“VACCINI COVID FARMACI IMPERFETTI. SCIENZA E POPOLAZIONE VITTIME DEL VACCINISMO”. Accuse del Prof. Bellavite in un’Intervista Scientifica Esclusiva

“VACCINI COVID FARMACI IMPERFETTI. SCIENZA E POPOLAZIONE VITTIME DEL VACCINISMO”. Accuse del Prof. Bellavite in un’Intervista Scientifica Esclusiva

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L’ex Docente di Patologia all’Università di Verona: 
«La Scienza è stata la prima vittima del “vaccinismo”, una vera e propria ideologia
supportata dal perverso triangolo “Politica globalista-Big pharma-Informazione mainstream”,
e la seconda vittima è stata la popolazione».

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

«Nei database dell’AIFA sono descritti pochissimi casi in cui la malattia COVID-19 è considerata come una reazione avversa al “vaccino”. Però l’attendibilità dei report dell’AIFA, non solo per questo problema, è veramente scarsissima, tendente a zero. (…). Che si tratti di un “farmaco imperfetto” è poco ma sicuro. Certo che il non aver eseguito prove di biodistribuzione, né di genotossicità è gravissimo. (…). Dobbiamo continuare a stimolare le autorità competenti affinché cresca e si consolidi la cultura della scienza, non della paura o dell’ostracismo (…). Avevamo detto e documentato anche noi, in particolare il dottor Alberto Donzelli, mostrando che la protezione conferita dal “vaccino” dura pochi mesi e poi si inverte, nel senso che i vaccinati si infettano di più (…). Nel caso della cosiddetta pandemia COVID-19 la Scienza è stata la prima vittima del “vaccinismo”, una vera e propria ideologia, a sua volta supportata dal perverso triangolo “Politica globalista-Big pharma-Informazione mainstream”, e la seconda vittima è stata la popolazione».

Questa frasi eloquenti e accusatorie contro il sistema che ha proposto e imposto i sieri genici mRNA e DNA, con tanto di obbligo a varie categorie professionali,   sono la sintesi di una lunga intervista fatta al professor Paolo Bellavite, medico chirurgo, specialista in Ematologia Clinica e di Laboratorio che vanta un lungo e qualificato curriculum scientifico e accademico.

“REAZIONI AUTOIMMUNI IN CUORE E CERVELLO DOPO VACCINI GENICI COVID” Studio di Medici USA e Italiani (Donzelli e Bellavite) chiede di Fermare le Inoculazioni

Nato a Verona il 9 aprile 1952, dall’anno accademico 1984/85 Bellavite è stato per anni professore Associato di Patologia Generale presso l’Università di Verona. Ha conseguito il Master in Biotecnologia presso l’Università di Cranfield (Inghilterra) e il diploma di perfezionamento in statistica sanitaria e epidemiologia medica presso l’Università di Verona. I principali filoni di ricerca di Bellavite hanno riguardato gli aspetti molecolari e cellulari dell’infiammazione. Coordina l’Osservatorio per le Medicine Complementari (iniziativa in collaborazione tra Ordine dei Medici e Università di Verona) ed è referente per la Regione Veneto per tali problematiche. È autore di oltre 200 pubblicazioni tra cui 9 libri di cui l’ultimo è “La Complessità in Medicina” (Tecniche Nuove, Milano 2009). 114 sue pubblicazioni sono recensite da PubMed.

Il professor Paolo Bellavite con il suo libro sulla malattia Covid-19

E’ balzato agli onori della cronaca per le sue posizioni fortemente critiche verso i vaccini Covid basate non su pregiudizi ma su analisi e studi accurati della loro genesi e del loro diffuso utilizzo senza un’adeguata verifica delle reazioni avverse che si sono rivelate devastanti sotto il profilo delle patologie autoimmuni come una sua pubblicazione (con altri esperti mondiali) ha sostenuto e come ha di recente confermato anche l’autorevolissima rivista internazionale Science.

VACCINI COVID: SCIENCE MAGAZINE AMMETTE GRAVI EFFETTI INDESIDERATI. Sieri Genici correlati a Long Covid, Danni Neurologici e Cardiovascolari (POTS)

La Malattia Covid-19 come reazione avversa al Vaccino. Dati AIFA poco Attendibili

DOMANDA  – Molti scienziati nel mondo hanno rilevato il drammatico incremento dei casi letali da infezioni-breccia Covid-19 che nel solo di Stato americano di Washington sarebbero state correlate a oltre 3mila decessi mentre in Italia il fenomeno viene minimizzato con pochi casi di fallimento-vaccinale. La virologa americana Jessica Rose ha rilevato che ormai i casi di Covid dopo i sieri genici mRNA sono la prima tra le innumerevoli reazioni avverse e ha ritenuto plausibile che siano proprio i vaccini ad agevolare l’infezione sintomatica a volte anche letale. Lei cosa ne pensa? Davvero i vaccini potrebbero causare la patologia virale che dovrebbero invece prevenire?

