PONTE MORANDI: GIUSTIZIA IN CRISI

DISASTRO GENOVA: NESSUN INDAGATO!
LA CULTURA NAZICOMUNISTA
DIFESA DA NAPOLITANO E MATTARELLA
HA FATTO DIVENTARE LO STATO
GIUSTIZIERE COL CITTADINO
GARANTE CON GLI AMICI DEI POLITICI.

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Se un cittadino qualunque alla guida della sua auto, procedendo a 60 km orari su una strada periferia urbana dove il limite è ancora di 50, investe ed uccide un pedone che ha attraversato incautamente e non ha la fortuna di trovare un testimone lucido capace di asseverare l’incauto gesto dell’investito rischia fino a 7 anni di carcere. Dopo trent’anni di cronaca nera e giudiziaria, dopo più di mille incidenti mortali di cui ho scritto posso assolutamente asserire che molti di essi sono causati da attimi di distrazioni fatali che non dovrebbero mai accadere ma sono congeniti alla natura umana.

Se un’azienda miliardaria controllata da una finanziaria quotata in Borsa è palesemente corresponsabile di un disastro immane come il crollo di uno dei ponti più strategici nella rete autostradale d’Italia per aver perseverato scientemente nel non seguire i ripetuti allarmi per motivi squisitamente economici comincia subito il festival dei distinguo e la pantomima dei ciarlieri garantisti che di fronte allo sconosciuto, soprattutto se straniero ma non indossa la maglietta rossa, sono i guerrafondai del giustizialismo.

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MANETTE PER GENOVA

DISASTRO DEL PONTE MORANDI:
AUTOSTRADE GIOCA A MONOPOLI
E SI APPELLA AI CONTRATTI.
IN PRIGIONE SENZA PASSARE DAL VIA!

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Mentre sotto le macerie del Ponte Morandi, crollato con le auto che lo stavano percorrendo, i sempre eroici Vigili del Fuoco, bandiera dell’Italia che funziona, scavano alla ricerca dei dispersi nella speranza che il bilancio di 39 morti non si aggravi come si teme, ecco il Governo unito, prima per bocca dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ora per quella dei politici direttamente competenti, il premier Giuseppe Conte ed il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, schierato e pronto a dare battaglia per togliere le faraoniche concessioni ad Autostrade per l’Italia spa (Aspi), la società controllata da Atlantia dei Benetton, quale immediata risposta a questo disastro annunciato da troppi allarmi, dai progetti di demolizione rimasti sulla carta, dai tacconi materiali sul calcestruzzo degli stralli e dei piloni e sulle beghe politiche-burocratiche che hanno portato alle lungaggini mortali. Tutto perché il ciclopico progetto alternativo al ponte è stato usato da Aspi come escamotage per ottenere ulteriori proroghe delle concessioni sull’intera reste autostradale gestita (dal 2018 al 2042, si legga precedente articolo).

Mentre il Governo in coro rivendica un’energica immediata risposta che prospetta di non voler attendere i tempi, a volte pachidermici, della magistratura perchè dal 2009 tutti sapevano che quel ponte andava abbattuto; mentre ancora famiglie cercano i dispersi sperando che i loro cari fossero altrove, mentre madri e figli piangono i cadaveri straziati estratti da quegli ammassi di calcestruzzo marcio, ecco che Autostrade per l’Italia gioca la sua partita sulla plancia di un Risiko che  preannuncia sprezzanti belligeranze  legali, sul tavolo di una partita che sembra la sfida a Monopoli per difendere i diritti di edificazione sulla lucrosa casella di Parco della Vittoria.

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PONTE, IL VIDEO DEL CROLLO

ECCO LE AGGHIACCIANTI IMMAGINI 
DEL VIADOTTO POLCEVERA IN FRANTUMI:
UN NETTURBINO SFUGGE PER MIRACOLO
AL DEVASTANTE DISASTRO

IL CROLLO DEL PONTE NEL VIDEO PUBBLICATO DALLA GUARDIA DI FINANZA DI GENOVA GRAZIE ALLE REGISTRAZIONI DELLE TELECAMERE DI SICUREZZA DEL CENTRO RIFIUTI SOTTOSTANTE IL PONTE MORANDI

