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CRISTIANI PERSEGUITATI PIU’ CHE MAI DAI JIHADISTI. Dossier ACS: 7.600 Assassinati solo in Nigeria. SOS in 24 Paesi di Africa e Asia

CRISTIANI PERSEGUITATI PIU’ CHE MAI DAI JIHADISTI. Dossier ACS: 7.600 Assassinati solo in Nigeria. SOS in 24 Paesi di Africa e Asia

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Estratto di Comunicati e Rapporti di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS)

ENGLISH VERSION

«Stavo ancora celebrando la Messa quando ho sentito le esplosioni. Ero sul sagrato, stavo mettendo l’incenso nel turibolo e mi stavo preparando a guidare la processione fuori dalla chiesa, quando ho sentito due forti boati e ho visto i miei parrocchiani in preda al panico correre in diverse direzioni. Qualcuno è corso da me e ha gridato: “Padre, ci sono degli sconosciuti armati!” Non so quanti fossero – alcuni dicono sei, altri quattro – ma so che erano organizzati. Alcuni degli assalitori si sono confusi tra i parrocchiani e hanno pregato con noi durante la Messa, sapendo per tutto il tempo che avevano intenzione di ucciderci».

Comincia così il racconto di Padre Andrew Abayomi, viceparroco della chiesa cattolica di San Francesco Saverio a Owo, nello Stato nigeriano di Ondo, che è stata attaccata il 5 giugno 2022, durante la Messa della domenica di Pentecoste. Nel massacro sono stati uccisi almeno 40 fedeli e decine di persone sono rimaste gravemente ferite.

Padre Andrew Abayomi

«Mentre i proiettili fendevano l’aria, pensavo soltanto a come salvare i miei parrocchiani. Alcuni di loro sono riusciti a chiudere la porta d’ingresso e io ho invitato le persone a spostarsi nella sacrestia.  Vi sono state altre tre o quattro esplosioni, una dopo l’altra, all’interno della chiesa e vi sono stati alcuni spari da parte degli assalitori. È stato un attacco ben pianificato, durato circa 20-25 minuti».

«Una volta accertato che gli aggressori se ne erano andati, abbiamo lasciato la sacrestia. I cadaveri erano disseminati nella chiesa e vi erano molti feriti. Il mio spirito era profondamente turbato. Con l’aiuto dei parrocchiani che potevano guidare, abbiamo iniziato immediatamente a portare i nostri fratelli e sorelle feriti all’Ospedale St. Louis e al Centro Medico Federale. Successivamente ho fatto visita ai feriti, pregando con loro, amministrando il Sacramento degli Infermi e incoraggiandoli a mantenere viva la speranza».

Nigeria Attack Raises Questions about Expansion of Terrorist Threat

«Il mondo ha voltato le spalle alla Nigeria. Si sta compiendo un genocidio, ma a nessuno importa. Gli addetti alla sicurezza e gli agenti di polizia presenti nelle vicinanze non sono intervenuti in nostro soccorso, nonostante l’attacco sia durato almeno 20 minuti. La pubblicazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) Perseguitati più che mai. Rapporto sui cristiani oppressi per la loro fede 2020-2022 è di vitale importanza, in quanto evidenzia le terribili minacce che i nostri fedeli devono affrontare. Non sono solo i cristiani in Nigeria a soffrire, ma anche quelli in Pakistan, Cina, India e in molti altri luoghi».

La testimonianza del sacerdote africano (da cui è stata estrapolata questa sintesi) è stata utilizzata come prefazione al dossier “Perseguitati più che mai. Rapporto sui cristiani oppressi per la loro fede 2020 – 2022” realizzato dalla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) e diffuso giovedì 17 novembre.

NB Dalla relazione di Sintesi e dal comunicato stampa di ACS la redazione di Gospa News ha estratto alcune delle parti più significative correlandole tra loro e aggiungendo a posteriori i link agli articoli pubblicati in precedenza dal nostro sito sugli argomenti trattati. I numeri al termine di alcune frasi si riferiscono alle note sulle fonti del rapporto che abbiamo pubblicato in calce all’articolo.

CRISTIANI PERSEGUITATI PIU’ CHE MAI SOPRATTUTTO IN 24 PAESI

“Perseguitati più che mai. Rapporto sui cristiani oppressi per la loro fede 2020 – 2022”: è il titolo della ottava edizione del Rapporto della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), diffusa oggi, e che offre un quadro della sofferenza dei cristiani oppressi per motivi di fede. Lo studio presenta “informazioni della stessa Acs e di fonti locali, testimonianze di prima mano, raccolte di eventi di persecuzione, studi di casi e analisi nazionali” da porre all’attenzione della pubblica opinione, dei mass media e dei responsabili istituzionali.

