PIOVE… AUTOSTRADE LADRE! Tra voragini, viadotti crollati e pericolanti gli italiani nella roulette russa dell’incuria

PIOVE… AUTOSTRADE LADRE! Tra voragini, viadotti crollati e pericolanti gli italiani nella roulette russa dell’incuria
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Il Comitato Vittime del Ponte Morandi:
«Vogliamo l’impegno serio del Governo
e l’inversione di rotta verso la giustizia»
Chiuso il ponte Pecetti sull’A26
al centro dello scandalo
sui falsi rapporti di sicurezza

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Il Terzo Millennio ci ha insegnato a chiamare i giovani millenials, a temere i Bond delle banche più dell’agente 007 con licenza di uccidere, a postare, taggare, twittare nella speranza che qualche nostra immagine o pensiero potesse diventare virale.

Ma la decadenza della Repubblica Italiana fondata sul lavoro – occulto, della Massoneria e della Mafia – ci porta alla ricerca di neologismi, nuove frasi d’effetto che pur conservando qualche ancoraggio con la tradizione popolare ci catapultino nell’era multimediale. Alla luce di quanto accaduto nell’ultimo weekend di piogge eccezionali in tutta l’Europa Centrale l’antico improperio “Piove… Governo ladro!” usato per incolpare i politici di qualsivoglia evento potrà essere aggiornato con un più attuale “Piove…Autostrade ladre!”, in ragione dei lucrosi guadagni di privati nella “malagestio” di una rete viaria pubblica.

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Anche a Praga, in Germania ed in Austria in queste ore si contano le vittime delle alluvioni ma non le infrastrutture crollate!!!

Dopo esserci imbattuti durante ogni vacanza ai sempiterni lavori di ripristino del manto stradale con la scusa che l’asfalto drenante si usura più in fretta, dopo aver valicato viadotti sentendo sinistri scricchiolii finchè non hanno cominciato a precipitare dopo decenni di manutenzioni inadeguate come tutte le inchieste sui crolli hanno rivelato, ci sono voluti i 43 morti del Ponte Morandi, anch’esso spezzatosi sotto la pioggia del 14 agosto 2018, per dare una scossa – piccola piccola – alla politica ed alla magistratura. I successivi link di questa riflessione ne comprovano la verificabile fondatezza.

Il troncone spezzato del ponte Morandi a Genova

Sospendiamo per un attimo ogni ragionamento per rispetto di quelle vittime e lasciamo la parola a chi le rappresenta.

«In relazione al crollo avvenuto ieri sulla A6 non possiamo esimerci da una nostra riflessione, per pura casualità e per immensa fortuna non sono decedute altre persone innocenti, e non ci sono altri familiari sprofondati nel dolore; i cittadini devono essere protetti, solo con la prevenzione seria, come abbiamo più volte ribadito possiamo eliminare tutte le tragedie evitabili – dichiara in un comunicato stampa Egle Possetti, Presidente Comitato Ricordo Vittime di Ponte Morandi – Vogliamo un impegno serio del nostro Governo e del Parlamento affinché il nostro paese sia messo in sicurezza dal rischio infrastrutture, idrogeologico, sismico, ecc., ed ogni viaggio non diventi una roulette russa.
 Per noi ieri è stato come tornare indietro di 15 mesi e ci ha lasciati ancora una volta senza fiato.
 Tante associazioni di familiari deceduti per assurde tragedie aspettano un segno di inversione di rotta e di navigazione verso la giustizia».

Danniel Cassol mentre si sbraccia per fermare le auto prima del baratro sull’A6

Tutta l’attenzione dei media si è concentrata soprattutto sul tratto di viadotto Madonna del Monte spazzato via da una frana sull’A6 Torino-Savona, dove la strage è stata scongiurata dalla guardia giurata Daniele Cassol che è riuscito a fermarsi con l’auto sul ciglio del baratro e sbracciandosi a più non posso ha arrestato gli altri veicoli in arrivo tra cui un pullman.

