ALEPPO: RIAPRE LA CATTEDRALE BOMBARDATA DALL’ISIS. Ma i jihadisti di Erdogan uccidono altri civili

ALEPPO: RIAPRE LA CATTEDRALE BOMBARDATA DALL’ISIS. Ma i jihadisti di Erdogan uccidono altri civili
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Grande contributo dell’Italia
e della fondazione pontificia
Aiuto alla Chiesa che Soffre
con 400mila euro di donazioni

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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«E’ con gioia che comunico che ieri, 20 luglio 2020, la cattedrale Maronita di Sant’Elia di Aleppo (Siria), gravemente danneggiata durante la guerra, dopo lunghi lavori di riparazione è stata ufficialmente riaperta e riconsacrata».

In una sintetica email Alessandro Monteduro, direttore ACS Italia, apre uno spiraglio di luce sul futuro della Siria evidenizando il ruolo fondamentale svolto dalla Fondazione Pontificia che è stata supportata da Papa Francesco nelle sue molteplici iniziative, come quella a favore della liberazione della madre pakistana Asia Bibi, arrestata, imprigionata e torturata solo perchè cristiana in un paese a maggioranza islamica Sunnita, della stessa confessione radicale dei terroristi ISIS e di Al Qaeda e degli autori degli attentati kamikaze di Pasqua 2019 nello Sri Lanka.

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«Aiuto alla Chiesa che Soffre è stata una delle maggiori finanziatrici del progetto, avendo destinato all’iniziativa 400.000 euro di donazioni. Il luogo di culto, edificato nel 1873, aveva subito il danno maggiore nel 2013 ad opera di un gruppo di jihadisti il cui scopo era distruggere ogni segno della cristianità» aggiunge il direttore italiano dell’ONG cattolica.

Nel dicembre 2019 la cattedrale di Sant’Elia era stata parzialmente aperta al pubblico per consentire la celebrazione della Messa Solenne di Natale dopo 5 anni dai bombardamenti. Una parte del tetto della chiesa e le panche in legno erano ancora distrutte ma i fedeli avevano potuto riunirsi all’interno e partecipare alla funzione su sedie di plastica, insieme ad alcuni mussulmani con cui intonarono canti di Natale in arabo, inglese e francese.

La Messa del Natale 2019 celebrata durante la cattedrale Maronita ancora in parte devastata dalle bombe

Una stella cometa fu appesa all’interno del tempio per la tradizionale ricorrenza in evidente contrasto con le macerie ed il cielo a vista per la voragine nella copertura. Le foto fecero il giro del mondo.

Mentre purtroppo rimangono confinate sui media specializzati sul Medio Oriente (come l’Osservatorio Siriano sui Diritti Umani) le notizie sugli attentati jihadisti avvenuti anche nei giorni scorsi (12 luglio e 17 luglio) con l’uccisione e il ferimento di alcuni civili nella città di Al Bab, a circa 40 chilometri dalla cattedrale riaperta, nelle zone limitrofe ad Aleppo controllate dai mercenari pagati al sultano turco Recep Tayyip Erdogan e reclutati tra ex capi dell’Isis e di Al Qaeda.

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«La riapertura della cattedrale dal punto di vista simbolico rappresenta un messaggio ai parrocchiani e ai cristiani di Aleppo e del mondo ancora presenti nel Paese nonostante i nostri numeri vadano riducendosi» ha comunicato l’arcivescovo maronita di Aleppo, mons. Joseph Tobij.

Secondo fonti di ACS, infatti, i cristiani aleppini prima della guerra erano circa 180.000, mentre oggi sono solo 30.000. Tra le vittime eccellenti ci sarebbero anche i due Arcivescovi di Aleppo, il greco ortodosso Boulos Yazigi e il siro ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, scomparsi il 22 aprile 2016 senza lasciar traccia, nell’area compresa tra la metropoli siriana e il confine con la Turchia.

