GAZA MARINE GAS: GUERRA RELIGIOSA DIETRO L’AFFARE DEL SECOLO. Israele & Hamas contro l’Imprenditore Cristiano Alleato dei Palestinesi

GAZA MARINE GAS: GUERRA RELIGIOSA DIETRO L’AFFARE DEL SECOLO. Israele & Hamas contro l’Imprenditore Cristiano Alleato dei Palestinesi

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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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Non si può comprendere una delle importanti motivazioni del genocidio in Palestina senza analizzare i retroscena dell’accordo per lo sfruttamento dei giacimenti di gas denominati Gaza Marine in quanto a poche centinaia di miglia marine di fronte alla Striscia martoriata dai bombardamenti di Israele.

Ma non si può cogliere appieno l’importanza di questo progetto strategico senza analizzare la storia di uno dei principali protagonisti: il magnate Samer Khoury cresciuto nella famiglia Cristiana Palestinese del padre Said che è diventato famoso in tutta la Terra Santa per aver dedicato anima, intelligenza e donazioni al progetto The Bethlehem Development Foundation per rilanciare il luogo di nascita di Gesù Cristo intorno alla Chiesa della Natività.

Nel 2000, il gruppo British Gas (BG) ha scoperto i giacimenti di gas Marine 1 e Marine 2 a circa 35 chilometri al largo della costa di Gaza dopo aver ottenuto una licenza di esplorazione da parte dell’Autorità Nazionale Palestinese. Dopo che Shell ha acquisito BG nel 2016, CC Oil & Gas e il Fondo Palestinese per gli Investimenti (PIF) hanno acquisito la partecipazione operativa di Shell nei giacimenti, con ciascuna parte che ne possiede il 50%.

Khoury, tycoon di CC, è nato da una famiglia cristiana palestinese a Safed, in Palestina nel 1923. Dopo aver frequentato la St. Luke’s School di Haifa, seguì il cugino Hasib Sabbagh in Libano per studiare all’Università americana di Beirut, dove entrambi si laurearono alla facoltà di ingegneria. Al ritorno in patria, ciascuno di loro fondò una piccola impresa di costruzioni in Palestina.

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Dopo la fondazione dello Stato di Israele, entrambi gli uomini fuggirono nuovamente, questa volta con le loro famiglie, nella capitale del Libano, Beirut, dove iniziarono a lavorare su progetti di costruzione. Il primo compito di Said e Sabbagh fu all’aeroporto di Tripoli.

Khoury ha detto che sono stati motivati dalla Nakba, “la catastrofica espulsione dalla loro patria, la Palestina, nel 1948”

L’Affare Cristiano su Marine Gaza Gas bloccato dal complotto Hamas-Israele

Grazie alla storica intraprendenza imprenditoriale illuminata da autentici valori di fratellanza evangelica Said Khoury ha creato un impero dal nulla, intessendo relazioni internazionali con il mondo occidentale, soprattutto nella Grecia dove andò a vivere anche per rinsaldare il legame con le origini della famiglia greco-ortodossa, nella Palestina da cui fu costretto a fuggire dagli Israeliani, in Libano, dove cominciò come costruttore edile, in Siria, dove fece nascere l’attuale multinazionale Consolidated Contractors Company (CCC) di cui, dopo la sua morte, il figlio Samer è diventato presidente espandendo le sue attività nel campo energetico ed industriale soprattutto nel Qatar e nei paesi Arabi amici.

Amici dei Palestinesi come dei Cristiani: quando non si intromettono i criminali dell’intelligence occidentale come avvenne nell’attentato dell’11 settembre 2001 agevolato dalla CIA grazie a suoi collaboratori jihadisti…

L’imprenditore cristiano Said Khoury

Khoury padre è stato così affidabile e credibile nella sua vita da riuscire a costruire sulla roccia della sua fede Cristiana alleanze sia con gli Islamici Sciiti siriani, palestinesi e libanesi ma anche con quelli Sunniti del Golfo Persico. Pur essendo Cristiano della Chiesa Ortodossa greca ha ricevuto 2 medaglie da quella Russa e decine di altri riconoscimenti religiosi, istituzionali e accademici in vari paesi del Medio Oriente.

