ORDA MUSULMANA PER 1500 STUPRI

SETTE PAKISTANI COLPEVOLI
DEGLI ORRORI DI ROTHERHAM
CON ABUSI SU MOLTE MINORENNI:
UNA VIOLENTATA DA CENTO ASIATICI
UN’ALTRA COSTRETTA AD ABORTIRE.
IN UK E’ CACCIA AD ALTRI 151 ORCHI
NELLA MAXIOPERAZIONE DELLA NCA

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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«L’Operazione Stovewood è l’indagine della NCA – National Crime Agency (Agenzia Nazionale del Crimine) sullo sfruttamento e l’abuso sessuale di minori extrafamiliari a Rotherham, nel Sud Yorkshire, tra il 1997 e il 2013. È la più grande indagine mai condotta sullo sfruttamento sessuale dei minori (CSE – child Sexual exploitation in inglese) intrapresa dalle forze dell’ordine e la complessità dell’inchiesta è senza pari». A lanciare l’allarme non sono i giornalisti dei quotidiani britannici ma la stessa Nca, l’omologo della Fbi nel Regno Unito. Un apposita scheda sul sito dell’agenzia è dedicata a questa macroscopica inchiesta Stovewood (traducibile in italiano con “legna da ardere”) che mira ad individuare un’orda barbarica di stupratori seriali che negli ultimi anni ha seminato il panico nella piccola contea violentando a raffica ragazze non ancora sedicenni (in Inghilterra al di sotto dei 16 anni si è considerati minorenni nei reati sessuali). Mentre Roma e l’Italia ancora chiedono giustizia per l’atroce morte di Desirèe, drogata e selvaggiamente stuprata, dall’Inghilterra arrivano numeri sconvolgenti, secondo un articolo della Bbc ed il reportage realizzato dal giornalista anglosassone Gerry Freda per Il Giornale: «Gli inquirenti hanno accertato finora 1500 stupri, commessi da tale banda tra il 1997 e il 2013 ai danni di ragazze minorenni residenti a Rotherham. Secondo le testimonianze fornite alla polizia dalle vittime delle violenze, i responsabili sarebbero tutti “individui di origini maghrebine e asiatiche”», quindi di radici culturali musulmane come i sette pakistani già finiti in manette nell’Operazione Stovewood e giudicati colpevoli nei giorni scorsi durante il processo davanti alla Corte della Corona di Sheffield. Il sospetto degli investigatori è che non si tratti soltanto di una gang ma di un battaglione ramificato di almeno centocinquanta orchi. Secondo i media britannici sarebbero addirittura molti di più. Capaci di mietere 1500 vittime di stupri in 6 anni: una cifra pazzesca per il Sud dello Yorkshire che ha soltanto 1 milione e 285mila abitanti. Abusi sessuali commessi adescando le vittime con la droga per poi violentarle anche a turno, come accaduto per l’italiana Desirèe a Roma. Fino a costringere una di loro ad abortire perché rimasta incinta dopo uno stupro di gruppo.

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STUPRI MUSULMANI E PARTIGIANI

LE RAGAZZINE DESIREE E GIUSEPPINA
VIOLENTATE ANCHE NELLA MEMORIA
DAGLI SCIACALLI DI SINISTRA
CHE COME I MUSULMANI E IL CORANO
LEGITTIMANO GLI ABUSI SU CERTE DONNE.
A LONDRA 631 MINORENNI STUPRATE
DA UNA GANG DI PAKISTANI

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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La sedicenne Desirèe, imbottita di un mix micidiale di stupefacenti e farmaci, stuprata a turno per 12 ore da belve africane accolte in Italia con permessi temporanei per ragioni umanitarie (scaduti per mancanza di requisiti), riceverà l’ultimo saluto oggi a Roma in una giornata di lutto nazionale. Il suo corpo dilaniato dagli abusi dei suoi aguzzini è stato per giorni oggetti di un ulteriore vilipendio, una tortura alla memoria compiuta da molti opinionisti di sinistra che invece di guardare alla brutale violenza di cui è stata vittima, alla tragica morte, si sono concentrati sulla sua dipendenza dalla droga e sulla sua vita borderline. Da sciacalli in cerca dei riflettori si sono accaniti sulle sue debolezze senza usare quel minimo di pietoso silenzio che la vicenda avrebbe richiesto, senza pensare che se una ragazzina finisce in quel teatro di orrendo degrado la colpa non è soltanto sua o della famiglia ma anche di una società che rende icone dei giovani cantanti drogati e dà battaglia per la liberalizzazione degli stupefacenti con il benestare di tutti gli spettatori moralisti. Desirèe non è considerata vittima perché non fa parte di quel mondo radical chic che difende i rigurgiti ideologici dei centri sociali così come il diritto allo stupro degli africani perché “non è nella loro cultura” il rispetto della donna. Desirèe è finita nel tritacarne diffamante dei buonisti che hanno a cuore solo il futuro dei nerboruti neri e considerano le ragazzine balorde assai lontane dalla loro cinica etica. Desirèe per quella sinistra è di un’altra razza che non merita pietà: proprio come Giuseppina Ghersi la tredicennne ligure stuprata, torturata e uccisa dai partigiani rossi nell’Italia già liberata. Violentata ancora una volta nei giorni scorsi quando qualche infame barbaro di sinistra ha vandalizzato la lapide posta dal Comune di Noli a memoria della sua tremenda morte.

