COSI’ FRANCIA E ITALIA AIUTANO I JIHADISTI. Sgozzatore di Notre Dame sbarcato a Lampedusa

COSI’ FRANCIA E ITALIA AIUTANO I JIHADISTI. Sgozzatore di Notre Dame sbarcato a Lampedusa
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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Di fronte a tre persone assassinate e ad un’altra uccisa poche settimane fa non si può far altro che piangere. Piangere la maledizione che inebria alcuni esseri umani ad uccidere loro simili solo perché li considerano diversi o forse nemici. Se dovessimo guardare soltanto alla brutale pianificazione del gesto omicida nessuno di questi sciacalli delle vite umane sarebbe comparabile a Brenton Tarrant, il sedicente suprematista bianco in odore di Mossad che ammazzò decine di musulmani nelle moschee di Christchurch.

Ma quello che è accaduto sta capitando nella “civile” Europa, molto lontano dalla Nuova Zelanda di cui noi Occidentali non abbiamo voglia di occuparci, soprattutto per il rischio di scoprire che laggiù era avvenuta una strage troppo ben preparata per essere soltanto la cruenta follia di un personal trainer addestrato dall’Isis in Camp Rukban, il lager della Siria gestito da terroristi islamici per concessione dell’Esercito degli Stati Uniti d’America.

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«Sanguinario attacco all’arma bianca nei pressi della chiesa di Notre-Dame, a Nizza. Le vittime dell’attentato sono due donne e un uomo, secondo quanto confermano fonti della polizia a BFM-TV. Le due persone morte all’interno della cattedrale sono state “sgozzate” o “decapitate”, secondo le diverse fonti. Una terza vittima, una donna, si è rifugiata in un bar vicino alla chiesa, dove è morta poco dopo per le conseguenze delle ferite, riferisce la radio France Info. “Dite ai miei figli che li amo”: queste le ultime parole prima di spirare della donna morta nel bar. La donna è stata colpita gravemente alla gola dall’aggressore, che non è riuscito a decapitarla».

L’autore dell’attacco è stato fermato: si chiama Brahim Aoussaoui e ha parlato in arabo alla polizia che lo ha neutralizzato. In ospedale ha detto di aver agito da solo continuando a ripetere ossessivamente Allah Akbar, Allah è grande.

Il killer tunisino Brahim Aoussaoui

È stato poi identificato con il nome di Brahim Aoussaoui, nato in Tunisia il 29 marzo 1999. L’uomo era arrivato in Italia lo scorso settembre a bordo di una barchino autonomo. Il 21enne sarebbe sbarcato a Lampedusa il 20 settembre ed era stato accompagnato nell’hotspot dell’isola, per essere poi trasferito — il 25 settembre insieme ad altri 50 migranti — sulla nave Rhapsody, che aveva già preso a bordo altre 330 persone a Porto Empedocle per la quarantena obbligatoria in relazione all’emergenza Covid.

Il 9 ottobre è stato poi trasferito alla Questura di Bari dove è stato fotosegnalato, identificato e denunciato alla Procura di Agrigento per «ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato», prima di essere rilasciato con l’obbligo di lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni. Da lì si è diretto in Francia che era la vera mèta del suo viaggio come attestano le telefonate con amici. Ma anche una foto della basilica di Nizza successivamente inviata ai familiari.

Il killer di Nizza, era “arrivato da pochissimo tempo da Lampedusa”: lo aveva subito twittato il deputato della regione di Nizza, Eric Ciotti, affermando di aver appena chiesto ad Emmanuel Macron, in una riunione sul luogo dell’attentato, di “sospendere qualsiasi flusso migratorio e qualsiasi procedura di asilo, in particolare alla frontiera italiana”.

La Gendarmerie davanti alla Chiesa di Notre Dame a Nizza

Questo drammatica strage arriva pochi giorni dopo un altro tremendo omicidio con decapitazione per motivi religiosi. Quello compiuto dal 18enne rifugiato ceceno Abdullakh Anzorov che si era presentato venerdì 16 ottobre davanti alla scuola media Bois d’Aulne di Conflans Sainte Honorine conoscendo il nome della sua vittima designata, il professore di Storia e Geografia Samuel Paty, che il 5 ottobre aveva tenuto una lezione di educazione civica mostrando in classe alcune vignette su Maometto, ma senza saperlo identificare.

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Secondo il procuratore anti-terrorismo Jean-François Ricard, il giovane della Cecenia, infatti, si sarebbe presentato davanti alla scuola venerdì scorso conoscendo solo il nome della sua vittima designata. Avrebbe avvicinato i ragazzi offrendo loro circa 350 euro e chiedendo in cambio di indicare il professore che aveva tenuto una lezione di educazione civica mostrando in classe alcune vignette su Maometto. I ragazzi avrebbero accettato nonostante il diciottenne avesse loro detto che voleva umiliarlo e colpirlo per obbligarlo a chiedere perdono per le caricature del profeta.

