DALLA CARITAS €20MILA L’ANNO AL “BUON LADRONE” CHE DERUBO’ LA MARGHERITA DI RUTELLI. Lusi scarcerato dopo soli 2 anni dei 7 da scontare

DALLA CARITAS  €20MILA L’ANNO AL “BUON LADRONE” CHE DERUBO’ LA MARGHERITA DI RUTELLI. Lusi scarcerato dopo soli 2 anni dei 7 da scontare
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

«Non sono nelle condizioni di poter scegliere di fare un’intervista». Sono queste le uniche parole che l’ex senatore Luigi Lusi, già tesoriere nel partito La Margherita di Francesco Rutelli e del suo pupillo Matteo Renzi, pronuncia in risposta alle nostre domande sulla sua improvvisa scarcerazione dalla penitenziario de L’Aquila dove si trovava recluso per i 25milioni di euro sottratti dalle casse del movimento politico.

Con garbo e pacatezza ripete la frase ad ogni mia insistenza come se avesse desiderio di fare l’intervsta ma cause di forza maggiore gli lo impedissero: soprattutto in merito ai miei incalzanti quesiti sulle accuse di aver dato parte di quei soldi a Rutelli che gli sono costate la condanna anche per calunnia nei confronti dell’ex Sindaco di Roma ed ex vicepresidente del Consiglio oltre a quella di appropriazione indebita aggravata per i fondi sottratti.

Lusi avrebbe dovuto scontare 7 anni ma ne ha trascorsi dietro le sbarre soltanto 2: dal 20 giugno al 18 settembre 2012 quando fu detenuto in seguito all’autorizzazione all’arresto approvata dal Senato e dal 20 dicembre 2017, dopo la sentenza di Cassazione al 22 settembre 2019. A ciò vanno aggiunti anche gli 8 mesi di detenzione scontati agli arresti domiciliari dal18 settembre 2012 al maggio 2013 quando riprese l’attività di avvocato.

L’ingresso della Caritas di Roma dove l’avocra dal 22 settembre l’avvocato Luigi Lusi

Perché è tornato in libertà il 22 settembre? Perché il Tribunale di Sorveglianza ha disposto l’affidamento di Lusi ai servizi sociali, concedendo l’assunzione alla Caritas di Roma, con uno stipendio mensile di 1.600 euro. La sua buona condotta, il suo carattere affabile, il suo pentimento, la sua fede cattolica – trascorse i domiciliari in un santuario a Carsoli, in provincia dell’Aquila – ne fanno una versione contemporanea del “buon ladrone” cui non si sono aperte le porte del Paradiso ma quelle del carcere con tanto di greppia di 20mila euro garantita dall’organismo pastorale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) alla pecorella smarrita…

E quandi gli domandiamo se è stato assunto dalla Caritas per merito delle sue amicizie politiche ci risponde tranchant: «Chiedetelo alla Caritas». Onde evitare di ottenere risposte talmente diplomatiche da apparire irritanti lasciamo perdere. Ci teniamo il dubbio che sia un contratto premio per aver subito le sue condanne senza fare il diavolo a quattro e senza ribadire a gran voce le accuse di aver rubato per ordini superiori tanto ben circostanziati da costargli la condanna pesantissima di calunnia: ovvero il reato di chi denuncia una persona pur sapendola innocente…

Non va comunque dimenticato che nell’aprile 2008 lo stesso ente benefico romano fu tra i supporter del leader della Margherita: «Cari amici, stavolta esco con un messaggio insolito ma che sento necessario e urgente”. Comincia così la lettera-appello in favore di Francesco Rutelli scritta da don Viscardo Lauro della Caritas Diocesana in vista del ballottaggio per il Campidoglio, riportata oggi dal sito del candidato».

 

LA STORIA POLITICA DI LUSI ALL’OMBRA DI RUTELLI

La storia di Lusi è indissolubilmente legata all’ascesa di Rutelli, né più né meno come quella di Matteo Renzi che faceva parte del suo circolo di rampolli politici quando l’ex vice-primo ministro e sindaco della capitale faceva molti viaggi tra Roma e Washington in qualità di esponente di spicco dell’Alleanza dei Democratici Americani ed Europei. Fu lui a presentare Renzi alla futura segretaria di Stato Hillary Clinton.

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Negli anni successivi da due fondazioni statunitensi in cui operavano autorevoli rappresentanti Dem (Unicef e Operation Usa) piovvero milioni ai parenti dell’ex premier Renzi poi finiti indagati per appropriazione indebita proprio come l’ex tesoriere della Margherita: ma è evidente che si tratta solo di curiose coincidenze prive di correlazione…

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Lusi nasce a Roma, il 25 novembre 1961, da famiglia di origine abruzzese. È stato iscritto al Partito Comunista Italiano di Roma, sezione Mario Cianca dal 1985. Dal 1990 al 1994 è stato Segretario del Comitato Centrale dell’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI).

L’ex segretario della Margherita Francesco Rutelli durante un convegno con la coalizione dell’Ulivo

Fra il 1994 e il 1996 è stato consulente giuridico del Comune di Roma guidato dal Sindaco Francesco Rutelli per le politiche della casa e delle Associazione Cattolica dei Lavoratori Italiani (ACLI), per le quali coordina anche l’organizzazione di grandi manifestazioni nazionali. Tra il 1996 e il 1997 è sempre consulente nel Comune di Roma per le politiche della sicurezza. Avvocato dal 1997, dal maggio 1998 al dicembre 2000 ha esercitato le funzioni di Magistrato onorario presso il Tribunale di Velletri.