Mosso dalle radici greco-ortodosse e palestinesi della sua famiglia, Khoury ha una nuova visione per Betlemme: entro 10 anni vuole vedere 3 milioni di turisti all’anno affollare le strade strette. Tre anni dopo, ha detto: “Siamo tra il 5% e il 10% lì”, ha scritto Elizabeth MacBride in un intervista praticamente esclusiva a Samer per CNBC e YahooFinance.

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«Per finanziarlo, il defunto padre di Khoury, Said, ha fondato la Bethlehem Development Foundation, un’organizzazione no-profit che finora ha speso circa 40 milioni di dollari, con progetti in corso per restaurare ulteriormente la chiesa, costruire parchi giochi per bambini e acquistare autobus per trasportare i turisti verso i siti dentro e intorno. la città. La fondazione ha anche incorporato un’organizzazione no-profit di raccolta fondi negli Stati Uniti e prevede una cena a Washington all’inizio di febbraio. L’obiettivo è raccogliere e spendere 60 milioni di dollari in più entro il 2027».

“È una città triste quando entri”, ha detto Khoury. “Questo è il centro della cristianità, importante per 2 miliardi di persone. Mio padre diceva: ‘Se nessuno fa niente, diventerà un ghetto'” ha aggiunto alla giornalista.

Samer Khoury

Said è scomparso nel 2014 lasciando nelle mani del figlio Samer il grande sogno delle piattaforme di estrazione di gas naturale dall’enorme giacimento di Gaza Marine. Un progetto che avrebbe cementato in modo indissolubile l’alleanza tra uomini di buona volontà cristiani, palestinesi e arabi diventando il volano per la rinascita della Palestina e quindi del piccolo paese reso famoso dalla profezia biblica di Michea (Mi. 5,1)

«E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti»

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Invece nel breve volgere di pochi mesi un progetto che pareva ormai definito sembra essere diventato un miraggio per una guerra davvero troppo sospetta, visto il piano di genocidio, pulizia etnica e diaspora attuato dal premier sionista Benjamin Netanyahu contro i Palestinesi dalla Striscia di Gaza per espellerli nella regione egiziana del Sinai, premeditato da Israele ben prima dell’attacco di Hamas ai kibbutz.

L’Approvazione di Netanyahu al progetto Cristiano-Palestinese di Marine Gaza

Tre date riassumono il tragico destino dei giacimenti di gas tra i più grandi del Mar Mediterraneo.

L’annuncio del 18 giugno 2023 su Facebook del premier israeliano Benjamin Netanyahu sull’accordo raggiunto per lo sviluppo del progetto tra i tre paesi coinvolti: Israele, Stato di Palestina (già riconosciuto dalla maggioranza dei paesi ONU) ed Egitto.

Tale post, di cruciale importanza per il Medio Oriente, ha incredibilmente fatto pochissime visualizzazioni come se fosse stato occultato dallo stesso governo israeliano in modo reso poi tremendamente sospetto dal genocidio a Gaza per il forzoso depopolamento.

Il post del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu

Scrisse allora Offshore Technology:

«Il governo israeliano ha rilasciato l’approvazione preliminare per lo sviluppo del progetto Gaza Marine a 30 km al largo della costa della Striscia di Gaza, nel Mar Mediterraneo orientale. Il campo si trova al largo di Gaza, un’enclave palestinese controllata da Hamas, ha riferito Xinhua tramite China.org.cn».

In una dichiarazione rilasciata dall’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si legge: “Nell’ambito dei processi in corso tra lo Stato di Israele e l’Egitto e l’Autorità Palestinese, con un’enfasi sullo sviluppo dell’economia palestinese e sul mantenimento della stabilità della sicurezza nella regione, è stato ha deciso di portare avanti lo sviluppo del giacimento di gas di fronte a Gaza (Gaza Marine).”

