FAMIGLIA RENZI ALLA SBARRA: Dopo i cognati per lo Scandalo Unicef a Processo Genitori e Sorella dell’ex premier per Reati Fiscali

FAMIGLIA RENZI ALLA SBARRA: Dopo i cognati per lo Scandalo Unicef a Processo Genitori e Sorella dell’ex premier per Reati Fiscali

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Nelle immagini di copertina: in alto Matteo Renzi, sotto da sinistra, Laura Bovoli, Tiziano Renzi, Matilde Renzi con il marito Andrea Conticini, tutti indagati per reati penali in ambito finanziario

ASSOLTA LA MADRE DI RENZI A CUNEO – AGGIORNAMENTO DEL 14 LUGLIO 2021 –

Laura Bovoli, madre dell’ex premier Matteo Renzi, è stata assolta dal tribunale di Cuneo dall’accusa di concorso nella bancarotta fraudolenta documentale per una società cuneese, la Direkta srl.  La decisione dei giudici è arrivata dopo un’ora di Camera di consiglio. La Bovoli non era presente in aula. Il processo era legato al fallimento della Direkta che si occupava di diffusione di volantini e pubblicità della grande distribuzione.

Laura Bovoli era la titolare della Eventi6, una società di Rignano sull’Arno che commissionava a Direkta lavori per le consegne dei volantini dei grandi supermercati. Secondo l’accusa del pm Pier Attilio Stea, Bovoli e il coimputato Paolo Buono, titolare della Gest Espaces, avrebbero aiutato il titolare della Direkta Mirko Provenzano nel falsare la contabilità della società cuneese. Una tesi che però non ha convinto i giudici che hanno ritenuto evidentemente insussistenti le prove raccolte sia a carico di Bovoli che di Buono, assolvendo entrambi. Provenzano invece aveva già patteggiato una condanna a un anno e otto mesi di carcere.

A GIUDIZIO I GENITORI DI RENZI E LA SORELLA PER REATI FISCALI – AGGIORNAMENTO DEL 20 MAGGIO 2021 –

I genitori di Matteo Renzi, Tiziano Renzi e Laura Bovoli, e la sorella Matilde Renzi, vanno a processo per reati fiscali relativi alla conduzione della società di famiglia Eventi 6 srl. Lo ha stabilito il giudice Federico Zampaoli al termine dell’udienza preliminare dove la procura ha ribadito le accuse di dichiarazione fraudolenta con uso di fatture per operazioni parzialmente inesistenti e dichiarazione infedele dei redditi percepiti. Prima udienza davanti al tribunale di Firenze nel marzo del 2022.

Tiziano Renzi va a processo come amministratore di fatto della Eventi 6, società di servizi con sede a Rignano sull’Arno (Firenze), la moglie Laura Bovoli invece come legale rappresentante della srl. Anche Matilde Renzi va a giudizio come legale rappresentante, ma solo per il periodo 2018.

ARTICOLO DELL’8 MAGGIO 2021

Un ginepraio di inchieste, indagini, rinvii a giudizio e condanne. Ormai per un sito d’informazione che non possieda una redazione da quotidiano diventa impossibile riuscire a tenere il passo con le vicende della famiglia e dei collaboratori dell’ex premier Matteo Renzi, a sua volta sotto inchiesta per i fondi Open della sua campagna elettorale, ma nonostante ciò sfacciato protagonista della politica nazionale quale leader dei senatori di Italia Viva e pure di quella internazionale, come vedremo in una prossima inchiesta in fase di ultimazione sull’Arabia Saudita.

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«Dichiarazione fraudolenta al fine di evadere le imposte avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione infedele dei redditi: con queste accuse, la procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio dei genitori del leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Ad essere indagati sono Tiziano Renzi e Laura Bovoli, nelle vesti di amministratore di fatto e di legale rappresentante della società di famiglia “Eventi 6”. Per gli stessi reati è stato chiesto il rinvio anche della sorella dell’ex presidente del consiglio, Matilde Renzi, legale rappresentante della “Eventi 6” nell’anno 2018. L’udienza preliminare davanti al giudice si terrà il 20 maggio».

Lo scrive il quotidiano Il Giornale in un ultimo aggiornamento delle vicende giudiziarie, omettendo di ricordare, però, che la Event srl è la società in cui sono transitati, tramite un aumento di capitale, i dollari provenienti dagli Usa dell’Unicef di New York, allora diretta da un uomo di fiducia di Barack Obama, e dalla Operation Usa (di cui è testimonial la famosa Julie Andrews) che ha proposto querela contro la presunta appropriazione indebita e l’autoriciclaggio per cui, a vario titolo, sono stati rinviati a giudizio (prima udienza l’8 giugno) entrambi i fratelli Alessandro e Luca Conticini.