Il report esamina 24 Paesi in cui le violazioni della libertà religiosa destano particolare preoccupazione: Afghanistan, Arabia Saudita, Cina, Corea del Nord, Egitto, Eritrea, Etiopia, India, Iran, Iraq, Israele e i Territori Palestinesi, Maldive, Mali, Mozambico, Myanmar, Nigeria, Pakistan, Qatar, Russia, Sri Lanka, Sudan, Siria, Turchia e Vietnam. Il periodo di riferimento va dall’ottobre 2020 al settembre 2022.

La mappa dei Cristiani Perseguitati del Rapporto ACS

Africa. Secondo i contenuti di “Perseguitati più che mai”, spiega Alessandro Monteduro, direttore di Acs Italia, “nel 75% dei 24 Paesi esaminati l’oppressione o la persecuzione dei cristiani è aumentata. L’Africa registra un forte aumento della violenza terroristica, a causa della quale oltre 7.600 cristiani nigeriani sarebbero stati assassinati tra gennaio 2021 e giugno 2022.

Nel maggio di quest’anno è stato pubblicato un video che mostrava 20 cristiani nigeriani giustiziati dai terroristi islamisti di Boko Haram e della Provincia dell’Africa occidentale dello Stato Islamico (Iswap). I due raggruppamenti cercano infatti di fondare califfati nella regione del Sahel, ciascuno con il proprio wali (governatore) e la propria struttura governativa.

In Mozambico, Al-Shabab ha intensificato la sua campagna di terrore, uccidendo i cristiani, attaccando i loro villaggi e appiccando il fuoco alle chiese. Il gruppo, affiliato allo Stato Islamico (Isis), ha provocato la fuga di oltre 800.000 persone e la morte di altre 4.000”.

RAPIMENTI E STUPRI SISTEMATICI

Dallo studio di Acs emerge anche che in Paesi diversi come l’Egitto e il Pakistan le ragazze cristiane sono abitualmente soggette a rapimenti e stupri sistematici. Tra le testimonianze riportate anche quella di mons. Jude A. Arogundade, vescovo di Ondo, la cui diocesi nigeriana è stata presa di mira da uomini armati che hanno ucciso più di 40 persone durante la celebrazione della Pentecoste nel giugno scorso.

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Commentando la presentazione del Rapporto il presule dichiara che, “nonostante il crescente allarme per l’aumento della violenza in alcune parti del Paese, nessuno sembra prestare attenzione al genocidio in atto nella Middle Belt della Nigeria. Il mondo tace mentre gli attacchi alle chiese, al loro personale e alle istituzioni sono diventati routine. Quanti cadaveri sono necessari per attirare l’attenzione del mondo?”


LE AREE CONTINENTALI PIU’ PERICOLOSE PER I CRISTIANI

AFRICA

«Mio Dio, è difficile essere incatenati e picchiati, ma vivo questo momento così come Tu me lo offri… E, nonostante tutto, non vorrei che ad alcuno di questi uomini [cioè i miei rapitori] venisse fatto del male»1.

Queste sono le parole riferite da suor Gloria Cecilia Narváez ad Aiuto alla Chiesa che Soffre nel gennaio 2022, tre mesi dopo la sua liberazione da un lungo periodo di prigionia in Mali, nell’Africa occidentale. La religiosa francescana è stata tenuta in ostaggio da militanti islamici per quattro anni e mezzo, periodo durante il quale è stata ripetutamente torturata fisicamente e psicologicamente.

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Suor Gloria ha riferito come la sua fede cristiana fosse la principale fonte dell’astio nei suoi confronti e ha raccontato come i suoi rapitori si infuriassero quando lei pregava. In un’occasione, quando un capo jihadista l’ha trovata a pregare, l’ha picchiata dicendo: «Vediamo se quel tuo Dio ti fa uscire di qui». «Si è rivolto a me usando parole molto forti e offensive» ha aggiunto suor Gloria, «la mia anima ha tremato per quello che diceva questa persona, mentre le altre guardie ridevano sguaiatamente ad ogni insulto che ricevevo»2.

