L’OLOCAUSTO DEI MASSONI COMUNISTI

ANNIVERSARIO RIVOLUZIONE RUSSA:
RICORDIAMO I 95 MILIONI DI MORTI
DELLE DITTATURE FALCE E MARTELLO
IDEATE DAGLI ILLUMINATI DI BAVIERA
E LE VITTIME DELLE FOIBE 
OFFESE DAI CONTESTATORI DI SALVINI

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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«Era il 7 novembre del 1917 (il 25 ottobre secondo il calendario giuliano) quando dall’incrociatore Aurora fu sparato il primo colpo di cannone (a salve) che diede simbolicamente il via alla Rivoluzione. Un evento per decenni idealizzato dalla propaganda sovietica. Niente di eroico come raccontò Eisenstein e niente di drammatico e sanguinoso, come aveva previsto Lenin nei suoi piani». Cominciò così la Rivoluzione Bolscevica, così definita perché bolshinstvo in russo significa appunto rivoluzionario. Cominciò così un Regime del Terrore mondiale che era germogliato proprio con l’analogo periodo della Rivoluzione Francese del sanguinario Maximilien de Robespierre e con l’esperienza fallimentare della Comune di Parigi che aveva visto proprio Vladimir Il’ič Ul’janov, al secolo semplicemente Lenin, in Francia a studiarne gli erudimenti poi trasferiti nell’omonimo libro. Se oggi un centinaio di integralisti comunisti italiani – in molto simili agli estremisti islamici per fanatismo ideologico con l’unica differenza di non usare più armi e bombe dopo la dura repressione dei loro antenati delle Brigate Rosse – può inneggiare liberamente alle Foibe minacciando i leghisti di Matteo Salvini è soltanto perché il processo di condanna internazionale del comunismo non solo non è mai avvenuto ma non è mai nemmeno iniziato sebbene questa filosofia socialista applicata in modo tirannico da vari dittatori (Stalin, Mao, Pol Pot, Tito, Fidel Castro ecc) abbia mietuto in 75 anni di fin troppo longeva esistenza ben 95 milioni di morti.

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MASSONERIA E GRANDI CRIMINI

DALL’AUTOBOMBA PER IL GIUDICE CHINNICI
ALL’ASSASSINIO DEL PRESIDENTE LINCOLN:
IL FILO ROSSO SANGUE CHE LEGA
LE LOGGE INTERNAZIONALI

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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“C’è un filo rosso che lega tutti i grandi delitti.
Un unico progetto politico…
Rocco Chinnici
Giudice – Capo dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo

A 35 anni dala strage di via Pipitone a Palermo nella quale il 29 luglio 1983 furono dilaniati da un’autobomba il giudice istruttore Rocco Chinnici, l’inventore del Pool Antimafia con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e gli uomini della sua scorta, in loro memoria desidero seguire quel filo rosso sui grandi delitti della storia, non soltanto italiana, e cercare di dipanare la matassa di quel grande progetto politico che ha un mandante occulto rispondente al nome di massoneria. Va certamente premesso che non tutti i massoni sono complici degli omicidi ma in virtù della fratellanza o sono collusi coi mandanti per proteggerne la reputazione o sono ingenuamente increduli dinnanzi alle responsabilità degli amici di loggia. E va rimarcato che l’operatività criminale dei massoni si estrinseca attraverso logge segrete, coperte ed elitarie, che mettono in correlazione alcuni affiliati delle logge ufficiali e delle differenti obbedienze: le due principali si possono distringuere in quelle derivanti della Grande Loggia d’Inghilterra ed in quelle del Supremo Consiglio Madre di Charleston, che riconobbe il Rito Scozzese Antico ed Accettato della Grande Loggia di Francia.

Per brevità dovrò necessariamente tralasciare molti passaggi storici che riprenderò in altri successivi articoli ma le fonti a piè di pagina consentiranno gli opportuni approfondimenti. Qui mi limiterò a citare i delitti e le loro connessioni con quegli eminenti grandi maestri della massoneria che non soltanto furono complici della mafia e se ne servirono ma addirittura la INVENTARONO! Per ora ci limiteremo a parlare degli assassinii di Chinnici, del presidente Usa Abraham Lincoln e dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo e dei complotti massonici internazionali fino alla Prima Guerra mondiale.

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