IL MAGISTRATO: “DDL ZAN, ATTACCO GAY AI CATTOLICI”. ProVita&Famiglia svela i Pericoli della Norma del leader Arcigay

IL MAGISTRATO: “DDL ZAN, ATTACCO GAY AI CATTOLICI”. ProVita&Famiglia svela i Pericoli della Norma del leader Arcigay

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di Carlo Domenico Cristofori

«Siamo arrivati al punto che io ho il sesso che sento di avere. Quindi in questa maniera, si è distrutto anche il concetto di natura, perché noi siamo uomini e donne in base alla natura, la natura ci ha strutturati in una certa maniera, allora si vuol far passare, come normale, come una cosa che appartiene alla realtà naturale, quale cosa che è innaturale. Si è trattato di un processo lungo, dovuto al fatto che le persone si sono addormentate e al fatto che, nella nostra società, si è affermata una cultura egemonica, di stampo marxista, che mirava ad eliminare tutti quei valori che potessero eliminare la chiesa cattolica».

E’ questa la sintesi della riflessione del magistrato Francesco Maria Fioretti, già Presidente della Prima Sezione di Cassazione, pubblicata dall’associazione ProVita&Famiglia, in relazione al Ddl Zan sulla transomofobia che prende il nome dal senatore Alessandro Zan (già SEL e poi PD dal 2014) noto attivista LGBT, fondatore del Padova Pride Village e già presidente della sezione Veneto di Arcigay.

Siamo ormai nel pieno marasma dei diritti individuali creato dai Decreti Legge connessi all’emergenza pandemia che hanno suscitato reazioni della società civile contro l’obbligo di imposizione di vaccini ancora sperimentali ai sanitari. Questo sta costringendo la maggioranza politica che sostiene il Governo Italiano del premier Mario Draghi a molteplici manovre di equilibrismo all’interno di componenti assai differenti tra loro, variegate tra gli estremisti del centrosinistra e i liberali del centrodestra, ma accorpate intorno a quello che alcuni opinionisti hanno già rinominato “Partito Unico Covid”.

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Le continue pressioni a cui è esposta la compagine di governo per sostenere normative oggetto di forti polemiche (lockdown, coprifuoco, terapie domiciliari ignorate e vaccini obbligatori) sta di fatto creando una spaccatura interna sul fronte di questo altro Disegno di Legge non solo controverso ma ritenuto da molti esperti di diritto una vera calamità innaturale. Il Ddl Zan, sotto la parvenza di una maggiore tutale dei diritti degli omosessuali contro le discriminazioni, di fatto nasconde l’imposizione della teoria no-gender sulla fluidità sessuale anche ai bambini come ben evidenziato dalla campagna di sensibilizzazione di ProVita & Famiglia, un’organizzazione senza scopo di lucro di orientamento cattolico cristiano.

Il senatore Alessandro Zan. già leader di Arcigay Veneto

«Continua senza sosta e su tutto il territorio nazionale, grazie alla capillare presenza di oltre cento circoli, l’attività di Pro Vita & Famiglia per dire no ad una legge liberticida e ingiusta come quella proposta dall’onorevole Zan sulla tematica dell’omofobia. Non solo eventi e webinar in presenza e in streaming, per informare, ma anche attività come centinaia di banchetti e decine di camion vela e banchetti in tutta Italia, che hanno coinvolto e stanno coinvolgendo decine di migliaia di persone. Il tutto per portare a conoscenza della popolazione i dettagli e i contenuti del disegno di legge che, lo ricordiamo, soprattutto agli articoli 1 e 7, rappresenta un enorme rischio per le libertà fondamentali e per l’educazione dei bambini» scrivono gli attivisti.

Tra le esternazioni più efficaci dei pericoli in corso c’è l’intervento autorevole di un magistrato insieme al manifesto che rammenta un’inquietante vicenda avvenuta qualche anno fa in Piemonte. «Scuola dell’Infanzia di Alessandria 2019: una Drag Queen insegna ai bambini la fiaba del bambino Zaff “Principessa con il pisello”. Vuoi questo per i tuoi figli?» Si domanda lo slogan di ProVita annunciando un pericolo concreto: “Sapevate che la sen. Unterberger è sostenitrice del Ddl Zan che prevederebbe situazioni come questa?”.

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Qualora entrasse in vigore questa legge sarebbe impossibile, se non rischioso per conseguenze giuridiche, gridare allo scandalo perché alcuni bambini di Bibbiano furono tolti alle famiglie ed assegnati a coppie lesbiche come scoperto dai Carabinieri di Reggio Emilia nell’inchiesta Angeli & Demoni, dietro alla quale è emersa una palese propaganda No-Gender attuata dall’associazione Hansel & Gretel di due degli arrestati ma promossa anche con il patrocinio del Comune di Torino.

No al ddl Zan che “limita la libertà d’opinione” è l’ultima presa di posizione del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che complica ulteriormente il tortuoso dibattito in Parlamento sulla nuova legge che non solo presuppone la possibilità di manifestare un orientamento sessuale differente da quello biologico, come avvenuto negli USA dove le nuove disposizioni del presidente americano Joseph Biden hanno sollevato una valanga di polemiche constentendo a transessuali maschi di gareggiare con le atlete femmine, ma prevede severe sanzioni contro ogni discriminazione, anche solo espressa attraverso opinioni ideologiche e senza violenza alcuna.