I cristiani di tutto il continente affrontano la minaccia del crescente estremismo islamico. Gruppi come il nigeriano Boko Haram e la Provincia dell’Africa occidentale dello Stato Islamico (ISWAP) cercano ancora di fondare califfati nella regione del Sahel, ciascuno con il proprio wali (governatore) e la propria struttura governativa. Assumendo una posizione salafita-jihadista molto rigida, lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS) ha vietato la musica e le feste e ha severamente regolamentato diversi eventi 8 sociali, inclusi i matrimoni.

Uno screen-shot dell’agghiacciante video diffuso dai terroristi dell’Iswap dopo lo sozzamente di 20 cristiani nel maggio 2022

Nel giugno 2021, i combattenti dello Stato Islamico nel Grande Sahara hanno giustiziato cinque civili cristiani sequestrati ad un posto di blocco 9 tra Gao, Mali e Niamey, Niger . In Mozambico, Al-Shabab ha intensificato la sua campagna di terrore, uccidendo i cristiani, attaccando i loro villaggi e appiccando il fuoco alle loro chiese. Il gruppo è affiliato allo Stato Islamico (ISIS), che ha rivendicato la responsabilità dell’attacco del marzo 2021 a Palma, nel nord-est del Mozambico10.

Il jihadismo è uno dei motivi per cui la Nigeria rischia di diventare uno Stato fallito, con un numero sempre più alto di sequestri e uccisioni di sacerdoti, e attentati sempre più frequenti alle chiese. Secondo l’analisi della Società Internazionale per le Libertà Civili e lo Stato di Diritto, tra il gennaio 2021 e il giugno 2022, sono stati uccisi oltre 7.600 cristiani11.

Nel novembre 2021 sono sorte delle polemiche quando il governo degli Stati Uniti ha rimosso la Nigeria dalla sua lista di “Paesi che destano particolare preoccupazione” in relazione alla libertà religiosa. Il reverendo Samson Ayokunle, presidente dell’Associazione Cristiana della Nigeria, ha commentato parlando dell’esistenza di un’agenda estremista militante per «cancellare il Cristianesimo»12.

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In effetti, nel 2020 gli estremisti hanno sfruttato le restrizioni del coronavirus per attaccare gli insediamenti cristiani. Una lettera di parlamentari del Regno Unito e di organizzazioni caritatevoli ha avvertito il governo britannico del fatto che membri militanti appartenenti alla comunità dei pastori fulani avevano «approfittato delle restrizioni del Covid-19 per intensificare gli attacchi ai villaggi» nella Middle Belt della Nigeria13.

Due importanti episodi di persecuzione cristiana in Nigeria hanno fatto notizia a livello internazionale. Il primo è stato l’omicidio di Deborah Samuel, una cristiana di 25 anni lapidata e arsa viva nel maggio 2022, perché incolpata di aver condiviso messaggi “blasfemi” su WhatsApp.

Il secondo è stato l’attacco mortale alla chiesa di San Francesco Saverio, a Owo, nello Stato di Ondo, durante la Messa della domenica di Pentecoste, nel corso del quale sono morti almeno 40 fedeli.

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I gruppi estremisti non sono l’unico problema presente nel continente africano, perché anche gli interventi statali hanno un impatto negativo sulla vita dei cristiani. Con la rimozione del Presidente Omar al-Bashir nell’aprile 2019, che ha posto fine a un periodo di crescente islamismo, i cristiani sudanesi attendevano di vedere come il nuovo governo avrebbe agito dopo il colpo di stato militare del 2021.

I primi segnali purtroppo non sono stati incoraggianti, con leader della Chiesa incarcerati e una coppia accusata di “adulterio” dopo che il marito si era convertito al Cristianesimo. Il 24 giugno 2022 quattro uomini sono stati arrestati e accusati di apostasia. Sebbene siano stati successivamente rilasciati, secondo alcuni testimoni, avrebbero subìto trattamenti umilianti e disumani14.

In Etiopia, i cristiani sono vittime di violenze brutali, obiettivi di un più ampio conflitto di carattere etnico. Fonti interne al Paese riferiscono come sia le truppe eritree
che quelle etiopi abbiano attaccato il clero e gli edifici appartenenti alla Chiesa nella regione etiope del Tigray. Secondo quanto riportato, le truppe eritree sarebbero accusate di condurre una campagna di “pulizia culturale” a sfondo etnico, partecipando a massacri di cristiani etiopi, come quello avvenuto ad Aksum, e distruggendo antichi monasteri ed edifici appartenenti alla Chiesa.