L’enorme giacimento di gas Gaza Marine

L’ufficio di Netanyahu ha affermato che l’attuazione del progetto richiederà un coordinamento in materia di sicurezza con il vicino Egitto e l’Autorità Palestinese. «Lo sviluppo del giacimento marino di Gaza, scoperto dalla British Gas (BG) nel 2000, è stato ritardato a causa del conflitto tra Israele e Palestina, di fattori economici e di controversie politiche. Secondo le stime, il giacimento di Gaza Marine contiene più di un trilione di piedi cubi di gas naturale».

Un Accordo per la Pace tra Israele e Palestina svanito nel nulla

L’articolo del 3 agosto 2023 scritto dal diplomatico egiziano Hesham Youssef sul sito dell’United States Institute of Peace sull’importanza di quell’accordo geopolitico.

«Nel triste contesto israelo-palestinese di oggi, gli sviluppi positivi sono stati scarsi. Tuttavia, l’annuncio di giugno del primo ministro Benjamin Netanyahu dell’approvazione preliminare per lo sviluppo dei giacimenti di gas marino di Gaza ha fornito un raro scorcio di una potenziale opportunità vantaggiosa per tutti. Per i palestinesi, potrebbe fornire la spinta tanto necessaria alla loro economia in ritardo e all’Autorità Palestinese (AP) a corto di soldi».

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«Da parte israeliana, ciò consente al governo Netanyahu di affermare che sta contribuendo a migliorare le condizioni di vita a Gaza e potrebbe portare a una minore pressione da parte degli Stati Uniti su questioni come l’espansione degli insediamenti. Nel quadro generale, questo è un altro esempio di come l’energia stia diventando sempre più un punto focale per potenziali accordi vantaggiosi per tutti nel Mediterraneo orientale» ha aggiunto Youssef .

Le Minacce dei Terroristi di Hamas finanziati e armati dall’Occidente

Il fallimento dei servizi d’intelligence interni, esterni e militari israeliani (rispettivamente Skin Bet, Mossad e Aman) nel prevenire l’operazione “Diluvio Al-Aqsa” lanciata dalla brigata armata di Hamas il 7 ottobre nonostante specifici avvertimenti degli 007 egiziani sull’imminente assalto.

Non è casuale che ci concentriamo sul flop della prevenzione dell’attacco anziché sull’azione stessa.

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In quanto nelle precedenti inchieste abbiamo riportato l’autorevole parere dell’ex funzionario del controspnaggio americano Central Intelligence Agency, Robert Giraldi, sulle interconnessioni tra Hamas e il Mossad, il controspionaggio israeliano, sui presunti finanziamenti fatti avere dagli USA agli estremisti jihadisti sunniti di stampo similare ad Al Qaeda e ISIS (entrambe organizzazioni terroristiche usate dalla CIA prima nei Balcani e poi in Siria), sulle armi di fabbricazione americana contrabbandate dall’Ucraina al Medio Oriente da agenti della stessa CIA e finite in mano ai terroristi palestinesi, e infine le speculazioni lanciate dai trader israeliani il 6 ottobre 2023 come se fossero a conoscenza del finimondo imminente (ricerca di un accademico dell’University of New York).

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Ecco quindi che l’alleanza d’acciaio sul gas che avrebbe congiunto in matrimonio investitori Cristiani, Sciiti e Sunniti con Israeliani tanto da sembrare ancor più rilevante ai fini della pace mediorientale rispetto ai Patti di Abramo siglati tra Tel Aviv e paesi arabi con la mediazione statunitense, è saltata proprio a causa del fallimento dell’intelligence israeliana, considerata la più potente del mondo e sospettata di aver avuto un ruolo significativo negli attentati dell’11 Settembre 2001 come nell’addestramento di Al Baghdadi, califfo dell’ISIS ma ritenuto dal Movimento di Liberazione Popolare iracheno un agente del Mossad. Su tutte queste cose abbiamo scritto lunghe e documentate inchieste si evince dai link sopra e sotto.

