l’opinione – LA GIUSTIZIA MUORE A RIACE

NON BASTANO 21 CAPI D’ACCUSA!
IL SINDACO “ROSSO” LUCANO
TORNA SUBITO LIBERO:
MESI DI INDAGINI DELLA FINANZA
BUTTATE NEL CESSO.
IL COMUNE RISCHIA IL DISSESTO

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Muore a Reggio Calabria l’ultimo spiraglio di giustizia: di una giustizia che non è pensata per perseguitare o distruggere ma semplicemente per dare un nome ai colpevoli dei reati. Dal Tribunale del Riesame reggino, sciolte le riserve in pochissiume ore nonostante la complessità e voluminosità del caso, arriva la decisione che butta nel cesso 18 mesi di indagini della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Locri. Inutile entrare nel dettaglio dei sofismi giuridici per cui il Sindaco di Riace, il più illegale d’Italia per sua stessa sedicenza e vanto, dagli arresti domiciliari passa al più comodo divieto di dimora. E’ la bacchettata sulle dita che il professore dà dolcemente all’allievo amato e soprattutto figlio di papà. E’ la piccola punizione per dire che le mani nella marmellata ce le ha messe ma siccome dava da mangiare a qualche disperato africano e regalava il permesso di soggiorno a qualche prostituta nigeriana non è una cosa così grave. I soldi spesi dagli italiani per permettergli di fare tutto ciò asssolutamente non contano…

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TUTTI I PECCATI DEL SINDACO DI RIACE

ACCUSE DEL PM A MIMMO LUCANO:
DALLA CONCUSSIONE PER AVERE
FALSE FATTURAZIONI SUI DETERSIVI
IN CAMBIO DELLA FINTA MONETA
AGLI ABUSI D’UFFICIO
PER PIU’ DI 2 MILIONI DI EURO.
DAI 500MILA SPESI SENZA GIUSTIFICATIVI
ALLE CARTE D’IDENTITA’ REGALATE

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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La vicenda di Riace ha destato l’attenzione di tutti i media che hanno assunto posizioni differenti di condanna, assenza di giudizio o addirittura assoluzione dei metodi usati da Domenico “Mimmo” Lucano per garantire l’accoglienza agli immigrati divenuto tanto amico dei migranti africani da scegliersi tra essi la compagna della vita. In quasi tutti gli articoli, però, sono state riportate le conclusioni del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Locri che pur disponendo gli arresti domiciliari all’ex Sindaco di Riace (nel frattempo sospeso dalla Prefettura) gli ha contestato soltanto due reati estremamenti marginali rispetto all’impianto accusatorio della Procura della Repubblica che ne aveva individuati 21 tra cui associazione a delinquere e concussione. La misura cautelare è stata applicata solo per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per i matrimoni di comodo fatti per consentire a nigeriane senza requisiti di asilo politico di rimanere in Italia e per illecito appalto del servizio di raccolta rifiuti, con la decadenza, in questo caso, della più grave accusa di turbativa d’asta che prevede pene detentive ben più pesanti. Orbene nei tanti articoli che ho letto i dettagli sui reati contestati dal procuratore capo locrese Luigi D’Alessio non sono stati evidenziati come se non avessero fondamento (ma dovrà stabilirlo un processo). Anche se le accuse di abusi e malversazioni per milioni di euro e quella di concussione siano di una gravità inaudita perché evidenziano il “sistema Riace“ dai bonus-cartamoneta con il volto di Che Guevara al ruolo dei migranti indagati, responsabili di associazioni e cooperative, che avrebbero collaborato fattivamente con il sindaco usando anche intimidazioni fisiche per portare a compimento i presunti disegni criminosi.

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MIGRANTI: SCONTRO TRA TOGHE

ASSOLTO IL “SISTEMA RIACE”
ANCOR PRIMA DEL PROCESSO:
DUE REATI PER IL SINDACO
MA IL GIP RIFIUTA 13 ARRESTI
E RESPINGE 19 CAPI D’ACCUSA DEI PM
TRA CUI TRUFFA, CONCUSSIONE
E ASSOCIAZIONE A DELINQUERE.
STAMPARE MONETA NON E’ ILLECITO!

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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All’indomani del clamoroso arresto del Sindaco di Riace ecco emergere i contorni di un procedimento penale che odora già di assoluzione e giustificazione dei comportamenti “buonisti” di Domenico Lucano. Emerge anche la vecchia storia che vede conflitti tra magistrati quando a finire nei guai sono politici di sinistra che fanno sventolare le nuove bandiere rosse dell’accoglienza a tutti i costi. Anche al di là della legge. Ci ha messo solo 132 pagine il Gip del Tribunale di Locri a smontare le circa 1000 pagine di conclusioni della Procura in cui è stato sintetizzato un anno di minuziose indagini della Guardia di Finanza. E così dei 21 capi di imputazione in cui figuravano anche l’associazione a delinquere e la truffa aggravata ne sono rimasti solo due: per il Giudice delle Indagini Preliminari non c’è stato nessun “ingiusto vantaggio patrimoniale” nei confronti delle associazioni che gestiscono i progetti e “nessun indebito arrichimento” da parte del Sindaco nonostante una girandola di gravi irregolarità rilevata dagli inquirenti nella girandola dei milioni di euro di contributi per i centri di accoglienza. Non solo. E’ caduto anche il pesantissimo reato di concussione (l’estorsione commessa da un pubblico ufficiale come è il sindaco) perché la vittima, sempre secondo il Gip, non sarebbe attendibile. Praticamente il giudice, andando ben oltre i suoi doveri di verifica della sussistenza di indizi gravi, precisi e concordanti necessari alla concessione degli arresti domiciliari richiesti dal procuratore di Locri, ha già celebrato un processo senza dibattimento e contraddittorio con i pm, smontando gran parte dell’impianto accusatorio e lasciando in piedi soltanto i due reati più lievi: il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per i matrimoni combinati e l’illecito affidamento a due cooperative da parte del comune di servizi di pulizia della spiaggia e di raccolta e trasporto di rifiuti, per un valore annuo di un milione di euro e quindi ben superiore alla soglia consentita dalla legge per gli appalti diretti pari a 40mila euro. Ed anche l’utilizzo arbitrario del bonus dei 35 euro giornalieri, sostituito da una cartamoneta stampata da Riace e da altri comuni della Locride non sarebbe un illecito…

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