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ECCO GLI AGUZZINI DI DESIREE

SONO MIGRANTI FUORILEGGE
LE TRE BELVE NERE ARRESTATE
PER LO STUPRO MORTALE
ALLA SEDICENNE ROMANA:
CACCIA AL QUARTO AFRICANO.
SALVINI: “CASTRAZIONE CHIMICA”

Tre persone sono state fermate dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato per la morte di Desirée Mariottini ed è caccia la quarto uomo. In serata altre persone sono state interrogate in Questura: non si tratta di sospetti ma sono informate dei fatti. “Fosse per me castrazione chimica per gli stupratori. Un po’ di carcere in Italia, ma le carceri in Nigeria, in Senegal, in Congo o in altri Paesi penso siano un tantinello più duri. A me non dispiacerebbe che tornassero anche da dove sono arrivati”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ai microfoni di ‘Stasera Italia’, in onda alle 20.30 su Retequattro, commenta i fermi eseguiti  dalla polizia per la morte di Desiree Mariottini. “Mi fa arrabbiare il doppio – ha detto ancora Salvini – perché sono persone che hanno abusato della buona fede e della generosità degli italiani, stuprando e spacciando. Secondo me lo stupro vale l’omicidio. Lo stupro di uno che ha abusato della buona fede del mio Paese vale doppio”. (prosegui e guarda il video dell’arresto)

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ALLARME STUPRI NERI

A GIUDIZIO IL MACELLAIO DI PAMELA
MA RESTA L’OMBRA DELLA MAFIA.
ORMAI FUORI CONTROLLO IN EUROPA
IL FENOMENO DELLE VIOLENZE SESSUALI
COMMESSE DAGLI STRANIERI,
MISTERO SUI DATI IN ITALIA

Mentre la magistratura chiede il rinvio a giudizio del nigeriano che avrebbe stuprato, ucciso e maciullato la giovane Pamela, su cui aleggiano tanti misteri che inducono a pensare a connessioni con la mafia nera, è ormai emergenza in tutta Europa per le violenze sessuali commesse da stranieri, Secondo i dati riportati dal Corriere in un articolo del 31 agosto scorso ben 904 stranieri sono stati denunciati o arrestati per violenza sessuale in soli sette mesi del 2017, tra gennaio e luglio, periodo nel quale sarebbero avvenute, secondo i dati attribuiti al Viminale, 2.333 violenze sessuali, 12 in meno del periodo precedente. Ciò significa che per questo riprovevole crimine sono stati segnalati segnalati alla gmagistratura ben 129 immigrati al mese, ovvero 4 al giorno. Secondo i numeri diffusi dal Sole24Ore il 28 settembre scorso in un anno, dal primo agosto 2016 al 31 luglio 2017 sono stati denunciati 1.478 casi dello stesso reato. Secondo i dati del Ministero dell’Interno… NON SI SA! Perché nel rapporto di fine anno diffuso il 31 dicembre dall’ex ministro Marco Minniti questo dato non era tra quelli comunicati nel prospetto sintetico alla stampa. Tra gli arrestati del 2017 per questo tremendo reato c’è anche il nigeriano Innocent Oseghale, accusato dello stupro e dell’uccisione della giovane Pamela, fatta a pezzi dopo la morte, di cui parleremo più avanti, che evidenzia come quelli commessi dagli immigrati centroafricani appaiono i più feroci. Come emerge dalle intercettazioni ambientali fatte in carcere ai due complici (link sulla foto) del nigeriano che orrendamente alludono al cannibalismo dicendo: “Poteva mangiarle il cuore. Poteva mangiarla tutta”.

