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PROPAGANDA DI GUERRA IN MEDIO ORIENTE ED EST EUROPA. Israele accumula Armi per possibile Attacco all’Iran. Razzi Javelin all’Ucraina dagli USA

PROPAGANDA DI GUERRA IN MEDIO ORIENTE ED EST EUROPA. Israele accumula Armi per possibile Attacco all’Iran. Razzi Javelin all’Ucraina dagli USA

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Nell’immagine di copertina il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz e un razzo Javelin consegnati dagli Stati Uniti all’Ucraina

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

ORIGINAL ENGLISH VERSION

“Can che abbaia non morde!”. Potrebbe cominciare da questo antico adagio popolare l’analisi geopolitica di un escalation di tensioni militari in due dei fronti più roventi dell’Occidente: il Medio Oriente e l’Europa dell’Est.

Ci sono troppi pericoli di rappresaglie vendicative sia per Israele nei confronti dell’Iran, come subito dagli Usa dopo l’uccisione del comandante dei Pasdaran iraniani Qasem Soleimani, che per la povera Ucraina con un’economia “dopata” ormai da una decina di anni da enormi finanziamenti americani volti a darle una parvenza donazione stabile e autonoma.

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Da amici ucraini ci giunge la voce che l’energia elettrica viene già sospesa alcune ore al giorno nelle zone non strategiche per contenere i consumi. Ma nel giro di un paio di anni la situazione potrebbe diventare assai critica anche per il riscaldamento. Gazprom e Naftogaz Ukrainy hanno firmato accordi per il transito del gas russo attraverso l’Ucraina per il periodo 2020-24, ma il rinnovo è ancora tutto da definire.

Se da un lato questo può rappresentare un deterrente per Kiev a farsi forte con la Russia sulla questione spinosa del Donbass, dall’altro può essere un casus belli in più sul quale Europa e Nato possono gettare benzina sul fuoco, ma vediamo in sintesi alcune novità poco rassicuranti degli ultimi giorni.

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A ciò si aggiungono anche le incertezze per le tensioni occidentali con la Bielorussia che ha decretato un embargo su tutti i prodotti europei dopo la quinta sanzione economica applicata dall’Unione Europea in relazione ai recenti problemi di migranti con la Polonia.

Israele accumula armi per un possibile attacco all’Iran

Secondo Middle East Monitor, il comitato ministeriale israeliano che sovrintende agli appalti della difesa domenica ha approvato un accordo che consentirà all’aeronautica di acquistare gli elicotteri CH-53k di Lockheed Martin al costo di 2,4 miliardi di dollari come parte dei preparativi per un attacco anticipato all’Iran, Ynet Notizie riportate.

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Il quotidiano israeliano Marker ha affermato che la discussione sui nuovi elicotteri è durata meno di un’ora prima che l’acquisto di 10-15 unità fosse approvato insieme alle scorte aggiuntive per il sistema di difesa missilistico Iron Dome.

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Ynet News ha affermato che Tel Aviv è molto pessimista sull’esito dei colloqui sul nucleare attualmente in corso tra Teheran e le potenze mondiali nel tentativo di rilanciare l’accordo nucleare del 2015, osservando che le cose per Israele si stanno orientando verso la possibilità di colpire l’Iran.

Secondo il sito, l’esercito israeliano negli ultimi mesi ha raddoppiato i preparativi per la possibilità di effettuare un attacco contro l’Iran con più esercitazioni dell’aeronautica israeliana e più intelligence.

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Il capo negoziatore dell’Iran a Vienna, durante i colloqui sulla rimozione delle sanzioni anti-Iran, afferma che la parte iraniana non ha ricevuto alcuna iniziativa o proposta costruttiva dalla parte opposta durante i negoziati in corso nella capitale austriaca, secondo l’Iranian Press TV.

