2.536 MINORI ITALIANI SPARITI, ANCHE DAI CENTRI DI AFFIDO. Ritrovata la 14enne Gemma nella Giornata degli Scomparsi

2.536 MINORI ITALIANI SPARITI, ANCHE DAI CENTRI DI AFFIDO. Ritrovata la 14enne Gemma nella Giornata degli Scomparsi
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I dati del Commissario governativo:
Anche in Italia l’emergenza
di giovanissimi svaniti nel nulla
40mila gli stranieri da ritrovare 
perlopiù migranti in fuga da comunità 

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Proprio oggi, 12 dicembre, nella Giornata dedicata alle Persone Scomparse a Milano e Lodi era alta l’apprensione per la sorte della ragazzina Gemma di soli 14 anni della cui scomparsa si era occupata ieri sera la famosa trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto”, l’unico soggetto in Italia ad avere un archivio fotografico con nomi e tratti essenziali delle persone svanite nel nulla.

La giovanissima lombarda era scomparsa sabato 7 dicembre intorno alle 15 allontanandosi dalla casa famiglia lodigiana per minori cui era affidata per il momento difficile che stava vivendo. Si era eclissata nel nulla senza prendere con sé né documenti né telefonino cellulare. Ciò aveva destato le preoccupazioni dei familiari, tra cui la zia intervenuta con l’appello in diretta in televisione.

Mentre il Campidoglio a Roma e Palazzo Medici Riccardi, sede della Prefettura di Firenze, venivano illuminati di verde speranza per richiamare l’attenzione su questa giornata celebrativa voluta ed istituita dal prefetto Giuliana Perrotta, intraprendente nuovo Commissario Straordinario del Governo per le Persone Scomparse dal 18 marzo scorso, i Carabinieri della Compagnia di Lodi stavano alacremente lavorando alla ricerca della minore…

E le investigazioni dei militari dell’Arma hanno dato l’esito sperato: poche ore fa la ragazzina è stata ritrovata a casa di congiunti. E’ stata condotta in caserma da dove sarà ritrasferita alla struttura di affidamento, come spiegato dal comandante della Compagnia.

 

2.500 MINORI ITALIANI DA RITROVARE

Il caso di Gemma, felicemente concluso, rammenta come la sparizione dei minori sia una delle ferite aperte nel panorama sociale italiano come anche in quello europeo e mondiale. Sono oltre 2.500 gli italiani non ancora 18enni spariti fino ad oggi dal 1974, data di inizio del rilevamento statistico con l’istituzione del Commissario per le Persone Scomparse nel 2007. Tra questi c’è anche la tremenda storia di Angela Celentano, svanita nel nulla a Monte Faito (Napoli) nel 1996 a soli tre anni che oggi ne avrebbe 26…

Il riferimento è soltanto a quelli di nazionalità italiana perché l’ondata di migranti degli ultimi anni ha creato una situazione caotica proprio in merito ai numeri di sparizioni minorili come ha ben evidenziato nel giugno scorso la relazione semestrale del prefetto Perrotta, ieri ospite di UnoMattina per fornire gli ultimi dati aggiornati al 31 ottobre 2019.

La bacheca dei minori scomparsi del sito Chi l’ha visto di Rai 3

«Analizzando i dati della tabella relativa all’andamento delle denunce dal 2014 al 2018, distinte per sesso, età e nazionalità, si rileva che negli anni 2015-2017 il numero dei minori scomparsi raddoppia, mentre nel 2016 addirittura si triplica – scrive il Commissario per le Persone Scomparse – Questo è dovuto al massiccio incremento degli arrivi di migranti verificatosi nel periodo in esame, e, in particolare, al fenomeno dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) che si allontanano dai centri di accoglienza che li ospitano».

Una problematica davvero enorme, sebbene in calo nel 2018 per la riduzione degli sbarchi, come confermano le cifre: dal 1974 fino al I semestre 2019, erano ancora da rintracciare 59.044 di cui 9.907 italiani e 49.137 stranieri secondo le seguenti fasce di età: 42.591 minorenni (2.515 italiani – 40.076 stranieri), 14.838 maggiorenni (6.020 italiani – 8.818 stranieri), 1.615 ultrasessantacinquenni (1.372 italiani – 243 stranieri).

