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NEONAZISTI UCRAINI “EROI” PER IL ‘GURU” DELLA MELONI. Il Sottosegretario Fazzolari Elogia i Feroci Paramilitari di Estrema Destra

NEONAZISTI UCRAINI “EROI” PER IL ‘GURU” DELLA MELONI. Il Sottosegretario Fazzolari Elogia i Feroci Paramilitari di Estrema Destra

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Cuiusvis hominis est errare: nullius nisi insipientis, in errore perseverare (“è cosa comune l’errare; è solo dell’ignorante perseverare nell’errore”).
Cicerone  – Filippiche (XII. 5)

Humanum fuit errare, diabolicum est per animositatem in errore manere (“cadere nell’errore è stato proprio dell’uomo, ma è diabolico insistere nell’errore per superbia”).
Sant’Agostino d’Ippona – Sermones (164, 14)


Nell’immagine di copertina il neonazista americano Boneface con la divisa del Battaglione Azov e il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari che ha elogiato questo gruppo paramilitare estremista

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

ENGLISH VERSION

Essere un ultras non è un peccato: se lo si è in uno stadio da calcio o in un palazzetto da basket e non si fa uso della violenza. Essere un fans tantomeno, se ci si sfoga al concerto del cantante preferito prima di tornare alla normalità.

Ma tifare per un’organizzazione paramilitare di estrema destra denunciata da Amnesty International per crimini di guerra e violazione dei diritti umani nonché dichiarata ufficialmente terroristica da uno stato, è qualcosa che a certi politici non si addice…

In particolare non si addice ex militanti del Fronte della Gioventù che nacque come vivaio del Movimento Sociale Italiano ma è stato ripetutamente etichettato come neofascista, post-fascista o comunque di destra radicale; soprattutto negli Anni di Piombo quando le ideologie di alcuni iscritti si trasformarono in pestaggi, scontri e omicidi.

Ecco perché un politico di lungo corso non dovrebbe dipingere come “eroi” i feroci miliziani estremisti del Battaglione Azov (componente della Guardia Nazionale Ucraina) soprattutto se è considerato il “guru” della leader di un partito di destra come Fratelli d’Italia che, prima e dopo le vittoriose elezioni del 25 settembre 2022, ci ha messo anima e fiato per sconfessare ogni nostalgia del Fascismo e del Duce Benito Mussolini.

IL GURU DI MELONI ROMPE LE UOVA NEL PANIERE

A rompere le uova nel paniere ci ha pensato il project manager Giovanbattista Fazzolari, 50 anni, una vita professionale trascorsa saltando da un incarico pubblico all’altro come si confà ai più potenti raccomandati della politica, prima di approdare al Senato della Repubblica e divenire l’ideologo di Giorgia Meloni.

Appaiono ben lontani i tempi di “Dio, Patria e Famiglia” della triade virtuosa di Mussolini, in quanto sono stati sostituiti dalla trimurti neo-pagana rappresentata da “Nuovo Ordine Mondiale, Unione Europea e Lobby di Armi e Big Pharma”, a cui la prima donna nominata Presidente del Consiglio in Italia si è subito genuflessa.

Ma gli spettri peggiori del nazi-fascismo, aberrante nelle leggi razziale ma edificante nelle riforme sociali del Ventennio, sono stati rievocati dagli episodi di cronaca di cui Gospa News ha scritto in questi ultimi giorni.

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Mi riferisco all’estremista ucraino dell’Ordine di Hagal, domiciliato nel Napoletano, che voleva fare un attentato a una caserma dei Carabinieri grazie alle armi degli amici del Battaglione Azov.

E allo skinhead americano che ha compiuto varie missioni in Ucraina come “foreign fighter” ed ha confermato torture e brutali assassini (civili inchiodati a una croce e bruciati vivi) da parte dello stesso gruppo paramilitare in cui ha combattuto.

Se la lode al Battaglione Azov, dichiarata organizzazione terroristica dalla Russia e denunciata alla Corte Penale Internazionale dell’Aja fin dal 2014 quando iniziò il sistematico genocidio dei filo-russi del Donbass dopo il golpe Nato a Kiev, l’avesse pronunciata l’usciere della sede di Fratelli d’Italia magari susciterebbe solo alcune battute mordaci e niente più.

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Siccome il peana ai neonazisti ucraini è stato invece cantato proprio da Fazzolari che è divenuto Sottosegretario del Programma di Governo della premier Meloni, da cui è considerato consigliere di fiducia da 25 anni, è legittimo cominciare a porsi legittimi dubbi se le nostalgie degli squadristi con la camicia nera siano state davvero sepolte e scordate in seno a Fratelli d’Italia.

Sono stato tra i pochi e tra i primi a definire il Governo Meloni, al momento del suo insediamento, un’élite devota al NWO e ai poteri forti ma ben lontana da ideali “far-right’, estrema destra, come metà dei giornali del mondo strepitavano.