Scriveva il Jerusalem Post il 20 ottobre 2022:

«Giovedì Hamas ha messo in guardia l’Autorità Palestinese dal gestire la questione dei giacimenti di gas naturale situati al largo della Striscia di Gaza, pochi giorni dopo che il primo ministro dell’Autorità Palestinese Mohammed Shtayyeh aveva annunciato che sarebbe stata formata una squadra per concludere un accordo con l’Egitto riguardante il gas. Lo sviluppo dei giacimenti è stato bloccato per oltre due decenni a causa delle controversie con Israele e delle difficoltà economiche, comprese le controversie relative a un accordo che garantiva a Israele il gas in eccesso dal giacimento«.

«La Striscia di Gaza è soggetta a un blocco marittimo israeliano che impedisce agli abitanti di Gaza di allontanarsi oltre le 12 miglia nautiche dalla costa.
“Tutte le esperienze precedenti hanno dimostrato l’incapacità dell’Autorità Palestinese di gestire la ricchezza del nostro popolo palestinese”, ha detto Hamas al notiziario Al-Watan. “L’Autorità non è qualificata a ricevere il dossier gas, poiché è coinvolta in casi di corruzione, spreco di denaro e cattiva condotta.”»

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In un solo attacco Hamas ha ottenuto l’obiettivo ampiamente proclamato nel 2022 di impedire all’Autorità Nazionale Palestinese di sfruttare il Gaza Marine, Israele quello di mandare a monte un progetto con alleanze scomode con multinazionali guidate da leader cristiani e musulmani dopo il misterioso dietro-fronte fatto dalla Shell che, dopo aver acquistato la British Gas che aveva scoperto il giacimento, ha ceduto le quote di cui era in possesso alla Consolidated Contractors Company di Khoury, con sedi palestinesi a Gaza e Ramallah e decine di altre nei paesi arabi e mediorientali, e al Palestine Investment Fund (PIF): il Fondo sovrano per lo sviluppo della Palestina sostenuto dalle partnership con banche e istituzioni arabe di mezzo mondo.

Terrorismo e Guerra per il Fallimento del Progetto Finanziario Cristiano e Palestinese

Il Palestine Investment Fund (PIF) è il Fondo sovrano per lo sviluppo della Palestina. Il PIF persegue un doppio risultato massimizzando l’impatto attraverso l’innovazione e investendo in progetti strategici in settori sottosviluppati e vitali, il tutto ottenendo rendimenti sostenibili.

PIF è stata fondata nel 2003, come società pubblica registrata presso il Ministero dell’Economia Nazionale, ai sensi della legge societaria palestinese, ed è interamente di proprietà del popolo palestinese. PIF è il principale investitore in energie rinnovabili, agricoltura e agroalimentare, sanità, ospitalità e imprenditorialità in Palestina.

Mohammad Mustafa, attuale premiere dell’Autorità Nazionale Palestinese

Per far comprendere l’importanza geopolitica di questa organizzazione basta rammentare che il suo presidente Mohammad Mustafa, ex-economista della Banca Mondiale, con laurea alla George Washington University, è stato di recente nominato primo ministro dell’Autorità Nazionale Palestinese.

Curiosamente la britannica Shell plc. si è ritirata vendendo le sue quote di Gaza Marine come aveva già fatto nel Donbass dell’Ucraina rinunciandovi ancor prima del golpe del 2014 a Kiev con cui la rivoluzione di George Soros finanziata da paesi NATO fece cadere il regime filo-russo. Che eccezionale lungimiranza!

