SUMMIT DI MASSONI IN SFREGIO AL PAPA PER CELARE I COMPLOTTI DI MAZZINI

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CONVEGNO DI LIBERI MURATORI A TRENTO
IRRIDE LA SCOMUNICA DI LEONE XIII:
NONOSTANTE GUERRE, STRAGI E SCANDALI
ANCHE TRA INCAPPUCCIATI, MAFIOSI E CIA
IL SUPREMO CONSIGLIO DEL RITO SCOZZESE
NEGA OGNI COSPIRAZIONE: “FALSI STORICI”

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

“Massoneria e Complottismo. Il complotto demo-pluto-giudaico-massonico esiste ancora?”. E’ questo l’intrigante titolo di un convegno organizzato il 29 marzo a Trento «davanti ad un uditorio costituito da oltre 200 partecipanti fra cui 40 Fratelli Scozzesi e 20 Fratelli non appartenenti al nostro Rito». A riferirlo è il sito web del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico Accettato, ovvero il gotha della massoneria italiana in quanto riservato soltanto ai Liberi Muratori, come amano definirsi gli affiliati, di più elevato grado: il 33°. Sono gli unici a potersi fregiare del motto “Deus meumque jus”: Dio e il mio diritto, posti sullo stesso piano. Seguito dalla postilla: “Ordo ab chao”, l’ordine dal caos.

Ma dal caos che regna nelle loro reminescenze del passato pare assai difficile che possano giungere mai ad un ordine nella sapienza storiografica. A trarre le conlusioni del simposio è stato il Gran Segretario del RSAA Fr. Antonio Maccioni, in sostituzione dell’assente Sovrano Gran Commendatore per la Giurisdizione Massonica Italiana, dottor Leo Taroni, ridicolizzando le tesi del complotto massonico, sempre più diffuse su scala internazionale grazie all’inserimento su internet di saggi storici e documenti originali. Ma mettendo anche alla berlina quel Papa Leone XIII che lanciò la scomunica della Massoneria.

 

L’ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPE MAZZINI

Proprio perché oggi 22 giugno ricorre l’anniversario della nascita di Giuseppe Mazzini, ritenuto da molti autorevoli storiografi anello di congiunzione tra la massoneria di alto rango dell’Inghilterra, della Francia, dell’Italia e degli Stati Uniti d’America, indugiamo in una ricostruzione della storia del Rito Scozzese Antico Accettato nella penisola italica anche in virtù del fatto che il primo giugno scorso a Roma, alla presenza di fratelli di ogni parte del mondo, si è celebrato il 214° anniversario della fondazione del Supremo Consiglio nazionale, nato nel 1805 proprio come Mazzini.

La tomba a forma di Tempio massonico di Giuseppe Mazzini nel Cimitero monumentale di Staglieno a Genova

Ci soffermiamo solo su tale obbedienza, pur sapendo il ginepraio di logge esistenti, perché il RSSA è un’organizzazione verticistica che include i framassoni di più alto grado a differenza di altre aggregazioni ramificate dal basso sul territorio per dar modo agli accoliti di salire la scala della “piramide rituale”

Delle sospette cospirazioni mazziniane dal 1848 in poi abbiamo riferito in altri precedenti reportage, circostanziati su precisi eventi storici documentati anche in riferimento all’appartenenza dell’ambiguo eroe del Risorgimento Italiano al 33° grado massonico, quella che in gergo tra gli incappucciati viene definita la “punta della spada”. Oggi ci soffermiamo ad approfondire la storia del Supremo Consiglio e le finalità tesofofiche-sociali dello stesso, in perfetta evoluzione con quelle teorie sul Nuovo Ordine Mondiale che sarebbe stato teorizzato anche dallo da Mazzini.

 

I MOLTI RIFERIMENTI ANTI-CRISTIANI

Prima di entrare nel merito è necessaria una premessa. Il lessico massonico abbonda di riferimenti esoterici che scimmiottano il Cristianesimo in una rivalità annosa tra i credenti nella religione rivelata, dall’Antico Testamento di patriarchi e profeti fino al Vangelo del Messia Gesù Cristo ed agli Atti dei suoi apostoli più noti come San Pietro, San Paolo e San Giovanni, e quei cultori del Deismo, il credo in una divinità senza nome esattamente come quella testimoniata da lapidi dei tempi pagani della Grecia antica.