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Ho poi dedicato un ampio reportage su Meloni e il suo altro mentore Guido Crosetto, passato da presidente della Confindustria delle Armi a Ministro della Difesa nonostante le polemiche per il palese conflitto d’interessi, in relazione alla loro affiliazione ai think tank americani controllati dalla Rockefeller Foundation.

Ora però qualche sospetto di aver peccato d’ingenuità mi sorge. Insieme alla certezza che ogni rigurgito di fascismo potrebbe oggi covare solo la parte peggiore di esso.

Prima di vedere la “grossa magagna” causata dal guru della Meloni, Vediamo chi è lui.

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UN PROFESSIONISTA PREMIATO DALLA POLITICA

Giovanbattista Fazzolari nasce il 24 febbraio 1972 a Messina da genitori di origini calabresi. Le biografie descrivono il padre Michele Lucia Fazzolari (mancato nel 2019) come un diplomatico che portò il figlio a vivere in Francia, Argentina e Turchia. L’assenza di ogni minima informazione su internet in relazione agli incarichi pubblici del genitore ci induce a ritenere che fosse probabilmente operativo nell’ambito dei servizi segreti. Ma è una mera supposizione priva di ogni riscontro…

Di certo è facoltoso e consente a Giovanbattista di diplomarsi al Liceo Chateaubriand, liceo francese di Roma, nel 1989, e di laurearsi in Economia e Commercio alla Sapienza – Università di Roma, prima del corso post laurea in Operatore della Comunità europea presso la Scuola Italiana per l’Organizzazione Internazionale.

In quegli ambiti inizia la sua attività politica nel 1989 nel Fronte della Gioventù romano e diviene il primo presidente provinciale romano di Azione Universitaria. È delegato all’assemblea costituente di Alleanza Nazionale del 1995. Da allora è sempre stato politicamente al fianco di Giorgia Meloni, occupandosi di elaborazione politica, studio e analisi.

Giorgia Meloni e Giovanbattista Fazzolari

Con l’aiuto della politica trova un ottimo lavoro come Dirigente Aeroporti e Infrastrutture strategiche della Regione Lazio, dove viene nominato Mobility Manager della Regione Lazio e referente anticorruzione della Direzione regionale Territorio Urbanistica e Mobilità.

Sarà solo una coincidenza che il suo incarico giunge nel 2012 quando diventa governatore regionale Renata Polverini col centrodestra… E’ la stessa politica che ha permesso a un sindacalista della Big Pharma Pfizer di iniziare la sua carriera pubblica, ora culminata, anche per lui, in un posto da Sottosegretario nel Governo Meloni. il leghista Claudio Durigon.

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Prima di allora Fazzolari era stato Capo della Segreteria Tecnica del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni e precedentemente suo consigliere giuridico durante la XV Legislatura quando ricopriva l’incarico di vice presidente della Camera dei Deputati.

Ma nel 2018 lascia l’incarico da 50mila euro annui all’aeroporto per assumere quello più prestigioso e munifico di Senatore della Repubblica (eletto in Piemonte), con un compenso da 100mila. Insomma: anche l’attivismo giovanile di destra sa essere una buona rampa di lancio per un rampollo di ottima famiglia del Sud.

“L’EROISMO” DEI NEONAZISTI DEL BATTAGLIONE AZOV

Dopo quest’ampia premessa veniamo ai fatti che sono già stati oggetto di alcune inchieste giornalistiche in relazione alle posizioni espresse dal senatore Fazzolari nei momenti più incandescenti della guerra in Ucraina.

Non va dimenticato che il partito della Meloni ha sempre dato il suo sostegno anche al precedente Governo Draghi nella fornitura di armi a Kiev.

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Nell’occhio del ciclone sono finiti alcuni tweet dell”ideologo di Fratelli d’Italia salacemente stigmatizzati dal settimanale L’Espresso, che, essendo di sinistra, non perde occasione per cercare tracce di revanscismo di estrema destra.

Riportiamo l’intero paragrafo omettendo quello precedente in cui si fa riferimento a quando il senatore aveva definito “aspirante demonio” Sergio Mattarella in quanto riconfermato Presidente della Repubblica con 665 voti, uno in meno del numero della Bestia:

«Più di recente Fazzolari si è mostrato gran sostenitore del battaglione Azov, saltandone a pie’ pari i profili, diciamo, in chiaroscuro. In un tweet corredato con una cartina di Mariupol, con al centro lo stabilimento di Azovstal, scriveva: “Non importa come la pensi su questa guerra. L’eroismo desta ammirazione sempre, perfino quello del nemico. E la difesa della città #ucraina di #Mariupol, circondata e assediata da 59 giorni, entrerà nella storia per il coraggio dei suoi difensori. Onore a loro”. era il 23 aprile, adesso il tweet risulta cancellato.