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Approvato dalla Camera il 4 novembre 2020 e ora all’esame della commissione Giustizia al Senato, è nato dall’accorpamento di più progetti di legge presentati da diversi parlamentari e integra la Legge Mancino del 1993, estendendo ad altre categorie oggetto di pregiudizio e discriminazioni (le persone Lgbt, le donne e i disabili) le tutele già previste dal codice italiano per coloro che sono perseguitati per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

Il Ddl Zan interviene sull’articolo o 604-bis del codice penale trasformando la formula «istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» in «istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità».

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Per i contestatori della norma esiste il reale pericolo che tra gli “atti discriminatori” punibili con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro sia configurata anche una mera espressione di opinione in contrasto con l’articolo 21 della Carta Costituzionale della Repubblica Italiana nel quale si sancisce: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».

«Il Ddl Zan è la dimostrazione visibile e concreta di una deriva drammatica incontro alla quale sta andando la nostra società che vorrebbe far passare come diritti, quelli che in realtà sono dei desideri, quindi da un punto di vista giuridico e legislativo abbiamo chiesto a Francesco Maria Fioretti Magistrato già Presidente della Prima Sezione di Cassazione, come è avvenuto questo passaggio, dal desiderio al diritto» stigmatizza l’associazione ProVita&Famiglia pubblicando l’illuminante intervento del giudice.


L’INTERVENTO INTEGRALE DEL MAGISTRATO

di Francesco Maria Fioretti

Pubblicato da ProVita&Famiglia il 25-5-2021

Si è trattato di un processo lungo, dovuto al fatto che le persone si sono addormentate e al fatto che, nella nostra società, si è affermata una cultura egemonica, di stampo marxista, che mirava ad eliminare tutti quei valori che potessero eliminare la chiesa cattolica. La cosa terribile per la società, lì dove c’è stata la caduta etico-spirituale, è che si è avvalorato il principio della trascendenza: si vive praticamente su un piano di completa immanenza. Ovviamente se si vive su un piano di completa immanenza e si taglia fuori Dio, dalla nostra vita, praticamente tutto diventa lecito.

Con la legge astratta che cosa è accaduto? Che si è abbandonata una misura oggettiva del bene per effettuare una misura soggettiva. Bene è quello che per me pare bene. Siamo arrivati al punto che io ho il sesso che sento di avere. Quindi in questa maniera, si è distrutto anche il concetto di natura, perché noi siamo uomini e donne in base alla natura, la natura ci ha strutturati in una certa maniera, allora si vuol far passare, come normale, come una cosa che appartiene alla realtà naturale, quale cosa che è innaturale.

Cioè si vuol distruggere l’identità delle persone per sostituirla con una situazione di fluidità, circa l’identità delle persone. Quindi che cosa è accaduto? Che tutto sommato questa che si vuol far passare come un’identità effettiva, in realtà, è il frutto di deviazioni della personalità che si vogliono far passare per cose del tutto normali.

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E’ un’ideologia che si vuol imporre ad una visione tradizionale della realtà delle cose, perché c’è una minoranza che si vuol imporre sulla maggioranza delle persone, perché queste persone sono distratte, sono disgraziatamente ottuse, perché ognuno pensa agli affari suoi e non si rende conto di quello che sta accadendo nella società, ovvero tutti si riempiono la bocca col principio della dignità della persona ma questa è un’espressione che può essere riempita di qualsiasi contenuto, perché, ad un certo punto, si vogliono far passare per dignità della persona umana anche queste deviazioni perché sarebbero delle identità soggettive, smentite dalla realtà naturale-

Quindi bisogna cominciare ad oggettivare il principio di “dignità della persona umana” che diventa una cosa molto seria quando si aggiunge un aggettivo, ovvero “trascendente dignità della persona umana”. Vede, se Lei ci aggiunge questo, delimita nel concetto di dignità della persona umana, tante cose che ci sono state infilate dentro e che non appartengono alla dignità della persona umana e che, anzi, la violano. Anche il concetto di libertà va riveduto, non esiste un concetto di libertà assoluto, ma sempre un concetto di libertà relativa, di libertà per il bene.

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Ma Lei pensi per quanto riguarda l’aborto, si parla di libertà della donna. In questa situazione non c’è solo la libertà della donna, ma c’è anche un’altra cosa: il diritto alla vita del concepito. Quindi ci sono due diritti che finiscono per confliggere tra loro. Se dobbiamo difendere la libertà della donna, dobbiamo anche difendere il diritto della vita del neonato: allora una donna che si trova in una condizione di disagio va supportata al 100% per evitare che quella donna abbia a cedere alla tentazione di abortire. Quindi, per quanto riguarda poi il concetto di “amore”, in questo termine si fa rientrare tutto, ma in realtà, l’amore è tale solo se è amore che salva, perché l’amore umano è contaminato dall’egoismo della persona e quindi, siccome è un amore contaminato, esige di essere purificato.

E come esige di essere purificato? Soltanto attraverso l’incontro con la fede, perché altrimenti può diventare orgoglio cieco: come quando uno si rivolta contro la propria donna e la uccide. In realtà c’è una situazione culturale che va rivista profondamente e questa situazione culturale, così deviata, ha portato alla legge Zan, con cui si vogliono devastare, attraverso la teoria del gender, le menti dei bambini. E su questo la Chiesa deve reagire più incisivamente, perché se noi andiamo a prendere la Prima Lettera ai Romani, san Paolo si scaglia contro certe tendenze, quindi in realtà siamo arrivati dove siamo arrivati, perché c’è una caduta verticale di eticità e spiritualità.

Magistrato Francesco Maria Fioretti
Presidente Emerito I Corte di Cassazione

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Carlo Domenico Cristofori

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