RISPOSTA BELLAVITEHo controllato sul database VAERS ed effettivamente è così. Ovviamente non è il “vaccino” a causare la COVID-19, che richiede la presenza del virus, ma esso può svolgere il ruolo di rendere la persona suscettibile all’infezione, in quanto provoca un disordine immunologico che rende la persona più suscettibile, soprattutto dopo del tempo e dopo ripetuti inoculi. Ad esempio, è stato riportato che la continua somministrazione di vaccini aumenta le immunoglobuline IgG4, che anziché combattere il virus inducono tolleranza immunitaria (IgG4 Antibodies Induced by Repeated Vaccination May Generate Immune Tolerance to the SARS-CoV-2 Spike Protein – PubMed (nih.gov)). Inoltre, è possibile che in alcuni soggetti si possa verificare una malattia COVID-19 più grave se si sovrappone lo stress cardiovascolare dato dalle Spike prodotte dal “vaccino” con quello della malattia infettiva. Nei database dell’AIFA sono descritti pochissimi casi in cui la malattia COVID-19 è considerata come una reazione avversa al “vaccino”. Però l’attendibilità dei report dell’AIFA, non solo per questo problema, è veramente scarsissima, tendente a zero. Oltre alla notoria inefficienza delle segnalazioni spontanee, sarebbe da verificare chi e come effettua le analisi della correlazione tra inoculo e evento avverso grave. È uno dei tanti “buchi neri” della conoscenza di ciò che è avvenuto durante la pandemia.

COVID LETALE CAUSATO DAI VACCINI. Allarme Infezioni-Breccia da Virologa USA J. Rose e Decessi AIFA. 5 Studi su Anticorpi Aberranti da Spike

I Disturbi al Sistema Neurologico provocati dai Vaccini antiCovid

DOMANDA – Nello studio pubblicato insieme a Donzelli e altri scienziati internazionali avete rilevato la gravità delle malattie autoimmuni al cuore e al cervello tra le reazioni avverse nei vaccinati. Ora alcune recenti ricerche sul disturbo POTS, citate anche da Science, hanno evidenziato una preoccupante sospetta correlazione tra i vaccini e questo disturbo debilitante del sistema nervoso che va ad aggiungersi ai casi di lesioni cerebrali emersi dai trials clinici di Pfizer ma tenuti nascosti fino a pochi mesi fa. Si può dire quindi che queste terapie geniche a RNA messaggero si stanno rivelando devastanti per il sistema neurologico?

R BELLAVITE –  «Non c’è alcun dubbio che questo disturbo del sistema autonomo possa essere provocato dai “vaccini” anti-COVID-19. Certo la letteratura sostiene che esso si verificherebbe anche dopo la malattia virale, ma questa è solo una conferma del fatto che il meccanismo d’azione patogeno dei “vaccini” a mRNA modificato sia lo stesso del virus, comprendendo l’azione della proteina spike sui recettori del sistema vascolare e autonomo e poi anche la reazione autoimmune molto frequente. Personalmente avevo sostenuto e scritto sin da marzo 2021 (https://www.researchgate.net/publication/350663854_Renin-Angiotensin_System_SARS-CoV-2_and_Hypotheses_about_Adverse_Effects_Following_Vaccination) che un problema, imprevisto dai fabbricanti forse per la fretta di concludere e vendere i loro prodotti, sarebbe stato proprio l’azione delle proteine spike sui recettori ACE2 che controllano la pressione del sangue, oltre che le reazioni infiammatorie. Fra l’altro, avevo avvisato i centri di farmacovigilanza italiani dell’assistenza di questo problema inviando il mio lavoro in manoscritto preliminare. Ho scritto anche in una recente rassegna che, durante la reazione immune ai “vaccini” e/o al virus si possono verificare fasi di ipotensione alternate con ipertensione (https://www.mdpi.com/2227-9059/11/2/451). Una crisi ipertensiva può avere gravi conseguenze se ci sono dei precedenti difetti dei vasi arteriosi».

