L’ULTIMA VIOLENZA A DESIREE

I GIUDICI BUONISTI SMORZANO
LE ACCUSE CONTRO LA GANG NERA
E REGALANO UN ESCAMOTAGE GIURIDICO
A TUTTI GLI STUPRATORI DI BRANCO

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Sotto il profilo giuridico hanno dovuto fare un triplo salto mortale con avvitamento i giudici del Tribunale del Riesame di Roma per edulcorare la belluina violenza perpetrata ai danni della sedicenne Desirée Mariottini, morta dopo gli stupri per un mix miciciale di psicofarmaci e droga e l’omesso soccorso quando era ormai in agonia. Ebbene sì pur di agevolare una rilettura buonista del branco di stupratori immigrati i giudici sono andati ben aldilà di quanto fosse necessario per la conferma della custodia cautelare in carcere dei quattro immigrati arrestati dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato per la morte della ragazza e la violenza sessuale. Sfoggiando toghe pelose per i crini del diritto e facendo forzature allo stesso Codice Penale hanno di fatto perpetrato un’ulteriore violenza sul corpo martoriato della ragazzina di cui qualcuno avrebbe abusato persino quando era già esanime. Hanno dato in pasto ai media un desueto reato per attenuare le responsabilità degli aguzzini della giovane: perché il reato di abuso sessuale non esiste più dal lontano 1996 quando rientrava nella casistica degli atti di libidine violenta. Addentrandosi nei meandri di un’orripilante pornologia hanno partorito un escamotage giuridico che d’ora in poi consentirà a tutti gli stupratori di evitare le pesanti aggravanti contemplate per l’azione di gruppo.

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SCONTRO POLITICO SUL NO-GENDER

IL PIDDINO GARANTE DELLA PRIVACY 
CONTRO IL MINISTRO SALVINI:
BOCCIA “PADRE” E “MADRE”
SULLA CARTA D’IDENTITA’.
MA PER I FURTI DATI FACEBOOK
FA SOLO PAROLE E… GUADAGNI
GRAZIE AL LIBRO SUI SOCIAL

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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E’ davvero curioso che sia proprio un medico, quindi un esperto di scienza, a negare il concetto di padre e madre pur di difendere la cultura No-Gender sbandierata dal popolo dei Lgbt, cui di recente si sono aggiunti i Queer, ovvero coloro che in ossequio al termine inglese che significa “bizzarro” non vogliono definire la loro identità di genere e di orientamento sessuale in una libera transumanza che travalica il concetto di eterosessuale. Non è affatto una sorpresa che a bocciare il ritorno delle parole papà e mamma, capaci di resistere nella storia al diluvio universale ed alle invasioni barbariche ma non al governo del Pd di Matteo Renzi che alla chetichella inserì nei moduli del Ministero dell’Interno per la carta d’identità le parole “genitore 1” e “genitore 2”, sia proprio un esponente di spicco del Pardito Democratico a conferma di una battaglia che ha odore politico più che consistenza burocratica. E’ infatti l’ex capogruppo Pd alla Camera, Antonello Soro (già Sindaco di Nuoro e nella vita primario di medicina e chirurgia) a dare parere negativo alla sostituzione delle indicazioni ambigue del sesso del genitore volute dai politici amanti del No-Gender per il ritorno delle parole padre e madre come voluto dal nuovo ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nella veste di Garante per la Privacy ha bocciato il cambiamento dei moduli per il rilascio della carta di identità elettronica per i figli minorenni.

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IL KIT PER TERRORISTI FANTASMA

NUOVE ARMI PER L’ISIS IN EUROPA:
CARTE DI CREDITO E SIM TELEFONICHE
ANONIME PER I MIGRANTI.
I PROGETTI MASTERCARD E LYCAMOBILE
FINANZIATI DAL SOLITO SOROS
E DAL MAGNATE TV ALLIRAJAH
CHE AIUTA UNA ONG MUSULMANA
MA IN ITALIA EVADE L’IVA PER MILIONI

