mosse del primo consulente del Cav per isolare Salvini e ricucire con l’ala renziana. Mentre Renzi elogia Berlusconi: “Tra Salvini e lui un abisso”» di Giuseppe Alberto Falci in HuffingtonPost del 18 Agosto 2019 (https://www.huffingtonpost.it/entry/perche-noi-no-gianni-letta-spinge-berlusconi-verso-il-governo-istituzionale_it_5d59415ce4b0eb875f2540f6).

(d) «Renato Brunetta vota governissimo con Forza Italia: “PD-M5S un mostro, Salvini-Di Maio mostro al quadrato”» in Libero Quotidiano del 18 Agosto 2019 (https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13493722/renato-brunetta-forza-italia-governissimo-mattarella-elezioni-subito-masochisti-irresponsabili.html).

(e) «Pierferdinando Casini chiama Forza Italia al governissimo: “Se pensate che Mara Carfagna…”. L’indizio» in Libero Quotidiano del 18 Agosto 2019 (https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13493733/pierferdinando-casini-mara-carfagna-governo-forza-italia-pd-m5s-ursula-von-der-leyen.html).

(f) «Gianni Letta, il ritorno: “Caro Silvio Berlusconi, sganciamoci da Matteo Salvini. Sì alla coalizione Ursula”» in Libero Quotidiano del 19 Agosto 2019 (https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13494086/gianni-letta-ritorno-silvio-berlusconi-sganciamoci-matteo-salvini-si-coalizione-ursula.html).

(g) «La linea Letta (Gianni) per le consultazioni – La strategia del consigliere di Berlusconi: Forza Italia non deve sostenere un governo giallorosso ma, se PD e M5S non riescono a mettersi d’accorso, occorre fa nascere un governo istituzionale» in Il Foglio del 22 Agosto 2019 (https://www.ilfoglio.it/politica/2019/08/22/news/la-linea-letta-gianni-per-le-consultazioni-270478/).

(h) «Gianni Letta e l’incontro con Giuseppe Conte: Forza Italia si immola per l’inciucio?» in Libero Quotidiano del 2 Settembre 2019 (https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13498098/gianni-letta-giuseppe-conte-incontro-forza-italia-si-immola-per-inciucio.html).

(i) «Giuseppe Conte, il retroscena: quei contatti con Gianni Letta per blindare il Senato» in Libero Quotidiano del 18 Settembre 2019 (https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13504252/giuseppe-conte-retroscena-contatti-gianni-letta-blindare-senato.html).

(j) «Mara Carfagna, la cena che agita Forza Italia: non con Matteo Renzi, ecco qual è il piano» in Libero Quotidiano del 18 Settembre (https://www.liberoquotidiano.it/video/politica/13504452/mara-carfagna-cena-forza-italia-matteo-renzi-gruppi-parlamentari.html).

(k) «LA CENA DEI 58 DI FI?/ Una “congiura” della Carfagna ordita da Berlusconi – Mara Carfagna ha dovuto fugare con una nota il dubbio che la cena dei forzisti malpancisti ai Parioli fosse una fronda. Ma la verità è un’altra» di Vincenzo Paolo Cappa in Il Sussidiario del 19 Settembre 2019 (https://www.ilsussidiario.net/news/la-cena-dei-58-di-fi-la-congiura-della-carfagna-ordita-da-berlusconi/1927365/).

(l) «Silvio Berlusconi, il filo segreto che lo lega a Giuseppe Conte: cosa sa Luigi Bisignani sulle loro manovre» in Libero Quotidiano del 22 Settembre 2019 (https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13506151/silvio-berlusconi-giuseppe-conte-strane-manovre-luigi-bisignani-retroscena.html).
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collaboratore Gospa News

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