MEDIO ORIENTE

Paradossalmente, diversi segnali indicano come in alcune aree del Medio Oriente i cristiani vivano in condizioni peggiori rispetto a quelle vissute durante l’occupazione da parte dello Stato Islamico (ISIS).

Vi sono prove che dimostrano come la minaccia alla sopravvivenza di alcune delle comunità cristiane più antiche al mondo si sia notevolmente aggravata.

L’involuzione è particolarmente marcata in Siria dove, nel giro di un decennio, il numero di cristiani è crollato da 1,5 milioni (il 10 per cento della popolazione) del 2011, prima dell’inizio della guerra, ai circa 300.000 attuali (meno del 2 per cento della popolazione).

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All’indomani delle esplosioni avvenute a Beirut il 4 agosto 2020, il cui impatto maggiore è stato avvertito nel quartiere cristiano, i leader della Chiesa libanese hanno messo in dubbio la sopravvivenza a lungo termine della comunità.

In Iraq, dove il ritmo dell’esodo è molto più lento, la comunità è scesa dai circa 300.000 fedeli presenti prima dell’invasione dello Stato Islamico del 2014 ai circa 150.000 rimasti nella primavera del 2022.

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La ricerca di Aiuto alla Chiesa che Soffre ha mostrato che nelle aree dell’Iraq in cui i cristiani erano una forte minoranza, come la capitale Bagdad, la comunità si è ridotta all’ombra di sé stessa, con le chiese che lottano per rimanere aperte. Tuttavia, dei sette Paesi del Medio Oriente oggetto di questa revisione, l’Iraq è stato l’unico a registrare un pur lieve miglioramento.

Il programma di stabilizzazione globale post-Stato Islamico, che prevede la ricostruzione di città e villaggi cristiani, case, scuole, chiese e altre strutture pubbliche, è stato coronato dalla tanto attesa visita del Papa nel marzo 2021. Eppure in Iraq, come in molti altri Paesi del Medio Oriente, la comunità cristiana continua a percepire il pericolo rappresentato dalla minaccia dei gruppi jihadisti.

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Le continue violenze islamiste, ad esempio nel nord della Siria, hanno dimostrato come persino le denunce dell’estremismo da parte dei leader islamici di alto livello abbiano apparentemente uno scarso effetto concreto. In effetti, la minaccia estremista persiste in tutta la regione mediorientale.

A più di cinque anni dalla sconfitta militare dello Stato Islamico, la minaccia di una sua rinascita su larga scala è tutt’altro che scongiurata. Un risveglio del jihadismo è in grado di sferrare un colpo mortale alla cristianità nella sua antica culla. Questo non solo perché i numeri dei cristiani sono ora così modesti, ma anche perché la loro fiducia è molto fragile.

Possono essere sopravvissuti al genocidio ma, in assenza di sicurezza, la spinta alla migrazione resta – per molti di loro – quasi irresistibile. Il desiderio di andarsene è amplificato in un contesto culturale che rimane avverso ai cristiani, i quali sono trattati come cittadini di seconda classe e discriminati a scuola e sul posto di lavoro. Inoltre, la scarsa retribuzione o la mancanza di impiego spinge molti di loro a cercare una vita fuori dal proprio Paese.

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Questa minaccia esistenziale si estende ad Israele e Palestina. A quasi 75 anni dalla creazione dello Stato di Israele, i cristiani in Cisgiordania sono diminuiti dal 18 per cento a meno dell’1 per cento attuale. Anche in questo caso, i militanti sono una delle principali preoccupazioni. Gruppi come Hamas sono visti come fattori di spinta alla migrazione dalla Cisgiordania. Sebbene il numero complessivo di cristiani in Israele sia in crescita – con un aumento dell’1,4 per cento nel 2021 – i continui attacchi da parte di gruppi marginali hanno portato i leader della Chiesa a parlare di «un tentativo sistematico di allontanare la comunità cristiana da Gerusalemme e da altre aree della Terra Santa».

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In Arabia Saudita e altrove, manca la volontà politica di rispettare gli impegni costituzionali in materia di libertà religiosa. La conformità alla legge della shari’a prevale sui diritti legali dei cittadini. In questi luoghi, i cristiani sono una minoranza silenziosa e invisibile e vi sono pochi segnali di cambiamento all’orizzonte. In questi Paesi della regione vige ancora il divieto di costruire chiese, di esporre pubblicamente croci e altri simboli cristiani e di importare Bibbie e altri testi cristiani.

