L’ULTIMA VIOLENZA A DESIREE

I GIUDICI BUONISTI SMORZANO
LE ACCUSE CONTRO LA GANG NERA
E REGALANO UN ESCAMOTAGE GIURIDICO
A TUTTI GLI STUPRATORI DI BRANCO

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
© COPYRIGHT GOSPA NEWS
divieto di riproduzione senza autorizzazione

Sotto il profilo giuridico hanno dovuto fare un triplo salto mortale con avvitamento i giudici del Tribunale del Riesame di Roma per edulcorare la belluina violenza perpetrata ai danni della sedicenne Desirée Mariottini, morta dopo gli stupri per un mix miciciale di psicofarmaci e droga e l’omesso soccorso quando era ormai in agonia. Ebbene sì pur di agevolare una rilettura buonista del branco di stupratori immigrati i giudici sono andati ben aldilà di quanto fosse necessario per la conferma della custodia cautelare in carcere dei quattro immigrati arrestati dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato per la morte della ragazza e la violenza sessuale. Sfoggiando toghe pelose per i crini del diritto e facendo forzature allo stesso Codice Penale hanno di fatto perpetrato un’ulteriore violenza sul corpo martoriato della ragazzina di cui qualcuno avrebbe abusato persino quando era già esanime. Hanno dato in pasto ai media un desueto reato per attenuare le responsabilità degli aguzzini della giovane: perché il reato di abuso sessuale non esiste più dal lontano 1996 quando rientrava nella casistica degli atti di libidine violenta. Addentrandosi nei meandri di un’orripilante pornologia hanno partorito un escamotage giuridico che d’ora in poi consentirà a tutti gli stupratori di evitare le pesanti aggravanti contemplate per l’azione di gruppo.

Leggi tutto “L’ULTIMA VIOLENZA A DESIREE”

I PREMI AI COMBATTENTI ISIS

NELLA JIHAD MERCENARIA
AUTO, ORO E ARGENTO
PER ABBATTERE AEREI
E USARE ARMI CHIMICHE.
MA ANCHE VIAGGIO GRATIS IN EUROPA
PER INFILTRARSI TRA I MIGRANTI
E RECLUTARE TERRORISTI
CON MILLE DOLLARI IN REGALO

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
© COPYRIGHT GOSPA NEWS
divieto di riproduzione senza autorizzazione

Che dietro la Guerra Santa degli estremisti islamici ci fossero ingenti finanziamenti internazionali era cosa nota e dimostrata già dal reportage della giornalista bulgara Dilyana Gaytandzhieva che aveva smascherato il traffico di armi comprate dagli Usa e finite all’Isis (link a fondo pagina) Ma bastava anche solo guardare le foto dei terroristi di Al Nusra a Idlib in Siria dentro una tenda marchiata Usaid (United States Agency fort International Development), l’agenzia governativa americana per la lottà alla povertà globale e il rafforzamento delle democrazie nei paesi del terzo mondo espulsa dalla Russia nel 2012 proprio perché ritenuta finanziatrice di movimenti sovversivi. Un’immagine più eloquente delle tracce di sovvenzioni che ci sono solo nel programma Usa denominato Syria Democracy Program e destinato a supportare l’Esercito Libero Siriano ma non ufficialmente i  terroristi (link a fondo pagina). Ora grazie al reportage di Russia Today Arabic ecco la prova che esisteva un vero e proprio tariffario di premi per il valente jihadista mercenario dell’Isis: «L’uso di agenti chimici era pagato in argento, mentre l’abbattimento di un elicottero veniva ricompensato in oro – scrive RT che in Iraq ha ottenuto le carte appartenenti al gruppo terroristico – Nonostante la credenza comune che i combattenti dello Stato Islamico (IS, ex ISIS / ISIL) siano stati spesso costretti ad arruolarsi o siano stati reclutati sulla base della convinzione della loro fede per compiere la Jihad, i documenti dalla città irachena di Mosul visti da RT mostrano che la lotta per il califfato autoproclamato aveva anche i suoi incentivi finanziari». La provenienza dei soldi per queste ricompense non si conosce ma conferma l’esistenza di una jihad mercenaria economicamente assai ben organizzata con pure viaggi premio in Europa per infiltrarsi tra i migranti e reclutare terroristi.

Leggi tutto “I PREMI AI COMBATTENTI ISIS”

IMMIGRATI & SALVINI: SFIDA TOGATA

IL PM CHE INDAGA SU ONG E SCAFISTI
AFFONDA L’INCHIESTA DICIOTTI
E SCAGIONA IL VICEPREMIER
INDAGATO DAL COLLEGA PRO MIGRANTI
MATTARELLA E CSM… DORMONO!

