TURBO-CANCRO DOPO VACCINI mRNA COVID. Tre Studi Internazionali sul Rischio di Linfomi come Gravissime Reazioni Avverse

TURBO-CANCRO DOPO VACCINI mRNA COVID.  Tre Studi Internazionali sul Rischio di Linfomi come Gravissime Reazioni Avverse

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Nell’immagine di copertina le forme tumorali sviluppate in un topo di laboratorio e in un vaccinato dopo il siero genico mRNA di Pfizer

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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Non uno ma ben tre studi internazionali confermano il fondato rischio di forme tumorali sviluppate quali reazioni avverse ai vaccini mRNA antiCovid.

Essi si aggiungono a quello “storico” pubblicato dal primario di OncoEmatologia dell’Ospedale di Piacenza, professor Luigi Cavanna, in relazione al caso di un 66enne che ha sviluppato tale patologia tumorale soltanto 10 giorni dopo aver ricevuto la terza dose, nel quale ha però segnalato gli 8 casi di linfomi con sospetta correlazione ai sieri genici mRNA o mDNA, già accertati nella lettura scientifica.

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La prima nuova ricerca, la più inquietante, è stato condotta da vari medici dell’Università di Anversa, in Belgio, guidati dal professor Sander Eens del Laboratorio di Fisiofarmacologia, Genetica, Farmacologia e Fisiopatologia del cuore, dei vasi sanguigni e dello scheletro (GENCOR).

Essa ha comprovato gli effetti gravemente cancerogeni nei topi: morti a pochissimo tempo dall’inoculazione del siero genico Comirnaty prodotto da Pfizer-Biontech senza una precedente verifica sulla tossicità e cancerogenicità nei trial clinici.

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«Campagne di immunizzazione senza precedenti sono state lanciate in tutto il mondo nel tentativo di contenere l’attuale pandemia di COVID-19. Sono stati immessi sul mercato numerosi vaccini, due dei quali utilizzano la nuova tecnologia dell’acido ribonucleico messaggero. Nonostante il loro indiscusso successo nel ridurre i ricoveri e la mortalità associati al COVID-19, sono stati segnalati vari eventi avversi».

E’ quanto scrivono i ricercatori belgi nel sommario dello studio pubblicato nel maggio 2023 su Frontier in Oncology e poi da PubMed, l’archivio dell’Istituto Nazionale della Salute americano (NIH) col titolo “B-cell lymphoblastic lymphoma following intravenous BNT162b2 mRNA booster in a BALB/c mouse: A case report – Linfoma linfoblastico a cellule B dopo booster endovenoso dell’mRNA di BNT162b2 in un topo BALB/c: un caso clinico”.

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Il Topo Morto pochi giorni dopo il Vaccino Covid

«L’insorgenza di linfomi maligni è uno degli eventi avversi rari che ha suscitato preoccupazione, anche se manca ancora la comprensione dei meccanismi potenzialmente coinvolti. Qui, presentiamo il primo caso di linfoma linfoblastico a cellule B dopo vaccinazione endovenosa con mRNA ad alte dosi COVID-19 (BNT162b2) in un topo BALB/c. Due giorni dopo la vaccinazione di richiamo (cioè 16 giorni dopo il prime), a sole 14 settimane di età, il nostro animale ha subito una morte spontanea con marcata organomegalia e diffusa infiltrazione maligna di molteplici organi extranodali (cuore, polmone, fegato, rene, milza) da parte di cellule linfoidi neoplasia».

La ricerca belga pubblicata da Sander Eeens e altri su Frontiers in Oncology mostra i tumori òetaòo nel topo da laboratorio

Va notato che si tratta di quegli organi già segnalati dalla rivoluzionaria ricerca di Markus Aldén e altri del Department of Clinical Sciences, Lund University, Malmö, Svezia, quali “bersaglio” delle alterazioni di Dna provocate dai vaccini mRNA.

Prosegue lo studio di Sander Eens et al.:

«L’esame immunoistochimico ha rivelato sezioni d’organo positive per CD19, deossinucleotidil transferasi terminale e c-MYC, compatibili con un immunofenotipo di linfoma linfoblastico a cellule B. Il nostro caso murino si aggiunge a precedenti rapporti clinici sullo sviluppo di linfoma maligno in seguito alla nuova vaccinazione con mRNA COVID-19, sebbene una dimostrazione della causalità diretta rimanga difficile. È necessaria una maggiore vigilanza, con una coscienziosa segnalazione di casi simili e un’ulteriore indagine sui meccanismi d’azione che spiegano la suddetta associazione».