«Troppo spesso, infatti, questi minori si allontanano dai centri, andando ad ingrossare le file delle persone che vivono ai margini della società, sfruttati in attività legali o illegali» riferisce ancora Perrotta nella relazione da cui emerge un aspetto inquietante: le sparizioni di giovanissimi stranieri dalle strutture di accoglienza sono così tante da travolgere, senza renderle individuabili, quelle inerenti l’allontanamento e la conseguente scomparsa dei minorenni italiani dalle case famiglia, proprio come quella di Lodi in cui si trovava la quattordicenne sparita per 5 giorni.

Al momento, infatti, non esiste un dato discriminante, come conferma il vicequestore Angelo Casto dell’Ufficio del Commissario per le Persone Scomparse del Ministero dell’Interno in merito alla nostra richiesta di delucidazioni, inoltrata per email al prefetto che per impegni istituzionali e familiari non ha potuto fornire una risposta in tempo utile per la pubblicazione.

Si sa soltanto che negli ultimi 5 anni le denunce di scomparsa di minori italiani sono state 14.793, ne sono stati ritrovati 13.495, mentre ne restano da rintracciare 1.298.

Questa lacuna nella statistica, comprensibile in virtù della mancanza di un idoneo protocollo di distinzione alla base della segnalazione e del reperimento dei dati, si rivela angosciante se incrociata coi dati della relazione finale del gennaio 2018 della Commissione Bicamerale sull’Infanzia e l’Adolescenza presieduta da Michela Brambilla.

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In riferimento al 2015, infatti, su circa 21mila minori in affido in strutture convenzionate con sistema socioassistenziale e sanitario ben il 17,3 % si allontanò dalle stesse mentre il 3 % fu registrato sotto l’inquietante definizione di “destinazione ignota” quale ulteriore voce di analisi rispetto a quell’alta percentuale archiviata come “fuga”. Parole troppe misteriose per una tematica afferente ragazzini sotto la custodia dello Stato…

 

LA FUGA DEI SEDICENTI MINORENNI STRANIERI

Una similare criticità viene rilevata anche dalla dottoressa Perrotta: «L’allontanamento volontario, come emerge dal grafico n.12, è ancora la principale motivazione della scomparsa. Si tratta di un’annotazione che, in assenza di precisi elementi forniti dai familiari, è spesso indicata sommariamente da parte delle Forze dell’ordine nei verbali di denuncia di scomparsa, sulla base di quel vecchio modus operandi che troppo spesso riconduceva la scomparsa di una persona alla volontà della stessa di far perdere le sue tracce».

«Nell’ambito degli allontanamenti volontari sono considerati anche i casi di allontanamento di minori dai centri di accoglienza che dovrebbero invece essere rubricati con tale specifica motivazione» rimarca il Commissario evidenziando il “vulnus” del sistema di reperimento delle denunce che necessiterebbe inoltre la distinzione tra stranieri e italiani scomparsi dalle strutture cui erano affidati alla responsabilità di enti pubblici e da loro a gestori lautamente convenzionati.

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Ma c’è un ulteriore elemento che induce a riflettere con attenzione sul fenomeno già segnalato da Gospa News: «A seguito dell’aumento degli arrivi di migranti sulle coste italiane, negli anni scorsi è stato registrato dalle Forze di Polizia che procedevano all’identificazione di questi migranti, quasi tutti privi di documenti, un sempre maggior numero di persone che si dichiaravano minori» si legge nella relazione che rievoca la vicenda di agosto dei 27 giovani ospiti fatti scendere a Lampedusa dalla Open Arms proprio in quanto infra18enni (per la Convenzione dei diritti del fanciullo ONU 1989, ratificata in Italia con L. 176/1991 che vieta il rimpatrio) tra i quali furono subito smascherati dagli agenti 8 maggiorenni come denunciato dall’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

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Questo grosso “nodo marinaio” dell’accoglienza si riverbera poi sul lavoro del Commissario per le Persone Scomparse: «I sedicenti minori dovrebbero poi essere sottoposti agli accertamenti sanitari diretti a stabilirne l’effettiva età, in quanto si tratta in gran parte di minori che dichiarano un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, ma gran parte di loro, come gli adulti, si allontana dai centri di accoglienza e fa perdere le sue tracce. Di qui la denuncia di scomparsa da parte delle forze di polizia, che quindi va ad incidere sul dato statistico complessivo delle scomparse dei minori».