La definizione di fratelli rievoca quella evangelica degli ordini monastici, il 33° grado come livello di perfezione ricorda gli anni di Gesù morto e risorto. In un tentativo di rivendicazione della deità e supremazia umana dall’odore sulfureo e luciferino, proprio nell’Italia bagnata dal sangue dei martiri cristiani, si è dato il nome di Risorgimento ai moti scaturiti dalle società segrete sotto la pulsione patriottica della propaganda anti-austriaca che, alla luce dei successivi eventi, si rivelò in realtà uno strumento cospirazionista per scardinare la potenza dell’Impero Austro Ungarico insieme alle sue profonde radici cristiane.

Ciò avvenne in ossequio al movimento scientista-laicista-ateista, avviato dagli Illuminati di Baviera e poi portato avanti dal Congresso Massonico del 1782, tenutosi al Castello di Wilhelmsbad di proprietà di Mayer Amschel Rothschild. Ciò avvenne soltanto 7 anni prima dell’inizio della Rivoluzione Francese, progettata in quell’incontro per distruggere le Monarchie Cattoliche anche con la successiva nascita di un potente strumento di seduzione delle masse: il Manifesto del Comunismo scritto dal massone Karl Marx su richiesta di altri Liberi Muratori anglosassoni nel 1848. In quegli ebbero inizio le cospirazioni e rivoluzioni progettate dalla Giovine Europa di Mazzini.

L’OLOCAUSTO DEI MASSONI COMUNISTI

Per brevità darò come assodati nelle precedenti narrazioni doviziose di fonti storiche tali passaggi che da soli smentiscono il negazionismo di cospirazioni e complotti al pari dei più recenti scandali della Loggia P2 e della Loggia Iside del Centro culturale Scontrino di Trapani. Proprio per rendere palese il tentativo di depistaggio storico ordito dal potavoce italiano del Supremo Consiglio mi soffermò su alcune frasi del suo intervento.

 

LO SFREGIO ALLA MEMORIA DEL PAPA ANTI-MASSONI

«E’ con orgoglio che affermiamo di non volerci sottrarre al dialogo costruttivo per dimostrare, non con i proclami ma con la realtà dei fatti, che il RSAA è costituito da persone oneste, desiderose di migliorare se stessi e la realtà in cui viviamo, con il solo aiuto della cultura, della tolleranza e dell’amore per l’umanità – ha relazionato il Gran Segretario del RSAA framassone Antonio Maccioni lanciando subito una stoccata alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana – Sotto questi punti di vista il Convegno di Trento rappresenta una grande occasione, per il luogo (è questa la sede del primo congresso antimassonico internazionale del 1896, cui persino il Papa Leone XIII dedicò un “breve” ma articolato intervento), per la gente  di queste terre (che tanto ha sofferto per il mantenimento orgoglioso della propria identità), per i tempi (visti i pregiudizi e l’oscurantismo che periodicamente riemergono in modo prepotente in ambito sociale e politico)».

Papa Leone XIII dipinto di Philip de László, 1900

Il riferimento a Leone XIII era evitabile ma giunge propizio per ricordare l’enciclica Humanus Genus con cui il Pontefice scomunicò la Massoneria: un documento di notevole profondità teologica ed evangelica ovviamente “oscurato” dopo l’intrusione malcelata o palese dei liberi muratori incappucciati in ogni ambito della chiesa e del mondo cattolico.

«In tutta la lunga serie dei secoli queste due città pugnarono l’una contro l’altra con armi e combattimenti vari, benché non sempre con l’ardore e l’impeto stesso – scrisse il 20 aprile 1884 Leone XIII facendo riferimento al Regno di Dio ed al Regno di Satana – Ma ai tempi nostri i partigiani della città malvagia, ispirati e aiutati da quella società, che larga mente diffusa e fortemente congegnata prende il nome di Società Massonica, pare che tutti cospirino insieme, e tentino le ultime prove. Imperocché senza più dissimulare i loro disegni, insorgono con estrema audacia contro la sovranità di Dio; lavorano pubblicamente e a viso aperto a rovina della Santa Chiesa, con proponimento di spogliare affatto, se fosse possibile, i popoli cristiani dei benefizi recati al mondo da Gesù Cristo nostro Salvatore».

IL TESTO INTEGRALE DELL’ENCICLICA

All’Enciclica, di grandissima attualità per le tematiche sociali affrontate, dedicheremo un approfondimento in uno specifico articolo. Qui ci basti notare come l’enfasi aggressiva persino verso un Papa dimenticato da molti cattolici tracimi dai discorsi dell’alto massone. E ciò è assolutamente coerente in relazione alle finalità del Supremo Consiglio che pare davvero una setta teosofica obnubilata da fanatismi esoterici.