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ASIA

Seppur in misura diversa, dalle restrizioni più severe del Vietnam al divieto quasi assoluto della Corea del Nord, l’autoritarismo statale limita – o persino soffoca – la capacità dei credenti di praticare liberamente la propria religione. Benché i tentativi governativi di regolamentare la pratica religiosa dei cittadini non siano esclusivi di questa regione, tali limitazioni caratterizzano fortemente alcuni Paesi dell’Asia.

La Cina continua a perseguitare e a tentare di controllare i cristiani e i membri di altri gruppi religiosi che non accettano la linea ufficiale del Partito Comunista. Non sorprende pertanto che nell’analisi del Pew Forum sulle restrizioni imposte dalle autorità alla religione il Paese abbia ottenuto il punteggio più alto di qualsiasi Stato nazionale17.

In Cina le autorità hanno aumentato la pressione sugli stessi cristiani, mediante arresti indiscriminati, chiusura forzata delle chiese e uso di sistemi di sorveglianza oppressivi.

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In Myanmar l’esercito ha ripreso ad attaccare i cristiani, dopo la pausa registrata durante l’amministrazione di Aung San Suu Kyi. Nonostante la giunta abbia in precedenza promosso il Buddismo come norma sociale del Paese, ora prende di mira sia le pagode che le chiese, attaccando chiunque si opponga al colpo di Stato del 2021.

Il nazionalismo religioso gioca altresì un ruolo significativo nella repressione del Cristianesimo e delle altre fedi minoritarie. L’Afghanistan rappresenta il peggiore dei casi, con i talebani che impongono alla società una rigida interpretazione della legge della shari’a. Anche le Maldive impongono un Islam estremamente rigoroso, rifiutando persino la cittadinanza ai non musulmani. In entrambi i Paesi è quasi impossibile stimare la popolazione cristiana, perché la fede islamica viene imposta come norma culturale.

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L’India ha fatto registrare 710 episodi di violenza anticristiana tra gennaio 2021 e l’inizio di giugno 2022, causati in parte dall’estremismo politico”. In India e nello Sri Lanka il nazionalismo religioso non è così totalizzante, ma genera continui attacchi contro i cristiani e le altre minoranze. I gruppi nazionalisti hindutva e buddisti singalesi prendono di mira i cristiani e i loro luoghi di culto, con la complicità della polizia, che arresta i fedeli e interrompe le funzioni religiose. Le vittorie politiche dei partiti nazionalisti religiosi – Podujana Peramuna in Sri Lanka e Bharatiya Janata Party (BJP) in India – rafforzano e incoraggiano un clima in cui le minoranze sono considerate “diverse”.

“Durante una manifestazione di massa in Chhattisgarh nell’ottobre 2021 – afferma il direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre Alessandro Monteduro – i membri del Bharatiya Janata Party (BJP) al governo hanno applaudito il leader religioso indù di destra Swami Parmatman e hanno chiesto l’uccisione dei cristiani.

Questa “estraneità” si registra anche in Pakistan, dove i cristiani e gli appartenenti ad altre fedi non islamiche sono spesso vulnerabili all’interno della società e soggetti a maggiori rischi di aggressioni, arresti e violenze, che in alcune zone del Paese includono sovente rapimenti e stupri. Le credenze religiose maggioritarie sono considerate la norma, favorendo la percezione che il Pakistan sia uno Stato musulmano monolitico, in netto contrasto con la visione del fondatore Jinnah.

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La diffusione del Covid-19 ha portato alla luce i problemi dei cristiani e delle altre minoranze in tutta l’Asia, molti dei quali sono cominciati all’inizio del 2020 e sono dunque al di fuori del periodo in esame.

Ad esempio, nell’aprile 2020 Aiuto alla Chiesa che Soffre ha ricevuto segnalazioni che, in Pakistan, la filiale locale del Saylani Welfare International Trust ha ignorato le case cristiane durante la distribuzione di cibo alle famiglie povere colpite dalla pandemia nel distretto Korongi di Karachi18. Questa situazione è durata tutto l’anno, con le ONG islamiche che non hanno offerto soccorso ai non musulmani, quando gli aiuti provenivano dalle offerte zakat, una forma di elemosina religiosa da parte degli aderenti all’Islam.