Non solo la beffa della menzogna ma anche il danno di zavorrare di numeri, in gran parte probabilmente fasulli perché molti potrebbero essere riferiti a maggiorenni, il delicato lavoro di un ufficio ministeriale che si trova a dover fronteggiare un sistema da riordinare, come emerge sempre dalla relazione Perrotta.

Con la forte riduzione degli sbarchi nel 2018 e nel I semestre 2019, quando il governo era ancora sorretto dalla maggioranza gialloverde M5S-Lega, il dato di denunce di scomparsa sugli under 18 era rimasto pressochè equilibrato: 2.141 stranieri (59%) e 1.466 italiani (41%).

Ma l’emergenza in ambito minorile rimane cogente su scala mondiale come riferiscono le statistiche dell’Internationale Center Global Missing Kids, che collabora anche con la CriminalPol. Nel 2018 ci sono stati 424mila scomparsi negli Usa, 111mila in India (2016), 80mila nel Regno Unito, 45mila in Russia (2015), 42mila in Canada, 33mila in Spagna (interessata dallo stesso fenomeno dei migranti), 25mila in Australia e 22mila in Sud Corea.

Secondo i dati forniti da Europol, invece, nell’UE spariscono 10.000 minori stranieri non accompagnati ogni anno. E solo pochi di loro vengono ritrovati. Le notizie diffuse da Missing Children Europe, il network che riunisce 31 organizzazioni non governative in 27 Paesi Europei, riporta cifre ancora più alte: le chiamate per bambini scomparsi in Europa nel 2017 sarebbero state più di 189.000.

 

LA CAUSA NON DETERMINATA DELLE SCOMPARSE

Ma c’è un’altra falla che adombra la lettura delle statistiche «Si osserva, infine, che la “motivazione non determinata”, nella quale rientravano tutti quei casi denunciati in passato quando non era previsto che nella denuncia vi fosse l’obbligo di indicare la motivazione della scomparsa, e che quindi non dovrebbe essere più presente attualmente, viene ancora riportata in 748. E’ una voce che, insieme ad altre anomalie rilevate nell’annotazione delle denunce, dovrà scomparire, al fine di migliorare la qualità del dato, che è a garanzia di una migliore circolarità delle informazioni sulla base delle quali vengono effettuate le ricerche delle persone scomparse».

Encomiabile la determinazione del prefetto che nel suo dossier semestrale oltre alle ombre, cui per ovvie ragioni giornalistiche abbiamo dato maggiore risalto, elenca una serie di fari accesi dall’ufficio ministeriale per illuminare e quindi affrontare concretamente una realtà tragica e imprevedibile.

Il prefetto Giuliana Perrotta, Commissario per le Persone Scomparse

«La scomparsa di una persona non è un fatto privato ma rappresenta una tragedia per l’intera comunità ed evidenzia la fragilità di questa nostra società, apparentemente ipertecnologica ed in grado di controllare da remoto ogni aspetto della vita di un individuo, ma che non sempre è in grado di intervenire per prevenire reati gravi o aiutare persone in difficoltà o almeno assicurare un nome ed una degna sepoltura agli innumerevoli corpi senza identità che giacciono abbandonati negli obitori» rileva sempre la dotorressa Perrotta che ha anche avviato molteplici iniziative tecniche proprio per il riconoscimento dei cadaveri.

 

TRE SCOMPARSI SU 4 RITROVATI

«Con questa Relazione non vogliamo solo comunicare i risultati raggiunti ma condividere le iniziative avviate e gli sviluppi futuri per migliorare la gestione di un fenomeno che potrebbe riguardare ogni famiglia, perché come ha detto un presidente dell’associazione Penelope, che riunisce in tutta Italia i familiari degli scomparsi, “non ci sono persone geneticamente predisposte all’allontanamento, non ci sono quartieri più a rischio di altri, non ci sono professioni o mestieri immuni, o famiglie con dispensa, non ci sono vaccini”».

