TRUMP PIU’ FORTE DI KENNEDY COL DEEP STATE: per ora è ancora vivo! L’impeachment passa solo per 35 voti: 197 deputati contro

TRUMP PIU’ FORTE DI KENNEDY COL DEEP STATE: per ora è ancora vivo! L’impeachment passa solo per 35 voti: 197 deputati contro
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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Donald Trump deve ringraziare il vicepresidente Mike Pence. Non solo perché si è rifiutato di applicare l’onta del 25° emendamento togliendogli i poteri come se fosse ormai un malato di mente. Ma soprattutto perché Pence, da fervente cristiano evangelico pentecostale, sa fare il giusto uso della preghiera e della misericordia anche verso colui che per istinto grossolano rivendica il proprio diritto alla giustizia in modo arbitrario, esuberante e pericoloso.

Ma Trump deve anche ringraziare un poco i pavidi cospiratori del Deep State che nel corso dei secoli e decenni hanno cambiato tattica al punto da farlo sembrare oggi apparentemente più forte di due storici e indimenticabili presidenti degli Stati Uniti d’America: Abraham Lincoln e Robert Fitzgerald Kennedy, entrambi morti ammazzati in circostanze che la ventina di agenzie federali americane non sono mai state in grado di scoprire in ogni dettaglio. Proprio come loro anche Trump aveva messo gli occhi sull’eccessivo potere del signoraggio bancario sul dollaro evolutosi nel dominio finanziario della Federal Reserve, la banca centrale americana che ingrassa ogni giorno banche private alla stregua della Banca Centrale Europea (BCE).

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Il fallimento del progetto democratico e libertario di George Washington e dei suoi sodali massoni più o meno di derivazione Sionista è cominciato allora, con quei delitti eccellenti e indimenticabili, e terminato a Capitol Hill dove un intrigo tra legittimi diritti alla protesta contro una frode elettorale certa – ma non si sa in quale misura e perciò non comprovabile nel suo peso – si sono mescolati con gli impulsi belluini di quei manifestanti esagitati che in Italia, durante le piazzate e le occupazioni No-Tav, sarebbero stati liberi di ferire i poliziotti solo perché manifestano sotto l’ala rivoluzionaria della sinistra.

Mi piacerebbe che Nancy Pelosi, riconfermata nel suo incarico di speaker della Camera nonostante il duplice attentato proditorio al Presidente degli Stati Uniti d’America perpetrato con l’arma sottile dei traditori prezzolati dell’intelligence CIA e FBI negli scandali RussiaGate e UkraineGate discioltisi come neve al sole per la loro inconsistenza, convocasse al Congresso Bashar Al Assad, presidente della Siria, e gli chiedesse un giudizio sulla democrazia americana che attraverso la Central Intelligence Agency, durante l’amministrazione del presidente Barack Obama e del suo vice Joe Biden, ormai 46° presidente Usa, regalò alle fazioni jihadiste vicine ai terroristi di Al Qaeda e ISIS una caterva di micidiali missili anticarro TOW. Ma si sa che fare violenza in casa altrui non è peccato per i democratici di nome e non di fatto…

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Invece la cupa leader dei Blue, più simile ad una maciara lucana che ad una parlamentare, non si è minimamente curata né nelle contraddizioni etiche, né delle falsità storiche e nemmeno degli ex direttore CIA che ringraziavano il Deep State per il primo impeachment contro Trump, fallito solo perché al Senato i Red votarono contro il proseguimento dell’inchiesta.

Invece la deputata Pelosa si ritrova ad orchestrare il secondo impeachment contro Trump che quantomeno consente a lui, non certo a lei, di passare alla storia non tanto come il peggior presidente degli USA, si può trovare di peggio cercando nelle biografie come nello scandalo del WaterGate, quanto come il più perseguitato all’ombra di una statua della libertà che ha cessato di avere il minimo senso nel momento in cui i colossi americani Big Tech come Twitter, Facebook e YouTube, complici e finanziatori tanto del Deep State quanto di Biden, hanno deciso di privare un presidente del diritto di parola ed opinione, chiudendo i suoi account pubblici.

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Trump è un uomo esuberante e sanguigno. Come tale esprime nel volto un’energia più forte di quella che affiora dall’esprissività delle sue parole. Ha aizzato i suoi sostenitori a non cedere ad una frode elettorale su cui nemmeno la Corte Suprema – compiendo un tremendo errore – ha voluto fare luce. Ma non ha mai istigato loro ad assaltare Capitol Hill o ad entrare armati nel Campidoglio sede del Congresso. Perché ciò sia potuto accadere – grazie a falle del sistema di sicurezza enormi – dovrà stabilirlo l’FBI se avrà voglia di fare seriamente il suo lavoro e non di limitarsi ai rapportini farlocchi come nel’omicidio di JFK a Dallas.