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
© COPYRIGHT GOSPA NEWS
divieto di riproduzione senza autorizzazione

Come già avevo scritto in un precedente articolo quando scoppiò il caso della nave Diciotti l’inchiesta di un magistrato nei confronti di un Ministro della Repubblica Italiana per fatti inerenti i suoi poteri e funzioni istituzionali aveva tutta la parvenza di una plateale intrusione del potere giudiziario nella gestione politica di un’emergenza sociale e di sicurezza nazionale come l’immigrazione irregolare (si legga altro articolo a fondo pagina). Ebbene ora quella clamorosa indagine in cui Matteo Salvini fu solertemente indagato addirittura per sequestro di persona sta affondando per mano di un altro magistrato siciliano che ha chiesto l’archiviazione per il Ministro. Ovviamente toccherà al Gip decidere se accogliere l’istanza di non luogo a procedere della pubblica accusa. Se è vero, come scrisse Karol Wojtyla, che «le ore sul quadrante della storia tornano sempre» stavolta il destino – o la Divina Provvidenza per chi crede che l’immigrazione indiscriminata di musulmani integralisti sia assai pericolosa per l’italica cultura cristiana – è stato tempestivo nel creare un confronto giudiziario che sa già di sfida tra toghe, tra due opposte visioni del problema migranti come già avvenuto tra Procura di Locri e Gip sui 21 capi d’imputazione contestati all’ex sindaco Domenico Lucano (vedi link articolo a fondo pagina): una visione, quella del Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha aperto l’indagine sul ritardato sbarco degli immigrati irregolari recuperati dalla nave Diciotti della Guardia Costiera, influenzata dal pathos buonista di un’accoglienza umanitaria senza distinguo, al di là dei rigori normativi; l’altra, quella del Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che è invece orientata a trovare le prove di un traffico internazionale di essere umani, finalizzato a rifornire manovalanza a varie tipologie di criminalità organizzata in differenti ambiti delinquenziali che spaziano dallo sfruttamento della prostituzione fino allo spaccio di droga, attività gestite dalla mafia nigeriana di Black Axe e Maphite ormai strapotenti in Sicilia (e giunte coi barconi, vedi altro link in fondo a pagina), fino al lavoro nero gestito dai caporalati para-mafiosi ed addirittura al terrorismo di matrice religiosa con l’approdo in Italia di jihadisti pronti a costituire cellule dormienti per attentati in tutta Europa. Viene ovviamente da domandarsi cosa sarebbe accaduto se il caso Diciotti non fosse finito sotto la giurisdizione territoriale di un pm come Zuccaro, il quale non solo è attento ai risvolti penali delle migrazioni ma lui stesso fece sequestrare la nave di una Ong indagando l’equipaggio per il reato di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Mentre un giornalista, come chi scrive, comprende l’enorme portata di questa macroscopica divergenza di orientamenti nell’azione giudiziaria che palesano il rischio, sovente divenuto realtà in Italia, che in una Procura sia reato ciò che in un’altra non lo è, che fa il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, al secolo il Capo di Stato Sergio Mattarella? Fa politica di chiacchiere su ogni tematica cara al qualunquismo politicamente corretto incurante delle conflittualità istituzionali che proprio la questione migranti sta scatenando nella penisola. Ma vediamo i fatti…

Leggi tutto “IMMIGRATI & SALVINI: SFIDA TOGATA”

ECCO GLI AGUZZINI DI DESIREE

SONO MIGRANTI FUORILEGGE
LE TRE BELVE NERE ARRESTATE
PER LO STUPRO MORTALE
ALLA SEDICENNE ROMANA:
CACCIA AL QUARTO AFRICANO.
SALVINI: “CASTRAZIONE CHIMICA”

Tre persone sono state fermate dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato per la morte di Desirée Mariottini ed è caccia la quarto uomo. In serata altre persone sono state interrogate in Questura: non si tratta di sospetti ma sono informate dei fatti. “Fosse per me castrazione chimica per gli stupratori. Un po’ di carcere in Italia, ma le carceri in Nigeria, in Senegal, in Congo o in altri Paesi penso siano un tantinello più duri. A me non dispiacerebbe che tornassero anche da dove sono arrivati”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ai microfoni di ‘Stasera Italia’, in onda alle 20.30 su Retequattro, commenta i fermi eseguiti  dalla polizia per la morte di Desiree Mariottini. “Mi fa arrabbiare il doppio – ha detto ancora Salvini – perché sono persone che hanno abusato della buona fede e della generosità degli italiani, stuprando e spacciando. Secondo me lo stupro vale l’omicidio. Lo stupro di uno che ha abusato della buona fede del mio Paese vale doppio”. (prosegui e guarda il video dell’arresto)

Leggi tutto “ECCO GLI AGUZZINI DI DESIREE”

l’opinione – BOKO HARAM E’ TRA NOI

DOPO PAMELA TOCCA A DESIREE:
DROGATE, STUPRATE E UCCISE
COME LE SCHIAVE IN NIGERIA
E LE VITTIME DELLE MAROCCHINATE.
MA I GIOVANI ASINI DI SINISTRA
CONTESTANO IL MINISTRO…

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
© COPYRIGHT GOSPA NEWS
divieto di riproduzione senza autorizzazione

Non giriamoci intorno: Boko Haram è tra di noi! La bieca ferocia con cui gli integralisti del jihad spargono sangue e crudeltà nel nord della Nigeria al grido “l’istruzione occidentale è proibita” si specchia in quanto sta accadendo nelle periferie delle città italiane ad opera di piccole brigate di malvagi africani senza scrupoli. In Italia non sono animati da ideali rivoluzionari religiosi – almeno per ora che sono in pochi – ma sono anche loro musulmani e della donna, piaccia o non piaccia alle Boldrini, Bonino, Appendino ecc, non hanno alcun rispetto, come insegna il Corano, come fu d’esempio Maometto prendendosi tra le spose anche la piccola Aisha, che deflorò quando aveva solo nove anni, con il placet dei genitori.