Per fortuna ci sono le forze dell’ordine che lavorano a spron battuto sui casi più delicati e riescono a garantire un’altissima percentuali di ritrovamenti. I dati aggiornati al 31 ottobre diffusi oggi dal Commissario fanno tirare un sospiro di sollievo…

Sebbene rimangano 60.641 persone ancora da trovare, solo 9.999 sono italiani: a conferma che il dato è ingigantito dagli allontanamenti volontari dei minori stranieri. Ma quel che più conta è l’alto numero di coloro che ogni anno vengono rintracciati come ben evidenzia la tabella.

«Nel continuare ad analizzare i dati generali dal 1° gennaio 1974 al 31 dicembre 2018, con riguardo ai ritrovamenti e alle persone da rintracciare, emerge da una parte, come già evidenziato, l’aumento delle denunce, dall’altro un sensibile miglioramento delle percentuali di ritrovamento degli scomparsi – riferisce la relazione – Nel 2007, anno in cui è stato istituto il Commissario Straordinario, le percentuali di ritrovamenti erano intorno al 68,5%, negli anni successivi aumentano fino al 79,2% del 2015, per attestarsi intorno al 75% circa negli anni successivi»

 

ALCUNI CASI AFFRONTATI DAL COMMISSARIO

Ecco l’estratto dalla relazione di alcuni casi in cui il Commissario ha svolto un ruolo determinante per la ricerca degli scomparsi, nonostante l’assenza di un budget e il personale ridotto, comer rimarcato dalla titolare dell’ufficio.

Emblematico un caso di sottrazione di minore, verificatosi nel 2008, all’indomani della nascita dell’Ufficio: una bambina di 4 anni sottratta alla madre, cittadina italiana dal padre, cittadino marocchino che, avvalendosi di documenti di identità falsi della stessa, la tratteneva in Belgio Il caso si risolveva positivamente dopo 4 anni, grazie alla collaborazione con la Polizia di Stato e la Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Alcuni casi di scomparsa sono poi legati a conoscenze pericolose fatte via web, come l’allontanamento da casa di una giovane appena maggiorenne nel 2015 che uscita da casa per recarsi a scuola, comunicava la sua intenzione di non farvi ritorno perché innamorata di un ragazzo nordafricano conosciuto in chat e, soprattutto, perché la famiglia osteggiava la sua conversione alla fede islamica. La ragazza, rintracciata, essendo maggiorenne, ha scelto comunque di non rientrare in famiglia.

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In alcuni casi l’intervento dell’Ufficio ha portato all’accertamento dell’identità di reperti umani che ha consentito di chiudere, anche se in senso infausto, una vicenda di scomparsa. Frequenti sono i casi di allontanamento di persone affette da particolari patologie degenerative come l’Alzheimer e il Parkinson che, se scattano immediatamente le ricerche, fortunatamente, si concludono positivamente.

Come è avvenuto con il pensionato toscano allontanatosi nel 2018, nel corso di una cena, e ritrovato all’alba, in discrete condizioni, in un fosso, dopo un’intera notte di pioggia battente, grazie ad una squadra di soccorritori muniti di cani molecolari.

L’Ufficio di recente ha dato nuovo impulso alle ricerche di due adolescenti scomparsi nel 1992 che, secondo quanto dichiarato a suo tempo dalla madre, potrebbero essere stati visti in compagnia di nomadi, ipotesi sostenuta anche da varie segnalazioni e approfondita dalle forze dell’ordine ma sempre con esito 15 negativo.

Alla luce delle nuove tecniche investigative, all’epoca della scomparsa non ancora diffuse, è stato richiesto all’Autorità Giudiziaria l’estrapolazione del profilo genetico dai campioni biologici dei familiari degli adolescenti scomparsi, da inserire nella Banca dati del DNA, per consentirne la comparazione con i DNA di eventuali persone arrestate o con quello di cadaveri non ancora identificati.

IL VERTICE FOCALIZZATO SUI MINORI

«La valutazione statistica relativa agli ultimi 5 anni (2014-2018) evidenzia un leggero aumento di scomparse e quindi di minori ancora da rintracciare, anche se è confermato che gli allontanamenti dei minori si risolvono positivamente in breve tempo. Il grafico n.17 ci mostra un andamento del fenomeno in aumento con circa 300 casi in più dal 2014 al 2018».

