WUHAN-GATES – 29. ANCHE IL VACCINO “ITALIANO” IN MANO A GATES. ReiThera controllata da società “segreta” svizzera ma creata da GSK e finanziata da Zingaretti in un Dem Affair

WUHAN-GATES – 29. ANCHE IL VACCINO “ITALIANO” IN MANO A GATES. ReiThera controllata da società “segreta” svizzera ma creata da GSK e finanziata da Zingaretti in un Dem Affair
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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Se qualche politico italiano o straniero avesse voluto approfittare della pandemia da SARS-Cov-2, un virus creato in laboratorio secondo autorevoli virologi ed esperti di intelligence tra cui un microbiologo 007 dell’esercito israeliano, non avrebbe dovuto far altro che speculare sul vaccino italiano di ReiThera.

Tra tutti è l’ultimo in lista per un’approvazione delle agenzie del farmaco ma garantisce un business perfettamente anonimo visto che l’azienda laziale che lo ha sviluppato, una semplice Società a Responsabilità Limitata italiana, in realtà è controllata da una società anonima svizzera in cui i soci possono restare occulti in virtù del diritto privato elvetico.

Il caso fu segnalato da Gospa News in tempi non sospetti: l’8 luglio 2020. Ci onora sapere che il 16 novembre 2020 di questa società si è occupata anche la famosa trasmissione investigativa Report dell’emittente televisiva nazionale RAI3 condotta da Sigfrido Ranucci aggiungendo elementi di prova sulle connessioni tra la società dell’hinterland romano e la famigerata GlaxoSmithKline (GSK), la multinazionale dei vaccini con sede a Londra ma in realtà controllata dalla maggior parte dei fondi d’investimento americani della Lobby delle Armi.

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Si scrive GSK ma si legge Bill Gates visto che il tycoon dell’IT non solo ha finanziato le ricerche per lo sviluppo di un antidoto contro il Covid-19 a questa corporation, ma ha investito a più riprese nella stessa tanto da arrivare a premiare la Ceo GSK Emma Natasha Walmsley con il ruolo di direttore non esecutivo della Microsoft Corporation.

Fin qui l’intrigo tra il sedicente filantropo sanitario e la nota Big Pharma è ormai noto a chi segue Gospa News. Meno noto è il ruolo della Bill & Melinda Gates nel supporto della ricerca del vaccino di ReiThera, finanziata dalla Regione Lazio governata da Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico che nel 2017 fece approvare dal Parlamento italiano il Decreto Lorenzin per i 12 vaccini obbligatori in età scolare che consentì a GlaxoSmithKline di fare un cospicuo incremento di fatturato mondiale grazie ai laboratori ampliati in Toscana, nella regione da sempre feudo rosso del PD dove maturò la sua esperienza politica il premier Matteo Renzi.

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Gates fu tra i principali donors del Democratic Party Usa dell’amministrazione Obama-Biden durante la quale non solo avvennero i pericolosissimi esperimenti batteriologici sul virus SARS infettato con l’HIV (come il virologo Luc Montagnier e altri ritengono il SARS-Cov-2) ma finanziò il progetto pilota di immunizzazione in Italia, favorito dall’allora ambasciatore scientifico negli Usa Raniero Guerra, oggi assistente del direttore generale OMS Tedros Adhanom Gebreyesus nominato in tale incarico grazie alla “spinta“ di Gates.

Perché stupirsi, dunque, se il numero uno del PD italiano Zingaretti finanzia con vari milioni di euro la ricerca sul vaccino di ReiThera di cui GSK, come vedremo più avanti, detiene il brevetto sui vettori biologici adenovirus fin dal 2018?

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Scriviamo questa sintesi, prima di entrare nel dettaglio, a beneficio dei lettori più rapidi ma soprattutto dei militari della Guardia di Finanza che se decidessero di fare qualche indagine in merito troverebbero una marea di conflitti di interessi, in minima parte svelati anche dalla trasmissione Report di RAI3. Purtroppo le informazioni non possono essere più approfondite perché sul business vaccini vige il taboo internazionale e nazionale e pertanto ogni nostra eventuale imprecisione va attribuita ai governanti che non rilasciano i dati indispensabili su una questione primaria come la salute pubblica.

