DOPO IL ROGO ALTRI CROLLI A NOTRE DAME. “CATTEDRALE DI PARIGI A RISCHIO COLLASSO”

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CANTIERE FERMO PER L’INQUINAMENTO DA PIOMBO
IL MINISTRO DELLA CULTURA LANCIA L’ALLARME
IL CALDO DI LUGLIO DEVASTANTE PER MURI E VOLTE
SATURI DI ACQUA USATA PER DOMARE L’INCENDIO

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

A distanza di 4 mesi dal tremendo incendio che il 15 aprile devastò la Cattedrale di Norde Dame di Parigi facendo crollare quasi tutto il soffitto e la storica guglia con danni incalcolabili, il rischio di collasso rimane altissimo. Stavolta a dirlo non è un’inchiesta giornalistica come quella del New York Times che nel luglio scorso rivelò come la basilica rimase in piedi per un vero miracolo. E’ il Governo francese nella persona del ministro alla Cultura Franck Riester a lanciare un allarme suppportato da fatti concreti.

La foto aerea mostra il rogo immane che ha devastato le navate interne di Notre Dame di Parigi

«Il Ministero della Cultura ha annunciato mercoledì 14 agosto che ulteriori manufatti in pietra sono caduti dalle volte della navata della cattedrale di Notre Dame durante la recente ondata di caldo che ha devastato la capitale francese – riferisce nelle ultime ore il network russo Sputnik International – Sebbene Notre Dame de Paris sia attualmente chiusa per decontaminazione da piombo, ulteriori preoccupazioni per la cattedrale sono state sollevate dopo che il Ministero della Cultura francese ha riferito che la chiesa è ancora a rischio di collasso».

Nel mese di luglio i maggiori media internazionali avevano riportato i rimori dell’architetto capo Philippe Villeneuve il quale aveva previsto che il fragile edificio sacro sarebbe stato colpito dall’ondata di caldo perché era ancora saturo di acqua a causa dell’invasivo quanto indispensabile intervento dei pompieri per spegnere il gigantesco incendio dello del 15 aprile. Mentre ancora l’autorità giudiziaria indaga per chiarire le esatte cause ecco una nuova emergenza.

«Sono molto preoccupato per l’ondata di caldo – aveva dichiarato Villeneuve il 24 luglio – Ciò che temo è che le articolazioni o la muratura, mentre si asciugano, perdano la loro coerenza, la loro coesione e le loro qualità strutturali». Una paura che si è rivelata quanto mai fondata per gli ulteriori crolli avvenuti a ben quattro mesi di distanza come confermato dal ministro francese alla Cultura Franck Riester.

Il ministro della Cutura francese Franck Riester (a destra) con l’architetto Philippe Villeneuve mentre analizzano le criticità dopo i crolli

«Il pericolo principale risiede nell’azione combinata del calore e dell’acqua attualmente intrappolata all’interno delle pareti e delle volte» aveva confermato ad Artnet News anche Nikolaos Karydis, docente senior ed esperto di conservazione dell’architettura presso l’Università del Kent.

L’acqua all’interno delle volte è una combinazione di ciò che è stato spruzzato dai pompieri per combattere l’incendio e l’acqua piovana che da allora è penetrata nella struttura dopo il crollo del tetto. «A causa dell’ondata di calore, quest’acqua si sta asciugando più velocemente di quanto potessimo prevedere – afferma Karydis L’asciugatura rapida porta alla rapida cristallizzazione dei sali disciolti nell’acqua e intrappolati nelle pareti. Man mano che questi sali si cristallizzano, si espandono, erodendo il mortaio e le pietre di pareti e volte. Questa ondata di calore senza precedenti potrebbe accelerare questo processo causando la rottura delle volte prima che il loro consolidamento temporaneo sia completo».

I detriti saturi di piombo all’interno della cattadrale di Notre Dame di Parigi

Il processo di restauro di Notre Dame de Paris è stato messo in crisi dalla decisione del capo della polizia di Parigi Michel Cadot che il 25 luglio ha ordinato alla Direzione regionale per gli Affari culturali di interrompere tutti gli sforzi il 25 luglio e di non procedere fino a quando il suolo non fosse stato adeguatamente decontaminato dal piombo.

«Le 440 tonnellate di piombo che sono andate in fumo durante l’incendio rappresentano oltre quattro volte le emissioni annuali di piombo nell’atmosfera per tutta la Francia» ha detto ai giornalisti Annie Thébaud-Mony, ricercatore e portavoce dell’Associazione Henri Pézerat il 5 agosto. Nonostante la chiusura di Notre Dame de Paris, gruppi ambientalisti e un sindacato stanno esortando i funzionari a prendere ulteriori precauzioni per proteggere la popolazione nelle immediate circostanze dai detriti di piombo potenzialmente dannosi.

Prima del blocco del cantiere cittadini e anche alcuni parlamentari avevano giudicato il processo di restauto affrettato in quanto non teneva in considerazione le contaminazioni del matallo pesante. Mercoledì il Ministro della Cultura ha però evidenziato che «l’urgenza è legata al rischio persistente di un collasso e giustifica il ritmo del lavoro intrapreso».

Era stato il New York Times lo scorso 16 luglio a rivelare che la cattedrale di Parigi era rimasta in piedi per un soffio. «A quanto ricostruito dal quotidiano americano tramite interviste e documenti risulta che la situazione è degenerata sicuramente a causa di un errore iniziale nell’identificazione del fuoco. L’addetto alla sicurezza al suono dell’allarme si è diretto verso la sacrestia mentre il fuoco lambiva invece i tronchi di legno sotto la volta, nella zona chiamata foresta – riportò il sito Open – L’inesperienza dell’uomo, che occupava quel ruolo solamente da tre giorni allo scoppiare dell’incendio, ha di sicuro contribuito alla mancanza di un’azione tempestiva. L’addetto stava tra l’altro effettuando un secondo turno di seguito: in servizio dalle 7 di mattina, non aveva potuto staccare nonostante fossero ormai le 18 per assenza del suo sostituto». Un’ulteriore complicazione derivò dal protocollo d’allarme scovato dai giornalisti del NYT negli archivi di una biblioteca in provincia di Parigi e contraddistinto da un intreccio di schemi e diagrammi: il segnale emesso non fu di semplice “fuoco” ma di un messaggio criptico.

ROGO INFERNALE A NOTRE DAME: DEVASTATA UN’ICONA CRISTIANA

Il presidente Emmanuel Macron inizialmente aveva chiesto che il restauro della cattedrale si concludesse entro cinque anni, ma la sua ambizione potrebbe non diventare realtà a causa dei ritardi nella consegna e dei danni aggiuntivi. «I primi lavori di restauro non avranno luogo prima della prima metà del 2020 – ha riferito in una la dichiarazione ufficiale mercoledì il ministero, aggiungendo che – hanno fatto della salute dei lavoratori la priorità assoluta, soprattutto di ogni altra considerazione». Ma i recenti crolli sembrano evidenziare che esiste anche l’urgenza di evitare il collasso della cattedrale, patrimonio della cultura cristiana e della storia dell’umanità.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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FONTI

SPUTNIK – RISCHIO COLLASSO PER NOTRE DAME

CROCE DI FUOCO A PARIGI: CHI DI LIBIA FERISCE, DI NOTRE DAME PERISCE

GIOVANNI PAOLO II: L’ULTIMA GRAZIA AL PAPA DEL ROSARIO

Incendio di Notre Dame, l’errore grave poco dopo l’allarme che poteva devastarla per sempre

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