I video e le immagini clamorose di questo ponte troncato di netto come quello di Genova hanno oscurato l’impressionante voragine creatasi sull’A21 Torino-Piacenza, per certi aspetti ancor più inquietante rispetto all’episodio della direttrice che collega il Piemonte alla Liguria, entrambi devastati da straordinarie esondazioni che nell’Alessandrino hanno ucciso anche un’automobilista travolta dalle acque del Bormida, tracimate come quelle del Po a Cardè, nel Cuneese. Il governatore piemontese Alberto Cirio come quello ligure Giovanni Toti hanno già annunciato la richiesta dello stato di emergenza per calamità naturale. Ma la questione è ben più complessa.

Sull’A6 l’impalcato nel tratto tra i due piloni è caduto di una trentina di metri, trascinato via dal cedimento di un costone della collina, franato a causa delle forti piogge. Nel fosso che si è prodotto, profondo non più di una decina di metri, si intravedono alcuni cartelli autostradali rimasti in piedi, infissi nell’asfalto, quasi intatti, e degli alberi sradicati.

Ma sulla Torino-Piacenza è letteralmente svanita nel nulla la soletta stradale come avvenuto purtroppo con frequenza nella città di Roma. Le immagini sembrano quelle di un film apocalittico: 2012. Chi l’ha visto sa bene a cosa mi riferisco…

Se qualcuno è appena appassionato di misteri e di soprannaturale può certo trovare sinistra la coincidenza che le due autostrade interessate dai cedimenti partano da Torino, nota per la sua storia esoterica ma anche epicentro del complotto massonico che nell’1870 pur di completare l’Unità Italia non esitò ad assaltare le mura dello Stato Pontificio: minando il “ponte” terreno ed umano verso la trascendenza spirituale e celeste.

Faccio questo breve riferimento solo perché ieri ho pubblicato un articolo sulle “profezie” di Padre Pio sulla Patria Italia che invito i più curiosi a leggere…

Le profezie di San Pio sulla Patria Cristiana e l’aborto istituito dal mondialista Rockfeller

Levando lo sguardo dal cielo per riportarlo verso la terra, oggi sempre più marcia di diluvi dalla portata monsonica ma soprattutto di corruzione dalla strapotenza massonica, ritorno all’imprecazione iniziale: “Piove… Autostrade ladre” perché gli episodi sono tali e tanti che non rappresentano più la criminale ed occasionale azione di qualche manager avido di profitto al punto da rinunciare alle più elementari manutenzioni, come emerso dall’inchiesta sui 40 morti del bus precipitato nel 2013 dal viadotto Aqualonga di Avellino ma anche dalle prime indiscrezioni sull’indagine sul Ponte Morandi.

No! Tutto ciò è la specchio di un sistema gestionale della rete autostradale, privatizzata in fretta e furia dal Governo DS (oggi PD) nel 1999, scandaloso, vergognoso per non dire infame.

STRAGE IN AUTOSTRADA: IL BOSS LA FA FRANCA, LA PROCURA RICORRE IN APPELLO

I soloni dell’ingegneria potranno addentrarsi nei dettagli dei singoli episodi dimostrando che ci sono spiegazioni tecniche ineccepibili e concause fatali straordinarie: c’è stato persino un esperto che ha osato andare a raccontare ai Pm di Genova che il Ponte Morandi a suo parere sarebbe crollato per la bobina d’acciaio precipitata con violenza sulla soletta del viadotto da un camion in transito.

PONTE MORANDI: VILE OMERTA’ DEI TECNICI AUTOSTRADE

Per fortuna non faccio il magistrato: perché altrimenti avrei arrestato quel tale non solo per falsa testimonianza ma anche per vilipendio allo Stato a causa dell’impudenza con cui ha sostenuto la sua tesi suffragata da perizie che ricordano quelle con cui autorevoli professionisti della parcella hanno cercato in ogni modo di negare l’ipotesi del misssile nella strage di Ustica, dove nel 1980 s’inabissarono e morirono 81 passeggeri del volo Itavia.