Fin qui la cronaca che non analizza però il contesto in cui queste terribili azioni terroristiche sono avvenute. In primo luogo va infatti rilevato che i terroristi islamici ceceni possono tranquillamente viaggiare in Europa grazie al passaporto concesso dall’Ucraina che li ha utilizzati come forza para-militare nella guerra contro le repubbliche separatiste del Donbass sebbene fossero noti come ex Foreign Terrorist Fighters in Siria nelle fila dello Stato Islamico.

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Inoltre va rilevato che la Francia ha fatto della propaganda multiculturale un suo baluardo democratico senza mai curarsi di chi importava dai paesi oggetto di invasione militare come Libia, Mali e altri paesi del Sahel. L’immigrazione musulmana anche di estremisti è stato il compromesso da pagare per ottenere imbarazzanti alleanze sul campo e non sacrificare troppi soldati nelle guerre coloniali del terzo millennio. In più di un reportage abbiamo riferito delle fonti autorevoli africane che segnalavano un incremento delle formazioni jihadiste dopo l’arrivo delle milizie francesi.

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In terzo luogo, infine, va osservato che la libertà di comunicazione rivendicata da Parigi dinnanzi ad un incremento massiccio dell’Islamizzazione del paese rappresenta un’illusione che si regge sull’ipocrita convinzione che tutti i musulmani siano buoni, sebbene emigrati in Francia spesso per le devastazioni create dalla politica bellica dei presidenti francesi da Nicolas Sarkozy, mandante dell’uccisione di Muhammar Gheddafi che ha causato un’interminabile guerra civile in Libia, ad Emmanuel Macron, che il 17 settembre 2018 bombardà la Siria, senza un’apparente motivazione specifica, in appoggio all’azione dell’aviazione dell’Israeli Defense Forces che causò una reazione contraerea nella quale fu abbattuto un aereo di ricognizione della Russia, Il-20, con 15 membri dell’equipaggio a bordo morti ammazzati.

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In un contesto di tali tensioni socio-politiche è parsa quantomeno inopportuna la scelta del settimanale satirico francese Charlie Hebdo che lo scorso primo settembre ha ripubblicato le caricature di Maometto che ne avevano fatto un bersaglio del terrorismo islamico. Lo aveva annunciato il giornale alla vigilia dell’apertura del processo per l’attentato che nel gennaio 2015 fece 12 vittime nella sua redazione. “Non chineremo mai la testa, non rinunceremo mai”, ha spiegato il direttore di Charlie, Riss, nel numero in edicola.

Non bisogna scordare che Nizza era già stato colpita da un tremendo attentato terroristico avvenuto il 14 luglio 2016, quando un uomo, alla guida di un autocarro, investì volontariamente le persone sulla promenade provocando 87 vittime.

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La conferma delle modalità con cui il tunisino è entrato in Europa arriva da fonti degli apparati di sicurezza secondo le quali nell’isola c’è stata la prima registrazione dell’uomo. Sono in corso tutti gli accertamenti per ricostruire i vari spostamenti del tunisino, in stretto contatto con le autorità francesi.

Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è stata convocata dal Copasir (Il comitato parlamentare che vigila sui servizi segreti) per avere una versione ufficiale sull’accaduto sebbene la ministra abbia già chiarito con le sue dichiarazioni pubbliche che il terrorista islamico non era stato segnalato nè dalle autorità tunisine nè dall’intelligence nazionale.

Non è la prima volta che un tunisino sbarcato in Italia si è poi reso protagonista di atti di terrorismo in Europa: a febbraio del 2011, sempre a Lampedusa arrivò Anis Amri, l’autore della strage al mercatino di Natale di Berlino nel 2016. Al momento dello sbarco Amri si dichiarò minorenne e fu trasferito in un centro per minorenni in Sicilia.

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Il Consiglio francese del culto musulmano condanna “con forza l’attentato terroristico” di Nizza. “In segno di lutto e di solidarietà alle vittime e i loro cari”, si legge su Twitter, invita i “musulmani di Francia ad annullare tutte le festività della festa del Malwid”. Anche la Turchia condanna “con forza” l’attentato. La Conferenza episcopale di Francia ha condannato come atto “indicibile” l’attacco e ha sottolineato che “i cristiani non devono diventare un bersaglio da abbattere”.

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Ma resta aperta un’inquietante incognita. L’assassino è arrivato in Francia dopo essere sbarcato a Lampedusa. In Italia, secondo le segnalazioni dell’Esercito Nazionale Libico del generale Khalifa Haftar, sono giunti dalla Libia e dalla Tunisia migliaia di jihadisti dell’Isis e di Al Qaeda che la Turchia ha utilizzato nel conflitto libico a sostegno del Governo di Accordo Nazionale di Tripoli del presidente Fayez Al Serray.

Quanti di costoro sono pronti a diventare kamikaze e compiere orrendi crimini in nome di Allah? E’ questa la vera domanda cui dovrebbero rispondere Macron ma soprattutto il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella che ha legittimato con le sue missioni diplomatiche in Qatar le operazioni dei Fratelli Musulmani del tiranno turco Recep Tayyp Erdogan in Libia.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – JIHADISTS REPORTS

GOSPA NEWS – WARZONES REPORTS

 

 

 

 

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