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Sulla carta si presentano come filantropi e fanno incetta di riconoscimenti internazionali per i loro milionari contributi umanitari, nella realtà stanno agevolando la rivoluzione etnica dell’occidente secondo il famigerato piano Kalergi facilitando in ogni modo il viaggio dei migranti fornendo loro carte di credito e schede telefoniche Sim che rendono persino impossibile identificarli anche qualora risultassero terroristi. Al piano della Lycamobile, del produttore televisivo miliardario anglo-cingalese Subaskaran Allirajah, che in barba ad ogni legge antiterrorismo vigente in Italia rende reperibili le schede prepagate anonime preferite dai migranti, si aggiunge quello della Open Society Foundation del finanziere ungaro-americano George Soros per le carte di credito di Mastercard col marchio dell’Unhcr, cioè dell’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite. Due progetti umanitari che nascondono una grave insidia poiché possono diventare le nuove armi nelle mani dell’Isis quale un kit del perfetto terrorista fantasma. Due iniziative che  non solo finanziano e perciò incentivano i viaggi degli immigrati clandestini ma consentono ai due facoltosi imprenditori di creare anche un business collegato all’accoglienza: per Lycamobile la ricarica che il rifugiato (anche in attesa di risposta sull’asilo politico) può effettuare grazie al pocket money di 2,5 euro al giorno, per Mastercard le commissioni nell’utilizzo delle carte di credito. A ciò si aggiunge il fatto che l’operatore telefonico virtuale del filantropo asiatico Allirajah si è pure scordato di versare allo Stato Italiano l’Iva sulle ricariche per una maxi evasione da 8 milioni di euro scoperta dalla Guardia di Finanza. Sia Soros che il cingalese sono accomunati dal supporto umanitario a Save The Children: se il magnate ungherese è noto per sostenere tale ong come altre che soccorrono i migranti (minori e non) il suo omologo dello Sri Lanka ha messo a disposizione grazie alla Lycamobile un numero verde multilingue Helpline Minori Migranti gestito da Save The Children. Ma lo stesso Allirajah sostiene pure l’ong Muslim Aid sospettata di finanziare estremisti islamici sebbene nessuna prova di collegamenti con gruppi terroristici sia mai emersa. Un’encomiabile generosità filantropica che si scontra con la disinvoltura spregiudicata negli affari: dall’evasione fiscale alla distribuzione massiva di schede Sim anonime in tutto il continente europeo. Basti pensare che gli agenti della Guardia di Confine elvetica hanno pizzicato un trasportatore di migranti siriani dall’Italia alla Svizzera Tedesca con ben 1900 SIM Lycamobile. Una scheda telefonica anonima che si può trovare occasionalmente anche su ebay…

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I PREMI AI COMBATTENTI ISIS

NELLA JIHAD MERCENARIA
AUTO, ORO E ARGENTO
PER ABBATTERE AEREI
E USARE ARMI CHIMICHE.
MA ANCHE VIAGGIO GRATIS IN EUROPA
PER INFILTRARSI TRA I MIGRANTI
E RECLUTARE TERRORISTI
CON MILLE DOLLARI IN REGALO

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Che dietro la Guerra Santa degli estremisti islamici ci fossero ingenti finanziamenti internazionali era cosa nota e dimostrata già dal reportage della giornalista bulgara Dilyana Gaytandzhieva che aveva smascherato il traffico di armi comprate dagli Usa e finite all’Isis (link a fondo pagina) Ma bastava anche solo guardare le foto dei terroristi di Al Nusra a Idlib in Siria dentro una tenda marchiata Usaid (United States Agency fort International Development), l’agenzia governativa americana per la lottà alla povertà globale e il rafforzamento delle democrazie nei paesi del terzo mondo espulsa dalla Russia nel 2012 proprio perché ritenuta finanziatrice di movimenti sovversivi. Un’immagine più eloquente delle tracce di sovvenzioni che ci sono solo nel programma Usa denominato Syria Democracy Program e destinato a supportare l’Esercito Libero Siriano ma non ufficialmente i  terroristi (link a fondo pagina). Ora grazie al reportage di Russia Today Arabic ecco la prova che esisteva un vero e proprio tariffario di premi per il valente jihadista mercenario dell’Isis: «L’uso di agenti chimici era pagato in argento, mentre l’abbattimento di un elicottero veniva ricompensato in oro – scrive RT che in Iraq ha ottenuto le carte appartenenti al gruppo terroristico – Nonostante la credenza comune che i combattenti dello Stato Islamico (IS, ex ISIS / ISIL) siano stati spesso costretti ad arruolarsi o siano stati reclutati sulla base della convinzione della loro fede per compiere la Jihad, i documenti dalla città irachena di Mosul visti da RT mostrano che la lotta per il califfato autoproclamato aveva anche i suoi incentivi finanziari». La provenienza dei soldi per queste ricompense non si conosce ma conferma l’esistenza di una jihad mercenaria economicamente assai ben organizzata con pure viaggi premio in Europa per infiltrarsi tra i migranti e reclutare terroristi.