 

REITHERA CREATA DALLA MULTINAZIONALE GSK

«Reithera controllata indirettamente da Maurizio Cortese e Stefano Colloca insieme a Jamila Louahed e Emmanuel Hanon vicepresidenti della GSK vaccines, ha sviluppato la sua arma contro il coronavirus, realizzato in collaborazione con l’Istituto Spallanzani e il supporto di Regione Lazio e dal ministero dell’Università e ricerca – scrive il quotidiano Il Mattino – Il prodotto laziale è stato sviluppato utilizzando la tecnologia del vettore virale, ma diversamente da altri con i quali condivide il metodo, come il prodotto di AstraZeneca, le dosi italiane sono stati realizzate a partire dall’adenovirus del gorilla. Il progetto toscano che utilizza anticorpi monoclonali, è un prodotto a metà fra la cura e il vaccino e si avvale anche del contributo di Rino Rappuoli, ricercatore senese, considerato uno dei massimi esperti al mondo dei vaccini».

Prima connessione: Rappuoli è un microbiologo italiano, Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica nel 2005. Attualmente è il direttore scientifico e il responsabile della attività di ricerca e sviluppo esterna presso GlaxoSmithKline Vaccines di Siena.

«Il 2021 potrebbe essere l’anno del primo vaccino italiano contro il virus Sars-cov2. I risultati della prima fase sperimentale del GRAdCoV2 sono stati presentati lunedì 4 gennaio presso l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. “Proviamo a raggiungere una qualche indipendenza anche nella dotazione dei vaccini”, ha detto il commissario straordinario Domenico Arcuri nel corso della conferenza stampa di presentazione, confermando l’intenzione del governo di entrare nel capitale sociale della società italiana. Inoltre oggi il Messaggero scriveche il governo sta pensando si stanziare risorse dal Recovery Fund per le ulteriori ricerche della società» scrive StartMag.

«Lo scorso 16 novembre la trasmissione di Rai Tre “Report” ha dedicato un’intera puntata al vaccino italiano. ReiThera è una biotech che possiede il brevetto del vettore adnovirale, il mezzo per veicolare la particella per immunizzare dal Covid. Report ha ricostruito tutta la storia del gruppo di lavoro che ha portato alla fondazione di ReiThera – aggiunge il media di controinformazione – Nel 2002 nei laboratori dell’IRBM di Pomezia, allora controllati dalla multinazionale Merck, si costituisce un gruppo di ricerca molto ambizioso che aveva l’obiettivo di utilizzare gli adenovirus dei primati per i vaccini umani. A guidare la ricerca che ha portato a scoprire 23 adenovirus sono tre scienziati italiani: Stefano Colloca, Alfredo Nicosia e Riccardo Cortese. I ricercatori intuiscono che le loro ricerche potrebbero avere ottimi sviluppi anche in termini produttivi, riescono a ottenere i diritti dei brevetti da Merck e creano uno spin off per continuare le ricerche. Nel 2005 i tre ricercatori specializzati sull’adenovirus fondano Okairos, srl italiana ma dal 2007 la proprietà è a Basilea, in Svizzera. Per proseguire le ricerche Okairos si appoggia ai laboratori dell’IRBM che nel 2010 viene acquisita da Pietro Di Lorenzo. I tre ricercatori costituiscono insieme a Di Lorenzo una nuova società, al 50%, di nome Advent, la cui sede è nei laboratori di Pomezia».

 

ANONIMI SVIZZERI E GATES DIETRO AL VACCINO

Per dovere di precisione va detto che oggi ReiThera risulta controllata al 100 % dalla Keires AG, una società anonima svizzera con sede a Basilea che, proprio in virtù di tale qualificazione societaria vietata dal 1942 in Italia, può mantenere occulti i nomi dei suoi azionisti. I soci, infatti, non sono identificabili, né dai pubblici registri, né tantomeno da un atto costitutivo. Pertanto è legittimo ritenere che sia ancora controllata dalla stessa GSK che l’acquistò nel 2013, non essendoci più state notizie circa una cessione a Keires. Le conferme della collaborazione tra ReiThera e GSK arrivano di fatto dai brevetti sull’uso dell’adenovisurs, dagli esperimenti sui vaccini e dagli accordi di ricerca internazionali.

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«Il sito belga di Novasep a Seneffe produrrà, per l’Europa, il principio attivo del futuro vaccino contro il coronavirus del gruppo farmaceutico AstraZeneca, attualmente in fase di sviluppo presso l’Università di Oxford. Questo vaccino è tra i vaccini candidati il cui sviluppo è già molto avanzato. Leader europeo nella produzione di vettori virali, l’azienda Novasep ha inaugurato nel 2018 una nuova unità produttiva presso il proprio sito di Seneffe» scrive il sito belga Essenscia confermando altri intrighi emersi dalle ricerche di Gospa News su tamponi e vaccini che individuano il Belgio come una delle nazioni predilette dalle Big Pharma.

