LA CERTOSA CONTESA tra gladiatori cristiani sovranisti di Bannon e cattocomunisti mondialisti LGBT di Zingaretti

LA CERTOSA CONTESA tra gladiatori cristiani sovranisti di Bannon e cattocomunisti mondialisti LGBT di Zingaretti
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Da una parte ci sono i sovranisti giudaico-cristiani che fanno riferimento a Stephen Bannon, dall’altra i mondialisti catto-comunisti guidati da una manager bancaria della lista civica del governatore del Lazio Nicola Zingaretti, segretario PD, cresciuta politcamente sotto le fronde di SEL, il movimento Sinistra Ecologia e Libertà fondato dall’omosessuale Nichi Vendola (ritenuto un vassallo del magnate George Soros), prima di ritirarsi dalla vita politica per dedicarsi al bimbo adottivo, avuto grazie alla pratica dell’utero in affitto vietata in Italia.

In mezzo c’è la secolare Certosa di Trisulti contesa tra i sedicenti “gladiatori” dell’integralismo cristiano da una parte e dall’altra dai progressisti della lobby LGBT e dell’immigrazione indiscriminata. Soltanto con un’attenta ed approfondita lettura politica sulle parti in causa si può comprendere e quindi giudicare il contenzioso legale che è scoppiato nel maggio scorso tra i gestori del monastero medievale, il Dignitatis Humanae Institute diretto da Benjamin Harnwell, il Mibact (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo) e Comunità Solidali, un’associazione che si spaccia per comitato spontaneo della provincia di Frosinone e del Lazio ma che in realtà, come vedremo, è l’espressione di personaggi radicalmente legati all’ultra-sinistra.

«Immersa in uno dei più suggestivi panorami naturalistici dei Monti Ernici si erge solitaria e imponente la Certosa di Trisulti, maestoso complesso monastico risalente all’AD 1204 e situato a 863m di altezza ai piedi del Monte Rotonaria, nel comune di Collepardo (FR), Bandiera Arancione del Touring Club Italiano» si legge sul sito DHI promuove il monastero anche in in lingua inglese e negli Usa. Dignitatis Humane Institute si presenta come una fondazione “per difendere le basi giudaico-cristiane della civiltà occidentale attraverso il riconoscimento che l’uomo è fatto nell’immagine e la somiglianza di Dio”.

La promozione della Certosa di TRisulti sul sito di Dignitatis Humanae Institute

Siamo nel paradiso naturale degli erboristi, che sanno di trovare su questi monti più di 2.500 specie di erbe che qui crescono spontanee e di cui fecero uso già i monaci certosini che fin dal Medioevo preparavano distillati e medicamenti preziosi, tra cui la Sambuca. A conferma di questa tradizione la Certosa offre al turista la vista di una delle più belle Farmacie monastiche d’Europa, completamente affrescata fra il XVIII e il XIX secolo. Nel Settecento i Certosini abbellirono, con decorazioni classiciste, la Chiesa, il Chiostro con le celle, il Refettorio, il Cimitero dei Monaci.

Dal 1947 i Certosini furono sostituiti da un nuovo Ordine, quello dei Cistercensi dell’Abbazia di Casamari che hanno abitato qui fino al 2017. Dal Mercoledì delle Ceneri 2018 il complesso monastico è gestito privatamente dall’Istituto Dignitatis Humanae. Sebbene lo scontro sia tutto nelle acque torbide della politica la questione legale ora è ufficialmente soltanto amministrativa.

In brevissima sintesi nel 2016 l’allora ministro del Mibact Dario Franceschini (Partito Democratico) decide di avviare un bando per la gestione di alcuni monumenti italiani che rischiano di essere abbandonati. Tra questi c’è la Certosa di Trisulti, dove è rimasto solo un anziano monaco, che viene presa in gestione nel 2018 dalla DHI di Harnwell, uomo di fiducia di Bannon che lì vi instaura un centro di formazione politica per conservatori di destra. A dare la benedizione della Chiesa Cattolica c’è il nome del cardinale Raymond Leo Burke nel consiglio direttivo DHI.