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MUSULMANI IN DIFESA DI ASIA BIBI

ANCHE TRE IMAM BRITANNICI
CHIEDONO AL GOVERNO UK
DI ACCOGLIERE LA CRISTIANA
PERSEGUITATA IN PAKISTAN.
IL SINDACO VIRGINIA RAGGI
SNOBBA IL SIT-IN A ROMA

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Ci sono anche tre Imam britannici tra coloro che in tutto il mondo si stanno mobilitando per offrire asilo politico alla cristiana Asia Bibi, la madre di famiglia pakistana assolta dall’accusa di blasfemia contro Maometto e scarcerata nei giorni scorsi tra le ire dei fondamentalisti islamici che avrebbero voluto al sua morte per impiccagione (come previsto dalla legge nazionale per i blasfemi). Si fa sempre più aspra la contrapposizione tra gli estremisti musulmani e gli attivisti nella tutela dei diritti umani: i primi avevano sospeso le proteste di piazza dopo che la Corte Suprema di Islamabad aveva assolto la donna rivedendo le precedenti sentenze di condanna a morte solo in virtù di un negoziato col Governo che aveva assicurato di non concedere ad Asia la possibilità di espatrio fino ad un’ulteriore revisione del processo; gli altri stanno organizzando manifestazioni e appelli di solidarietà in tutto il mondo, dall’Inghilterra all’Italia. In mezzo ci sono politici come la premier inglese Theresa May che per quieto vivere ha escluso la possibilità di asilo per la cristiana nel timore di disordini in Inghilterra (dove ci sono più di 400mila moschee metà delle quali controllate da integralisti) ed altri come il Sindaco di Roma, Virginia Raggi, che ha snobbato il sit-in delle associazioni umanitarie italiane riunitesi nella piazza davanti al Campidoglio. Intanto il Canada ha già avviato trattative con il governo di Islamabad per verificare la possibilità di un espatrio. Mentre l’ambasciata olandese della capitale pakistana ha annunciato una temporanea sospensione dell’attività dopo le minacce di morte indirizzate dai fondamentalisti ad alcuni diplomatici in seguito all’ospitalità concessa dai Paesi Bassi all’avvocato di Bibi, fuggito senza nemmeno i bagagli quando è ripresa la protesta degli islamici alla liberazione della sua assistita, trasferita in un rifugio sicuro e sconosciuto. Proprio il legale Saiful Malook ha suscitato le ire dei musulmani pakistani diffondendo alla Bbc la notizia che Asia non solo era stata scarcerata ma anche messa su un aereo per destinazione ignota di un altro paese. Notizia smentitadalle autorità di Islamabad con insistenza persino sospetta: tanto da indurre ad ipotizzare che la donna sia già davvero fuori dal Pakistan; circostanza che spiegherebbe perché non ha ancora incontrato le cinque figlie ed il marito che, anch’essi rifugiati in una località segreta, hanno chiesto asilo politico in Inghilterra, Usa, Canada e Italia. Leggi tutto “MUSULMANI IN DIFESA DI ASIA BIBI”

INCHIESTA SULLA MORTE DI BORSELLINO

DOPO 26 ANNI FINALMENTE
S’INDAGA ANCHE SUI MAGISTRATI
PER IL GRAVE DEPISTAGGIO ORDITO
SULLA STRAGE DI VIA D’AMELIO
DALLA TRIADE MAFIA-007-MASSONERIA:
VERITA’ E GIUSTIZIA IN MANO AL CSM
GUIDATO DAL SICILIANO MATTARELLA

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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«Com’è possibile che i magistrati non si siano accorti di quello che stava accadendo? Le tesi investigative proposte sono state accettate da schiere di magistrati, sia giudicanti che inquirenti. Questi ultimi, peraltro, avendo il coordinamento delle indagini, avrebbero dovuto coordinare e controllare il lavoro delle forze dell’ordine». È a questa domanda che dovranno rispondere la Procura generale della Corte d’Appello di Messina cui sono stati trasmessi gli atti dai colleghi di Caltanissetta che hanno istruito il processo su “uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana” come ammesso dai giudici nella sentenza sul cosiddetto Borsellino quater, il quarto procedimento per la strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992.  È a quella domanda sul ruolo dei magistrati, pubblicamente rivolta alle istituzioni da Fiammetta Borsellino, figlia del giudice assassinato, che è appeso il senso dello Stato e della giustizia in una vicenda che partendo dalla strage mafiosa di Palermo attraversa l’Italia per evocare massoneria e servizi segreti. Finalmente, a distanza di ben 26 anni, si comincia ad indagare anche su quei magistrati che per negligenza consentirono o parteciparono, è proprio ciò che dovrà essere appurato, al depistaggio nell’accertamento delle responsabilità dell’attentato derivante dalle dichiarazioni manipolate del pentito Vincenzo Scarantino che, come acclarato dal procedimento Borsellino quater e successive indagini, fu “indotto a mentire” accusando sé stesso ed altri soggetti innocenti e coinvolgendoli nella strage.