 

I RITI ESOTERICI DALLA CABALA ALL’ALCHIMIA

«Il Rito Scozzese Antico ed Accettato (RSAA) è un sistema di Gradi Massonici che elabora, integra ed espande il contenuto iniziatico dei tre Gradi fondamentali della Libera Muratoria Universale, senza i quali la Massoneria non esisterebbe – riporta il sito ufficiale – Nel rispetto della esclusiva Giurisdizione delle Grandi Logge che amministrano i primi tre Gradi della Via Iniziatica Massonica, il RSAA erige – sulla base di tali Gradi – la propria Struttura che si definisce “Piramide Rituale”».

«Lavorando alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo mediante la progressione nei Gradi dal IV al XXXIII, il RSAA offre al Maestro Massone una più profonda interpretazione dei Simboli ed una Conoscenza che lo stimola nella ricerca e nel perseguimento della Verità – aggiunge la presentazione delle finalità del SP – Il RSAA, secondo un eclettismo caratteristico proprio della Massoneria Speculativa, fatti propri gli scopi della Libera Muratoria Universale, realizza una sintesi della Sapienza Tradizionale – Alchimia, Cabala, Ermetismo, Rosacrocianesimo, Templarismo – e la propone allo studio dei suoi Fratelli nell’intento di sollecitarne lo spirito critico per un maggiore affinamento della loro formazione Iniziatica. Il perfezionamento interiore e quello dell’umana Famiglia sono gli obiettivi principali della più complessa e approfondita ricerca che, progredendo nel percorso Iniziatico del Rito Scozzese e nella libertà di coscienza, tende al conseguimento della consapevolezza delle più alte problematiche relative alla Vita, alla Morte, alla Società, all’Universo, al Divino».

La ricerca esoterica-spirituale degna di un Historical Scientology è improntata sulla matrice deistica del Grande Architetto dell’Universo, sotto la volta del quale possono convivere cattolici, protestanti, ebrei e per giunta musulmani come accadde nella già citata loggia massonica segreta del Centro cuturale Scontrino di Trapani, crocevia anche di mafiosi e politici: tra cui, come emerso dagli atti nel processo per l’assassinio del giornalista Mauro Rostagno, anche l’allora ministro democristiano siciliano Sergio Mattarella, oggi Presidente della Repubblica. Frequentazione da lui sempre pubblicamente negata.

 

MASSONI DI TUTTO IL MONDO A ROMA PER L’ANNIVERSARIO

Ma tra i compiti di questa congregazione massonica ci sono obiettivi assai più pragmatici da compiere nella società, in perfetta evoluzione dei concetti del Nuovo Ordine Mondiale. «Il Supremo Consiglio è un Corpo Rituale presieduto dal Sovrano Gran Commendatore e composto da tutti i Fratelli insigniti del 33° grado – scrive sempre il portale italiano RSSA – Le riunioni del Supremo Consiglio sono denominate Conventi, che si distinguono in Sovrani e Ordinari: ai primi partecipano solo i Membri Attivi e i Membri Emeriti, ai secondi partecipano anche i Membri Liberi e i Membri del Ruolo d’Onore. Nei Conventi Ordinari si delibera in merito alla costituzione o scioglimento dei Corpi dipendenti, si esaminano i problemi organizzativi delle Regioni e si procede alle cerimonie di investitura al 33° grado. Nei Conventi Sovrani vengono prese tutte le deliberazioni concernenti la legislazione, l’amministrazione, la disciplina, la ritualità, i rapporti con le altre potenze Massoniche e con le Autorità Profane».

L’aquila bicipite simbolo del Rito Scozzese Antico Accettato

Evidente il riferimento a tutti quei soggetti che si trovano ad interagire con gli affiliati sempre più diffusi nel mondo come testimonia il resoconto in occasione del 214° anniversario dalla sua Costituzione è stata celebrata, a Roma, la Festa Nazionale del Rito Scozzese Antico ed Accettato per la Giurisdizione Massonica Italiana.

«Ai Lavori Rituali, svoltisi in Camera di IV Grado, hanno preso parte i Fratelli provenienti da tutte le Regioni Scozzesi italiane – riporta il sito web – Le Colonne del Tempio sono state arricchite dalla presenza dei Sovrani Gran Commendatori e dei loro Rappresentanti delle seguenti Delegazioni estere: Argentina, Austria, Benin, Bolivia, Brasile, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Cipro, Cuba Germania, Grecia, Haiti, Israele, Costa d’Avorio, Paraguay, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Svizzera, Turchia, USA Giurisdizione Nord, Venezuela».