Stephen K. Bannon, il guro della propaganda politica dei conservatori americani

Con la sua nota esuberanza il guru della propaganda politica che ha fatto vincere le elezioni a Donald Trump negli Usa nel 2016 denomina l’attività “gladiator school” una scuola per nuovi gladiatori della cultura giudaico-Cristiana. Ciò non è ovviamente vietato in un paese democratico come l’Italia. Ecco quindi che il contezioso serpeggia sugli aspetti burocratici della gestione.

Se avesse meditato un po’ più a lungo sul suo progetto Bannon non avrebbe certamente usato la parola “gladiatori”, noti per essere i primi sterminatori di cristiani durante l’impero di Nerone, ma avrebbe scelto come denominazione quella di “Militis Christiani” attingendola dall’Enchiridion di Erasmo da Rotterdam…

Dignitatis Humanae si è presa l’impegno di promuovere la Certosa di Trisulti come monumento culturale pagando un canone annuo di locazione di 100mila euro, in parte in denaro ed in parte in ristrutturazioni. Le visite vengono incentivate anche grazie al Centro Guide Turistiche Cicerone, appena reduce dalla promozione del monastero alla Borsa Italiana del Turismo. Ma nel frattempo Comunità Solidali inizia manifestazioni di protesta per la fucina di pensiero di destra e inoltra un esposto al Ministero. Il Mibact si mette così a spulciare con attenzione il contratto di gestione e scopre delle presunte anomalie.

DHI non avrebbe avuto i requisiti necessari per ottenere il contratto di gestione, per carenze di garanzie finanziarie della Fondazione (depositate in paese estero), per la mancanza di esperienza di gestione di monumenti simili nei 5 anni precedenti come richiesto dal bando e per inadempienza sui canoni di affitto. Così il 31 maggio 2019 il ministro Franeschini, ritornato a guidare il Mibact dopo il nuovo governo Conte Bis sostenuto da Partito Democratico e 5 Stelle, comunica la revoca della concessione contro cui Dignitatis Humanae fa opposizione al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che fissa l’udienza per il 16 gennaio 2020.

Nel frattempo, però, il ministero, incalzato dalle proteste di Comunità Solidali, a metà dicembre comunica lo sfratto esecutivo. Una manovra che non trova impreparati i legali di DHI che ottengono la sospensione dell’esecuzione essendo pendente il caso di fronte al TAR, il quale rinvia il caso all’11 marzo 2020 per la discussione sull’efficacia della revoca. Comunità Solidali si costituisce davanti al Tribunale Amministrativo Regionale attraverso i suoi legali, ma il Comune di Collepardo, al momento, non si è ancora costituito forse perché, secondo i media, timoroso dei costi di spese legali in caso di sconfitta.

Nichi Vendola, fondatore di SEL, con il bimbo avuto con la pratica vietata dell’utero in affitto e il suo compagno Eddy Testa

A dare battaglia in prima linea è la politica Daniela Bianchi, anello di congiunzione tra il mondo Cattolico di Frosinone e l’area progressista LGBT del partito SEL, Sinistra Ecologia e Libertà, fondato e poi disciolto da Nichi Vendola, già governatore della Puglia, andato in pensione a soli 52 anni grazie alla sua lunga militanza politica e parlamentare, e compagno di Eddy Testa, grafico freelance e creative consultant, con cui ha adottato un figlio grazie alla pratica dell’utero in affitto all’estero, essendo in Italia vietata.

«La Certosa di Trisulti tornerà ai cittadini e non diventerà mai una scuola politica per sovranisti. Oggi raccogliamo un fondamentale risultato verso questo obiettivo. I dubbi espressi dal Ministero dei Beni Culturali e l’avvio della procedura di sospensione della concessione della Certosa all’organizzazione Dignitatis Humanae che fa riferimento a Steve Bannon, confermano quello che gridiamo con forza da mesi: la Certosa è un bene troppo prezioso e importante per diventare uno strumento di propaganda politica». Lo afferma Daniela Bianchi, portavoce delle Comunità Solidali, la rete delle associazioni e dei comitati locali secondo quanto riportato da IL Faro di Roma.