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ASIA BIBI LIBERA IN LUOGO SEGRETO

MISTERI SULLA SCARCERAZIONE
DELLA MADRE CRISTIANA 
ASSOLTA DALLA BLASFEMIA:
ECCO I MOTIVI PER CUI POTREBBE
AVER GIA’ LASCIATO IL PAKISTAN.
VENEZIA SI COLORA DI ROSSO PER LEI

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Asia Bibi è finalmente libera! A dare la notizia è stata la BBC, intorno alle 11 di giovedì, che ha ricevuto la comunicazione ufficiale da parte del suo avvocato Saif ul Malook, costretto nei giorni scorsi a scappare dal Pakistan dopo aver ricevuto minacce di morte da parte dei gruppi radicali islamici: « E’ stata rilasciata, mi è stato detto che era su un aereo ma nessuno sa dove atterrerà». Intorno alla sua liberazione aleggia però il mistero perché mentre in un primo momento tra i media è circolata l’indiscrezione che fosse uscita dal Pakistan il ministro dell’Informazione Fawad Hussein ha smentito ed ha pure aggiunto, come riferisce nil network britannico, che i giornalisti sono stati “estremamente irresponsabili” nel riferire che avesse lasciato il paese senza prima ricevere na conferma ufficiale. «È ancora in Pakistan», ha detto a Dpa il portavoce del ministero degli Esteri, Muhammad Faisal. E’ invece assolutamente certo è che la madre di famiglia cristiana, assolta dalla Corte Suprema nei giorni scorsi dall’assurda accusa di blasfemia che ne aveva determinato la condanna a morte nel primo e secondo grado di giudizio, dopo otto anni di reclusione, è stato rilasciata mercoledì 7 novembre dalla prigione delle donne nel Multan, nella provincia del Punjab. Il rilascio è avvenuto tra ingenti misure di sicurezza ed è stata condotta in un luogo segreto a causa delle proteste suscitate tra i fondamentalisti la notizia della sua assoluzione e delle reiterate minacce a morte columinate in nuna taglia di 50 milioni di rupie (circa 430 mila euro) messa sulla sua testa dai fondamentalisti dopo l’appello alla sua impiccagione dell’imam della Moschea Rossa di Islamabad, Abdul Aziz, religioso musulmano talmente estremista da essere stato arrestato in passato per collusioni coi jihadisti dalle stesse forze di polizia pakistane che fanno comunque capo ad un governo retto da una teocrazia islamica in cui la sharia è la legge penale di riferimento. Per Asia e per tuti i cristiani perseguitati il 20 novembre Venezia si colorerà di rosso in un grande evento internazionale organizzato dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) che ha seguito da vicino il caso e ricevuto due videomessaggi dai suoi familiari.

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L’OLOCAUSTO DEI MASSONI COMUNISTI

ANNIVERSARIO RIVOLUZIONE RUSSA:
RICORDIAMO I 95 MILIONI DI MORTI
DELLE DITTATURE FALCE E MARTELLO
IDEATE DAGLI ILLUMINATI DI BAVIERA
E LE VITTIME DELLE FOIBE 
OFFESE DAI CONTESTATORI DI SALVINI

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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«Era il 7 novembre del 1917 (il 25 ottobre secondo il calendario giuliano) quando dall’incrociatore Aurora fu sparato il primo colpo di cannone (a salve) che diede simbolicamente il via alla Rivoluzione. Un evento per decenni idealizzato dalla propaganda sovietica. Niente di eroico come raccontò Eisenstein e niente di drammatico e sanguinoso, come aveva previsto Lenin nei suoi piani». Cominciò così la Rivoluzione Bolscevica, così definita perché bolshinstvo in russo significa appunto rivoluzionario. Cominciò così un Regime del Terrore mondiale che era germogliato proprio con l’analogo periodo della Rivoluzione Francese del sanguinario Maximilien de Robespierre e con l’esperienza fallimentare della Comune di Parigi che aveva visto proprio Vladimir Il’ič Ul’janov, al secolo semplicemente Lenin, in Francia a studiarne gli erudimenti poi trasferiti nell’omonimo libro. Se oggi un centinaio di integralisti comunisti italiani – in molto simili agli estremisti islamici per fanatismo ideologico con l’unica differenza di non usare più armi e bombe dopo la dura repressione dei loro antenati delle Brigate Rosse – può inneggiare liberamente alle Foibe minacciando i leghisti di Matteo Salvini è soltanto perché il processo di condanna internazionale del comunismo non solo non è mai avvenuto ma non è mai nemmeno iniziato sebbene questa filosofia socialista applicata in modo tirannico da vari dittatori (Stalin, Mao, Pol Pot, Tito, Fidel Castro ecc) abbia mietuto in 75 anni di fin troppo longeva esistenza ben 95 milioni di morti.