Tra il 1999 e il 2004 è stato: Delegato del Sindaco di Roma (marzo 1999 – gennaio 2001), consigliere di amministrazione di Metroferro s.p.a. (2000), Tesoriere del Comitato Rutelli 2001, in sostegno della candidatura di Francesco Rutelli a premier del centrosinistra per le Elezioni politiche del 2001 poi perdente, e vice presidente di Trambus s.p.a. (2000 – gennaio 2004).

Dal 22 maggio 2002 al 25 gennaio 2012 è stato Tesoriere della Margherita. Dal 2004 è stato Co-Tesoriere degli Uniti nell’Ulivo e Tesoriere europeo dello European Democratic Party. Eletto senatore nel 2006 con l’Ulivo di Romano Prodi nel 2008 tornerà a palazzo Madama con il Partito Democratico che gli volterà le spalle al momento dello scandalo delle ruberie nelle casse nel movimento di cui era segretario Rutelli.

 

DAL PROCESSO LUSI ALLO SCIOGLIMENTO DELLA MARGHERITA

Ecco le tappe della vicenda secondo la ricostruzione di Repubblica.

30 gennaio 2012 – Il caso scoppia quando l’allora senatore viene iscritto sul registro degli indagati dalla Procura di Roma per appropriazione indebita di somme di denaro relative a rimborsi elettorali nel periodo in cui rivestiva l’incarico di tesoriere della Margherita.

6 febbraio 2012 – La Commissione di garanzia espelle dal partito Luigi Lusi. Uno scandalo che non accenna ad arrestarsi: il lavoro dei pm di Roma va avanti, inizia a coinvolgere familiari e commercialisti del senatore e fa scattare il sequestro di beni mobili e immobili a lui riferibili: secondo l’accusa, Lusi avrebbe sottratto somme trasferendole via via in Canada in due società di cui era proprietario per poi reinvestirle in Italia acquistando numerosi immobili.

L’ex tesoriere della Margherita, il senatore Luigi Lusi, all’uscita dalla Procura il 27 marzo 2012 a Roma.

3 maggio 2012 – La svolta: il gip inoltra al Senato la richiesta di arresto e a Lusi viene contestato anche il reato di associazione a delinquere (accusa che non sarà mai accolta in alcuno dei gradi di giudizio). Ai domiciliari finiscono la moglie del senatore (la quale poi patteggerà la condanna a un anno) e due commercialisti. Lusi si dimette dalla Giunta per le immunità e inizia a puntare il dito contro Francesco Rutelli: le sue dichiarazioni gli costeranno la condanna per calunnia, confermata anche oggi in Cassazione.

20 giugno 2012 – Palazzo Madama concede l’autorizzazione a procedere con l’arresto: l’ex tesoriere della Margherita viene recluso a Rebibbia.

30 luglio 2012 – La Cassazione annulla con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare per alcuni vizi: il Riesame nega quindi la scarcerazione.

18 settembre 2012 – il gip concede a Lusi i domiciliari, che lui trascorre in un santuario a Carsoli, in provincia dell’Aquila,

maggio 2013 – Lusi torna in libertà e riprende la professione di avvocato.

dicembre 2013 – La Corte dei Conti condanna l’ex parlamentare a versare 22,8 milioni di euro allo Stato per danno erariale.

2 maggio 2014 – Il Tribunale di Roma condanna Lusi a 8 anni di carcere.

31 marzo 2016 – In Appello i giudici riducono la pena e infliggono 7 anni di reclusione (data la prescrizione di alcuni episodi di reato) e dispongono la confisca dei beni posti sotto sequestro.

2015 – Anche il Tribunale civile della Capitale si pronuncia su un punto della lunga vicenda, dichiarando illegittima l’espulsione di Lusi dal Partito democratico.

19 dicembre 2017 – La conclusione del processo penale: la seconda sezione della Suprema Corte conferma la condanna a 7 anni, trasformando l’interdizione perpetua dai pubblici uffici a una interdizione temporanea di 5 anni, più un anno di interdizione legale. Nell’udienza del 23 novembre il sostituto pg della Cassazione Alfredo Pompeo Viola aveva invece sollecitato una riduzione di pena – da 7 a 5 anni e 3 mesi – per l’imputato per la prescrizione di altri capi di imputazione

Intanto l’Assemblea della Margherita ha deliberato lo scioglimento donando tutti i beni provenienti dalla liquidazione allo Stato: furono devoluti 6,5 milioni di euro al Ministero delle Economia e delle Finanze, ai quali si aggiungeranno tutte le somme che in sede civile verranno recuperate a seguito della condanna definitiva dell’ex tesoriere i cui beni sono stati confiscati nel febbraio 2019.

Manca una data importante nella cronistoria di Repubblica: «Il 21 maggio 2012 viene ascoltata dai Pm la segretaria dell’allora tesoriere della Margheria Lusi Francesca Fiore che conferma le importanti elargizioni ai diversi esponenti dell’allora partito, che servivano in realtà per pagare multe e feste – si legge su Wikipedia ma anche in un articolo del Corriere – La segretaria particolare del senatore ha mostrato un file excel in cui erano stati registrati tutti i nomi dei beneficiari dei bonifici disposti da Lusi nel periodo in cui amministrava le casse delle Margherita».

A pagare è stato però soltanto il “buon ladrone” che si è pure beccato una condanna per calunnia: per tale motivo non pubblichiamo i nomi dei presunti beneficiari di quei soldi. Ma basta cliccare sui link per scoprire che qualcuno di loro è diventato persino europarlamentare. Benedetto Lusi! Per le sue opere umanitarie ed il suo sacrificio da capro espiatorio si è davvero meritato un lavoro ben pagato in Caritas.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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