Parole encomiabili se fossero state pronunciate da una cristiana libera da condizionamenti. Parole che diventano sospette se di va a leggere il curriculum da perfetta mondialista catto-comunista di Bianchi, divenuta famosa politicamente proprio grazie a Partito Democratico e Sel, noti per i legami con il magnate dem George Soros.

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«E’ stata tra le prime a restare affascinata dal sogno Pd targato Matteo Renzi, «tanto è vero che di me si diceva che fossi molto renziana nei metodi, perché bisogna fare le cose». Poi però quel sogno è stato tradito e otto mesi dopo il suo passaggio da “Per Il Lazio”, il listino del presidente Zingaretti, al Pd, con tanto di sottoscrizione della tessera del partito, la consigliera regionale Daniela Bianchi cambia. Ed entra in Sel. “Cosa mi mancava nel Pd che ho trovato qui? Il campo della proposta. La sensazione di avere una prospettiva e una visione”, ha spiegato nella conferenza stampa che ha ufficializzato il suo passaggio alla presenza del responsabile organizzazione del partito e vicepresidente della Regione, Massimiliano Smeriglio, del coordinatore regionale di Sel, Giancarlo Torricelli».

Queste frasi giungono dal sito ufficiale di SEL quando, il 5 ottobre 2015, fu accolta con entusiasmo: «E’ con gioia e voglia di fare insieme che diamo il benvenuto alla Consigliera Daniela Bianchi, nel nostro gruppo regionale» A dichiararlo sono Gino De Paolis e Marta Bonafoni, Capogruppo e Consigliera Sel alla Regione Lazio, a margine della conferenza stampa svoltasi in Via Arenula 29 a Roma, sede di Sel nazionale.

Daniela Bianchi con Gino De Paolis e gli altri esponenti SEL nel 2015 a Roma

«Si perfeziona una collaborazione che di fatto già esiste, sui temi e sulle prospettive: con Daniela abbiamo condiviso idee e proposte in Consiglio regionale fin dall’inizio, perché vicine le nostre sensibilità e la nostra idea di Regione. Siamo felici che questo sia avvenuto, quindi, come un processo naturale, dentro un percorso che sostiene con forza il lavoro di trasformazione che il Presidente Zingaretti ha avviato ormai da due anni e mezzo. Diventiamo un po’ più forti oggi, grazie all’ingresso di Daniela Bianchi, con la sua storia e il suo percorso politico, ma lo diventa in generale la Sinistra del Lazio e del Paese, che guarda alla sfida del governo facendosi carico di avanzare proposte e prospettive innovative, sul piano locale e su quello nazionale. C’è bisogno di centro-sinistra e il Lazio lo sta dimostrando: il lavoro di Sel va tutto in questa direzione, mettendosi a disposizione di un sogno più grande, di un processo che vogliamo sia partecipato, democratico e inclusivo. A Daniela gli auguri di buon lavoro».

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Prima di abbracciare la causa del più importante partito italiano vicino alla lobby LGBT la paladina della Certosa aveva fatto una brillantissima carriera tutta Banca e Chiesa…

«Dal 2006 mi occupo di Relazioni Istituzionali in un grande Gruppo Bancario (dove ho seguito le Politiche di Welfare e di Imprenditoria Femminile, occupandomi anche di Agenda Digitale e di Cultura). Ho iniziato la mia attività professionale nel 1991 in Cariplo. Responsabile dell’ Ufficio Studi e Segreteria Tecnica – sede di Roma – di Cariplo Esatri. Sono socia professionista accreditata di FERPI (Federazione Esperti Relazioni Pubbliche Italia). Consigliere Nazionale fino al 2011. Nella delegazione regionale Lazio dal 2011 con delega alla Comunicazione Sociale» scrive la stessa Daniela Bianchi nella sua presentazione online.

Bisogna andare a cercare altrove, però, per sapere che ha lavorato dal 2006 al 2013 nell’Ufficio Relazioni Istituzionali Gruppo intesa Sanpaolo, nell’ambito della Direzione Partecipazione e Affari. Dal 2009 al 2014 è stata Presidente della Fondazione Alessandro Kambo, un ente legato alla Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino la cui attività principale riguarda l’istruzione scolastica attraverso metodi di insegnamento ispirati da valori etici e morali.