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CALABRIA: ALTRO POLITICO DI SINISTRA IN MANETTE

APPALTI MILIONARI PER REGALIE
NEL COMUNE DI FUSCALDO:
ARRESTATO IL SINDACO RAMUNDO
AMICO DEI PRESIDENTI DEL PD
DI PROVINCIA E REGIONE,
ENTRAMBI NEI GUAI PER ABUSO D’UFFICIO
IN UN’ALTRA INCHIESTA.
INCENDIATA UNA SUA CASA NEL 2016

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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Un altro amministratore pubblico di sinistra in manette. Un altro Sindaco calabrese vicino al Pd nei guai per la gestione illecita degli appalti esattamente come contestato a Domenico Lucano, ex Sindaco di Riace. Gianfranco Ramundo, 61 anni, Sindaco di Fuscaldo, centro dell’Alto Tirreno cosentino di ottomila abitanti, é stato arrestato stamane dai finanzieri del Comando provinciale di Cosenza nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Paola, insieme ad altri componenti dell’Amministrazione comunale. L’accusa é di corruzione e tentata concussione. Nell’operazione della Guardia di finanza, in cui sono impegnati oltre cento militari, sono coinvolte complessivamente 14 persone. Ramundo, consigliere provinciale per Italia del Meridione, partito di maggioranza del Presidente della Provincia di Cosenza del Pd, Franco Iacucci, è anche politico di fiducia del Governatore della Calabria, l’altro dem Mario Oliverio: enrambi sono estranei alla vicenda attuale ma sul loro capo pende una richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio nel trasferimento di un altro sindaco in un ente regionale a meri fini elettorali. Secondo la Finanza e la Procura di Paola il Sindaco di Fuscaldo avrebbe gestito un giro di appalti milionari assegnati ad imprenditori amici in cambio di regalie. Nel 2013 e nel 2016 aveva anche subito due intimidazioni, in una delle quali gli era stata incendiata una casa.

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EGITTO: STRAGE DI BAMBINI COPTI

PAPA FRANCESCO ALL’ANGELUS:
“UCCISI SOLO PERCHE’ CRISTIANI”.
L’ISIS TRUCIDA SENZA PIETA’
LA PICCOLA MARYA DI 12 ANNI
ED ALTRI 2 FANCIULLI
AL RITORNO DA UN BATTESIMO
LE TREMENDE IMMAGINI
DELL’INFERNO IN TERRA

…Ora che insopportabile il tormento
Si sfrena tra i fratelli in ira a morte;
Ora che osano dire
Le mie blasfeme labbra:
“Cristo, pensoso palpito,
Perché la Tua bontà
S’è tanto allontanata?”…
…Ora che l’innocenza
Reclama almeno un eco,
E geme anche nel cuore più indurito;
Ora che sono vani gli altri gridi;
Vedo ora chiaro nella notte triste.
Vedo ora nella notte triste, imparo,
So che l’inferno s’apre sulla terra
Su misura di quanto
L’uomo si sottrae, folle,
Alla purezza della Tua passione.
Fa piaga nel Tuo cuore
La somma del dolore
Che va spargendo sulla terra l’uomo;
Il Tuo cuore è la sede appassionata
Dell’amore non vano.
Cristo, pensoso palpito,
Astro incarnato nell’umane tenebre,
Fratello che t’immoli
Perennemente per riedificare
Umanamente l’uomo,
Santo, Santo che soffri,
Maestro e fratello e Dio che ci sai deboli,
Santo, Santo che soffri
Per liberare dalla morte i morti
E sorreggere noi infelici vivi,
D’un pianto solo mio non piango più,
Ecco, Ti chiamo, Santo,
Santo, Santo che soffri.

Giuseppe Ugaretti
versi espunti da Mio fiume anche tu

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