BERGOGLIO CONFUSO SULLE DONNE: Ne schiaffeggia una, fa la predica sulla violenza e solo dopo chiede scusa

BERGOGLIO CONFUSO SULLE DONNE: Ne schiaffeggia una, fa la predica sulla violenza e solo dopo chiede scusa
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La folla è una bestia violenta. Alcuni anni fa l’esile Vicka, una delle veggenti di Medjugorie, ebbe una lussazione ad una spalla perché strattonata e tirata da un fedele troppo devoto… In una delle sue prime visite in un ospedale, appena dopo la nomina del 1978, Giovanni Paolo II fu sospinto a terra per un “abbraccio’ della gente troppo invadente. Nella Basilica di San Pietro papa Benedetto XVI in occasione della Messa Solenne del Natale 2009 fu letteralmente assaltato da un da un credente così fervente da saltare a piè pari la transenna e farlo cadere a terra con tanto di casula dorata e mitria.

E’ perciò in gran parte veniale l’irritata reazione avuta dal Pontefice nei confronti di una fedele asiatica che lo ha tirato per un braccio costringendolo a schiaffeggiarne la mano per liberarsene. Ciò che lo è un po’ meno è la stizza irosa scolpita sul volto del pacifico Santo Padre nelle immagini che stanno facendo il giro del mondo.

Ma c’è un’altra cosa che contribuisce a rendere ancora più imbarazzante questa gaffe: la tempistica delle scuse. L’incidente è avvenuto nella serata del 31 dicembre 2019 dopo la visita di papa Francesco al Presepe e la sua passeggiata benedicente tra i fedeli assiepati in piazza San Pietro. Mentre le sue scuse sono arrivate più di 12 ore dopo durante l’Angelus del primo giorno dell’anno.

«Tante volte perdiamo la pazienza – ha poi detto il Papa durante l’Angelus – chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri».

Una frase di pentimento sincero che non aveva però pronunciato poche ore prima durante l’omelia in San Pietro in occasione della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella 53ma Giornata mondiale della pace.

José Maria Bergoglio, sovente esempio di contraddizioni teologiche e pastorali, leggendo il testo preparato in precedenza non fatto alcuna variazione e non ha minimante accennato all’antipatico infortunio in cui lui stesso aveva usato un gesto brusco, per non dire aggressivo, per reagire ad una fedele sicuramente molto invasiva.

Come se sperasse che l’episodio fosse passato inosservato. O come se per lui stesso la reazione contro la donna asiatica inequivocabilmente sgarbata fosse pià che giustificabile, come nella realtà di fatto sarebbe. Se lui non fosse il Vicario di Roma ovvero il Papa!

«Da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità» ha ribadito durante la Santa Messa del mattino di Capodanno il Pontefice rivolgendo un monito che per un’infausta coincidenza pareva indirizzato proprio a sè stesso a dimostrazione di come sia facile predicare bene ma altrettanto razzolare bene. Soprattutto quando il “gentil sesso” non solo agisce con istinto aggressivo ma con violenze ancor più devastanti perché maliziose e psicologiche come gli adulterii pervicamente pianificati…

In ossequio alla Madre di Dio e alle donne riportiamo il video dell’omelia e il testo sintetico pubblicato dall’Ansa di condanna della violenza contro le donne.

 

ARTICOLO ANSA

No alla violenza contro le donne: da Papa Francesco arriva un forte appello nel giorno in cui la Chiesa celebra Maria Madre di Dio. Il pontefice chiede anche di dare un ruolo alle donne nei processi decisionali pace perché sono “mediatrici di pace”.

“Le donne sono fonti di vita. Eppure sono continuamente offese, picchiate, violentate, indotte a prostituirsi e a sopprimere la vita che portano in grembo. Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio – ha sottolineato il Papa -, nato da donna. Dal corpo di una donna è arrivata la salvezza per l’umanità: da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità” Poi ha evidenziato che “la donna è donatrice e mediatrice di pace e va pienamente associata ai processi decisionali. Perché quando le donne possono trasmettere i loro doni, il mondo si ritrova più unito e più in pace. Perciò, una conquista per la donna – ha detto ancora il Papa – è una conquista per l’umanità intera”.

 

“Oggi pure la maternità viene umiliata, perché l’unica crescita che interessa è quella economica”. Lo ha detto il Papa nell’omelia con uno sguardo particolare a quelle donne in attesa di un bambino che cercano di emigrare. “Ci sono madri – ha proseguito Papa Francesco -, che rischiano viaggi impervi per cercare disperatamente di dare al frutto del grembo un futuro migliore e vengono giudicate numeri in esubero da persone che hanno la pancia piena, ma di cose, e il cuore vuoto di amore”.

La Chiesa non è un insieme di strutture ma ha un cuore di madre, “è donna e madre”. Lo ha detto il Papa parlando anche della divisione interna operata dal diavolo. “Avvicinandosi a Maria la Chiesa si ritrova, ritrova il suo centro e la sua unità. Il nemico della natura umana, il diavolo, cerca invece di dividerla – ha sottolineato il Papa -, mettendo in primo piano le differenze, le ideologie, i pensieri di parte e i partiti. Ma non capiamo la Chiesa se la guardiamo a partire dalle strutture, dai programmi e dalle tendenze: ne coglieremo qualcosa, ma non il cuore. Perché la Chiesa ha un cuore di madre. E noi figli invochiamo oggi la Madre di Dio, che ci riunisce come popolo credente”, ha aggiunto. Quando la Chiesa guarda a Maria “si sente chiamata a dire ‘no’ al peccato e alla mondanità. Vede lei, feconda, e si sente chiamata ad annunciare il Signore, a generarlo nelle vite. Vede lei, madre, e si sente chiamata ad accogliere ogni uomo come un figlio”.

ANSA – OMELIA DEL PAPA SULLE DONNE

 

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Redazione Gospa News

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