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«La principale difficoltà della riedificazione è stata il reperimento dei fondi, che è stato agevolato e sostenuto da Aiuto alla Chiesa che Soffre. La ricostruzione del tetto di legno, esattamente come quello originale, è stata un’altra sfida. Mancavamo di competenze locali in questo settore, per cui abbiamo chiesto ad architetti italiani di disegnare il progetto del tetto di legno», ha spiegato mons. Tobij, aggiungendo che il materiale è giunto dall’Italia.

L’arcivescovo maronita si è fatto poi voce della gratitudine dei cristiani locali: «Ringraziamo con tutto il cuore Aiuto alla Chiesa che Soffre e tutti i donatori che hanno contribuito con fede e generosità a questo sogno. Senza il sostegno dei Benefattori di ACS non saremmo stati in grado di pregare ancora e diffondere speranza nei cuori dei fedeli attraverso la ricostruzione della cattedrale».

La Cattedrale di Aleppo intitolata a Sant’Elia finalmente ristrutturata

«Mentre in territorio europeo la cattedrale Saint Pierre et Saint Paul di Nantes è stata data alle fiamme, la carità operosa della nostra comunità ha fatto tornare Sant’Elia al suo antico splendore. Ho visitato il luogo di culto nel settembre 2019 insieme all’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, e vederlo rinascere è una grande emozione!» conclude Alessandro Monteduro, direttore di ACS Italia.

Sono innumerevoli gli episodi di persecuzione contro i cristiani in Siria analizzati da Gospa News in molteplici reportages e sovente ignorati dai media di main-stream o anche di contro-informazione perchè molti di qustiti ultimi sono laicisti o ateisti in quanto vicini a militanti di sinistra.

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In un doviziosa dossier del gennaio scorso avevamo rammentato tutte le terribili storie dei martiri della fede avvenute nel 2019 menzionate dalle fondazioni ponteficie ACS e Fides (l’agenzia stampa delle Opere Missionarie) ma anche di quelle evangeliche come Open Doors. Molti ed inquietanti gli episodi avvenuti nel Rojava, la regione Nord-orientale della Siria amministrata dai Curdi,

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Suscitò orrore la lapidazione della 60enne cristiana Suzan Der Kirkour, stuprata e torturata per ore dai jihadisti alleati di Al Qaeda nella provincia di Idlib, controllata da quei terroristi Hayat Tahrir al Sham che ora vengono usati come mercenari dalla Turchia in Libia e persino curati dall’ospedale militare italiano a Tripoli nell’ottica di collaborazione tra Governo di Accordo Nazionale, Ankara e Roma, sulla scia degli affari tra lobby delle armi e Fratelli Musulmani.

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Destò pertanto stupore l’atteggiamento ossequioso con cui proprio l’agenzia di stampa FIDES diede risalto alla preghiera comunitaria di Islamici, Ebrei e Cristiani nel 20 ottobre ad una iniziativa inter-religiosa ospitata nel Monastero siro ortodosso di Deyrulzafaran, il “Monastero dello Zafferano”, situato nei pressi della città di Mardin, sull’altopiano di Tur Abdin, nei territori di confine della Turchia con la Siria.

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«L’incontro è stato concepito come momento condiviso di spiritualità e di riflessione comune, con l’attenzione rivolta al contesto dell’operazione militare “Sorgente di pace”, messa in atto dall’esercito turco nei territori della Siria nord-orientale» scrisse Fides dando risalto anche a un articolo che riportò la propaganda mediatica turca: “l’offensiva militare in Siria non è contro i cristiani”, nonostante i primi bambini uccisi dai bombardamenti turchi e dei mercenari jihadisti fossero stati proprio quelli di un quartiere cristiano di Qashimlo.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – CRISTIANI PERSEGUITATI

GOSPA NEWS – INCHIESTE JIHADISTI

GOSPA NEWS – REPORTAGES ZONE DI GUERRA

SOHR – CIVILIANS KILLED BY JIHADISTS

 

 

 

 

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