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GENOVA: IL PONTE DELLA MORTE

VERGOGNOSA TRAGEDIA IN LIGURIA:
UN CROLLO ANNUNCIATO DA TUTTI.
L’INTERROGAZIONE IGNORATA DA DELRIO
E IL MISTERO SUI SOLDI ALLE AUTOSTRADE
PER IL PROGETTO GRONDA MAI INIZIATO

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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“Il ponte Morandi viene di solito indicato come un capolavoro dell’ingegneria, in realtà è l’esempio del fallimento dell’ingegneria”
Ingegnere Antonio Brencich

Un crollo annunciato dove come sempre in Italia si intrecciano carenze di manutenzione, progettazione politica e soldi statali che non si sa dove siano finiti. Sotto le macerie del ponte Morandi di Genova sono morte 35 persone, ma ci sono numerosi feriti gravi e il tragico bilancio si aggrava di ora in ora, ed è morta anche la dignità di uno Stato che non può più definirsi tale. Se il piccolo viadotto di provincia può essere oggetto di scarsa attenzione – anche se non dovrebbe – di certo non può essere trascurato il viadotto più importante d’Italia per lo snodo del traffico veicolare privato e commerciale della costa occidentale della penisola, crocevia di smistamento del traffico del Nord, della Svizzera, della Francia, della Spagna verso il centro-sud Italia. Una costruzione su cui viaggiavo sempre con paura per i numerosi sobbalzi a quasi cinquanta metri di altezza (45 al piano stradale), un manufatto oggetto di un piano per l’abbattimento risalente al 2009 e di una dettagliata interrogazione parlamentare del 28 aprile 2016 a firma dell’ex senatore ligure Maurizio Rossi al Sindacato Ispettivo delle Opere Pubbliche ed al Ministero delle Infrastrutture, il piddino Graziano Delrio, rimasta senza risposta e senza interventi. Un allarme inascoltato che dopo il disastro aggiunge alle presunte responsabilità tecniche sulla stabilità della struttura e sulla gestione di Autostrade per l’Italia Spa (Aspi) quelle politiche.

E proprio Autostrade Spa (controllata dalla società Atlantia dei Benetton che ha registrato forte perdite in Borsa subito dopo il dramma) in una nota mette le mani avanti: «Erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi. Assolutamente non c’era nessun elemento per considerare il ponte pericoloso». Affermazioni smentite non solo dagli esperti ma anche dalla lunga e tortuosa storia del ponte oggetto di molteplici preoccupazioni e segnalazioni sulla sua pericolosità… Una criticità emersa chiaramente con il piano di demolizione di 9 anni fa che prevedeva la realizzazione di un percorso viario alternativo per non paralizzare il traffico in quell’importante snodo autostradale: il cosiddetto progetto della Gronda di Genova. Tale realizzazione fu però subordinata da Autostrade spa alla proroga delle concessioni della rete nazionale con una sorta di ricatto legalizzato che ha causato controversie politiche e lungaggini burocratiche tali da diventare fatali.

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CHARLIE HEBDO VIOLENTA GENOVA

SE CHARLIE HEBDO LA PENSA
COME I LILLIPUZIANI DI SINISTRA
PARTIGIANI DEI CLANDESTINI…
SIGNIFICA CHE SALVINI E DI MAIO
E TUTTI NOI CHE IN LORO SPERIAMO
SIAMO DALLA PARTE GIUSTA
NELLA STORIA DELL’UMANITA’


Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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E’ ormai assodato che dietro il piano di immigrazione selvaggia in Italia ed in Europa ci sia un progetto politico sociale mondiale dei vari Soros & co., braccio armato del Bilderberg e del Nuovo Ordine Mondiale (Nwo) ideato nel 1700 da un Rothschild (vedi link a fondo pagina), finalizzato a costruire nazioni europee popolate da migranti – e futuri clandestini in caso di rigetto dell’asilo politico – che possano trasformarsi in nerboruti braccianti dell’alta finanza: ora per sostenere le politiche delle Rivoluzioni Arancioni con le proteste a pagamento come in piazza Maidan a Kiev, ora per diventare manodopera a basso costo capace di rendere gli altri cittadini nativi rinunciatari ad ogni benefit sociale per non perdere il diritto, divenuto premio di sudditanza, di un misero posto di lavoro.