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L’Indifferenza dell’Oncologo Schillaci, Ministro della Salute e partner di Big Pharma

In risposta a queste richieste di farmacovigilanza il Ministero della Salute italiano ha già lanciato la nuova campagna autunnale di vaccinazione PRIMA ANCORA che il nuovo monovalente antoCovid (approvato negli USA dalla FDA dopo il fallimento del pericoloso bivalente Omicron testato solo sui topi) abbia ottenuto l’approvazione dall’European Medicines Agency (EMA) e dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

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Va rimarcato che l’attuale Ministro della Salute Orazio Schillaci, prima della sua nomina politica nel Governo Meloni, è stato rettore dell’Università di Roma Tor Vergata che non solo ha aderito a vari progetti su terapie geniche e vaccini mRNA con le Big Pharma ma anche al progetto di censura dei Fact-Chekers finanziato dalla Commissione Europea, ed ha inoltre investito personalmente su alcune società biomediche americane che stanno testando sieri genici Covid nel mondo (Inovio) grazie ai finanziamenti delle ONG di Bill Gates (CEPI).

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La sua indifferenza agli studi già pubblicati dall’Ospedale di Piacenza e ai casi di molteplici decessi per turbo-cancro di vari testimonial della campagna vaccinale è ingiustificabile in quanto Schillaci vanta una specializzazione specifica in merito alle questioni tumorali essendo stato responsabile della divisione di OncoEmatologia nell’ospedale universitario della capitale.

Neoplasie Ematologiche scoperte dai Medici Rumeni nei Vaccinati mRNA

«Negli ultimi due anni, la pandemia di COVID-19 ha causato milioni di decessi legati alla malattia in tutto il mondo. Gli sforzi della comunità scientifica che affronta questa sfida globale hanno portato a risultati eccezionali. Pertanto, nel giro di un anno, sono stati rilasciati nuovi vaccini a base di mRNA contro l’infezione virale SARS-CoV-2, che forniscono una protezione altamente efficace e mostrano un ottimo profilo di sicurezza nella popolazione generale».

Affermano alcuni medici rumeni nello studio intitolato “Hematologic Malignancies Diagnosed in the Context of the mRNA COVID-19 Vaccination Campaign: A Report of Two Cases – Tumori ematologici diagnosticati nel contesto della campagna di vaccinazione mRNA contro il COVID-19: un rapporto di due casi” e pubblicato sia da PubMed che dalla sezione Medicina della rivista specializzata MDPI.

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I ricercatori, per non scostarsi dagli orientamenti della comunità scientifica, sostengono il profilo di sicurezza dei sieri genici che è stato smentito invece dall’assenza di trials clinici specifici su genotossicità e cangerogenità e da una valanga di studi scientifici in vari ambiti terapeutici.

Ma poi lanciano l’allarme:

«Tuttavia, la raccolta dei dati clinici dopo la vaccinazione è un processo continuo per la sicurezza a lungo termine di qualsiasi nuovo prodotto medico. Lo scopo del nostro articolo è presentare due casi di neoplasie ematologiche: linfoma non Hodgkin diffuso a grandi cellule B e linfoma a cellule T/NK, diagnosticati poco dopo la somministrazione del vaccino mRNA COVID-19».

La ricerca vede come prima firmataria Maria-Alexandra Zamfir del Dipartimento di Chirurgia Orale e Maxillofacciale, Ospedale Centrale Militare d’Urgenza “Carol Davila” di Bucarest, in Romania. Entrambi i casi si riferiscono a pazienti vaccinati con il siero genico mRNA di Pfizer-Biontech, più diffuso nell’Unione Europea grazie ai contratti segreti (e oggetto d’inchiesta) stipulati dal presidente della Commissione Europea Ursula von Der Leyen.