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BLACK AXE: MAFIA NERA

LA MAFIA AFRICANA
AMICA DI COSA NOSTRA
BEVE SANGUE UMANO,
TRAFFICA IN DROGA E PERSONE
PROSPERA DOPO L’INVASIONE
DEI MIGRANTI NIGERIANI
ANCHE CON LA MAGIA NERA

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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«Vorrei attirare la vostra attenzione sulla nuova attività criminale di un gruppo di nigeriani appartenente a sette segrete, proibite dal governo a causa di violenti atti di teppismo: purtroppo gli ex membri di queste sette che sono riusciti ad entrare in Italia hanno fondato nuovamente l’organizzazione qui, principalmente con scopi criminali». L’allarme non giunge dalle dichiarazioni di un politico della Lega ma fu scritto nero su bianco in un’informativa ufficiale dell’Ambasciata della Nigeria a Roma nel lontano 2011. Nonostante ciò proprio i Governi italiani successivi dei premier Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, benedetti dai presidenti Napolitano e Mattarella, non solo non hanno prestato attenzione a questa segnalazione di pericolo criminale ma hanno incentivato gli sbarchi con l’accoglienza indiscriminata di migranti centroafricani, potenziali clandestini per la mancanza di requisiti necessari all’asilo politico e quindi reclute ideali della malavita nigeriana. La setta segreta cui fa riferimento l’ambasciatore dello stato centroafricano è la famigerata Black Axe ovvero “ascia nera”. Nel maggio scorso il Tribunale di Palermo ha inflitto a 14 esponenti di tale sodalizio malavitoso 87 anni di carcere con la contestazione agli imputati del reato di associazione di stampo mafioso. I nigeriani sono stati condannati con le accuse di aver controllato il mercato della prostituzione e lo spaccio di droga tra i loro connazionali nel capoluogo siciliano. Secondo il rapporto semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, redatto a fine 2016 e riportato allora da Il Giornale, l’organizzazione africana ha stretto tali rapporti con le cosche di Cosa Nostra in Sicilia da consentire ad alcuni nigeriani di sedere nei mandamenti, ovvero le riunioni dei capifamiglia di un territorio, tanto da essere ribattezzata dai reportage de Il Fatto Quotidiano “Cosa Nera”. Ad alcuni degli imputati nel processo di Palermo vengono contestati anche le lesioni e la violenza sessuale: una circostanza che riporta alla memoria la tragica e macabra vicenda di Pamela Mastropietro ed i troppi misteri che si nascondono nelle pieghe dei verbali con le confessioni a metà del 29enne nigeriano Innocent Oseghale: il principale indagato accusato dalla Procura di Macerata di omicidio volontario aggravato – in quanto commesso nell’ambito una violenza sessuale – vilipendio, distruzione, occultamento di cadavere e violenza sessuale ai danni di una persona in condizioni di inferiorità psichica o fisica.

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FEMMINICIDI PARTIGIANI

STORIE DI STUPRI E MATTANZE 
DEI LIBERATORI D’ITALIA

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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fonte bibliografica: Il Sangue dei vinti di Giampaolo Pansa

Il femminicidio è una grave piaga della società contemporanea, epifenomeno di un retaggio culturale che nei secoli legittimò gli abusi maschilisti ma anche, o forse soprattutto, di una generale inaudita deflagrazione di violenza sociale che miete vittime tra genitori anziani come tra bambini in culla. Se ne discute ogni giorno in Parlamento alla ricerca di risposte legislative che spesso si rivelano solo un vacuo tentativo di smorzare gli effetti più che una reale soluzione per affrontare le cause. Se diamo uno sguardo alla nostra storia, però, scopriamo che il femminicidio è antico quanto la libertà d’Italia.

Tutti oggi si scandalizzano per episodi che balzano sulle prime pagine, a volte senza nemmeno conoscere il vortice di tensioni e violenze psicofisiche reciproche che ha portato ad un aggressione o peggio ad un omicidio, ma pochi s’indignano per le stragi di donne civili compiute dopo il 25 aprile 1945 dai partigiani liberatori e rimaste quasi tutte senza giustizia. Si tratta di uno dei femminicidi più vergognosi d’Italia: un ricordo che, certamente, crea un po’ d’imbarazzo tra le stesse femministe, nella maggior parte dei casi di vocazione comunista e quindi magari figlie, sorelle, nipoti di coloro che quei crimini li perpetrarono con efferatezza: aggiungendo alla sanguinaria violenza omicida anche la sevizia e l’onta eterna dello stupro.

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