NATALE DI FAME E BOMBE! I CRISTIANI PERSEGUITATI DA UE, TRUMP E ISRAELE. L’allarme dei vescovi in Siria

NATALE DI FAME E BOMBE! I CRISTIANI PERSEGUITATI DA UE, TRUMP E ISRAELE. L’allarme dei vescovi in Siria

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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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L’emergenza COVID-19 ci ha portato via il pensiero e il sentimento. Se crediamo al famoso ed esperto avvocato Robert F. Kennedy, sopravvissuto all’assassinio dello zio presidente John Fitzgerald Kennedy e del padre Robert, procuratore generale USA, e perciò esperto dei crimini del cosiddetto Deep State, dobbiamo ritenere l’attuale pandemia “pianificata da decenni da Bill Gates ed Anthony Fauci” e pertanto innescata da un virus SARS-Cov-2 costruito in laboratorio come una bio-arma. Proprio come sostenuto da ormai decine di scienziati e da vari esperti di intelligence ignorati dai media di mainstream complici del disastro finalizzato ad una dittatura sanitaria che precede quella cibernetica e militare.

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L’allarme COVID-19 che ci ha costretti ad avere paura sociale ben più di quanto la letalità giustificherebbe almeno in Italia, visto che i morti sono lo 0.3 % dei contagiati e tra essi il 96 % è assai anziano ma soprattutto affetto da altre gravi patologie, ci ha indotti a preoccuparci sempre più dei nostri affari quotidiani, devastati nel caso dei commercianti e degli operatori del turismo non tanto dalle effettive conseguenze dell’epidemia quanto dal panterrorismo pandemista costruito ad arte con gli asfissianti lockdown imposti dal governo assai sinistro formato da Partito Democratico e 5Stelle.

Ciò a volte è avvenuto persino occultando le informazioni sanitarie come nel caso dello scandalo del dossier sul piano di emergenza che sarebbe stato fatto ritirare dal dottor Raniero Guerra, numero due dell’OMS e membro del Comitato Tecnico Scientifico del governo italiano, oggetto di un’inchiesta penale della Procura della Repubblica di Bergamo che indaga per epidemia colposa e falso.

Dinnanzi a tale e tanta gravità di allarmi ma soprattutto di complotti pandemici, perché l’evoluto occidente che si pulisce il cuore facendo l’elemosina a paesi del Terzo Mondo, oggi denominati in “via di sviluppo” per genuflessione ipocrita al “politically correct”, dovrebbe preoccuparsi di quelle nazioni che ha contribuito a devastare per uno specifico piano di attacco geopolitico-militare?

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Infatti il “porco” occidente, anche durante la pandemia scatenata da un virus da laboratorio sulla natura del quale l’OMS si rifiuta di indagare, non fa sconti a quei paesi che considera nemici solo perché hanno costruito negli anni un progetto di convivenza sociale che consente a cristiani e musulmani di convivere pacificamente. Tutto ciò non piace ai paesi della penisola araba che vogliono imporre la Sharia con la complicità delle nazioni anglossasoni (e dell’Italia) aizzate soltanto dai lauti guadagni della Lobby delle Armi tanto amata dai Fratelli Musulmani.

Ecco perché in Siria i cristiani cattolici e maroniti possono patire una persecuzione senza senso soltanto perché quando ci fu la rivoluzione contro il governo di Damasco, chiamato regime solo da luridi colleghi giornalisti prezzolati, decisero di restare dalla parte dello Stato.

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Inoltre, esattamente come nel 2019 e nel 2018 i missili dell’Israel Defense Forces, l’esercito di Tel Avi, hanno colpito la Siria nel tentativo di innescare una reazione militare che possa giustificare l’annessione dei territori dell’altopiano del Golan, riconosciuti dagli USA ma non dall’ONU che ne ha chiesto ripetutamente la restituzione alla repubblica siriana.

La difesa aerea della Siria ha intercettato all’alba del 25 dicembre missili lanciati da Israele sulla provincia occidentale di Hama, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Sana. La tv di Stato siriana ha trasmesso filmati che mostrano, ha detto, l’aviazione della Siria che risponde all’attacco israeliano. Anche l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito di attacchi a Masyaf, affermando che Israele è «probabilmente responsabile». La Ong con sede nel Regno Unito ha detto che l’attacco ha preso di mira «posizioni di forze lealiste e milizie sostenute dall’Iran».