I danni causati dalle neoplasie ematologiche in uno dei vaccinati esaminati dalla ricerca rumena

Ecco la conclusione:

«Il profilo di sicurezza dei vaccini a base di mRNA è un fatto innegabile. Nella maggior parte dei casi sono stati esclusi i sospetti di effetti collaterali potenzialmente aggressivi, rivelandosi reazioni post-vaccino transitorie».

Ovviamente, aggiungiamo noi, fatta eccezione per i casi di turbo-cancro letale che stanno aumentando nel mondo tra i vaccinati…

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«I medici dovrebbero rimanere vigili nel segnalare qualsiasi manifestazione potenzialmente aggressiva che emerga nel contesto della vaccinazione mRNA contro il COVID-19, come questi casi di neoplasie ematologiche, al fine di promuovere ulteriori indagini sui particolari meccanismi d’azione dei vaccini contro il COVID-19 e per fornire informazioni migliore assistenza medica ai pazienti» concludono gli scienziati rumeni.

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Allarme dal Giappone: “Possibile Rischio di Linfoma Maligno dopo vaccinazione Pfizer”

«Sebbene il vaccino a mRNA BNT162b2 sia efficace, sono stati segnalati effetti avversi. Qui riportiamo un caso di linfoma extranodale a cellule NK/T, di tipo nasale (ENKL), del braccio sinistro in seguito alla vaccinazione con mRNA BNT162b2. Un maschio di 73 anni si è presentato con un nodulo al braccio sinistro, che era il sito in cui aveva ricevuto il vaccino mRNA BNT162b2 3 mesi prima».

E’ quanto si legge nell’Abstract dello studio “Newly diagnosed extranodal NK/T-cell lymphoma, nasal type, at the injected left arm after BNT162b2 mRNA COVID-19 vaccination – Linfoma extranodale a cellule NK/T di nuova diagnosi, di tipo nasale, al braccio sinistro iniettato dopo la vaccinazione con BNT162b2 mRNA COVID-19” pubblicato nell’aprile 2023 su PubMed e Springer dal ricercatore Takuto Tachita del Dipartimento di Gastroenterologia ed Ematologia, Scuola di Medicina dell’Università di Hirosaki, Aomori, in Giappone con altri colleghi dello stesso ateneo.

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«È stato trattato con corticosteroidi topici e sbrigliamento, ma il tumore è progredito. Inoltre sono stati osservati febbre, sudorazione notturna e stanchezza generale. I risultati di laboratorio includevano trombocitopenia, livelli elevati di lattato deidrogenasi e recettori solubili dell’interleuchina-2. La biopsia cutanea ha portato alla diagnosi di ENKL. Il paziente è stato trattato con una dose del 50% di terapia SMILE e radioterapia, con conseguente regressione del tumore».

«Sembra che le cellule NK/T infettate dal virus Epstein-Barr latente (EBV) siano state riattivate dalla vaccinazione e abbiano contribuito all’insorgenza dell’ENKL. Questa è la prima segnalazione di ENKL dopo la vaccinazione con mRNA BNT162b2. Il presente caso evidenzia il possibile rischio di sviluppo di linfoma maligno, incluso ENKL nel sito di iniezione, dopo la vaccinazione BNT162b2 COVID-19».

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Anche in questo caso lo studio ha preso in esame un vaccinato colpito da grave reazione avversa dal siero genico mRNA di Pfizer-Biontech che è finito nell’occhio del ciclone per i 44mila casi di lesioni neurocebrebrali emersi dai trials clinici ma accuratamente occultati per quasi due anni…

L’esperto americano di genomica Kevin MCKernano, invece, ha pubblicato un’accurata ricerca nella quale è anche riuscito anche a individuare quale sarebbe la componente biochimica dei vaccini mRNA che scatena le forme tumorali: il promotore virale SV40. 

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

FRONTIERS IN ONCOLOGY – B-cell lymphoblastic lymphoma following intravenous BNT162b2 mRNA booster in a BALB/c mouse: A case report

MEDICINA – Hematologic Malignancies Diagnosed in the Context of the mRNA COVID-19 Vaccination Campaign: A Report of Two Cases

SPRINGER – Newly diagnosed extranodal NK/T-cell lymphoma, nasal type, at the injected left arm after BNT162b2 mRNA COVID-19 vaccination

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

GOSPA NEWS – WUHAN-GATES DOSSIER

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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