Ali Bagheri Kani ha fatto le osservazioni in un’intervista esclusiva con il corrispondente di Press TV a Vienna domenica, affermando che la rimozione delle sanzioni illegali e crudeli degli Stati Uniti e le attività nucleari dell’Iran sono due principali punti critici negli attuali colloqui su cui rimane ancora una moltitudine di differenze tra le due parti.

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Il ministro israeliano della Difesa Benny Gantz, di formazione americana e subito aggressivo come il precedente premier Benjamin Netanyahu contro la Siria, ha dichiarato venerdì di aver informato i funzionari statunitensi durante gli incontri di questa settimana a Washington di aver incaricato le forze di difesa israeliane di prepararsi per un attacco contro l’Iran. In un briefing con i giornalisti a margine del vertice nazionale dell’Israel American Council in Florida, Gantz ha affermato che l’ordine che ha dato è stato quello di “prepararsi alla sfida iraniana a livello operativo”.

Un alto funzionario della difesa, parlando a condizione di anonimato, ha indicato che Gantz aveva presentato una cronologia per quando un tale attacco avrebbe potuto avvenire durante i suoi incontri con il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin e il segretario di Stato Antony Blinken, ma la fonte non ha specificato ulteriormente.

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CRESCONO TENSIONI ANCHE IN UCRAINA

Anche nell’Est Europa cresce la tensione alle frontiere russe. Secondo Russia Today, il Pentagono ha rivelato i dettagli della spedizione di sistemi missilistici anticarro e proiettili forniti a Kiev, poiché Mosca è sempre più preoccupata per la prospettiva di un conflitto conclamato nella regione ucraina del Donbass. Ciò è accaduto dopo che il think-tank CEPA di Washington ha sviluppato un piano insieme al quartier generale della NATO e ai capi della difesa dell’UE contro la Russia.

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In una dichiarazione ricevuta giovedì dall’agenzia di stampa russa TASS, il portavoce del Pentagono, il tenente colonnello Anton Semelroth, ha affermato che “il pacchetto da 60 milioni di dollari… includeva 30 lanciatori di comando e controllo Javelin, oltre a 180 missili”. Secondo lui, i lanciarazzi sono stati consegnati all’Ucraina il 23 ottobre.

“Nel 2021, gli Stati Uniti hanno stanziato più di 450 milioni di dollari in aiuti all’Ucraina per compiti di sicurezza come parte del nostro continuo impegno a sostenere la capacità del Paese di difendere la propria sovranità e integrità territoriale”, ha aggiunto il portavoce.

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I paesi occidentali stanno trasferendo in Ucraina militanti come istruttori, ha detto domenica la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “L’Ucraina viene pompata con armamenti, propositi, forniture dirette, contratti futuri e, come vedete, si tratta di contratti multimilionari e miliardi nel loro insieme. Si tratta di inviare lì militanti travestiti da istruttori”, ha detto Zakharova all’emittente russa Krym 24.

I commenti di Semelroth arrivano tra gli avvertimenti di Mosca sulle tensioni nella regione devastata dalla guerra vicino ai confini della Russia. La scorsa settimana, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che “sempre più forze ed equipaggiamenti si stanno accumulando sulla linea di contatto nel Donbass, supportati da un numero crescente di istruttori occidentali”.

Un Fgm 148 Javelin in azione

Alla fine di novembre, l’alto diplomatico ha affermato che le affermazioni che le truppe ucraine avevano schierato lanciarazzi Javelin di fabbricazione americana erano motivo di grave preoccupazione e potrebbero portare a un’offensiva in piena regola nella regione devastata dalla guerra.

“Nelle ultime settimane, abbiamo visto un flusso di coscienza della leadership ucraina – specialmente quando si tratta di militari – che è eccessivamente infiammato e pericoloso”, ha detto Lavrov.

«Poche ore prima, il capo del servizio di intelligence militare ucraino, Kirill Budanov, ha rivelato che i sistemi avanzati di Javelin fabbricati dagli Stati Uniti erano stati testati dalle truppe ucraine e venivano utilizzati dai soldati nel Donbass» ha scritto Layla Guest nell’articolo di Russia Today.