STRAGE DI USTICA: MENZOGNE DI STATO PER COPRIRE I CACCIA NATO

In questo clima in cui le menzogne in atti d’ufficio sono ormai sfacciate e vengono persino esibite con tanto di creative giustificazioni iperteniche, per fortuna, emerge qualche verità. E’ il Messaggero a dare spazio al geologo (link a fine articolo) che asserisce che in Italia si verifica l’80 % di tutte le frane d’Europa. Tra qualche giorno ci sarà l’architetto onesto che ci racconterà che il 70 % dei crolli di viadotti nei paesi Ue avviene in Italia (è una percentuale buttata da me a caso).

Nelle ultime ore la Procura di Genova aveva disposto dalle ore 21:30 di  lunedì 25 novembre la chiusura al traffico in entrambe le direzioni della tratta dell’autostrada A26 compresa tra l’allacciamento con l’autostrada A10 e lo svincolo di Masone. Tale misura viene assunta per consentire l’esecuzione di verifiche tecniche sui viadotti Fado Nord e Pecetti Sud, presenti in tale tratta, ritenuti ammalorati.

Il ponte Pecetti era finito al centro dell’inchiesta Morandi bis con che aveva indotto il Gip del Tribunale di Genova a disporre gli arresti domiciliari per alcuni dirigenti delle società Autostrade per l’Italia e Spea, entrambe del gruppo Atlantia, per i rapporti sulle condizioni dei viadotti falsificati come emerso anche da inquietanti intercettazioni telefoniche. A breve dovrebbe sarà però riaperto in minima parte con uno scambio di carreggiata che consentirà l’utilizzo di una corsia per ogni senso di marcia.

AUTOSTRADE, INTERCETTAZIONI SHOCK: «I report sui ponti? Te li inventi…»

Come riportato da Gospa News, nei mesi passati un ingegnere ha spiegato perché la ciclopica opera del Mose di Venezia, il sistema di paratoie che dovrebbe proteggere la città lagunare dall’acqua alta, sia in gravissimo ritardo: perché è stato usato il tipo di acciaio sbagliato… Mentre in Olanda le dighe anti-alluvioni funzionano benissimo!

VENEZIA: IL PERITO: “MOSE FERMO PER L’ACCIAIO SCADENTE”… IN ODORE DI MAFIA! Benvenuto (Lega): «Indagherà la Camera dei Deputati»

La corruzione smisurata della triade politica-massoneria-mafia negli ultimi anni ha rivelato quanto sia stata determinante la quarta sponda di questa piramide di speculazioni e ruberie: la magistratura!

“Piove… Autostrade ladre!” lo grido ancora più forte perché ho scritto almeno una decina di reportage dettagliati sulla gestione di Autostrade per l’Italia controllata dalla finanziaria Atlantia che non può essere sfiorata da chicchessia essendo partecipata da fondi internazionali come l’americano BlackRock di un sionista neyorkese e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino…

PONTE MORANDI: PERITI E VIDEO TOP SECRET INCHIODANO AUTOSTRADE

Stavolta il viadotto crollato sull’A6 e la voragine sull’A21 esulano dalla loro competenza (i gestori sono altri) ma il gruppo della famiglia Benetton rimane comunque l’epifenomeno di quel sistema di gestione di beni pubblici palesemente marcio, protetto dalla politica ma anche dalle sentenze della giustizia, che sta riversando le sue drammatiche conseguenze sulle vite di cittadini capitati per caso nella roulette russa dell’incuria.

O si accetta questa drammatica realtà e si cerca di porvi rimedio.

Oppure bisogna credere che è davvero il Padre Eterno a mandarci i segni evidenti dell’Apocalisse di San Giovanni…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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IL MESSAGGERO – IN ITALIA PIU’ FRANE CHE IN TUTTA EUROPA

GOSPA NEWS – INCHIESTE SULLE AUTOSTRADE

 

 

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