L’Italia è il fulcro nevralgico di questo processo di destabilizzazione sociale internazionale che in pochi anni potrebbe spazzare via tutte le grandi conquiste del Ventennio fascista mandando in default un sistema sanitario, socioassistenziale e pensionistico incapace di reggere all’alluvione di immigrati africani che, viste le dimensioni del Continente Nero, terminerà con la sostituzione della razza, l’estinzione dei bianchi e, soprattutto -come agognato dai fratelli massoni del Nwo – il predominio sui cristiani degli integralisti musulmani, cui bastano qualche concessione alla Sharia e la legalizzazione dei matrimoni pedofili per sostenere qualsiasi governo.

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IL RAZZISMO DI GENERE

LE UOVA DEGLI ANTAGONISTI
LANCIATE ALLE SENTINELLE IN PIEDI
NON FANNO ALCUN MALE
PERCHE’ COLPISCONO I BIANCHI
DIFENSORI DELLA FAMIGLIA NATURALE

Se una ragazza di colore viene colpita dal lancio di un uovo, tirato purtroppo con forza tanto da costringerla alle cure oculistiche, il mainstream mediatico aizzato dalla sinistra si mobilita; se la stesSa sorte tocca ai “nemici” della cultura di sinistra, come le Sentinelle in Piedi che hanno pure l’aggravante congenita di essere bianchi e difensori dei valori cristiani, ecco che gli stessi giornaloni ed opinionisti calano un velo pietoso e le forze dell’ordine lasciano correre per evitare degenerazione degli scontri.

Ma ciò che rende vergognosi e intollerabili queste aggressioni è che l’atleta italiana di origini africane Daisy Osakue è stata colpita ad un occhio da quattro idioti del bullismo e, come da lei stessa successivamente ammesso, nemmeno per motivi razziali, mentre gli altri sono stati aggrediti da antagonisti organizzati, sempre giustificati dalla protezione politica del pensiero di sinistra come se le loro azioni fossero manifestazioni di diritto d’opinione e non vere proprie aggressioni sociali animate da discriminazioni sessuali o ideologiche.

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USTICA: STRAGE IMPUNITA

IL MISSILE OCCULTATO
DAI GENERALI PROSCIOLTI
PER PRESCRIZIONE DEL REATO
E DAI GIORNALISTI COMPIACENTI.
PERCHE’ IL MISTERO? SOLO PER SOLDI…

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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E’ assai curioso che nel paese ove a gran voce si chiede la verità sulla terribile ed ingiusta morte di Giulio Regeni in Egitto (senza dubbio vittima della sua pericolosissima attività di investigazione in paese straniero e quindi consapevole dei rischi che stava affrontando) da 38 anni ci sia solo una mesta eco sulle 81 vittime del DC9 Itavia precipitato il 27 giugno 1980 nelle acque dell’isola di Ustica. A distanza di quasi quattro decenni la ricostruzione dell’accaduto è ancora in parte misteriosa e controversa. Lo è per colpa dei generali e gli altri ufficiali che hanno insabbiato rapporti e distrutto tracciatio radar, lo è per i numerosi suicidi di testimoni oculari dell’Aeronautica Militare, lo è per interessi politici internazionali che resero timidi i governi italiani nell’esigere da altre nazioni sospettate di coinvolgimento nella tragedia (Usa quali testimoni oculari tramite le portaerei, Francia per la presunta presenza di aerei caccia), lo è per le sentenze confliggenti tra giustizia penale e civili ed infine lo è anche per i giornalisti che un po’ per tracotanza opinionistica ed un po’ per piaggeria verso qualche potentato occulto hanno mestato nel torbido invece di cercare di portare a galla la verità.

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MIGRANTI E VACCINI

E’ LA DOSE 
CHE FA IL VELENO

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

“È la dose che fa il veleno” con questa semplice affermazione un amico giornalista della vecchia scuola e mio mentore mi fornì un codice per decifrare tutte le problematiche sociali. Tale definizione ben si attaglia ai casi migranti e vaccini che, come cercherò sinteticamente di spiegare, sono il doppio volto di una stessa farlocca medaglia: il finto bene manipolato dagli interessi finanziari delle multinazionali.

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