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Sebbene si tratti di una questione molto dibattuta nell’Islam contemporaneo, esiste una tradizione secondo la quale i non musulmani non sono degni di ricevere la zakat20. Le violazioni statali della libertà religiosa durante la pandemia di coronavirus si sono tradotte in diversi tipi di limitazioni: da quelle ben intenzionate ma draconiane a quelle premeditate e apertamente repressive. Lo Sri Lanka è rientrato nella prima categoria. Nel Paese asiatico, i cristiani e i musulmani hanno protestato contro l’imposizione.

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CONCLUSIONI

Gli indicatori mostrano chiaramente che nel periodo in esame la persecuzione dei cristiani ha continuato a peggiorare nei Paesi che destano maggiore preoccupazione. Il nazionalismo religioso e l’autoritarismo hanno aggravato le difficoltà dei fedeli, in particolare il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan che ha spinto i cristiani e altre minoranze a tentare una disperata fuga all’estero.

Le violenze sistematiche e il clima di controllo hanno fatto sì che in diversi Paesi quali la Corea del Nord, la Cina, l’India e il Myanmar, l’oppressione dei cristiani sia aumentata. Allo stesso tempo, l’escalation della violenza – spesso finalizzata all’allontanamento dei cristiani – ha fatto sì che i fedeli subissero alcune delle campagne di intimidazione più feroci al mondo, orchestrate da attori militanti non statali. A questo proposito, preoccupa in particolar modo l’Africa, dove l’estremismo minaccia comunità cristiane tradizionalmente molto radicate. In Nigeria e in altri Paesi, questa violenza supera palesemente la soglia di un possibile genocidio.

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Nonostante i governi stiano iniziando a riconoscere l’importanza della libertà di religione o di credo, le prove contenute nel presente Rapporto Perseguitati
più che mai dimostrano che c’è ancora molta strada da fare per garantire la tutela della libertà dei cristiani e delle altre minoranze in tutto il mondo.

Parte del problema è rappresentata dalla percezione culturale errata dell’Occidente, che continua a negare che i cristiani rimangano il gruppo religioso maggiormente perseguitato.

Esprimendosi contro questo “politicamente corretto”, monsignor Bashar Warda, Arcivescovo caldeo di Erbil nel nord dell’Iraq, in occasione di una riunione a margine della Conferenza ministeriale internazionale sulla Libertà di Religione o di Credo di Londra, ha dichiarato ai parlamentari: «Vi sono ancora persone che vengono perseguitate a causa della loro fede… Sì, i cristiani vengono perseguitati»21.


ALCUNI CASI DI STUDIO

PAKISTAN – Rapimenti, orrori e 18 mesi di clandestinità – Giugno 2022.

Un parente stretto della ragazza cristiana Maira Shahbaz ha riferito di aver continuato a incontrare uomini sospetti decisi a fare del male alla giovane. Da ormai 18 mesi Maira è costretta a vivere nascosta in una stanza con i suoi fratelli e la madre, in seguito alle accuse di apostasia.

Le sofferenze di Maira sono iniziate nell’aprile 2020 quando all’età di 14 anni è stata rapita da Mohamad Nakash Tariq, il quale l’ha violentata e costretta a sposarlo e a convertirsi7. Nonostante un certificato di nascita ne attestasse la minore età, l’uomo ha convinto l’Alta Corte di Lahore che i due erano legalmente sposati, malgrado lo stesso imam citato nel certificato di matrimonio ne contestasse la legittimità. Maira è poi riuscita a fuggire.

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Dall’autunno 2020, l’ufficio di Aiuto alla Chiesa che Soffre nel Regno Unito, con ripetute interrogazioni al Parlamento di Westminster e diversi incontri con il Ministro degli Interni Priti Patel, si è appellato al governo britannico affinché a Maira fosse concesso il diritto d’asilo8.

ETIOPIA – Il massacro di Aksum – Novembre 2020

Centinaia di persone – inclusi vari sacerdoti e altri membri anziani della chiesa – sono state uccise in una serie di attacchi, culminati in un massacro presso la chiesa ortodossa Maryam Tsiyon ad Aksum (o Axsum), dove si ritiene che si trovi l’Arca dell’Alleanza1.

Una fonte locale ha dichiarato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre: «Mi hanno riferito che c’erano 1.000 persone nella chiesa. Potrebbe essere che altre siano state ferite e siano morte in seguito. 750 sono state uccise sicuramente». «Ad Aksum, vi è l’Arca dell’Alleanza. Forse le persone erano lì a proteggere l’Arca e sono state condotte fuori e uccise».