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Dubbi sui tumori correlati ai Vaccini nell’ostracismo scientifico

DOMANDA – Una ricerca del professor Luigi Cavanna, primario di Oncologia dell’Ospedale di Piacenza, ha evidenziato la sospetta correlazione tra i vaccini Covid e alcune forme leucemiche con rapida degenerazione che riportano alla mente i molteplici casi di turbo-cancro o riattivazione di forme tumorali registrati in Italia, Regno Unito e USA. Alla luce della cancerogeniticà non studiata di questi farmaci di nuova biotecnologia non sarebbe ormai giunto il momento di arrestarne la somministrazione in attesa di studi approfonditi?

R. BELLAVITE – «Sulla questione del cancro non sono in grado di sostenere una tesi sicura, perché non conosco dati attendibili. Resto convinto che il bersaglio dei prodotti anti-covid-19 siano il sistema cardiovascolare e quello nervoso. Dal punto di vista della plausibilità biologica è possibile che la risposta ai “vaccini”, essendo uno stimolo al sistema immunitario, possa comportare anche uno stimolo alla crescita di tumori linfatici. Qualche caso di aumento di velocità di crescita di un tumore preesistente è stato descritto, ma siamo sempre nel campo della aneddotica, al momento non mi pare che in letteratura sia descritto un fenomeno di questo tipo. Cavanna nello studio che Lei cita ha riportato i casi di linfoma e giustamente li ha segnalati ma è molto prudente nelle conclusioni: “Siamo consapevoli che il legame tra la vaccinazione COVID-19 e il linfoma molto probabilmente è un fenomeno casuale e che i vaccini COVID-19 rappresentano prodotti molto efficaci per molte persone in tutto il mondo. Tuttavia, riteniamo che gli eventi clinici, anche se solo temporalmente associati a nuovi trattamenti o nuovi vaccini, debbano essere segnalati a beneficio dei pazienti e della comunità scientifica.” Purtroppo, c’è da dire che il sistema di segnalazione è inefficiente e quindi non possiamo essere sicuri neppure della sicurezza in questo campo, dobbiamo continuare a stimolare le autorità competenti affinché cresca e si consolidi la cultura della scienza, non della paura o dell’ostracismo. Il fatto che i vaccini servano a prevenire la covid-19 non è un buon motivo per farseli iniettare e rischiare reazioni avverse gravi; il dubbio deve esistere sempre, come per ogni malattia infettiva, tanto più per quelle facilmente curabili come questa».

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Vaccino Covid Farmaco Imperfetto. Gravissimo non aver eseguito Prove di Genotossicità

DOMANDA – Lo studio del biochimico Gabriele Segalla ha rilevato la tossicità delle nanoparticelle lipidiche del siero genico Comirnaty di Pfizer-Biontech. Ha definito questo un farmaco imperfetto che può causare una roulette russa di reazioni avverse gravi eterogenee. Esiste una possibile correlazione tra genotossicità ed effetti indesiderati? 

R. BELLAVITE – «Che si tratti di un “farmaco imperfetto” è poco ma sicuro. L’idea di incapsulare mRNA in nanoparticelle lipidiche e di produrre adenovirus ingegnerizzati non sono nuove e neppure originali, ma per fare un farmaco non basta una “idea”, servono PROVE reali e non inventate di efficacia e sicurezza. Non per niente lo stesso inventore della tecnologia della “trasfezione” di RNA mediante queste tecniche, Robert Malone, si è schierato subito contro l’uso umano di prodotti insicuri. Lo hanno ammesso gli stessi ricercatori della Pfizer: hanno agito con la fretta e spinti dall’interesse economico. Certo che il non aver eseguito prove di biodistribuzione, né di genotossicità è gravissimo. La tossicità deriva sia dalle sostanze usate per la nanoparticella cosiddetta lipidica, sia dalla proteina spike, che è una proteina attiva sui recettori ACE2, presenti su molti tipi cellulari e che sono pure dotati di attività enzimatiche delicatissime. Sembra quasi incredibile che, come riferito anche nel nostro recente lavoro su Biomedicines prima citato, una ricercatrice della Moderna abbia sostenuto che i mRNA provochino una reazione immunitaria “in situ”, come fossero dei normali antigeni dei vaccini tradizionali. Una castroneria del genere non sarebbe accettabile neppure da uno studente di biologia. Purtroppo, come avevo previsto, se una teoria sballata è applicata in pratica, possono seguirne conseguenze tragiche».

