IL CLAN DI BONINO-SOROS IN DIFESA DEL MILIZIANO KILLER IN DONBASS: condannato per l’omicidio del reporter italiano

IL CLAN DI BONINO-SOROS IN DIFESA DEL MILIZIANO KILLER IN DONBASS: condannato per l’omicidio del reporter italiano
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Appello del partito “+ Europa”
al Presidente della Commissione Europea
per l’invio di osservatori di Bruxelles
nel processo di appello al paramilitare
della Guardia Nazionale Ucraina

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Non c’è pietà nemmeno più per i morti quando di mezzo ci sono interessi economici e geopolitici e le vittime si contano a migliaia. Una più… Una meno… Non fa più differenza! Nemmeno se si tratta di un italiano, nemmeno se è un giovane reporter con la sola colpa di trovarsi nel Donbass per documentare i crimini dell’esercito di Kiev nelle repubbliche separatiste filorusse.

Un’altra storia di Ucraina. Un’altra vicenda infame di tentativi di depistaggi, occultamenti e coperture politiche di azioni militari che evoca sempre il solito nome: George Soros, il presunto filantropo ungherese che dalla sua Open Society Foundation di New York condiziona non solo le politiche americane (ha appena creato un PAC da 5 milioni di dollari per la campagna elettorale del candidato dei Democratici che vincerà le primarie) ma il nuovo imperialismo coloniale sionista-massonico in Medio Oriente come in Europa.

E’ infatti lo schieramento promosso dall’ex esponente radicale Emma Bonino, nota per il pubblico appoggio morale e finanziario ricevuto dal miliardario Soros, a voler mettere in discussione addirittura il verdetto della giuria popolare della Corte d’Assise di Pavia che ha dichiarato colpevole un paramilitare in relazione al brutale assassinio di un giornalista italiano e del suo interprete russo.

George Soros ed Emma Bonino

«Oggi il segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova ha inviato una lettera al Presidente della neo-insediata Commissione europea, Ursula von der Leyen e al Commissario europeo per la giustizia, Didier Reynders a proposito del “caso Markiv”, cioè del processo che in primo grado ho portato alla condanna del militare ucraino (anche con cittadinanza italiana) Vitaly Markiv per l’omicidio del giornalista italiano Andrea Rocchelli e del suo interprete Andrei Mironov, morti il 24 maggio del 2014 a Sloviansk lungo la linea del fronte che divideva i militari ucraini dalle forze separatiste filorusse del Donbas» si legge nel sito ufficiale del partito dove campeggia la foto del miliziano della Guardia Nazionale Ucraina (NGU), una formazione di paramilitari e mercenari aggregata all’esercito regolare dall’ex presidente Petro Poroshenko.

Andrea Rocchelli accanto al più anziano fotoreporter russo Andrei Mironov

Markiv è in Italia è stato condannato a 24 anni per duplice omicidio volontario aggravato ma viene considerato un eroe nella Kiev che dal 2014 è disposta a tutto per sterminare i ribelli separatisti filorussi delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk come evidenziato dai molteplici dettagliati reportage di Gospa News sulle complicità tra aziende israeliane della difesa e gruppi neonazisti e sull’alleanza del governo persino con i terroristi ceceni dell’Isis tornati dalla Siria.

JIHADISTI ISIS “EUROPEI” IN UCRAINA

I meriti bellici conquistati dal sottufficiale della Guardia Nazionale Ucraina, all’interno della quale opera il famigerato Battaglione Azov denunciato da Amnesy International per crimini di guerra, hanno indotto persino il ministro dell’Interno, Arsen Avakov, capo diretto della NGU e finito in manette per una storia di corruzione proprio in Italia, ad intervenire al processo, solo con la presenza, per cercare di mettere soggezione ai giudici.

Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente il procuratore capo di Pavia Giorgio Reposo quando guidò la Procura della Pretura di Vercelli e lo ricordo come un magistrato prudente ed obiettivo quanto zelante e diligente.

Per questo non mi ha stupito che nel caso Markiv, non solo abbia occasionalmente presenziato a qualche udienza condotta dai pm titolari delle indagini, procuratore aggiunto Mario Venditti e sostituto procuratore Andrea Zanoncelli, ma abbia anche richiesto ed ottenuto dalla Corte d’Assise la trasmissione degli atti alla Procura di Roma perchè fosse avviata un’indagine su un ufficiale della NGU, anche lui ritenuto coinvolto nell’omicidio di Rocchelli, come emerso dalle fasi del dibattimento.

«La sentenza è stata pronunciata al termine di un processo nel quale il difensore di Markiv, l’avvocato Raffaele Della Valle, ha dichiarato testualmente di avere visto cose che non gli era mai capito di vedere in 52 anni di professione» riporta sempre il sito “+ Europa” per motivare la missiva inviata dal segretario del partito direttamente alla presidente Von der Leyen.

Il gruppo politico, infatti, non può avviare azioni formali nell’aula di Strasburgo non avendo conquistato alcun deputato al Parlamento Europeo durante le ultime elezioni del maggio 2019 in cui ottenne 833mila preferenze (pari al 3,11 %) nonostante la grande sovraesposizione mediatica della Bonino ed il palese appoggio tributato a quest’ultima dal finanziere Soros, probabilmente rivelatosi un boomerang.