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“Amnesty International” ha verificato il massacro nel febbraio 2021, dopo aver parlato con 41 sopravvissuti e testimoni delle uccisioni di massa. «Il 28 e 29 novembre – hanno riferito – le truppe eritree che combattono nello Stato etiope del Tigray hanno sistematicamente ucciso centinaia di civili disarmati nella città settentrionale di Aksum, aprendo il fuoco nelle strade e conducendo incursioni casa per casa, nel corso di un massacro che potrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità».

CINA – L’arresto del Cardinale Zen – Maggio 2022

Maggio 2022. L’11 maggio 2022, il Cardinale Joseph Zen è stato arrestato dalla polizia di sicurezza nazionale, insieme a Margaret Ng Ngoi-yee, ex membro del Consiglio Legislativo di Hong Kong, e alla cantante Denise Ho Wan-sze3.

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I tre, accusati di collusione con forze straniere, erano amministratori del “Fondo per il soccorso umanitario 612”, istituito per offrire assistenza finanziaria e legale a coloro che avevano partecipato alle proteste antigovernative del 2019. Se ritenuti colpevoli, potrebbero rischiare l’ergastolo. La polizia di Hong Kong ha dichiarato alla BBC che il gruppo è stato accusato di rivolgersi a Paesi o organizzazioni stranieri al fine di richiedere che fossero imposte sanzioni su Hong Kong, minacciando così la sicurezza nazionale della Cina4.

Il Cardinale Zen è stato poi rilasciato su cauzione. Matteo Bruni, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha dichiarato: «La Santa Sede ha appreso con preoccupazione la notizia dell’arresto del Cardinale Zen e segue con estrema attenzione l’evolversi della situazione»5.

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FONTI

AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE – COMUNICATO 

AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE – PERSEGUITATI PIU’ CHA MAI – RAPPORTO IN SINTESI

Note finali

1 John Newton, Mali: Islamist captors beat nun for praying, “Aiuto alla Chiesa che Soffre – Regno Unito”, 18 gennaio 2022, https://acnuk.org/news/mali-islamist-captors-beat- nun-for-praying/ (consultato il 26 luglio 2022).

2 Ibid.
3 Samirah Majumdar-Virginia Villa, Harassment of religious groups reaches new peak

in 2019, “Pew Research Center”, 30 settembre 2021, https://www.pewresearch.org/ religion/2021/09/30/harassment-of-religious-groups-reaches-new-peak-in-2019/ (consultato il 26 luglio 2022).

4 Ibid.
5 David Curry, presidente di Open Doors (USA), citato in Jayson Casper, The 50 Countries

where it’s Hardest to Follow Jesus in 2022, “Christianity Today”, 19 gennaio 2022, https:// www.christianitytoday.com/news/2022/january/christian-persecution-2022-countries- killed-world-list.html (consultato il 26 luglio 2022).

6 Ibid.
7 Non è incluso l’Egitto in quanto classificato come parte del Medio Oriente.
8 Jared Thompson, Examining Extremism: Islamic State in the Greater Sahara, “Center

for Strategic & International Studies”, 22 luglio 2021, https://www.csis.org/blogs/ examining-extremism/examining-extremism-islamic-state-greater-sahara (consultato l’11 luglio 2022).

9 Ibid.
10 Fionn Shiner, Mozambique: Fear and panic as Daesh “seize” town, Aiuto alla Chiesa che

Soffre – Regno Unito, 30 marzo 2021, https://acnuk.org/news/mozambique-fear-and-

panic-as-daesh-seize-town/ (consultato l’11 aprile 2022).
11 Cfr. la voce del Paese “Nigeria”, in Perseguitati più che mai. Rapporto sui Cristiani

oppressi per la loro fede 2020-22.
12 Wale Odunsi, Religious intolerance: “Boko Haram, ISWAP, bandits killing Christians”

– CAN chides US govt, “Daily Post Nigeria”, 21 novembre 2021, https://dailypost. ng/2021/11/21/religious-intolerance-boko-haram-iswap-bandits-killing-christians-can- chides-us-govt/ (consultato il 25 maggio 2022).

13 Charles Collins, UK Foreign Office asked to help religious minorities during coronavirus pandemic, “Crux”, 3 maggio 2020, https://cruxnow.com/church-in-uk- and-ireland/2020/06/uk-foreign-office-asked-to-help-religious-minorities-during- coronavirus-pandemic (consultato il 29 luglio 2022).

14 CSW, Four men charged with apostasy, 8 luglio 2022, https://www.csw.org. uk/2022/07/08/press/5766/article.htm (consultato il 12 luglio 2022).