Oppure erano già a corrente dell’occulto patto per bloccare l’accordo sul progetto legittimando la spropositata reazione militare di Israele nella Striscia di Gaza per eliminare Hamas (ma estesa anche nella Cisgiordania dove governa l’Autorità Nazionale Palestinese riconosciuta dall’ONU) grazie alla protezione degli USA e dei paesi NATO (Regno Unito e UE in testa) per terminare la diaspora dei Palestinesi cancellando così ogni diritto di questi ultimi nel maxi-business ma realizzando anche il piano diabolico “Greater Israel” del sionista Netanyahu che si sente autorizzato – soprattutto dal mandato della Massoneria anglo-americana – a riedificare il Regno della Stella di David caduto in disgrazia proprio per il mancato riconoscimento da parte degli Ebrei del Messia nato a Betlemme 2000 anni fa.

INFANTI-GENOCIDIO A GAZA COME IN NESSUNA ULTIMA GUERRA. Senatore EBREO USA: “Non è AntiSemitismo denunciare i Crimini del Governo Razzista di Netanyahu”

Questa deportazione da Gaza al Sinai, pianificata nei dettagli dal governo israeliano come emerso da un documento di cui funzionari del Ministero dell’Interno hanno confermato l’autenticità, serve a concludere l’operazione iniziata dai Sionisti col benestare di Rothschild e Massoneria nel 1948 che fu proprio all’origine della fortuna di Said Khoury…

Ora che abbiamo accreditato il fondatissimo sospetto di uno scellerato patto occulto tra Hamas e gli 007 di Netanyahu (un’alleanza asserita anche dal Washington Post in altri termini) ci pare doveroso narrare qualcosa di radioso che da anni continua a brillare come la Cometa di Betlemme tornando all’incredibile storia di fede, business e filantropia di Khoury ma anche agli ostacoli incontrati dal figlio tra gli stessi palestinesi.

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Lo faremo in un prossimo aggiornamento di questo articolo  di cui è urgente la pubblicazione per comprendere i luridi mortvi finanziari del genocidio di quel criminale internazionale di Netanyahu sostenuto dagli USA che gli forniscono le armi e da quegli insipienti del governo italiano, dal presidente della repubblica italiana (volutamente in minuscolo) Sergio Mattarella e dalla premier Giorgia Meloni che ne legittimano le azioni sbandierando un antisemitismo che persino un politico ebreo, il senatore americano Bernie Sanders, ha ritenuto essere una scusa con la quale IsraelE giustifica lo sterminio dei bambini palestinesi e cristiani.

Sulle coscienze molto sporche di Biden, Mattarella e Meloni.

Chi voterà qualcuno di questi esseri ignobili in futuro è un complice di genocidi e non potrà salvare la sua anima davanti a Dio.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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FONTI PRINCIPALI

GOSPA NEWS – NWO, MASSONERIA & COSPIRAZIONI

GOSPA NEWS – LOBBY ARMI

GOSPA NEWS – GENOCIDIO IN PALESTINA

DALLA FINE DEL FASCISMO ALLA DITTATURA NAZI-SIONISTA NWO. Genocidi. Fosse Comuni. Deportati. Atenei Blindati. Milizie pro-SS nell’UE

MASSONERIA & SIONISMO – 2. Basta Offendere gli EBREI definendo tali i Sionisti quali i Rothschild. Revisionismo del Linguaggio Massonico su Israele

MASSONERIA & SIONISMO – 1. Genocidi da Guerra Mondiale & Pandemia da Laboratorio per Vaccini Killer. Cataclisma & Apocalisse da Sinagoga di Satana

Washington Post: “Netanyahu was protecting Hamas”

GAZA: STRAGE IN CHIESA ORTODOSSA. CRISTIANI CONDANNANO ISRAELE. 9 Bambini Uccisi dal Criminale Attacco dei Sionisti

LO STERMINATORE SIONISTA AMICO DELLA MELONI. Altre Stragi a Gaza nel Genocidio Israeliano. Verso l’Armageddon Nucleare per Attacchi agli Iraniani

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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