MIGRANTI: SINDACO DI RIACE ARRESTATO

L’EROE CALABRESE DI FORTUNE
PALADINO DELL’IMMIGRAZIONE
AI DOMICILIARI PER NOZZE COMBINATE
E APPALTO ILLECITO DEL SERVIZIO RSU:
INCHIODATO DA INTERCETTAZIONI SHOCK

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Si distinse per aver messo in pratica tutti i mantra di Cecile Kienge e Laura Boldrini diventando un eroe dell’accoglienza dei migranti a qualsiasi costo ed aldilà di qualsiasi regola. Come se la Cosa Pubblica nel paesino calabrese di Riace fosse divenuta Cosa Sua. Osannato dalle associazioni umanitarie e dai fans dell’immigrazione indiscriminata quali il newyorkese Roberto Saviano fu dipinto come il Sindaco più rosso d’Italia che giunse ad appendere la fascia tricolore ad un chiodo quando furono bloccati i contributi al centro di accoglienza Sprar del suo comune. Ora di rosso non rimane che la vergogna per le accuse pesanti che hanno portato Domenico “Mimmo” Lucano agli arresti domiciliari per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti”. Un’inchiesta supportata anche da intercettazioni shock dello stesso amministratore pubblico.

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MAFIA CAPITALE, BAOBAB & MIGRANTI

LA REPUBBLICA DEL BAOBAB
NATA CON BUZZI E MAFIA CAPITALE
DOVE I MIGRANTI AFRICANI
FANNO CAUSA AL GOVERNO
PUR ESSENDO FUGGIASCHI

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Se non fossimo nel paese delle toghe rosse dove l’Uomo Nero Massimo Carminati, sfuggito agli ergastoli pur avendo militato nei Nar e nella Banda della Magliana, pur essendo stato imputato ed assolto per il delitto di Mino Pecorelli dopo aver svaligiato il caveau della Banca di Roma nel Palazzo della Giustizia romano per ricattare giudici e avvocati, è diventato capo della Mafia Capitale col benestare di politici neri e rossi e perciò condannato a 14 anni di reclusione (dopo un’altra pena di medesima entità scontata in minima parte per l’indulto) ci sarebbe da stupirsi che 42 migranti fuggiaschi (e perciò presunti clandestini non avendo atteso l’esito delle richieste di asilo politico) possano valutare di costituirsi parti offese in un procedimento giudiziario contro il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, reo, agli occhi di un magistrato in gioventù attivista del Pci, di aver sequestrato gli immigrati della nave Diciotti. Un membro del Governo indagato a prescindere da ogni valutazione circa una legittima azione per ragioni di sicurezza nazionale, laddove l’Unione Europea non ha risposto agli appelli di condivisione delle emergenze migratorie.

Ma siamo in questa Repubblica, di cui è arbitro un presidente votato dalla sinistra e di essa ultimo baluardo di resistenza, che da oggi non è più delle Banane ma del Baobab! Perché se quei 42 migranti fuggiacchi possono ponderare di sporgere querela contro un Ministro è solo grazie ad un’associazione borderline che fu fondata, come ricorda Il Giornale, proprio dal compare di Carminati, ovvero Salvatore Buzzi, re delle cooperative dell’accoglienza e sponsor della giunta di destra di Gianni Alemanno – come evidenzia la sconcertante foto di una cena al Baobab che lo ritrae insieme a Luciano Casamonica (imparentato con  l’omonima clan malavitoso e già arrestato nel 2009 per spaccio di droga insieme alla moglie Annunziata Spada, altra famiglia nota agli inquirenti), quanto dell’amministrazione capitolina del piddino Ignazio Marino e sovvenzionatore – a suo stesso dire – persino del premier Matteo Renzi. Quel Buzzi condannato nei giorni scorsi in Appello a 18 anni con l’aggravante di associazione di stampo mafioso, ovvero del 416 bis come l’Uomo Nero Carminati che pure dal carcere minaccia i giornalisti che fanno inchieste su di lui come Lirio Abbate (libro La lista sui misteri dell’assalto al caveau, link in fondo all’articolo).

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