Ecco quindi che se per strada incontrano una ragazza un po’ imprudente che non ha timore a girare di notte e frequentare da sola le periferie scatta l’istinto del branco. I Boko Haram operano sistematici rapimenti di ragazze per avere carne fresca per ogni loro voluttà sessuale. Le usano, le gettano e qualche volta le ammazzano con la stessa dinsinvoltura con cui si spegne una sigaretta. Lo stesso fanno queste bande improvvisate di neri nelle periferie delle città del nostro paese. Con una violenza demoniaca, come nel caso di Pamela, che rievoca le marocchinate della seconda guerra mondiale.

Leggi tutto “l’opinione – BOKO HARAM E’ TRA NOI”

TUTTI I PECCATI DEL SINDACO DI RIACE

ACCUSE DEL PM A MIMMO LUCANO:
DALLA CONCUSSIONE PER AVERE
FALSE FATTURAZIONI SUI DETERSIVI
IN CAMBIO DELLA FINTA MONETA
AGLI ABUSI D’UFFICIO
PER PIU’ DI 2 MILIONI DI EURO.
DAI 500MILA SPESI SENZA GIUSTIFICATIVI
ALLE CARTE D’IDENTITA’ REGALATE

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
© COPYRIGHT GOSPA NEWS
divieto di riproduzione senza autorizzazione

La vicenda di Riace ha destato l’attenzione di tutti i media che hanno assunto posizioni differenti di condanna, assenza di giudizio o addirittura assoluzione dei metodi usati da Domenico “Mimmo” Lucano per garantire l’accoglienza agli immigrati divenuto tanto amico dei migranti africani da scegliersi tra essi la compagna della vita. In quasi tutti gli articoli, però, sono state riportate le conclusioni del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Locri che pur disponendo gli arresti domiciliari all’ex Sindaco di Riace (nel frattempo sospeso dalla Prefettura) gli ha contestato soltanto due reati estremamenti marginali rispetto all’impianto accusatorio della Procura della Repubblica che ne aveva individuati 21 tra cui associazione a delinquere e concussione. La misura cautelare è stata applicata solo per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per i matrimoni di comodo fatti per consentire a nigeriane senza requisiti di asilo politico di rimanere in Italia e per illecito appalto del servizio di raccolta rifiuti, con la decadenza, in questo caso, della più grave accusa di turbativa d’asta che prevede pene detentive ben più pesanti. Orbene nei tanti articoli che ho letto i dettagli sui reati contestati dal procuratore capo locrese Luigi D’Alessio non sono stati evidenziati come se non avessero fondamento (ma dovrà stabilirlo un processo). Anche se le accuse di abusi e malversazioni per milioni di euro e quella di concussione siano di una gravità inaudita perché evidenziano il “sistema Riace“ dai bonus-cartamoneta con il volto di Che Guevara al ruolo dei migranti indagati, responsabili di associazioni e cooperative, che avrebbero collaborato fattivamente con il sindaco usando anche intimidazioni fisiche per portare a compimento i presunti disegni criminosi.

Leggi tutto “TUTTI I PECCATI DEL SINDACO DI RIACE”

MIGRANTI: SINDACO DI RIACE ARRESTATO

L’EROE CALABRESE DI FORTUNE
PALADINO DELL’IMMIGRAZIONE
AI DOMICILIARI PER NOZZE COMBINATE
E APPALTO ILLECITO DEL SERVIZIO RSU:
INCHIODATO DA INTERCETTAZIONI SHOCK

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
© COPYRIGHT GOSPA NEWS
divieto di riproduzione senza autorizzazione

Si distinse per aver messo in pratica tutti i mantra di Cecile Kienge e Laura Boldrini diventando un eroe dell’accoglienza dei migranti a qualsiasi costo ed aldilà di qualsiasi regola. Come se la Cosa Pubblica nel paesino calabrese di Riace fosse divenuta Cosa Sua. Osannato dalle associazioni umanitarie e dai fans dell’immigrazione indiscriminata quali il newyorkese Roberto Saviano fu dipinto come il Sindaco più rosso d’Italia che giunse ad appendere la fascia tricolore ad un chiodo quando furono bloccati i contributi al centro di accoglienza Sprar del suo comune. Ora di rosso non rimane che la vergogna per le accuse pesanti che hanno portato Domenico “Mimmo” Lucano agli arresti domiciliari per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti”. Un’inchiesta supportata anche da intercettazioni shock dello stesso amministratore pubblico.

Leggi tutto “MIGRANTI: SINDACO DI RIACE ARRESTATO”