«Nel Niel Science Park di Anversa, l’azienda biotecnologica eTheRNA, spin-off del VUB, lavora da marzo a un vaccino contro il coronavirus con un consorzio internazionale di partner nordamericani, europei e forse futuri. essere anche cinese. La giovane azienda, fondata nel 2013, è specializzata in immunoterapia per la cura di tumori e malattie infettive. Le cellule del sistema immunitario vengono attivate per rilevare e attaccare le cellule maligne. Questa promettente tecnologia potrebbe anche essere efficace nella lotta contro i virus».

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Ma i dubbi sulla relazione tra la ricerca internazionale del vaccino e il sedicente filantropo-speculatore Gates sono presto fugati. «Walloon biotech Univercells, con la Bill & Melinda Gates Foundation come investitore, ha stretto una partnership strategica con la sua controparte del settore italiano ReiThera e la tedesca Leukocare. All’interno di questo consorzio europeo, mirano a sviluppare e produrre congiuntamente un vaccino contro Covid-19 su larga scala utilizzando la più recente tecnologia di produzione di vaccini recentemente sviluppata da Univercells. Mirano ad avviare le sperimentazioni cliniche quest’estate e iniziare la produzione subito dopo».

 

REITHERA, ASTRAZENECA E IL MINISTRO SPERANZA

«Come è noto il coronavirus è un nemico molto insidioso e abbiamo detto che il vaccino è l’unico vero rimedio. Stiamo parlando del vaccino (di Astra Zeneca) più promettente, non c’è certezza assoluta. Il vaccino nasce nei laboratori di Londra, nell’università di Oxford. La notizia per noi rilevante è che dentro questa partita di produzione e distribuzione del vaccino l’Italia è protagonista non solo perché siamo firmatari del primo contratto in questo pezzo di mondo ma anche perché c’è una ricaduta su Pomezia, su Irbm che è una realtà italiana. Nella ricerca del vaccino l’Italia si mette in testa».

Lo ha spiegato a metà giugno il ministro della Sanità Roberto Speranza intervenendo agli Stati Generali dove ha annunciato l’intesa con AstraZeneca per 400 milioni di dosi in Ue, secondo quanto riportato dall’Ansa.

Il ministro si è però ben guardato dallo spiegare il rapido sviluppo del centro di ricerca IRBM di Pomezia Terme, incentivato negli anni dai finanziamenti del governatore del Lazio, leader del Partito Democratico che ha sostenuto tutti i piani di emergenza del Governo Conte. Ed ancor più è stata tenuta in sordina l’operazione di aiuto al vaccino “italiano” che in realtà è controllato da un’azienda svizzera a sua volta creata dalla GSK di Londra che è partecipata da Bill Gates in varie articolate modalità, proprio come Pfizer.

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«I soldi del Recovery fund per finanziare i vaccini italiani e creare una cintura di sicurezza sul fabbisogno complessivo e sul rischio di una riduzione dell’offerta, come denunciato dalle regioni, a causa dei ritardi. Nelle pieghe del piano italiano collegato con la Ue, spunta l’utilizzo di risorse collegate alla ricerca medica dove il governo investe direttamente. In particolare si tratta di finanziare Reithera, la società biotech che possiede il brevetto del vettore adnovirale, il mezzo per veicolare la particella per immunizzare dal Covid, con sede a Castel Romano» ha scritto il quotidiano Messaggero.

«Reithera è controllata al 100% dalla società svizzera Keires AG con sede a Basilea. Soci di Keires – ha rivelato la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci – sono Maurizio Cortese, figlio di Riccardo morto nel 2017, e Stefano Colloca, insieme aJamila Louahed e Emmanuel Hanon vicepresidenti della GSK vaccines. Dai documenti presentati da ReiThera alle istituzioni italiane emerge che il vaccino si basa su due tecnologie brevettate, una è l’adenovirus Grad23, l’altra è un metodo basato su cellule Hek293 ma in banca dati a nome Reithera non ve n’è traccia. Dal contratto stipulato tra ReiThera e l’Istituto Lazzaro Spallanzani emerge che qualsiasi diritto di proprietà intellettuale di una parte resterà nella piena titolarità della stessa. Nel contratto ReiThera si impegna solo a concordare con successivi atti modalità per garantire un acceso al vaccino che possa soddisfare le esigenze nazionali. Il brevetto del vaccino è e resterà della stessa società. A effettuare i controlli su ReiThera è stata Invitalia del commissario straordinario Domenico Arcuri. Report afferma che in ReiThera ci sono persone legate alla multinazionale Glaxo, ma gli scienziati dell’azienda smentiscono».

