l’opinione – L’ULTIMO CANTO DEL GRILLO

“TROPPI POTERI AL QUIRINALE”
IL FONDATORE DEI CINQUESTELLE
SFIDUCIATO DAI SUOI MINISTRI
PER AVER DETTO LA VERITA’.
FINISCE QUI LA RIVOLUZIONE M5S

…infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia…
(Giacomo Leopardi)

Fa quasi tenerezza su palco a sbraitare con l’affocata lena di un decennio fa le verità che il popolo italiano vorrà sentire gridare finchè non saranno realtà… Fa tenerezza perché oggi le urla in una piazza che ancora lo acclama mentre la tribuna dei suoi accoliti, emeriti sconosciuti balzati grazie a lui dal lavoro di steward da stadio a quello di ministri di governo, si gira dall’altra parte e ormai inebriata dai profumi del sacro incenso delle Istituzioni storce pure il naso quando il leader che fu, il Beppe nazionale, passato dagli show-denuncia alle denunce sul web che hanno sancito il successo del Movimento 5 Stelle, attacca il Quirinale, la poltrona più alta di tutte, incarnando con le sue frasi un pensiero che è di molti… Ecco perché mi ricorda quei versi sopracitati del Canto notturno del pastore errante nell’Asia del maliconico e funesto vate di Recanati: anche se, nella sostanza, appare più come l’ultimo canto del Grillo.

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