 

MASSONERIA E COMPLOTTISMO: «UN FALSO STORICO»

Evidenziati gli erudimenti essenziali sul Supremo Consiglio torniamo alle riflessioni del Gran segretario dello RSSA italiano sul convegno di Trento. «Oggi si è discusso di “Massoneria e complottismo” e, provocatoriamente, si può affermare che non si è parlato di congiura o di cospirazione – relazionò il framassone Antonio Maccioni – Nella “congiura” infatti, pochi, in disaccordo con il sistema ma supportati da princìpi che ritengono superiori, giurano di sostenersi vicendevolmente per raggiungere con qualunque mezzo gli scopi che si sono proposti. Nella ”cospirazione” i pochi contrari, pur vivendo in contesti societari apparentemente normali, si riuniscono in spazi ristretti, respirando intellettualmente la stessa aria, con lo scopo di tramare azioni spesso violente per il rovesciamento del sistema».

MASSONERIA & COSPIRAZIONI

«Nel “complotto” e nella variante negativa del “complottismo”, obiettivi e metodi sono molto più sfumati, come persino la ambigua etimologia lascerebbe intendere, avendo secondo alcuni una radice comune con i termini di complicità, complessità, complicazione, a loro volta derivanti da “cumulo” – aggiunge l’alto esponente del Supremo Consiglio – Il complotto infatti presupporrebbe la partecipazione cosciente e volontaria di molti, la condivisione occulta di azioni estremamente differenziate. Il meccanismo psicologico è particolarmente subdolo in quanto, una volta accettato un evento, anche se insignificante o marginale, si ingenera una cascata di possibili collegamenti che si rafforzano l’un l’altro, dando la sensazione di verità anche a fatti del tutto inesistenti. Ciò è avvenuto anche per la teoria del “complotto massonico” la cui realtà è così facilmente negabile che solo coloro che strumentalmente fingono di crederci, possono sostenerla, talvolta riesumando ridicoli falsi storici».

MASSONERIA E STRAGI

Non credo di possedere la verità in tasca ma, dopo aver rigettato la cooptazione alla Massoneria alcuni anni fa con notevoli contraccolpi sula carriera professionale, per analizzare le oggettive circostanze che provano l’esistenza di complotti, cospirazioni e congiure seguirò l’evoluzione storica del Rito Scozzese Antico Accettato narrata dal sito ufficiale del Supremo Consiglio italiano (eviterò pertanto di ripetere la fonte del virgolettato).

 

IL SUPREMO CONSIGLIO MADRE DI CHARLESTON

«Dal punto di vista storico il RSAA è il risultato finale di una complessa evoluzione che interessò vari sistemi alto graduali massonici, sviluppatisi in modo indipendente nel corso del XVIII secolo a partire dalle Ordonnances Generales pubblicate dalla Gran Loggia di Francia (1743) e successivamente attraverso il Capitolo di Clermont (1754) e gli Imperatori d’Oriente e d’Occidente (1758), che crearono le basi di una ritualità definita Rito di Perfezione o anche Rito di Heredom, che fu fondamentale per la successiva unificazione. Nella seconda parte del 700 il centro propulsore della Massoneria Scozzese si spostò nel continente americano dove trovò impulso e diffusione sotto la spinta di Etienne Morin e successivamente di Henry Franken e quindi di Alexandre de Grasse-Tilly. Finalmente, a Charleston (Sud Carolina) il 31 maggio 1801 fu costituito il primo Supremo Consiglio, detto Madre del Mondo, che nell’intenzione dei fondatori doveva rappresentare il coronamento delle Grandi Costituzioni di Federico il Grande (1786); attualmente esso ha sede a Washington. Nel volgere di qualche decina d’anni il RSAA, sotto l’impulso del Supremo Consiglio di Charleston, si è diffuso praticamente in tutto il mondo attraverso ulteriori Supremi Consigli, organizzati in Giurisdizioni territoriali nazionali, ciascuno autonomo ed indipendente, geloso della propria sovranità».

La Casa del Tempio della Loggia Madre di Washington del Rito Scozzese

Secondo altre fonti più dettagliate fu proprio De Grasse Tilly, munito di Patenti del Supremo Consiglio Madre di Charleston, a costituire in Francia il Rito Scozzese.