“NANOFORME TOSSICHE NEL VACCINO PFIZER-BIONTECH”. Studio “Esplosivo’ in ESPOSTO della POLIZIA. Pubblicato dal biochimico Segalla in Italia e USA

Reazioni Avverse alla Vaccinazione croniche come Long Covid

DOMANDA – Alcune analisi e studi hanno rilevato la presenza della proteina Spike nel corpo umano fino a quasi due anni dall’inoculazione a causa della continua replicazione di plastidi di DNA della stessa proteina. Può essere questa una delle cause del cosiddetto Long Covid?

BELLAVITE – «Credo che il termine “Long Covid” vada utilizzato per indicare le conseguenze a lungo termine della malattia infettiva, che sono piuttosto frequenti, se è curata tardi e male. Anche le reazioni avverse alla “vaccinazione” possono divenire croniche. Ci sono varie possibili spiegazioni, dipendenti anche dal tipo di “vaccino”. Certo se si parla di settimane è possibile che si tratti della permanenza del mRNA nelle cellule e quindi della produzione residua di proteina spike, ma io propendo per fenomeni di autoimmunità dovuti alla formazione di anticorpi contro la spike, contro ACE2 o altri recettori implicati nella reazione alle sostanze inoculate, oppure persino di anticorpi anti-anticorpi. Nel testo sopra citato e pubblicato da Biomedicines abbiamo spiegato come gli anticorpi anti-spike possano generare degli anticorpi-anti-anticorpo che assomigliano alla spike stessa. Purtroppo, le malattie autoimmuni sono difficili da curare e spesso rimangono attive per tutta la vita, magari con alti e bassi».

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Malattie Autoimmuni: Doppio Innesco da Spike da Virus e da Vaccino

DOMANDA – Molti studi condotti in Occidente (USA, Unione Europea e Regno Unito) analizzano gli effetti secondari del Covid-19 rilevando tra essi anche varie malattie autoimmuni. Ma come possono essere attendibili queste ricerche visto che vengono eseguite su una popolazione che al 70 % è stata sottoposta ad almeno un’inoculazione di dose di vaccino Covid? Non esiste il rischio che tali disturbi possano essere innescati dalle reazioni avverse ai sieri genici e non dal SARS-Cov-2 stesso? 

R. BELLAVITE – «La risposta a questa domanda è abbastanza semplice: se si innesca un fenomeno di autoimmunità, esso è potenziato da successivi stimoli con le stesse sostanze. Poiché le spike del virus e del “vaccino” si assomigliano, è oltremodo probabile che la malattia autoimmune sia iniziata dal virus e peggiorata dall’inoculo artificiale o iniziata dall’inoculo artificiale e peggiorata dalla malattia, verso cui l’inoculo artificiale non ha protetto, essendo inefficace. La teoria del doppio innesco è confermata anche dall’osservazione che le miocarditi post-vaccinali sono più frequenti dopo la seconda dose che dopo la prima».

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Vaccini per Varianti Omicron: un autentico Bidone

DOMANDA – Uno studio recente condotto dall’Università di Tartu in Estonia su un significativo campione di 343mila persone ha evidenziato che i vaccinati (senza precedente infezione) sono a più elevato rischio di contrarre l’infezione e di ricovero in ospedale. Può essere definita la pietra tombale sulla già dubbia efficacia dei vaccini Covid?

R. BELLAVITE – «Sono conferme di problemi che avevamo detto e documentato anche noi, in particolare il dottor Alberto Donzelli, mostrando che la protezione conferita dal “vaccino” dura pochi mesi e poi si inverte, nel senso che i vaccinati si infettano di più. Si tratta di un fenomeno legato a vari meccanismi di “tolleranza” del sistema immunitario rispetto al virus, il quale oltretutto cambia rapidamente di caratteristiche antigeniche. Anche l’adeguamento dei “vaccini” alle varianti omicron è stato un autentico bidone. Non so se si potrà parlare di pietra tombale, perché la pressione alla fabbricazione e diffusione di questi lucrosi prodotti è ancora talmente forte che travolge qualsiasi dubbio e finisce col censurare le più elementari nozioni scientifiche. Come ho già spesso detto e dimostrato, nel caso della cosiddetta pandemia COVID-19 la Scienza è stata la prima vittima del “vaccinismo”, una vera e propria ideologia, a sua volta supportata dal perverso triangolo “Politica globalista-Big pharma-Informazione mainstream”, e la seconda vittima è stata la popolazione».

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – INCHIESTE COVID-19, BIG PHARMA & VACCINI

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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