COVID-19 DA VIP: CONTAGI IN COSTA SMERALDA MA NON ALLA FESTA DEL NAPOLI. Billionaire Sotto Accusa per Epidemia Colposa. Ignorata pista “Virus da Laboratorio”

COVID-19 DA VIP: CONTAGI IN COSTA SMERALDA MA NON ALLA FESTA DEL NAPOLI. Billionaire Sotto Accusa per Epidemia Colposa. Ignorata pista “Virus da Laboratorio”

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Proprio nell’imminenza della riapertura delle discoteche in tutta Italia, annunciata dai vertici del Ministero della Salute per le prime settimane di luglio, in Sardegna arriva la mannaia della magistratura contro i locali della Costa Smeralda che nell’estate 2020 furono oggetto di una polemica mediatica e politica per un misterioso focolaio di Covid-19.

La Procura di Tempio Pausania ha infatti contestato l’accusa di epidemia colposa ai gestori del Billionaire, la discoteca di Flavio Briatore a Porto Cervo, nell’inchiesta giudiziaria sui contagi la scorsa estate nei rifugi da Vip della costa sarda. I PM – come riportato da Ansa e vari quotidiani – hanno notificato la chiusura indagini agli amministratori del Billionaire e di altri due locali notturni della costa gallurese, il Phi Beach di Baja Sardinia e il Country Club di Porto Rotondo, perché sarebbero state violate le norme anti Covid e vari clienti, tra cui lo stesso Briatore ma anche l’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic, e numerosi dipendenti contrassero il virus in forma anche grave.

I magistrati, però, non hanno saputo spiegare perché il SARS-Cov-2 fu così virulento in Costa Smeralda, dove era in atto uno scontro burocratico tra gli amministratori pubblici e quelli delle discoteche proprio per le riaperture finito sulle prime pagine dei quotidiani, mentre tale non fu, ad esempio, dopo la maxi festa organizzata nella notte tra il 17 ed il 18 giugno a Napoli dai tifosi partenopei quando la squadra di calcio conquistò la Coppa Italia vincendo contro la Juventus.

Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms (ora sotto inchiesta per false dichiarazioni ai PM di Bergamo in relazione ad altri aspetti della gestione nazionale dell’emergenza pandemia) sostenne che i tifosi del Napoli scesi in piazza erano stati degli “sciagurati”. Ma il sindaco del capoluogo campano Luigi De Magistris (durante la trasmissione Un Giorno da Pecora su Rai Radio1) intervenne a difesa dei suoi concittadini: «Mi sembra un po’ esagerato. Napoli non ha più contagiati praticamente da quando è finito il lockdown, in città sono sette giorni che c’è il contagio zero, e in piazza c’erano solo napoletani».

«In poche settimane la Sardegna da Covid Free – così proclamava con orgoglio il governatore Solinas – a regione che diffonde il contagio in mezza Italia e rischia, da indiscrezioni ministeriali, di essere isolata. Il bollettino dell’epidemia è chiaro: 37 contagi in un giorno, si è ritornati ai livelli di aprile e ai tempi del lockdown, quando però era la Regione a chiedere l’alt agli imbarchi sui traghetti e in aereo mentre ora, soprattutto dal Lazio, si sollecitano misure che evitino l’esportazione dall’isola del Covid 19» scrisse il 19 agosto 2020 il Corriere della Sera.

La discoteca Billionaire di Porto Cervo e il proprietario Flavio Briatore

Com’è possibile che i «70-100 giovanissimi che hanno veicolato il virus a Portorotondo e Porto Cervo, tutti amici romani» abbiano creato una situazione definita “fuori controllo” dal quotidiano milanese, mentre migliaia e migliaia di tifosi napoletani intenti a festeggiare la Coppa Italia con baci ed abbracci non abbiano creato un’impennata dei contagi? Erano davvero tutti immuni come la gente che in pieno lockdown sfidava le restrizioni con passeggiate nei mercatini di Posillipo e sul lungomare? Com’è possibile che la tifoseria partenopea sia stata difesa dal Sindaco di Napoli mentre i gestori della Costa Smeralda siano stati additati come “untori” da quelle amministrazioni locali che negli anni si sono arricchite proprio grazie al fiorente turismo della privilegiata area gallurese?

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Ma l’ultima e più importante domanda riguarda la magistratura: come può accusare di epidemia colposa per violazione delle normi antiCovid alcuni imprenditori senza aver svolto un’adeguata indagine sulla natura ed origine del SARS-Cov-2? La questione non è oziosa ma cogente.