Ma tale obbedienza massonica si era diffusa ancor prima, in Inghilterra, con la nascita della Grand Lodge of London nel bel mezzo dello scontro tra i sostenitori del re protestante Giorgio I di Hannover e i Giacobiti che volevano la Corona per il cattolico Giacomo Francesco Eduardo Stuart.

 

LA ROTTURA TRA LE LOGGE DI FRANCIA ED INGHILTERRA

A conferire autorità e maggiore potere ai Protestanti ci pensò George Payne che il 24 giugno 1717, ricorrenza di San Giovanni Battista decollato nell’anno che rievoca il biblico Diluvio Universale (17° giorno del mese), radunò i framassoni delle quattro logge londinesi nella locanda “All’Oca e alla Graticola”, nei pressi del sagrato della cattedrale di St. Paul. Pochi anni dopo conferì al reverendo anglicano James Anderson il compito di redigere un più completo regolamento della Gran Loggia, dal titolo Costituzioni dei Liberi Muratori.

Una solenne frattura tra il Grande Oriente di Francia, l’obbedienza francese tradizionalmente maggioritaria, e la Gran Loggia d’Inghilterra avvenne per ua questione teosofica come evidenzia il documentato articolo di Aristide Luca Ceccanti. «Benché la Massoneria di Anderson fosse deista, l’atto che diede vita alla Gran Loggia Unita d’Inghilterra accolse la posizione degli Antichi riguardo al Landmark di un Dio personale che si rivela nella storia dell’uomo, presente nei lavori di loggia attraverso il Libro della Legge Sacra».

«Questa posizione, accettata pragmaticamente da tutte le Massonerie anglosassoni, era in conflitto con lo spirito filosofico europeo, mai disposto ad accettare limiti alla riflessione su argomenti di tale portata. La cultura di fine ’800, così impregnata di razionalismo, e soprattutto coinvolta nella lotta contro il temporalismo religioso al punto da contestare le fondamenta stesse delle fedi, spingeva per un distacco deciso della Massoneria da ogni posizione dogmatica – aggiunge lo studioso e massone della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori – Fu così che il Grande Oriente di Francia nel 1877, in nome della libertà di coscienza di ciascuno e per non porre limiti alla ricerca della verità, decise di espungere dai rituali ogni riferimento obbligatorio al Grande Architetto dell’Universo. La Gran Loggia d’Inghilterra immediatamente ruppe ogni relazione massonica col Grande Oriente e con tutte le Obbedienze che fossero rimaste in rapporto con esso. Le Potenze Scozzesi nel 1875 nel Convento di Losanna deliberarono di mantenere il Simbolo del Grande architetto dell’Universo definito come «Principio Ordinatore», rappresentato in loggia da un Libro della Legge».

 

LA NASCITA DEL SUPREMO CONSIGLIO DI MILANO

Ma torniamo alla storia del Supremo Consiglio d’Italia la cui denominazione completa è “Supremo Consiglio del 33° ed Ultimo Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato per la Giurisdizione Massonica Italiana”. Lo facciamo riportando tra virgolette il testo espunto dal sito ufficiale e senza virgolette alcuni riferimenti storici essenziali per avvalorare le connessioni tra il Supremo Consiglio e le cospirazioni di Giuseppe Mazzini.

«Fu fondato ed installato ritualmente a Milano il 16 marzo 1805 dal Conte Alexandre François Auguste de Grasse Tilly, S.G.C. del S.C. di Francia (1804), debitamente assistito da Fratelli francesi ed italiani, in forza di Patenti a lui conferite dal S.C. Madre del Mondo di Charleston, per cui il S.C. d’Italia fu una diretta emanazione di detto Corpo Rituale.
Nello stesso atto costitutivo del S.C. d’Italia è formalmente dichiarato che esso “crea e costituisce di sua sovrana autorità una Gran Loggia Generale in Italia sotto la denominazione di G. O. del Rito Scozzese Antico ed Accettato”. Il Grande Oriente d’Italia, così fondato, venne, quindi, installato ritualmente il 20 giugno 1805 dagli stessi fondatori del S.C. del RSAA. Il S.C. d’Italia, sedente a Milano, aveva Giurisdizione soltanto sui territori del Regno Italico e ne era Sovrano Gran Commendatore lo stesso Viceré, Eugenio Beauharnais».