 

IL VACCINO DI REITHERA CONTROLLATO DA GSK

Il progetto sul vaccino ReiThera, come spiegato dal Corriere, iniziò lunedì 24 agosto, quando fu inoculata la prima dose al primo volontario. «Dà il via alla fase iniziale di sperimentazione del candidato vaccino anti-Covid, Antonella Folgori, ad di Reithera, messo a punto dall’azienda e dall’istituto Spallanzani, finanziamenti da Regione Lazio (5 milioni) e ministero della Ricerca (3 milioni)» scrisse il quotidiano italiano descrivendo i contributi elargiti dal governo di Zingaretti e dal CNR.

«È stato pensato, realizzato e prodotto da una società italiana, Reithera, situata nel tecnopolo di Castel Romano. Il nostro centro si contraddistingue in quando riunisce ricerca, laboratori di processi di sviluppo e officina manufatturiera. La nostra storia comincia nel 2005 con un team giovane. Inizialmente eravamo in Okairos, una società biotec con laboratori al CEINGE di Napoli, che ha fondato con IRBM (l’istituto di Pomezia che sta sviluppando il vaccino studiato allo Jenner institute di Oxford, ndr) la join venture, Advent dedicata alla manifattura di vaccini basati su adenovirus. Poi ci siamo staccati reinventando un nuovo istituto» dichiarò allora l’amministratrice di ReiThera dimenticandosi perà di citare tutti i brevetti “vincolanti” realizzati con GSK.

“A next generation vaccine against human rabies based on a single dose of a chimpanzee adenovirus vector serotype C” ovvero “Un vaccino di nuova generazione contro la rabbia umana basato su una singola dose di un vettore di adenovirus scimpanzé sierotipo C” è uno degli studi pubblicati dai ricercatori di ReiThera grazie al contributo di scienziati di GSK (Benjamin Wizel) come spiega la stessa ricerca.

«Il lavoro incluso in questa pubblicazione è stato finanziato da GlaxoSmithKline Biologicals SA nell’ambito di un accordo di collaborazione di ricerca tra GSK e Keires, la società madre di Reithera. GSK non ha avuto alcun ruolo nella progettazione dello studio, nella raccolta dei dati, nell’analisi dei dati o nella preparazione del manoscritto» si legge nello studio che ne rende esplicita la paternità.

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Ma la ricerca sugli adenovirus dei gorilla, fondamentale per sviluppare il vaccino ReiThera, non termina qui. La pubblicazione numero 11202003058U del 29.04.2020 è inerente un brevetto farmaceutico su “Replica Vettori Adenovirali Competenti” – registrato in tutto il mondo – da GlaxoSmithKline Biologicals Sa (Rixensart, Belgio) grazie al contributo dei ricercatori Virginia Ammendola, Stefano Colloca e Alessandra Vitelli dellla società laziale ReiThera.

Anche un profano come chi scrive comprende che questa è la “base“ fondamentale – e perciò il brevetto lucroso – su cui è stato sviluppato il vaccino anti-Covid-19 che non a caso ha avuto bisogno di un supporto di un’altra multinazionale.

«ArcticZymes AS, una controllata di ArcticZymes Technologies ASA, annuncia di aver stipulato un accordo di fornitura con lo specialista di vaccini ReiThera Srl (Roma, Italia) per la fornitura di Salt Active Nuclease (SAN-HQ) da utilizzare in lo sviluppo e la produzione del nuovo vaccino candidato di ReiThera contro COVID-19. Il candidato vaccino, che si basa sulla tecnologia vettoriale virale di ReiThera, dovrebbe entrare a breve negli studi clinici» ha scritto il 2 luglio scorso la società partner norvegese.