Un’altra piaga evidenziata in tale ambito dal dossier riguarda la “sottrazione internazionale di minori” ovvero il trasferimento con trattenimento illecito di un minore all’estero. Alla data del 30 giugno 2019 sono stati 478 i minori sottratti, di cui 205 sono minori italiani e 273 quelli stranieri.

Si tratta di un fenomeno crescente per l’aumento consistente di matrimoni o di convivenze binazionali: «Le differenze socio-culturali e religiose spesso determinano un’elevata conflittualità di tali unioni che sfociano, nei casi più estremi, in separazioni traumatiche e nella sottrazione del figlio da parte di uno dei due genitori allo scopo di trasferirlo nel proprio paese di origine».

Per questo il Commissario ha convocato i diversi attori istituzionali e del volontariato in occasione della Giornata internazionale dei Bambini Scomparsi che ricorre il 25 maggio di ogni anno, dal 1983, allorchè fu istituita in ricordo della scomparsa del piccolo Ethan Patz, rapito a New York nel 1979.

All’incontro hanno preso parte autorevoli rappresentanti ed esperti della tematica di vari uffici: Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori, Ministeri di Giustizia, Istruzione, Salute e Interno, Dipartimenti della Presidenza del Consiglio Autorità del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale, Prefettura di Roma. Sono intervenuti, inoltre, rappresentanti dell’ANCI e di diverse Associazioni che collaborano da tempo con la struttura del Commissario quali l’Associazione Telefono Azzurro e la Federazione Psicologi per i Popoli.

«I partecipanti hanno rappresentato una serie di aspetti problematici legati al fenomeno: dalla tutela per i minori per la quale è necessario predisporre adeguate misure in ogni occasione, alla verifica delle strutture di accoglienza, molte in completo stato di abbandono e non sufficientemente sicure, dalle quali si allontanano i minori in affidamento» dalla esigenza di immediata identificazione dei minori stranieri alla piena applicazione dei decreti attuativi delle leggi per i minori stranieri non accompagnati «con un effettivo coinvolgimento dei tutori».

La Prefettura di Roma ha anche già attivato una “cabina di regia” istituita per le scomparse “preoccupanti” con il coinvolgimento, oltre che delle Forze dell’ordine, anche di alcuni Enti che possono contribuire ad un rapido rintraccio, come l’ATAC e l’AMA.

«Il protocollo sottoscritto dal Prefetto di Roma e dal Commissario del Governo per le persone scomparse nel 2015, che ha portato all’istituzione di un Osservatorio presso la Prefettura, per lo studio del fenomeno degli allontanamenti dei minori stranieri dai centri di accoglienza con la collaborazione dell’Università “Sapienza” e con la previsione, tra l’altro, di un progetto per lo studio del fenomeno e la formazione degli operatori da realizzare con i fondi europei, attualmente al vaglio dell’Ufficio».

C’è da augurarsi che analoghi progetti vengano attuati anche per i minori italiani nelle casa famiglia o nei Centri Terapeutici Minorili che negli ultimi anni hanno indotto le forze dell’ordine ad intervenire scoprendo scandali di rilevanza penale, come quelli de Il Forteto e Bibbiano, solo dopo le reiterate denunce di genitori che si erano visti togliere i figli senza reali, gravi motivazioni.

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Se è già drammatica la scomparsa di un fanciullo quando è sotto la protezione della famiglia, diventerebbe un vero crimine se ciò dovesse capitare nella struttura ove è detenuto per volontà di un Tribunale dei Minori e contro quella dei genitori. Questo è l’angolo buio su cui dovrebbero fare luce con urgenza non solo le statistiche…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
© COPYRIGHT GOSPA NEWS
divieto di riproduzione senza autorizzazione

 

FONTI PRINCIPALI

GOSPA NEWS – TUTTE LE INCHIESTE SUI MINORI

COMMISSARIO PERSONE SCOMPARSE – IL DOSSIER

INTERNATIONAL GLOBAL MISSING KIDS

DALLA MAFIA AGLI STROZZINI: TUTTE LE SCHIAVITU’ DEI MIGRANTI

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