 

I MOTI RIVOLUZIONARI DEI SUBLIMI MAESTRI

Siamo negli anni in cui il rivoluzionario italo-francese Filippo Giuseppe Maria Ludovico Buonarroti (1761-1837), dopo aver tessuto la Congiura degli Eguali a Parigi con Babeuf, a differenza di quest’ultimo condannato a morte, viene deportato nel 1803 a Sospello, nelle Alpi Marittime, e da qui a Ginevra, nel 1806, dove diviene prima membro Loggia Massonica Les Amis Sincères e poi maestro venerabile nel 1811, quando le autorità ne ordinano la chiusura per le attività politiche cospirative.

Il rivoluzionario italo-francese Filippo Buonarroti, fondatore della società segreta dei Sublimi Maestri Perfetti

Ma già in precedenza Buonarroti era entrato in contatto con la setta segreta francese Adelfi, associazione di massoni e giacobini antitetica alla massoneria ufficiale legata a Bonaparte, di cui diventò il capo e protagonista fino a farla conlufuire nel 1818 l’Adelfi nella Società dei Sublimi Maestri Perfetti: un’organizzazione con gradi distinti esattamente come nel Supremo Consiglio, paragonabile però ad una supeloggia deviata come la P2.

In questo contesto ci furono in Italia i moti carbonari del 1820-1821 nati sull’onda dei movimenti insurrezionisti spagnoli contro i poteri assoluti e sulla scia della Rivoluzione Francese che assunsero importanza nazionale ed internazionale solo con l’entrata in scena di Giuseppe Mazzini. Nel reportage sull’olocausto dei massoni comunisti abbiamo ben svicerato come Londra, culla della massoneria inglese, fu strategica nell’attività della Lega Comunista, della Germany Democratic Society e dello stesso Mazzini.

 

MAZZINI DAI SALOTTI INGLESI AI MASSONI DI PALERMO

Giuseppe Mazzini

Il rivoluzionario italiano, espulso dalla Svizzera nel 1936 dopo la costituzione della Giovine Europa, giunse nella capitale inglese con l’aiuto della famiglia di Mayer Moses Nathan, imparentato coi Rothschild e padre di Ernest, futuro Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1896 e Sindaco di Roma dal 1907. Mazzini fu ospitato dallo storico massone Thomas Carlyle che lo introdusse nei circoli londinesi più elitari e al cospetto dell’illustre massone (e primo ministro inglese) Lord Henry John Temple, III Visconte Palmerston e del Comitato Rivoluzionario Internazionale.

La lapide con i simboli massonici nella fortezza del Priamar di Savoa dove Mazzini fu imprigionato

«Sul territorio italiano non ancora unificato videro la luce anche altri Supremi Consigli tra cui, (a Napoli), un S.C., detto delle Due Sicilie (1809), un S.C. di Palermo (1860) e un S.C. di Napoli (1860). Dopo l’unificazione, dapprima si costituì, per fusione con quello di Milano, un S.C. di Torino (1862) e, più tardi, col trasferimento della Capitale a Firenze, se ne costituì ancora un altro in quella città (1864)» evidenzia ancora il portale del RSSA.

E’ noto agli storici più attenti il viaggio di Mazzini a Palermo nel 1860 dove fu pianificato lo Sbarco dei Mille poi guidato dal guerrigliero massone Giuseppe Garibaldi e finanziato proprio da Lord Palmerston in risposta alla lite sullo zolfo con il Regno delle Due Sicilie. Mazzini ottenne il 33° grado massonico proprio dal Supremo Consiglio di Palermo del Rito Scozzese, sebbene condannato a morte da due Tribunali e poi graziato come avvenne per Albert Pike, considerato il “Papa” della Massoneria americana.

 

PIKE: DA COMMENDATORE MASSONE A GENERALE SUDISTA

Albert Pike, il papa della Massoneria americana

Pike, cui abbiamo dedicato un articolo monografico, venne cooptato dal 33° grado del RSSA americano Albert Gallatin Mackey, segretario del Supremo Consiglio di Charleston, il quale persuase Pike ad affiliarsi all’Ordine dove diventò Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese (Supremo Consiglio, giurisdizione Sud) dal 1859 alla sua morte.

Proprio mentre Mazzini preparava il complotto anglo-italico a Palermo, il generale Pike, già tra i fondatori del Ku Klux Klan, fu tra coloro che guidarono l’Insurrezione del Sud poi sfociata nella Guerra di Secessione america, vinta dall’esercito nordista del presidente Abraham Lincoln, ucciso poco dopo la fine del conflitto da un affiliato alla massoneria.