Il motivo è presto detto. Il presidente Bashar Al Assad, essendo esponente del partito Ba’th di confessione Sciita-Alawita è inviso ai Sunniti-Salafiti dei paesi come l’Arabia Saudita, storica alleata di Israele nel contrasto del Cristianesimo, e ancor più dal Qatar e la Turchia che sono governati dal dispotico movimento politico dei Fratelli Musulmani. Uno dei principali motivi per cui Assad è odiato riguarda proprio la religione: gli Sciiti siriani infatti consentono il libero culto e pertanto negli anni il Cristianesimo si è assai diffuso e radicato in Siria. Ora però è minacciato da qualcosa di ancor più tremendo dello Stato Islamico che decapitò centinaia di cristiani grazie all’appoggio militare degli USA del presidente Barack Obama…

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La Siria (come il Libano) è ora minacciato dall’Occidente che per fare la guerra ad Assad sta riducendo alla fame milioni di cristiani siriani attraverso delle sanzioni economiche che qualsiasi essere umano dotato di mente, cuore ed anima riterrebbe inique e criminali. Ma ciò non è per i paesi dell’area NATO visto che stanno portando avanti il piano assassino progettato dalla Central Intelligence Agency degli Usa nel lontano 1983 con l’obiettivo di un regime-change nei confronti di Hafiz Al Assad, padre dell’attuale presidente della Repubblica Araba di Siria.

Ammetto, con vergogna infinita, di essere tra quei giornalisti che troppo concentrati nella ricerca delle prove del virus SARS-Cov-2 costruito in laboratorio, si dimenticò dei paesi lontani e soprattutto di quel Medio Oriente che affacciandosi sul Mar Mediterraneo interessa da vicino l’Italia e l’Europa.

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Il crimine infame dei politici dell’Unione Europea e del sedicente cristiano Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d’America, si è consumato nella scorsa primavera a cavallo dei mesi di maggio e giugno quando il Parlamento Europeo rinnovò le sue sanzioni contro la Siria ed il POTUS della Casa Bianca emise il nefasto “Caesar Syria Civilian Protection Act”, pochi giorni dopo che il Parlamento dell’Unione Europea confermò le sanzioni contro la Siria.

«Stavamo meglio quando vivevamo sotto le bombe perché quelle cadevano di tanto in tanto. Invece la miseria non ti abbandona mai. Sarà un Natale terribile. Noi Cristiani non ci saremmo mai aspettati che dopo la guerra arrivasse un simile inferno. Le sanzioni imposte dagli Usa sono un crimine. Colpiscono la gente comune e soprattutto noi cristiani. Se la situazione non cambierà rischiamo di non sopravvivere. Certo abbiamo la speranza nella fede e quella ci sorregge ancora, ma le condizioni di vita sono terribili. I miei fedeli non ce la fanno più…»

Al telefono la voce di Monsignor Abu Khazen vescovo latino di Aleppo suona triste e sconsolata. Molto più triste di quando la sua città era assediata dai ribelli jihadisti e i cristiani rischiavano la vita. E’ quanto scrive il noto reporter di guerra italiano Gian Micalessin su Sputnik Italia

«Non colpiscono solo noi Cristiani, colpiscono tutta la gente normale. Ma noi siamo una minoranza e in queste condizioni rischiamo di venir cancellati. Chi è andato all’estero non ci pensa neanche a tornare e dunque la presenza cristiana continua a essere molto ridotta. Per non parlare della situazione nelle zone di Idlib, la provincia ancora occupata dai ribelli di Al Qaeda. Li i Cristiani vivono ormai da dieci anni in una condizione di prigionia. La provincia di Idlib è contigua al confine turco ed è stata una delle prime a venir occupata dai ribelli fin dall’estate del 2012. Oggi la parte settentrionale è una delle ultime controllate dai ribelli di Al Qaeda. Lì nella zona di Kneie intorno al fiume Oronte ci sono due parrocchie dove un tempo vivevano migliaia di cristiani. Erano i cristiani delle origini e alcuni dei loro antenati vivevano lì da quasi duemila anni dai tempi della predicazione di San Paolo. Ma oggi sono rimasti solo in 260 perché chi poteva è scappato».

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«La Siria non ha bisogno di grandi aiuti abbiamo il grano e abbiamo il petrolio, ma di fatto gli americani ce li stanno portando via. Nei campi di grano non lavora più nessuno perché nell’est del paese, dove ci sono gli americani, la pace non è mai arrivata. Come se non bastasse occupano i nostri pozzi di petrolio e lo vendono in Iraq e Turchia mentre la nostra gente muore di fame. Le chiese e molte comunità di fedeli europei ci stanno aiutando. Se non fosse per loro tanti di noi non sopravvivrebbero. Ma solo la pace e la fine delle sanzioni può garantire il ritorno di tutti i cristiani di Siria». A ciò si aggiunge l’enorme supporto militare dato dalla CIA e dal Pentagono che inviarono i micidiali missili anti-casso TOW alle formazioni jihadiste coem svelato da un dossier turco pubbicato da Gospa News.