Se, infatti, il virus fosse davvero stato creato in laboratorio, come ipotizza anche l’Intelligence Usa e come sostengono nuove importanti ricerche scientifiche (una britannica e una americana), sarebbe legittimo anche ipotizzare che i locali della Costa Smeralda siano stati presi di mira da ignoti sabotatori per creare una situazione di terrorismo pandemista finalizzata al business delle Big Pharma sui vaccini, gestito a livello mondiale dalla Fondazione Bill & Melinda Gates che ha firmato un accordo di “cartello” con le multinazionali farmaceutiche nel settembre 2020 dopo aver per anni finanziato la ricerca sui supervirus chimerici SARS, infettati con HIV/AIDS, nel famigerato Wuhan Institute of Virology.

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Tutti questi aspetti sono completamente ignorati dalla magistratura sarda che si è limitata a fare il “compitino” come spiega l’articolo di TGCOM24: «Gli amministratori dei tre dei discoclub più gettonati delle vacanze dei vip in Sardegna, secondo i pm, non avrebbero saputo tenere alto il livello di sicurezza anti covid, determinando decine di contagi che hanno fatto ammalare prima di tutto i dipendenti. Fra le vittime dei contagi da discoteca ci furono anche personaggi di punta del jet set internazionale, primo fra tutti Flavio Briatore, proprietario proprio del Billionaire, ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano. Sotto i colpi del coronavirus tutti i locali del divertimento gallurese furono costretti a spegnere le insegne e archiviare in maniera disastrosa la stagione turistica. Solo al Billionaire l’Azienda sanitaria della Sardegna registrò 58 contagiati fra i dipendenti. Chiusero i battenti per covid anche altri club storici come il Sottovento e il Phi Beach».

«E oltre ai focolai scoppiarono le polemiche: Briatore si distinse per una furiosa lite a distanza contro il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, reo di avere limitato gli orari della movida in Costa Smeralda per cercare di contenere la diffusione del virus. Una lite che finirà anche questa in tribunale, con Briatore trascinato davanti al giudice dal sindaco, con l’accusa di diffamazione» aggiunge il sito del gruppo Mediaset.

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Tutto ciò assume una valenza completamente differente se si analizza il contesto alla luce della teoria del virus da laboratorio. Gospa News, avendo sviluppato ormai 39 inchieste sull’argomento intitolate WuhanGates, prese in seria considerazione una “soffiata” arrivata da ambienti vicini ai servizi segreti in relazione ad un presunto sabotaggio nei confronti del Billionaire dove il virus, secondo la fonte, sarebbe stato sparso con nano-droni.

Pur consapevoli che questa “pista” sia da prendere con le pinze e tutta da verificare rimane il fatto certo, come dimostrato nel nostro precedente articolo, che Briatore divenne bersaglio politico per aver attaccato duramente il governo di Giuseppe Conte per la gestione dell’emergenza pandemia, che il virus è stato costruito in laboratorio – come ben sa la comunità dell’Intelligence internazionale anche secondo un microbiologo militare dei servizi segreti israeliani – e che dal 2007 il Pentagono USA, attraverso l’Airf Force Research Laboratory,  che ha sede principale nella base militare di Wright-Patterson, in Ohio, sta lavorando ai Micro Air Vehicles (MAV), denominati anche BugBot perché hanno forma di insetto, avendo preso spunto dal progetti DragonflEye e Insectothopter, le cyber-libellule progettate dalla CIA fin dal 1970.

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Come nel migliore dei romanzi gialli appaiono quindi evidenti l’occasione (la pandemia), i mezzi (virus da laboratorio e MAV) e il duplice movente: colpire un avversario politico scomodo e propalare il terrorismo pandemista che ha favorito il business miliardario sui vaccini, più che mai di attualità vista l’imminente riapertura dei locali notturni solo per i clienti con il Green Pass: ha infatti lunga scadenza solo se si è vaccinati (9 mesi dopo la seconda dose), mentre più breve se si ha fatto un tampone con esito negativo (47 ore) o si è guariti dal Covid (6 mesi).

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“Entro i primi dieci giorni di luglio le discoteche potranno aprire e penso che il criterio del green pass possa essere applicato anche alle discoteche”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, su RTL 102.5 durante il programma Non Stop News che ne ha diffuso il testo. “Ho appena avuto un colloquio su questo con il ministro Speranza.

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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WUHANGATES REPORTAGE

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

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