MASSONERIA E SATANISMO NELLA STORIA DI ALBERT PIKE

Risale al 1870-1871 la misteriosa corrispondenza tra Mazzini e Pike testimoniata nel libro Pawn in the Game dal commodoro della Marina Canadese William Guy Carr, scrittore d’ispirazione cattolica, che ben rileva il complotto del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale nella dinamica “crisi-guerra-rivoluzione”, che ha devastato il XX secolo.

Ecco una frase eloquente scritta da Carr dopo la lettura della missiva: «La prima Guerra Mondiale doveva essere combattuta per consentire agli “Illuminati” di abbattere il potere degli zar in Russia e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo. Le divergenze suscitate dagli agenti degli “Illuminati” fra Impero britannico e tedesco furono usate per fomentare questa guerra. Dopo che la guerra ebbe fine si doveva edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni».

MASSONERIA E GRANDI DELITTI: DAL GIUDICE AL PRESIDENTE USA

«Dobbiamo creare un Rito superiore che rimarrà ignoto, al quale apparterranno quei massoni di alto Grado che sceglieremo. Nei confronti dei nostri Fratelli in Massoneria, questi uomini dovranno impegnarsi alla segretezza più severa. Attraverso questo Rito supremo governeremo ogni Massoneria, ed esso diverrà l’unico centro internazionale, il più potente perché la sua direzione sarà sconosciuta» scrisse Mazzini il 22 gennaio 1870 nella sua missiva a Pike, secondo la studiosa Lady Queenborough, nome letterario di Edith Starr Miller, autrice del libro Occult Theocrasy,

 

LA BRECCIA DI PORTA PIA FESTEGGIATA DAL GRAN MAESTRO

Il 21 settembre 1870 i soldati del Regno d’Italia comandati dal generale Raffaele Cadorna a colpi di cannonate fecero la cosiddetta Breccia di Porta Pia nelle mura dello Stato Pontificio decretando la fine del potere temporale dello Stato Vaticano, costretto a ridimensionare il suo territorio.

«In occasione del venticinquesimo anniversario della presa di Roma, gli venne conferito il collare dell’Annunziata – scrive di Cadorna l’enciclopedia Treccani – egli aveva rifiutato di partecipare alle cerimonie commemorative per la salute ormai declinante e per l’impronta massonica loro impressa, ma continuò sempre, pur essendo cattolico convinto, ad approvare l’atto commesso e la fine del potere temporale».

Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, alla commemorazione dei caduti nella Breccia di Porta Pia il 21 settembre 2015

«Oggi non si chiudono le celebrazioni della ricorrenza del XX Settembre. È soltanto la tappa del nostro cammino di Liberi Muratori. Chi è venuto al Vascello ha visto una cartolina con la presa di Porta Pia e dietro la scritta ‘Siamo contro ogni tipo di muro da sempre’. Ed è così, siamo contro ogni muro» Lo ha sottolineato Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, il 21 settembre 2015, durante l’omaggio ai Caduti della Breccia di Porta Pia presso la lapide nelle Mura Aureliane che ricorda la storica battaglia che sancì l’annessione di Roma all’Italia.

E sancì anche lo sbarco a Roma del Rito Scozzese Antico Accettato: «Un ulteriore Supremo Consiglio si stabilì, nel 1870, a Roma, definitiva Capitale del Regno. A seguito di numerose convenzioni, si conseguì, infine, non senza travagli, l’unificazione tra i diversi SS.CC. in un unico S.C. d’Italia, che fu quello sedente in Roma – aggiunge il sito RSSA – Da uno scisma verificatosi nel 1908, nacque un secondo S.C., detto di “Piazza del Gesù”, che dal 1912 fu riconosciuto da molti SS.CC. del mondo in contrapposizione con quello detto di “Palazzo Giustiniani”».

Il grande potere massonico diventa palese al mondo con l’elezione a Sindaco di Roma, nuova capitale del Regno d’Italia, dell’anglo-italiano Ernest Nathan, già Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. E ancor più qualche anno dopo quando il governo italiano in cui sedevano vari liberi muratori decide di assecondare le strategie di un altro massone anglo-italiano: Sidney Sonnino, che guiderà gli italiani verso il massacro della Prima Guerra Mondiale per distruggere l’Austria ed indebolire la Russia, proprio come rilevato dal commodoro canadese Carr nel suo libro.