Non va dimenticato che nel periodo post-elettorale il governo di Trump fece un affronto tremendo ai social network attentando allo strapotere di FB con un’azione legale dirompente come riportato da NBCNews il 9 dicembre.

“Mercoledì la Federal Trade Commission ha citato in giudizio per smantellare Facebook, chiedendo a un tribunale federale di forzare la svendita di attività come Instagram e WhatsApp come attività indipendenti. I procuratori generali di 48 stati e territori hanno affermato di aver intentato una causa contro Facebook, riflettendo la preoccupazione ampia e bipartisan su quanto potere Facebook e il suo CEO Mark Zuckerberg hanno accumulato su Internet”.

Inevitabile la sporca vendetta di Facebook che blocca chiunque non sia allineato col pensiero progressista-comunista-democratico. Zuckerberg è forse il più schifoso esempio sulla terra di un estremista marxista che si diverte a giocare col capitale costruito sulla pelle degli altri.

IL CONGRESSO USA DOPO L’ASSALTO ACCLAMA BIDEN PRESIDENTE. Vince il Deep State. Uccisa Veterana dell’Air Force pro-Trump (video shock). Altre 3 vittime

E’ di queste ore la notizia che New York City ha tagliato tutti i contratti in essere con le società del gruppo Trump, al fine di perpetrare una vendetta che da sociale diventi anche economica. Al presidente in carica ancora per qualche giorno, fino al 20 gennaio, resta la magra consolazione che ben 197 deputati del partito Repubblicano hanno votato contro  l’impeachment per “incitazione all’insurrezione” imponendo ai Democratici di approvarla soltanto grazie ad una trentina di parlamentari: risultato finale 232 favorevoli contro 197 contrari.

L’avvio della procedura che dovrà essere confermata dal Senato è stata confermata solo da una parte, comunque maggioritaria, del Congresso a conferma che il giudizio contro Trump quale istigatore dell’occupazione violenta di Capitol Hill non è condiviso all’unanimità nemmeno dai suoi stessi oppositori. Perchè prosegua l’incriminazione, totalmente ininfluente sotto gli aspetti governativi vista l’imminente scadenza del mandato presidenziale ma non dal punto di vista giudiziario, il Senato dovrà confermare l’avvio dell’impeachment. Questa è un’eventualità possibile visto che a differenza del primo caso in cui i Repubblicani detenevano la maggiorana ora i senatori Dem sono alla pari, 50 a 50, ma possono contare sul voto del presidente di diritto, la vicepresidente Kamala Harris. Ma perchè il Senato approvi la messa in stato di accusa servono i 2/3 dei voti e pertanto almeno 17 senatori repubblicani dovranno votare a favore

I risultati della votazione sull’impeachment contro Trump alla Camera

Ma la democrazia, anche quella un po’ perversa dei Grandi Elettori che decidono le presidenziali in Nord America, si regge sui numeri ovviamente dopati da tutti quei parlamentari ampiamente foraggiati nelle campagne elettorali da Lobby delle Armi e delle Big Pharma, come lo è stato Biden e come lo fu, in parte, lo stesso Trump. Proprio per aver dato risposte insoddisfacenti a questo mondo di corporations criminali legalizzate ha sottoscritto la sua fine.

Una fine politica, sociale, economica ma anche morale. Perché l’obiettivo del Deep State è oggi quello di distruggere un uomo, erroneo proprio per la sua umanità, lasciandolo però ferito mortalmente ed eternamente nella sua immagine a imperitura memoria per tutti i posteri che si azzarderanno a sfidare il collaudato sistema di corruzione etica e mentale prima ancora che materiale.

USA: VINCONO BIDEN E MASSONI DEL DEEP STATE. La Corte Suprema si rifiuta di indagare sui brogli elettorali

La vicenda di Dallas e di JFk nel 1963 ha infatti insegnato ai malefici artefici del Nuovo Ordine Mondiale che non bisogna mai fare di un potente un martire affinchè la gente comune non cominci a leggere, indagare, scoprire e pensare il vero…

Ovvero che le istituzioni civili dell’Occidente sono figlie bastarde di compromessi nati nella Seconda Guerra Mondiale tra politica, massoneria, servizi segreti e mafia in una proiezione già allora veemente del NWO (come testimoniato dal commodoro della marina canadese William Guy Carr nel suo libro Pawns in the Game). Ecco perché, per ora, mr Trump è risultato anche più forte di Kennedy. O perlomeno molto più fortunato per essere ancora vivo.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – GEOPOLITICA

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE

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