EURO COME I SOLDI DEL MONOPOLI

PER CAPIRE L’EURO BASTA TOTO’…
LA SUA BANDA DEGLI ONESTI 
POTREBBE STAMPARE QUESTA MONETA
CHE NON E’ PROTETTA DA UNO STATO
MA DAL COPYRIGHT COMMERCIALE

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Per capire l’Euro non serve Oscar Giannino con le sue due fasulle lauree che ne è diventato ormai un fan sfegatato su Radio 24 – Il Sole 24 Ore (e si spera almeno lautamente pagato da Confindustria) al punto da ululare come un lupo mannaro nella notte buia e farraginosa dei conti italiani contro chi, come Paolo Savona, vorebbe mostrare la stella cometa da seguire per la rinascita. Per capire ma soprattutto sbugiardare l’Euro basterebbe Totò… Perché se Antonio De Curtis fosse ancora vivo sicuramente avrebbe voluto girare il sequel di un suo film di strepitoso successo del 1956 intitolandolo “La Banda Degli Onesti 2 – La vendetta dei falsari” e probabilmente il bravo regista Camillo Mastrocinque avrebbe reso memorabile il finale degli sceneggiatori Age & Scarpelli (il duo formato da Agenore Incrocci e Furio Scarpelli). La pellicola, vista da 2,6 milioni di persone, e riprodotta in versione portoghese e tedesca, narra la storia del solito napoletano truffaldino Totò che per sopravvivere alla povertà si inventa di stampare moneta grazie al clichè delle banconote da 10mila lire conservato da un dipendente della Banca d’Italia in pensione che abita nel palazzo di cui è portiere… Non voglio togliere la sorpresa della visione a chi non l’avesse mai visto rivelando altro della trama ma voglio provare a scrivere l’ipotetica sceneggiatura per un Totò del terzo millennio alle prese con il famigerato euro che ha trasformato l’Italia del benessere degli anni Novanta in un paese quasi da terzo mondo dove gli ospedali chiudono, ci sono 5 milioni di abitanti che vivono grazie alla Caritas ed alle mense dei poveri ed altri 18 milioni a rischio di povertà assoluta: lo sentenzia l’Istat ma Sergio Mattarella, presidente di molti sproloqui, stavolta preferisce non commentare.

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Bersaglio Mobile – LA SFIDA SULL’EURO

PER L’ITALIA SOVRANISTA
L’USCITA DALL’EURO E DALL’UE
E’ POSSIBILE SOLTANTO
ENTRANDO NEL BRICS

La rubrica Bersaglio Mobile realizata per la pagina Facebook In Punta di Matita

La rubrica di questa settimana avrebbe voluto essere sul comunismo, i suoi crimini ed i suoi atuali sostenitori internazionali come l’Alto Commissario dell’Onu Michelle Bachelet che invia una commissione in Italia per indagare del razzismo e presunte violazioni dei diritti umani in cui figurerà persino un membro dell’Arabia Saudita, regno governato dalla corrente Wahabita dei Salafiti sunniti che esprimono il più arcigno integralismo islamico ed impongono la Sharia coranica ai suoi sudditi con le note privazioni di libertà elementari soprattutto a donne e bimbe spose sull’esempio del pedofilo Maometto. Ma le discussioni di questi giorni sui media circa le posizioni dell’Italia di fronte all’Unione Europea in materia finanziaria mi hanno indotto a cambiare arrgomento. Lo faccio soprattutto in difesa del ministro alle Politiche Comunitarie Paolo Savona sbeffeggiato via etere dall’ormai irriconoscibile Oscar Giannino che per riaccreditarsi dopo la vicenda delle laure fasulle si è gewnuflesso agli ideali dell’informazione sinistra di Radio 24-Il Sole 24 Ore, espressione del braccio mediatico armato dell’imprenditoria nemica di ogni populismo perché quest’ultimo può portare con sé può il rischio di riduzione dei lauti guadagni degli speculatori internazionali dell’Alta Finanza in Borsa con tracolli peggiori per le banche dei plutocrati più che per i 18 milioni di italiani già sull’orlo della povertà assoluta.

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