LA GRANDE GUERRA VOLUTA DAI MASSONI ANGLO-ITALIANI

 

LA MASSONERIA VIETATA DAL DUCE RINASCE TRA CIA E MAFIA

«Il ventennio fascista, durante il quale ogni attività massonica in Italia fu proibita, eliminò di fatto il problema di quella atipica duplicazione tra la continuità storica e il possesso di riconoscimenti di varie Giurisdizioni. La separazione tra le Giurisdizioni del Grande Oriente d’Italia e del S.C. fu sancita nel 1922. La Conferenza di Parigi dei SS.CC. del mondo, tenutasi nel 1929, sancì questo principio per tutti i SS. CC.». Nello stesso anno il crollo della Borsa a Wall Street determinò un dissesto economico finanziario internazionale: ma questa può essere una semplice coincidenza.

CIA-MAFIA: L’ITALIA NELLA MORSA

Non è invece una mera casualità che la massoneria, vietata dal Duce Benito Mussolini anche per le sospette connivenze con la Mafia in Sicilia ritenuta da alcuni storici invenzione di Mazzini stesso e nata proprio con l’Unità d’Italia, rialza la testa proprio dopo lo Sbarco degli Alleati nell’isola sicula.

«Alla ripresa delle attività massoniche, nel 1943, dopo il fallimento dei tentativi di riunificazione, coloro che possedevano il supremo Grado del RSAA, ricostituirono i due SS.CC. di “Palazzo Giustiniani” e di “Piazza del Gesù”. Tra il 1960 e il 1973, le residue incomprensioni tra i due tronconi storici della Massoneria Italiana, si ricomposero e da allora, nonostante altre divergenze, manifestatesi nel 1977 e ora finalmente superate grazie alla lealtà dei Fratelli Scozzesi d’Italia e alla saggezza dei SS.CC. del resto del mondo, il S.C. del Rito Scozzese Antico e Accettato per la Giurisdizione Massonica Italiana rappresenta la regolarità per 54 Supremi Consigli nel mondo».

Frank Bruno Gigliotti, massone sovrano dei due mondi

Dal 1943 in poi l’intreccio tra esponenti massonici e mafiosi si arricchisce di una nuova componente: i servizi segreti militari americani. Accade soprattutto quando il calabrese Frank Gigliotti, statunitense di adozione, informatore della FBI e poi agente dell’OSS (ex Cia), diventa il massone e poi Sovrano Grande Ispettore Generale ottenento il 33° grado Rito Scozzese Antico ed Accettato e membro della famosa loggia massonica “Garibaldi Lodge” di New York.

Questo tempio americano fu definito in modo assai caustico dall’ex Gran Maestro del GOI Giuliano Di Bernardo: «mafia, infiltrata nella famosa loggia Garibaldi: un concentrato di esponenti dell’area grigia tra massoneria e malavita». Nasce così qualcosa ancora più oscuro e inquietante: il cosidetto Deep International State emerso anche nell’inchiesta parlamentare sull’assassinio del leader DC Aldo Moro e la strage di Via Fani.

Nonostante ciò oggi c’è ancora chi dall’alto del Supremo Consiglio nega l’esistenza di “complotti massonici” sebbene proprio le radici fondanti della Massoneria, costruita sulla fratellanza opportunistica e sulla secretezza, siano l’alveo ideale dove possono germinare i virus epidemici delle cospirazioni nelle stragi internazionali e i batteri della cultura mafiosa.

Come avvenuto ancora di recente per gli arresti in una loggia di Castelvetrano. Come si sospetta sia avvenuto anche nei depistaggi sulle indagini sulla Strage di Via d’Amelio in cui rimase ucciso il giudice Paolo Borsellino insieme a cinque agenti della sua scorta.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MASSONERIA E STRAGI

MASSONERIA E GRANDI DELITTI: DAL GIUDICE AL PRESIDENTE USA

LA GRANDE GUERRA VOLUTA DAI MASSONI ANGLO-ITALIANI

DELITTO MORO: MENZOGNE DI STATO

MASSONI IN MANETTE NEL PAESE DEL BOSS: IN 27 TUTTI LIBERI PER CAVILLI

RETROSCENA DELL’INCHIESTA SULLA MORTE DI BORSELLINO

FONTI

MASSONERIA FRANCESE

CONVEGNO SU MASSONERIA E COMPLOTTISMO

STORIA DEL RITO SCOZZESE ANTICO ACCETTATO

SUPREMO CONSIGIO – CRONOLOGIA

 

 

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