L’ambasciatore russo a Washington, Anatoly Antonov, ha avvertito la Casa Bianca all’inizio di novembre che fornire all’Ucraina armamenti mortali potrebbe diminuire le speranze di pace nella regione, affermando che Mosca crede che “un’altra opportunità per incoraggiare Kiev a fermare la guerra sia stata persa”.

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Il conflitto nell’Ucraina orientale è iniziato in seguito agli eventi di piazza Maidan del 2014, che alla fine ha portato le “Repubbliche popolari” a Donetsk e Lugansk a dichiarare la propria indipendenza. Tuttavia, né Mosca né Kiev li riconoscono ufficialmente e il Cremlino ha insistito sul fatto che l’onere spetta all’Ucraina di concludere un accordo di pace con i leader delle regioni separatiste.

In giorni più recenti, le tensioni militari sono cresciute dopo un articolo di propaganda di Bloomberg basato su un dossier dell’intelligence statunitense. Ha evidenziato – senza prove concrete – che l’esercito russo stava ammassando 175.000 soldati al confine con l’Ucraina, facendo temere un’invasione nell’area del Donbass, appoggiata dai russi, che ha invece da poco concluso un accordo commerciale con Mosca e potrebbe quindi aumentare la sua autonomia.

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Nelle ultime settimane, Kiev e alcuni paesi occidentali hanno accusato Mosca di aver ammassato truppe vicino al confine con l’Ucraina. Mosca, dal canto suo, ha più volte respinto le accuse affermando che l’Occidente vuole usarle come scusa per schierare attrezzature militari della Nato vicino al confine russo.

ANCHE IL PAPA SULL’UCRAINA: “LE ARMI NON SONO LA VIA”

Come riportato da Vatican News, in una Piazza San Pietro assolata e colorata dalle bandiere del Messico, dell’Italia, da striscioni per salutare il Papa, Francesco rivolge il primo pensiero, dopo l’Angelus, alla difficile situazione che si sta vivendo in Ucraina, invoca la pace e rilancia il dialogo come via per risolvere le tensioni.

«Desidero assicurare la mia preghiera per la cara Ucraina, per tutte le sue Chiese e comunità religiose e per tutto il suo popolo, perché le tensioni intorno ad essa siano risolte attraverso un serio dialogo internazionale e non con le armi. A me addolora tanto la statistica che ho letto, l’ultima. In quest’anno sono state fatte più armi dell’anno scorso. Le armi non sono la strada. Che questo Natale del Signore porti all’Ucraina la pace!» ha detto il pontefice Francesco I.

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«Quello che sta accadendo preoccupa anche la comunità internazionale, al G7 dei ministri degli esteri in corso a Liverpool, in Inghilterra, si è parlato di “conseguenze enormi” in caso di minaccia militare dalla Russia. Da giorni Mosca concentra le attività delle sue truppe al confine con Kiev» scrive Vatican News.

Quindi, grazie alla propaganda americana, un “rischio potenziale” è diventato una certezza nei media mainstream europei!

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE

GOSPA NEWS – INCHIESTE LOBBY ARMI

MIDDLE EAST MONITOR – Report: Israel stockpiling weapons for possible attack on Iran

PRESS TV – Iran’s top negotiator: We received no initiative, proposal from other side in Vienna talks so far

TIMES OF ISRAEL – Gantz: I told the US I’ve ordered the IDF to prepare a strike against Iran

RUSSIA TODAY – US delivers rockets to Ukraine

BLOOMBERG – U.S. Intel Shows Russia Plans for Potential Ukraine Invasion

VATICAN NEWS – Il Papa: in Ucraina le armi non sono la strada, il Natale porti la pace

“COVID-19 is a Designed Bioweapon with a Toxic structure that May be Replicated in Vaccines”. US Army Retired Colonel said

 

 

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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