ALLARME ONU IN ITALIA: 680mila migranti usati come schiavi nei campi. Ecco la logica Pd!

ALLARME ONU IN ITALIA: 680mila migranti usati come schiavi nei campi. Ecco la logica Pd!
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Per chi ha seguito le migrazioni dall’Africa senza pegiudizi non è una novità. Per tutti coloro che militano nel grande partito dei buonisti è un pugno nello stomaco. Ma ben pochi media hanno riportato l’allarme sui migranti clandestini utilizzati come forza lavoro in violazione ad ogni regola nei campi dell’agricoltura italiana.

L’emergenza annunciata dai partiti di centrodestra come Lega e Fratelli d’Italia è oggi confermata da un organismo internazionale che non può essere certamente accusato di orentamenti politici. Arriva infatti da quella stessa ONU che pur di promuovere le migrazioni a tutti i costi sta creando un disastro sociale nei pochi paesi, come l’Italia, che pur non avendo aderito al Global Compact for Migration delle Nazioni Unite, ne interpretano praticamente e quotidianamente la filosofia. Una strategia che consiste nel dare accoglienza ai disperati salvo poi buttarli in mezzo una strada con l’ovvia tentazione a delinquere o diventare nuovi schiavi…

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Ciò sta avvenendo soprattutto da quando il Ministero degli Interni è passato dal populista-sovranista Matteo Salvini alla burocrate Luciana Lamorgese, combattente di punta del Partito Democratico per l’immigrazione indiscriminata di migranti senza il minimo diritto di asilo politico, perché non fuggono da zone di guerra, e tra i quali si nascondono molti esponenti della potentissima Mafia Nigeriana ed anche terroristi islamici integralisti dell’ISIS.

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Chi sostiene tutte queste cose? Un rapporto della stessa ONU che paradossalmente ha trovato visibilità, minima, sull’organo d’informazione ufficiale delle Sardine favorevoli all’immigrazione indiscriminata.

«Non usa giri di parole Hilal Elver, inviata esperta di diritti umano delle Nazioni Unite per puntare – in un rapporto all’Onu – il dito contro il sistema alimentare italiano. Un vero e proprio atto di accusa, il suo. Orari “eccessivamente lunghi” e “salari troppo bassi per coprire i bisogni elementari” e migranti senza documenti “lasciati in un limbo, senza poter accedere a lavori regolari”: secondo l’Onu, metà della manodopera agricola italiana è costituita da migranti, per lo più irregolari, ovvero la categoria più debole. Manodopera “sfruttata dal sofisticato sistema alimentare dell’Italia”».

Tutto questo lo scrive Repubblica non un media di propaganda della Lega.

«”Malgrado un Pil stimato di 2,84 mila miliardi di dollari, imprese innovative rinomate nel mondo, un vasto settore agricolo e un’industria manifatturiera moderna, i lavoratori e piccoli agricoltori portano un pesante fardello e sono sfruttati dalla sofisticata industria alimentare italiana”, scrive nella nota la Relatrice Speciale dell’Onu per il diritto all’alimentazione, al termine di una visita di 11 giorni nel nostro Paese».

«Ci sono (in Italia) circa 680.000 migranti senza documenti, due volte quanti ce n’erano solo cinque anni fa» conclude l’inviata dell’Onu, che ha visitato Lazio, Lombardia, Toscana, Piemonte, Puglia e Sicilia. La colpa? Ovviamente di Salvini… Perché il Decreto Sicurezza avrebbe “contribuito alla crescita dei migranti senza documenti e la ‘illegalizzazione’ dei richiedenti asilo e spinto sempre più persone nel lavoro irregolare”.

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L’incaricata ONU sembra ignorare che anche i migranti che hanno ottenuto “asilo politico” per motivi umanitari non se la passano meglio visto che trascorsi i 18 mesi nel Centro di Prima Accoglienza vengono buttati fuori senza casa né lavoro in un paese come l’Italia che ha in media il 10 % di tasso di disoccupazione.

“Ho parlato – aggiunge la rappresentante ONU – con persone che dipendono dai banchi alimentari e dalle istituzioni caritatevoli per il loro prossimo pasto; lavoratori agricoli che lavorano con orari troppo lunghi in condizioni difficili e con un salario troppo basso per coprire i loro bisogni elementari; migranti senza documenti lasciati in un limbo con nessun accesso a lavori regolari né la possibilità di affittare un locale decente dove vivere, e studenti che non hanno accesso alle mense scolastiche perché le loro famiglie sono troppo povere per poterle pagare”.

Secondo Elver, “come Paese sviluppato come terza economia in Europa, questi livelli di povertà e di sicurezza alimentare sono inaccettabili”. Il governo italiano, fa sapere l’esperta Onu, dovrebbe capire che “la carità non va confusa con il diritto ad alimentarsi”. Metà circa della manodopera del settore agricolo, scrive nel suo rapporto l’Onu, è costituita da braccianti migranti, che formano uno dei gruppi più vulnerabili e che a lavorare sono fra i 450 mila a mezzo milione. In agricoltura, scrive ancora, lavora “la più elevato quota di lavoratori irregolari in relazione al numero totale di impiegati nel settore”.

“Da nord a sud, centinaia di migliaia di braccianti lavorano la terra o accudiscono il bestiame senza protezioni legale o sociale adeguate”. E sotto ricatto, con la “minaccia costante di perdere il lavoro, di venire rimpatriati con la forza o di diventare oggetto di violenza fisica e morale”. “Lavoratori stagionali e non stagionali trovano spesso nel sistema del caporalato la sola possibilità di vendere la loro manodopera e di ottenere una paga”. La legge 199/2016 “non sembra in grado di difendere i diritti umani di tutti i braccianti, in particolare dei migranti senza documenti, che vengono tenuti in condizione di invisibilità e di paura”.

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Lo sfruttamento della manodopera, inoltre, “non è l’unico modo in cui l’illegalità invade la filiera alimentare italiana”, scrive Elver, che parla di “prodotti contaminati abbandonati nelle aree rurali, bruciati o versati nei fiumi; di mercati all’ingrosso in cui gli agricoltori sono costretti ad accettare prezzi così bassi da metterne in gioco la sopravvivenza; dell’acquisto di terra con soldi denaro frutto di attività illegali; dell’uso frequente di fertilizzanti contraffati o tossici, spesso spruzzati da lavoratori senza conoscenze né misure di sicurezza”.

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A tutto ciò si aggiungono gli sfruttamenti derivanti da molteplici attività criminali gestite dalla Mafia Nigeriana come evidenziato dai rapporti della Direzione Ivestigativa Antimafia.

Ma la politica drogata dai vari immigrazionisti come Soros per la sostituzione etnica ovviamente è troppo ben finanziata per ammettere la realtà che nella “piccola” Italia rischia di esplodere.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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