L’appello per Vitaly Markiv sul website di + Europa con l’invito a una donazione…

«Nella lettera Della Vedova ripercorre le contraddizioni e le assurdità di una sentenza, giunta al termine di un processo che non ha provato nulla né rispetto alle responsabilità di Markiv, né rispetto a quelle delle forze militari ucraine e pronunciata senza che mai gli inquirenti si siano recati sul luogo del delitto. Su questa base, il segretario di “+Europa” chiede alla Presidente von der Leyen e al Commissario Reynders di assicurare la presenza di osservatori della Commissione europea al processo d’appello di Vitaly Markiv» riferisce il portale.

Poiché la lettera è articolata in molteplici punti specifici di contestazione dell’impianto accusatorio e probatorio che mirano a screditare il verdetto d’Assise, ci riserviamo di pubblicarne un estratto se e quando gli avvocati di parte civile che abbiamo contattato, Alessandra Ballerini, che tutela i familiari della vittima Andrea Rocchelli, e Margherita Pisapia, che rappresenta l’Associazione Stampa Lombarda costituitasi nel processo, decideranno di commentarla nel dettaglio.

DONBASS: REPORTER ITALIANO ASSASSINATO DALL’ALLEATO DI NEONAZISTI E JIHADISTI

Per ora vi invitiamo a leggere il nostro precedente reportage riassuntivo della vicenda da cui emergono i motivi circostaziati degli indizi di copevolezza a carico di Markiv e segnaliamo a fondo pagina i link alla sentenza integrale di condanna e quello alla lettera dell’esponente di + Europa.

Ci è però d’obbligo evidenziare la più che singolare coincidenza che uno schieramento politico notoriamente sostenuto da Soros si attivi beneficiare di osservatori della Commissione Europea in un delicato processo giudiziario in Italia per un reporter assassinato a colpi di granate prendendo le difese di un paramilitare di quella Guardia Nazionale Ucraina al centro di varie inchieste giornalistiche proprio per episodi di crudeltà, anche gratuita tipici, della guerra civile nel Donbass.

Da giornalista mi pare sconcertante nonché vergognoso che un soggetto partitico, nemmeno presente in Parlamento Europeo, solleciti un intervento di vigilanza sposando pervicacemente la linea di una delle due parti in causa: pur essendo quest’ultimo un miliziano che ha come obiettivo professionale quello di difendersi e uccidere.

UkraineGate: reporter islamico finanziato da Soros e Usa nel golpe 2014 ora ai vertici dell’industria di armi

Tutto ciò assume una valenza anche disgustosa alla luce dell’ultimo articolo pubblicato da Gospa News in cui si evidenzia come il reporter islamico che diede avvio alla Rivoluzione Arancione progettata dai sedicenti antiviolenti serbi di Canvas e culminata nel golpe del febbraio 2014 con la fuga del presidente filorusso democraticamente eletto, lavorasse per una televisione finanziata da Soros e dalle Ambasciate di Usa, Canada, Regno Unito e Olanda e sia stato di recente nominato vicedirettore dell’industria nazionale di armamenti e difesa dell’Ucraina…

La condanna di Markiv, ritenuto dalla Procura di Pavia e dalla Corte d’Assise il killer di Andrea, al momento mi è parso l’unico barlume di giustizia in una guerra ancora in corso che ha già fatto più di 10mila morti. Una guerra innescata dal golpe pianificato fin dal 2007 dagli Usa e portato a termine dall’ex presidente Barack Obama e dal suo vice Joe Biden per le mire americane su una nazione strategica sotto il profilo geopolitico nella rinata guerra fredda con la Russia ma soprattutto ambita per la sua ricchezza di giacimenti di gas e petrolio nel sottosuolo del Donbass conteso.

Vitaly Markiv con kalashnikov di nuova generazione AK – 74 dotato di munito di mirino ottico per il tiro a lunga distanza e visione notturna

Mentre il reporter Rocchelli ed i suoi colleghi russo e francese erano lì per raccontare al mondo le atrocità che stavano avvenendo contro la popolazione civile da parte dell’esercito Ucraino e della NGU, mentre Markiv era lì col suo kalshnikov a sparare sui nemici senza nemmeno essere un soldato regolare ma un paramilitare-mercenario, Hunter Biden, figlio del vicepresidente Joe, incassava decine di miliaia di dollari solo per essere nel Board of Directors della holding Burisma, la società cipriota di un oligarca ucraino con in mano le licenze per le estrazioni nel Donbass.

I leader di “+ Europa”, prima di chiedere all’Unione Europea tutela per un miliziano domandino, a Bruxelles un chiarimento sui finanziamenti del loro amico Soros a coloro che hanno ordito e perpetrato il golpe costato subito la vita in piazza Maidan a 70 manifestanti e 17 poliziotti, assassinati da cecchini appostati sui tetti poi individuati da un reporter italiano quali mercenari georgiani…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

PRIMATO NAZIONALE – BONINO & SOROS

LA SENTENZA DI CONDANNA PER MARKIV

+ EUROPA – APPELLO PER VITALY MARKIV

GOSPA NEWS – TUTTE LE INCHIESTE SULL’UCRAINA

UKRAINEGATE: SCOTTANTE “MEMO” ACCUSA BIDEN E KERRY, già vice e segretario di Obama. Kiev riavvia l’inchiesta

DONBASS: STRAGE PER IL GAS

 

 

 

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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