Nel mezzo di questo tragico contesto è arrivato il Ceasr Act. «Promosso dall’amministrazione statunitense di Donald Trump, il Caesar Act include nuove sanzioni sia contro il governo siriano, innanzitutto il presidente Bashar al Assad, per crimini di guerra sulla popolazione, sia provvedimenti contro singoli individui e società che lo hanno sostenuto economicamente. Parti del provvedimento sono già state incorporate nel National Defense Authorization Act per l’anno fiscale 2020. Si tratta di un provvedimento atteso ma che arriva in un momento particolarmente delicato per il regime siriano» scriveva il Corriere della Sera nel giugno 2020 quando il provvedimento diventò esecutivo.

SIRIA: TERRORISTI RECLUTATI DAGLI USA PER CONTRABBANDO DI PETROLIO

«Nelle scorse settimane, si è registrato un crollo della lira siriana, in vista dell’entrata in vigore della legge. A partire da aprile, infatti, la moneta di Damasco ha perso oltre il 70 per cento del proprio valore, in un processo di deprezzamento a fronte del dollaro che si è aggravato ulteriormente nel corso della settimana passata. La vertiginosa svalutazione della moneta nazionale ha contribuito all’innesco di una dinamica inflattiva che ha portato nel giro di un mese i prezzi dei beni di maggior consumo ad aumentare di oltre il 50 per cento. L’impennata dei prezzi ha colpito ulteriormente la popolazione che secondo le Nazioni Unite vive per l’80 per cento in condizioni di povertà, con 9,3 milioni di siriani soggetti a insicurezza alimentare in base a dati del Programma alimentare mondiale (erano 7,9 milioni alla fine del 2019)».

Ma il provvedimento di Trump, interessato a non scontentare quel Deep State che si arricchisce grazie al furto di petrolio nella provincia di Deir Ezzor con l’aiuto dei terroristi jihadisti, non stato il solo a devastare la Siria.

DOSSIER TURCO: I 21 GRUPPI JIHADISTI FINANZIATI DA USA E CIA: armati coi micidiali missili TOW

«I ministri degli Affari Esteri dell’Unione Europea hanno deciso, giovedì 28 maggio, di prorogare per un altro anno, fino al 1° giugno 2021, le sanzioni imposte contro il governo in Siria di Bashar Al-Assad e i suoi sostenitori» ha scritto il sito Sicurezza Internazionale dell’Università Luiss di Roma

Secondo quanto ricostruito dall’agenzia stampa turca, Anadolu, le sanzioni sono in vigore dal 2011, quando erano state adottate per la prima volta in risposta alla violenza subita dai civili siriani. A tale riguardo, l’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, Josep Borrell, ha dichiarato che le sanzioni imposte da Bruxelles prendono di mira i soggetti responsabili della violenza subita dai cittadini, insieme ai membri del governo siriano, i suoi sostenitori e finanziatori.

«In base alle sanzioni, in particolare, i membri del governo di Assad non possono più viaggiare e i loro beni sono stati congelati. In maniera simile, le stesse misure sono in vigore per le aziende e gli imprenditori che traggono benefici dai propri legami con il governo – si legge nell’articolo Luiss – In aggiunta, l’UE ha sospeso gli asset europei della Banca centrale siriana e le importazioni di petrolio e ha limitato le esportazioni di dotazioni e tecnologie in grado di essere utilizzate nelle operazioni di repressione interna, ad esempio in attività di monitoraggio e intercettazione delle comunicazioni che avvengono attraverso la rete cellulare o internet. Attualmente, sono 273 le persone e 70 i soggetti giuridici oggetto del regime sanzionatorio dell’UE. Prima dell’incontro del 28 maggio vi erano 2 cittadini in più, i quali nel frattempo hanno perso la vita, e una azienda, la quale secondo l’UE ha interrotto le attività considerate sanzionabili».

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Ecco perché i cristiani siriani stanno vivendo la fame: causata da quel “porco” occidente che vuole esportare una democrazia farlocca, figlia dei compromessi del Deep State e del nuovo ordine mondiale, soltanto per derubare un paese ricco di risorse del sottosuolo e strategico nella geopolitca militare di quanto gli è necessario per vivere. Mi vergogno sempre più di essere Italiano, Europeo ed Occidentale.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WARZONE

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

GOSPA NEWS – INCHIESTE LOBBY ARMI

 

SPUTNIK NEWS – SANZIONI USA CONTRO LA SIRIA

SICUREZZA INTERNAZIONALE – SANZIONI UE CONTRO ASSAD

 

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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