Gli screenshot dei Tweet di Fazzolari pubblicati da L’Espresso

Sempre ad aprile, pochi giorni prima, si esaltava: “#Mariupol doveva cadere dopo poche ore, già il 24 febbraio. Circondata, senza rifornimenti, con i difensori in netta inferiorità numerica. Contro ogni previsione, ogni logica, ogni legge della natura un pugno di eroi ucraini difende la città da 47 giorni. Ed entra nella storia”, scriveva l’11 aprile. Per poi aggiungere, lo stesso giorno: “E ora arriveranno i commenti dei codardi, di quegli omuncoli incapaci di qualsivoglia atto di coraggio o anche solo di dignità. Eccoli scatenare tutto il loro rancore contro chi ha il coraggio che loro non hanno mai avuto e mai avranno”. 

Di coraggio ne hanno avuto poco anche i neonazisti del Battaglione Azov che, per non crepare di fame e di sete sotto l’assedio delle truppe di Mosca, ligie all’ordine del presidente russo Vladimir Putin per cui dalle acciaierie non doveva uscire nemmeno una mosca, accettarono una dignitosa resa che la Russia sfruttò per mostrare al mondo chi erano quegli estremisti paramilitari.

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Ai prigionieri furono fatte togliere le divise davanti alle videocamere che ripresero in primo piano teschi e svastiche delle SS tatuate sulla pelle insieme a croci rovesciate atte a svelare anche l’aggravante satanista…

Fu una grande vittoria mediatica di Putin: dinnanzi ai pochi giornalisti onesti che cercano di fare corretta informazione e vorrebbero non vedere più in giro quei simboli del Nazismo di cui è stata vietata l’apologia in quasi tutto il mondo.

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La sfilata di “svastiche” avrebbe dovuto essere sufficiente a far desistere il senatore Fazzolari da nuove esternazioni…

Anche perché questa esaltazione fanatica dell’eroismo di guerra assume una rilevanza “esplosiva” se sommata all’amore del politico per le pistole, il tiro sportivo e la sua battaglia parlamentare per il diritto di ogni cittadino di essere armato…

Fu lui ad ottenere la rimozione del divieto italiano alla vendita ai civili della semiautomatica DWM parabellum calibro 9×19 , in quanto in dotazione solo agli eserciti NATO. Inseriamo sotto i link a due video così ognuno potrà valutare se si tratta di passione od ossessione armaiola…

Torniamo al dunque. La rimozione dei Tweet sull’Ucraina induce a ritenere che il “cocco” della Meloni avesse compreso la buccia di banana su cui stava danzando con la sua mole poco eterea e con gli spettri di un partito erede della destra radicale… Macchè!

Quando attribuì al “fango” dell’Espresso la sua esclusione da un incarico ministeriale, che come ideologo della leader di Fratelli d’Italia gli sarebbe toccato di diritto, si ostinò a difendere i suoi elogi in favore dei neonazisti ucraini

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«Con la decisione della Meloni, spiega Fazzolari, non c’entrano i passati tweet nei confronti del Capo dello Stato o in favore del battaglione Azov: “Ho dato il giusto tributo agli eroici difensori di Mariupol e lo rivendico. E su Mattarella non erano attacchi personali ma classici tweet di disapprovazione su scelte da me non condivise. Ma il mio nome nella lista non c’è mai stato in quelle posizioni”» confermò il 22 ottobre 2022 in un’intervista al Corriere (rilanciata da Libero) esultando per il “giorno storico” dell’insediamento del governo Meloni.

Ora ogni lettore potrà finalmente capire la ragione delle due citazioni nell’incipit dell’articolo: errare è umano…

Perseverare è da ignoranti o da diabolici superbi, a seconda che si prediliga la visione laica di Cicerone o quella Cristiana di Sant’Agostino.

Noi, nel caso di Fazzolari, confidiamo benevolmente nella prima…

Altrimenti saremmo costretti a dare ragione ai giornali anglosassoni che lanciarono l’allarme per l’ascesa al potere in Italia di governanti di “estrema destra”.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – DOSSIER UCRAINA

GOSPA NEWS – LOBBY ARMI

WIKIPEDIA – GIOVANBATTISTA FAZZOLARI

L’ESPRESSO – Pim pum pam, chi è Giovanbattista Fazzolari, il braccio destro di Giorgia Meloni che spara (e twitta)

LIBERO – Fazzolari fuori dal governo, la voce: “Colpa del fango dell’Espresso”

Goodbye Spaghetti & Mandolino… Welcome Armi & Vaccino! Cambia Governo. Non l’Italian Style NWO

CROSETTO, MINISTRO PER LE GUERRE DI NATO & GATES. Dalla Lobby delle Armi Private ai Prossimi Missili di Stato per Kiev

GOLPE NATO IN UCRAINA: LA GENESI – 2. Obama, Soros, 007 MI6 & Kyiv Security Forum

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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