GUAI A CHI TOCCA PROVENZANO E MAOMETTO

LA CORTE DI STRASBURGO
IGNORA STORIA E SENTENZE
PER PRENDERE LE DIFESE
DEL CAPOMAFIA PROVENZANO
E DEL PEDOFILO MAOMETTO
MA NON QUELLE DI GESU’

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Bernardo Provenzano, condannato a 9 ergastoli per omicidi, stragi ed attentati dinamitardi, non meritava il carcere duro fino alla morte. Il profeta Maometto non può essere accusato di pedofilia “per pace religiosa” e perché non ci sono “riscontri oggettivi o storicamente fondati”. Nell’arco di una settimana la Corte Europea per i Diriti Umani (Cedu) è riuscita ad emettere due sentenze che hanno subito suscitato reazioni sdegnate ma soprattutto palesano una volontà di interpretazione giuridica che travalica la realtà dei fatti e odora di negazionismo storico. Già perché definire “trattamento inumano o degradante” la carcerazione del 41bis, che non prescrive torture bensì un regime ferreo di isolamento e garantisce cure sanitarie più attente che agli altri detenuti, oppure negare la circostanza che sono proprio gli aneddoti sulla vita di Maometto raccolti nella Sunna, il libro sacro delle leggi islamiche (Sharia) dopo il Corano, a narrare del suo matrimonio con la piccola Aisha di 6 anni, deflorata quando ne aveva soltanto 9, rappresentano due forzature di quel buonismo giuridico dilagante che nega pure l’evidenza per difendere anche l’indifendibile. Ma vediamo nel dettagllio i due casi che hanno portato alla condanna dell’Italia per la durezza contro Provenzano e di una studiosa austriaca per l’azzardo di accreditare come storicizzata la pedofilia di Maometto comprovata da innumerevoli fonti.

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l’opinione – L’ULTIMO CANTO DEL GRILLO

“TROPPI POTERI AL QUIRINALE”
IL FONDATORE DEI CINQUESTELLE
SFIDUCIATO DAI SUOI MINISTRI
PER AVER DETTO LA VERITA’.
FINISCE QUI LA RIVOLUZIONE M5S

…infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia…
(Giacomo Leopardi)

Fa quasi tenerezza su palco a sbraitare con l’affocata lena di un decennio fa le verità che il popolo italiano vorrà sentire gridare finchè non saranno realtà… Fa tenerezza perché oggi le urla in una piazza che ancora lo acclama mentre la tribuna dei suoi accoliti, emeriti sconosciuti balzati grazie a lui dal lavoro di steward da stadio a quello di ministri di governo, si gira dall’altra parte e ormai inebriata dai profumi del sacro incenso delle Istituzioni storce pure il naso quando il leader che fu, il Beppe nazionale, passato dagli show-denuncia alle denunce sul web che hanno sancito il successo del Movimento 5 Stelle, attacca il Quirinale, la poltrona più alta di tutte, incarnando con le sue frasi un pensiero che è di molti… Ecco perché mi ricorda quei versi sopracitati del Canto notturno del pastore errante nell’Asia del maliconico e funesto vate di Recanati: anche se, nella sostanza, appare più come l’ultimo canto del Grillo.

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STUDENTI CONTRO SALVINI E DI MAIO

GLI SCHIAVI IGNORANTI
DELLA SINISTRA PERDENTE
IN PIAZZA A BRUCIARE I MANICHINI
DI DUE MINISTRI CHE VOGLIONO
AIUTARE I GIOVANI DISOCCUPATI.
LA CULTURA DELLA VIOLENZA
NON PUO’ RESTARE IMPUNITA

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Suvvia diciamocelo traquillamente mica quei quattro nostalgici del sessantotto che sono scesi in alcune piazze d’Italia sono studenti!!! Sono schiavi ignoranti del sistema costruito dalla sinistra che dal ’68 in poi si è impadronita delle scuole facendo leva sul naturale fancazzismo di un adolescente che preferisce andare per strada a manifestare piuttosto che stare in classe a rischio di interrogazione. Siamo stati tutti idealisti come i quattro amici al Bar di Gino Paoli ma col tempo, un po’ di sano studio e qualche bocciatura a scuola come nella vita, abbiamo compreso che per cambiare il mondo non basta scendere in piazza a gridare slogan e bruciare icone dell’occidente civile; in quell’occidente dove queste cose si possono fare senza finire in galera come in Turchia o peggio ancora giustiziati, come accadde agli studenti di piazza Tienanmen nel silenzio dell’Onu e delle nazioni democratiche.

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