 

TUTTI I VACCINI NELLE MANI DI GATES

Nel rapporto diffuso da alcuni media tedeschi emerge chiamaramente il colossale investimento sostenuto da Bill Gates nella multinazionale GSK, sponsorizzata nella ricerca dei vaccini grazie ai progetti paralleli di Gavi e Cepi, due ong create dal tycoon IT. Ma come abbiamo evidenziato nella precedente inchiesta WuhanGates 26, in cui si evidenziano i finanziamenti sostenuti dall’amministrazione Obama-Biden per la costruzione di un supervirus SARS infettato con HIV e pertanto simile all’attuale SARS-Cov-2 secondo molti virologi, GSK di fatto controlla anche il business commerciale dell’americana PFIZER che con la tedesca BioNTech finanziata da Gates ha sviluppato il primo vaccino anti-covid approvato a livello mondiale, come profetizzato in un summit della Commissione Europea del 12 settembre 2019.

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Non solo. Il vaccino Moderna appena autorizzato negli USA, nel Regno Unito e nell’Unione Europea, Italia compresa, è stato finanziato con quasi un miliardo di dollari da Gates (attraverso il CEPI) e prodotto da questa multinazionale del gruppo Zakcs che controlla anche l’azienda israeliana cui fu affidato il compito di promuovere la ricerca sugli emoderivati in relazione alla terapia del plasma iper-immune sviluppata dal professor Giuseppe De Donno e misteriosamente svanita nel nulla per interventi politici di esponenti del Partito Democratico.

Non va inoltre dimenticato che la GlaxoSmithKline, connessa alla fondazione italiana Smith Kline di cui fu causalmente consigliere di amministrazione il dottor Raniero Guerra, attuale assistente del direttore generale OMS, e nota per aver inglobato la multinazionale SmithKline finita nello scandalo delle tagneti al Ministro della Salute Francesco De Lorenzo nel 1999, sta sviluppando anche un proprio vaccino insieme a Sanofi, importante contractor del Pentagono, il Dipartimento della Difesa americano.

Infine la Bill and Melinda Gates Foundation (BMGF), attraverso gli enti CEPI e GAVI ha finanziato 750 milioni di dollari per la produzione e distribuzione di 300 milioni di dosi del vaccino candidato anti coronavirus AZD1222 di AstraZeneca-Oxford. La fornitura globale prevista era di 2 miliardi di dosi, grazie al fatto che è molto più economico di quello di Pfizer e Moderna.

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Il siero di AstraZeneca non è ancora stato approvato dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) mentre ha già avuto l’ok dal sistema sanitario dell’Inghilterra dove la stessa multinazionale ha sede ed ha sviluppato un cartello con altre Big Pharma in un perfetto conflitto di interessi tra colossi di vaccini, aziende di trials clinici e produttori di tamponi per la ricerca del virus.

«Grazie a nuovi fondi è stata aumentata a 2 miliardi la fornitura di dosi previste di uno dei più promettenti vaccini candidati contro il coronavirus SARS-CoV-2, responsabile dell’infezione chiamata COVID-19. La preparazione coinvolta è la “ AZD1222”, messa a punto da scienziati dello Jenner Institute presso l’Università di Oxford in stretta collaborazione con i colleghi dell’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia (provincia di Roma)» scrisse Fanpage mesi fa.

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ReiThera nel frattempo iniziò la sua ricerca e sperimentazione (grazie al supporto di GSK come abbiamo visto) ma Oxford la bruciò sul tempo, accordandosi con AstraZeneca che poi si è affidata per la distribuzione in Italia ad Advent Srl, società costituita da ReiThera di GSK, intrecciata con Gates come abbiamo già detto, e IRBM del manager Di Lorenzo sostenuto dalla Regione Lazio durante due governi Dem.

Non va dimenticato che nel 2017 fu approvato il progetto-pilota di immunizzazione in Italia che rese obbligatori i 12 vaccini (ovviamente prodotti da GSK) in età scolare in una perfetta sintonia tra i desiderata di Gates, tra i megadonors del Democratic Party Usa, Obama, Renzi, Gentiloni che sono divenuti dopo la pandemia anche gli stessi di Zingaretti e del governo Conte. Cosa aspetta la Guardia di Finanza ad iniziare delle serie indagini? Gospa News il suo dovere lo ha già fatto con queste innumerevoli inchieste raccolte nel libro WuhanGates.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

GOSPA NEWS – INCHIESTE LOBBY ARMI

STARTMAG – REPORT – I VERI SOCI DI REITHERA

IL MATTINO – FONDI EUROPEI PER REITHERA

REITHERA AND GATES

JOURNALS PLOS – VACCINE RESEARCH

ADENOVIRUS – GSK REITHERA RESEARCH

CORRIERE – VACCINO REITHERA FINANZIATO DAL LAZIO

ARCTICZYMES FOR REITHERA

 

 

 

 

 

 

 

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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