Ovviamente tale incarico è cessato quando Bianchi fece la scelta di avvicinarsi a SEL che fu tra i primi partiti politici a farsi latore dei fondamenti della cultura NO-Gender nelle scuole. Ma nell’ambito Cattolico Bianchi può vantare davvero un curriculum eccezionale.

«Sono stata responsabile, nell’ anno 2000, dell’organizzazione della Giornata Mondiale della Gioventù di Roma. Nel 2001 con l’incarico di Segretario Generale mi sono occupata dell’ organizzazione della visita di Sua Santità Giovanni Paolo II alla Diocesi di Frosinone. Dall’ ottobre 2007 e fino a dicembre 2012, prima come Presidente e poi come Consigliere ho fatto parte del CdA della Cooperativa Diaconia, ente gestore dei servizi caritativi della Caritas diocesana».

Da lì il balzo in avanti nel sociale e in politica anche grazie all’autorevole benedizione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ex deputato del Partito Comunista e poi del Partito Democratico, che la nominò Cavaliere della Repubblica nel giugno 2012. Oggi è Consigliera Regionale del Lazio nel gruppo civico “Insieme per il Lazio”, la lista civica che ha sostenuto il governatore Nicola Zingaretti, segretario nazionale Partito Democratico, ed ha come capogruppo Gino De Paolis, già alla guida di SEL nel primo governo Zingaretti.

La consigliera regionale Daniela Bianchi, ex SEL di Vendola, con il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, segretario PD

«Se davvero sarà tolta la gestione della Certosa alla Dignitatis Humanae, questo sarà solo un punto di partenza della nostra battaglia. Non certo la fine – dichiarò durante una marcia di protesta Daniela Bianchi – Quello che chiediamo è di trasformare la Certosa in un luogo di crescita culturale ed economica del Paese, un luogo che possa magari accogliere una vera scuola di formazione sulla gestione, tutela e valorizzazione dei beni culturali o diventare un centro di ricerca sulle medicine officinali o un luogo per l’accoglienza dei pellegrini».

FARE I BUONI CON I SOLDI DEGLI ALTRI – BANCA ETICA HA DATO 460MILA EURO DI FINANZIAMENTO ALLA ONG

Magari anche un luogo di accoglienza per migranti visto che la Mare Jonio, nave della Ong Mediterranea già sequestrata due volte per violazione delle disposizioni della Guardia Costiera, fu acquistata grazie ad un finanziamento di 460mila euro di Banca Etica concesso in virtù delle garanzie fornite da Nichi Vendola ed altri parlamentari di sinistra.

«Qualunque sia il progetto, siamo pronti a fare la nostra parte per liberare le straordinarie potenzialità della Certosa che in questi mesi ha catturato l’attenzione di tutto il mondo.Dal Giappone agli Stati Uniti, dalla Germania alla Francia, le più importanti testate giornalistiche stanno seguendo le vicende della Certosa, e non possiamo permetterci il lusso di fallire» sentenzia Bianchi.

La guerra giudiziaria ora entra nel vivo con lo scontro davanti al TAR del prossimo 11 marzo 2020. Sarà ovviamente solo la prima tappa di un eventuale ricorso successivo al Consiglio di Stato da parte di uno dei due contendenti.

La Certosa per ora continua la sua regolare attività di apertura al pubblico con le visite come ribadito da una portavoce del Centro Guide Turistiche Cicerone. La battaglia politica continua con il rischio che al posto dei gladiatori di destra di Bannon arrivino poi gli attivisti di sinistra dell’arcobaleno a fare lezioni LGBT…

Tra sovranisti e mondialisti NWO ognuno scelga chi più desidera!

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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FONTI

CERTOSA TRISULTI – SITO UFFICIALE

IL FARO DI ROMA – BATTAGLIA SULLA CERTOSA

IL MESSAGGERO – TAR DA’ RAGIONE A BANNON

SEL – L’ADESIONE DI DANIELA BIANCHI

DANIELA BIANCHI – CHI SONO

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