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Andrea Conticini: secondo la gli inquirenti, in qualità di procuratore speciale del fratello Alessandro (procura speciale datata 30 dicembre 2010), nel 2011 avrebbe utilizzato parte del denaro destinato all’Africa per l’acquisto di partecipazioni societarie della Eventi 6 srl di Rignano sull’Arno – società riconducibile a familiari dell’ex premier Matteo Renzi (di cui è cognato, ha sposato Matilde, la sorella dell’attuale leader di Italia Viva) – per un totale di 187.900 euro.

Nessun addebito, in relazione a quel sospetto aumento di capitale, per Matilde Renzi che invece si trova implicata nell’ultima inchiesta sulla dichiarazione fraudolenta.

PER I GENITORI DI RENZI CHIESTO PROCESSO ANCHE PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA

«Dalle indagini della Guardia di Finanza condotte anche per precedenti inchieste, tra il 2016 e il 2018, la “Eventi 6” avrebbe indicato nella dichiarazione dei redditi passivi fittizi per un totale di oltre 5,5 milioni di euro, evadendo imposte per circa 1,2 milioni. Secondo l’accusa, la società con sede a Rignano sull’Arno (Firenze), amministrata dalla famiglia Renzi, si sarebbe avvalsa solo pro forma dei servizi della cooperativa “Marmodiv”. Anche la cooperativa, secondo i pubblici ministeri, sarebbe stata amministrata di fatto dai coniugi Renzi, usandone la manodopera per conto della “Eventi 6” e si sarebbe accollata gli oneri previdenziali, contributivi e fiscali. Lo scorso 10 marzo i coniugi Tiziano Renzi e Laura Bovoli sono stati rinviati a giudizio per i reati di bancarotta fraudolenta per il crac di tre cooperative a loro riconducibili ed emissione di fatture false».

ARRESTATI I GENITORI DI MATTEO RENZI – I DOSSIER

La prima udienza è fissata per il primo giugno. Nello stesso procedimento sono imputate altre sedici persone, tutte rinviate a giudizio, accusate a vario titolo di bancarotta fraudolenta ed emissione di false fatture. Come i più attenti lettori di Gospa News ricorderanno lo scandalo Marmodiv, da cui derivò l’arresto dei genitori di Renzi, fu sollevato in anteprima da questo webmedia grazie all’inquietante esposto-dossier preparato dall’attivista toscano Alessandro Maiorano attraverso i documenti a lui consegnati da una “talpa” della cooperativa, allarmata per la situazione finanziaria.

GENITORI DI RENZI CONDANNATI PER FATTURE FALSE. E l’avvocato Taormina deposita esposto-bomba sul caso Marmodiv

Ma i genitori dell’ex premier, arrestati proprio in relazione all’inchiesta Marmodiv, sono già stati condannati per un’altra vicenda di false fatturazioni, nello specifico assai controversa e persino un po’ banale, ma inquietante se analizzata in relazione al loro complice, il re degli outlet Luigi D’Agostino, condannato per corruzione in altro processo, che con le sue dichiarazioni fece arrestare e condannare due magistrati di Trani, uno dei quali sospettato di aver avuto imbarazzanti colloqui proprio con Tiziano Renzi, nonché l’ex vicepresidente del CSM Giovanni Legnini e l’ex ministro Luca Lotti, braccio destro del premier Renzi, nei guai con suo padre per il traffico di influenze con lo scandalo Consip.

CONDANNATO A 16 ANNI L’EX GIUDICE NARDI. Diamanti per corruzioni giudiziarie col collega Savasta. E l’affarista dei Renzi

I nomi di Renzi padre, Lotti e Legnini emersero proprio negli interrogatori del pm Antonio Savasta, miracolosamente promosso giudice a Roma quando fu arrestato. Pur non essendo mai state addebitate a loro contestazioni o ipotesi di qualsivoglia natura penale, il coinvolgimento di Legnini, ex deputato PD, fece scalpore per le sue intense relazioni e chat con l’ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura, Luca Palamara, estromesso dalla magistratura e sotto inchiesta per corruzione in atti giudiziari come Savasta.

PALAMARA-GATE – 1. CONGIURE, FESTE E VIAGGI DELLE TOGHE ROSSE CON LEGNINI: boss PD e vice di Mattarella al CSM

Se a queste vicende fosse stata applicato dalle autorità giudiziarie il teorema del “non poteva non sapere” sovente adoperato nei procedimenti giudiziari contro l’ex leader del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi e l’ex premier italiano Silvio Berlusconi nelle inchieste su Mediaset, probabilmente il senatore Matteo Renzi si troverebbe oggi in una situazione ben più ambigua di quella che lo vede indagato per alcuni finanziamenti illeciti in una tregenda di reati della famiglia che spazia dalla bancarotta fraudolenta, alle dichiarazioni fraudolente in ambito fiscale fino all’autoriciclaggio, per il cognato, di milioni di dollari improvvisamente piovuti dagli Usa proprio in coincidenza con la sua ascesa politica favorita dai leader Dem americani Hillary Clinton e Barack Obama.

Redazione Gospa News

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