15 Duarte Mendonca-Nima Elbagir, Ethiopian Orthodox Church Patriarch condemns Tigray “genocide”, “CNN”, 8 maggio 2021, https://edition.cnn.com/2021/05/08/africa/ orthodox-church-tigray-ethiopia-intl/index.html (consultato il 30 maggio 2022).

16 Fionn Shiner, Ethiopia: “Genocide is happening in Tigray”, “Aiuto alla Chiesa che Soffre – Regno Unito”, 28 maggio 2021, https://acnuk.org/news/ethiopia-genocide-is- happening-in-tigray/ (consultato il 30 maggio 2022).

17 I dati pubblicati dal Pew Research Centre nel settembre 2021 sono relativi alla situazione in Cina nel 2019. Sebbene questo periodo non rientri in quello esaminato dal presente Rapporto, tali dati sono indicativi delle notevoli difficoltà affrontate dai cristiani e dagli altri gruppi religiosi in Cina. Pew Research Centre, Globally, Social Hostilities Related to Religion Decline in 2019, While Government Restrictions Remain at Highest Levels, Rapporto 2021, p. 61, https://www.pewresearch.org/religion/wp- content/uploads/sites/7/2021/09/PF_09.30.21_religious.restrictions_AppendixA.pdf (consultato il 14 luglio 2022).

18 John Pontifex, Pakistan: Christians “denied” food aid, “Aiuto alla Chiesa che Soffre
– Regno Unito”, 2 aprile 2020, https://acnuk.org/news/pakistan-christians-denied-food- aid/ (consultato l’11 luglio 2022).

19 John Pontifex, Pakistan: Christians denied COVID-19 aid, “Aiuto alla Chiesa che Soffre – Regno Unito”, 12 maggio 2020, https://acnuk.org/news/pakistan-christians-denied- covid-19-aid/ (consultato l’11 luglio 2022).

20 Cfr. Marwan Abu-Ghazaleh Mahajneh, Itay Greenspan and Muhammad M. Haj-Yahia, Zakat giving to Non-Muslims: Muftis’ attitudes in Arab and Non-Arab countries, “Journal of Muslim Philanthropy and Civil Society” 5.2, pp. 66-86.

21 Fionn Shiner, “United Kingdom/Middle East: Christian persecution never ended in Middle East”, “Aiuto alla Chiesa che Soffre – Regno Unito”, 6 luglio 2022, https://acnuk.org/ news/united-kingdom-middle-east-christian-persecution-never-ended-in-middle-east/ (consultato il 27 luglio 2022).

Note Casi Studio

  1. 1  Fionn Shiner, Surge in violence leads to up to 1,000 deaths, op. cit.
  2. 2  Amnesty International, Ethiopia: Eritrean troops’ massacre of hundreds of Axum civiliansmay amount to crime against humanity, op. cit.
  3. 3  James Roberts, Mixed church reactions to arrest of Cardinal Zen, op. cit.
  4. 4  Tiffany Wertheimer, Hong Kong cardinal Joseph Zen arrested under China’s securitylaw, “BBC News”, 12 maggio 2022, https://www.bbc.co.uk/news/world-asia-61413335(consultato il 18 maggio 2022).
  5. 5  Salvatore Cernuzio, Cardinal Zen arrested in Hong Kong, Holy See expresses concern,“Vatican News”, 11 maggio 2022, https://www.vaticannews.va/en/pope/news/2022-05/ cardinal-zen-arrested-in-hong-kong-holy-see-expresses-concern.html (consultato il 18 maggio 2022).
  6. 6  John Newton, 50 killed during Pentecost Sunday massacre at Catholic church, “Aiuto alla Chiesa che Soffre – Regno Unito”, 6 giugno 2022, https://acnuk.org/news/nigeria-50- killed-during-pentecost-sunday-massacre-at-catholic-church/ (consultato il 7 giugno 2022).
  7. 7  Commissione degli Stati Uniti per la Libertà Religiosa Internazionale (USCIRF), Maira Shahbaz – religious prisoners of conscience, https://www.uscirf.gov/religious-prisoners- conscience/forb-victims-database/maira-shahbaz (consultato il 14 luglio 2022).
  8. 8  “Maira’s refuge? Apostasy, asylum and religious freedom”, The Article, 1° agosto 2021, https://www.thearticle.com/mairas-refuge-apostasy-asylum-and-religious-freedom (consultato il 14 luglio 2022).

 

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fonte selezionata da Gospa News

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