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FEDELI SENZA ACQUASANTA E SENZA SANGUE DI CRISTO NELL’EUCARISTIA. Chiesa Cattolica Snervata dallo Scientismo Massonico

FEDELI SENZA ACQUASANTA E SENZA SANGUE DI CRISTO NELL’EUCARISTIA. Chiesa Cattolica Snervata dallo Scientismo Massonico

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“O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di. Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in. Te! Gesù, confido in Te!”
Santa Faustina 
Kowalska


di Carlo Domenico Cristofori

Sul mistero dell’invocazione di Santa Faustina Kowalska è stata incardinata la Festa della Divina Misericordia voluta dal suo connazionale San Giovanni Paolo II, al secolo Papa Karol Wojtyla.

Il Sangue e l’Acqua uscirono dal Costato di Gesù trafitto dal soldato romano Longino che fu deputato a verificare la morte del “Re dei Giudei” rendendosi così artefice della profezia e primo benedetto dalla grazia di Dio che lo vocò alla santità secondo la tradizione cristiana.

Testimonia l’apostolo ed evangelista San Giovanni (19,31-37):

1 Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.
32 Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. 33 Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, 34 ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
35 Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. 36 Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: “Non gli sarà spezzato alcun osso”. 37 E un altro passo della Scrittura dice ancora: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”.

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Ecco la surgiva mirabile della prima misericordia di Gesù che, secondo la tendenza tautologica biblica della “riconferma” dei più sacri misteri, ribadisce la sacralità dell’acqua con cui lo stesso Nazzareno fu battezzato nel Giordano da San Giovanni Battista, in estinzione del peccato originale ed in segno di nuova alleanza con il Padre Eterno divenuto Nostro, ma dà compimento alla promessa fatta dal Messia agli apostoli durante l’Ultima Cena.

IL SANGUE DI CRISTO PRESENZA REALE NELL’EUCARISTIA

Scrisse l’evangelista Matteo (26,26-29)

26Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». 27Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, 28perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. 29Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio».

Anche il Mistero dell’Eucaristia trovò nuovo fulgore sempre grazie a Giovanni Paolo II che lo scolpì nei Misteri della Luce aggiunti a quelli Gaudiosi, Dolorosi, e Gloriosi della Corona del Rosario in onore della Madonna, evoluzione del Salterio della Beata Vergine delle devozioni popolari medievali radicatosi nella Chiesa Cattolica grazie alla visione di San Domenico, il fondatore dell’Ordine dei Frati predicatori, quello che noi tutti conosciamo come l’“Ordine domenicano”.

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Dovrebbe essere chiaro anche alle guide più cieche, pertanto, che l’Acquasanta ed ancor più il Vino consacrato dal sacerdote durante la Transustanziazione (la presenza reale di Gesù Cristo nell’Eucaristia) riconosciuta quale dogma cattolico rappresentano un anello mirabile di congiunzione tra la Chiesa, Corpo Mistico di Cristo Risorto, e la grazia prodigiosa del banchetto eucaristico, fulcro materiale-spirituale della Santa Messa non solo per i Cattolici ma anche per gli Ortodossi (devoti alla Trasmutazione, identica concettualmente alla Transustanziazione cattolica).

Analoga valenza ha pure per gran parte degli Anglicani Protestanti, anche in virtù del testo teologico Assertio septem sacramentorum scritto dal Re Enrico VIII d’Inghilterra con Tommaso Moro che gli valse il titolo di Defensor fidei conferitogli da Papa Clemente prima di perderlo con tanto di scomunica per divorziare ad libitum ed osteggiare i Cattolici creando lo Scisma della Chiesa Anglicano, da cui deriva la monarchia politica britannica autoreferenziale in ossequio al Protestantesimo.

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Fatte queste doverose premesse teologiche ecco la cruda realtà dipinta in poche icastiche istantanee della vita liturgica cristiana contemporanea.

Cominciamo con la più recente. Mentre in tutta Italia grazie alla bella stagione estiva hanno riaperto le piscine, nonostante il continuo anche se indebolito serpeggiare del Covid-19, in tutte le chiese che ho avuto occasione di frequentare le acquasantiere all’ingresso dei templi sono rimaste ancora vuote…

Ovviamente ad eccezione delle fonti battesimali adibite a tale specifico rito per i neonati.

LE ACQUASANTIERE VUOTE ANCHE SENZA OBBLIGO

La prudenza è una virtù cardinale della religione cristiana. La prudenza è la virtù che fa discernere, distinguere, capire, interpretare quello che è secondo lo Spirito di Dio o invece contrario (1806).

«La prudenza è la virtù del discernimento, dono che bisogna chiedere allo Spirito Santo e allo stesso tempo dobbiamo coltivare «con la preghiera, la riflessione, la lettura e il buon consiglio, si legge nella Gaudete et exsultate al punto 166. L’invito più diretto di Gesù a proposito della prudenza è legato all’andare in mezzo ai lupi. Il cristiano non resta al sicuro, protetto, evitando il lupo. Ma, anche, il cristiano non ha paura del lupo. La prudenza non significa non vivere o una vita a metà, lo sconsiderato conservarsi che ne farebbe una tentazione e non una virtù. “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Mt 10,16)».

Queste parole furono scritte su Avvenire (quotidiano della CEI) nelle prediche di Spoleto durante al Festival dei due Mondi del 2018, dal cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo metropolita di Bologna che dal maggio scorso è Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

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Applicando alla vita attuale l’allegoria dell’alto prelato è evidente che il virus SARS-Cov-2 della pandemia, soprattutto in quanto costruito in laboratorio come arma batteriologica secondo ormai innumerevoli scienziati, non può essere altro che il lupo, metafora del diavolo stesso secondo i più attenti esegeti biblici.

Pertanto oggi più che mai l’acquasanta, se si crede al suo potere taumaturgico almeno quanto l’agnostico scienziato Luc Montagnier credeva ai miracoli di Lourdes, sarebbe utilissima a proteggere dal venefico morso del malvagio ancor più del gel disinfettante.

Ma la Conferenza Episcopale Italiana nell’aprile 2022 aveva scelto di uniformarsi all’allentamento delle restrizioni predisposto dal governo inoltrando una serie di raccomandazioni tra cui evitare lo scambio della pace e mantenere le acquasantiere vuote.

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«Se si dovesse fare una graduatoria di priorità per le diocesi e le parrocchie d’Italia, avremmo gioco facile nel dire che il ritorno dell’acqua santa verrebbe collocato in ultima, massimo penultima posizione» scrisse in un amareggiato articolo il sito CristianiToday.

Nel mese di giugno, alla luce dell’annullamento governativo di quasi tutte le restrizioni, la CEI comunica che era possibile tornare ad usare le acquasantiere. Ma ben poche parrocchie, per ingiustificata prudenza o semplicemente in forza del disuso perpetrato per due anni, avrebbero ripreso ad utilizzarle.

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E’ importante evidenziare in questo processo non solo un infiacchimento determinato dal pragmatismo liturgico, come vedremo dopo sul vino sacro, ma soprattutto lo stravolgente processo psicologico di snervamento instillato dal tracimante scientismo massonico che si sta sempre più propalando con virulenza anche nel Clero.

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Il pensiero veicolato subliminalmente dal condizionato mainstream cattolico è semplice. Se l’acquasanta può essere veicolo del virus pandemico significa, implicitamente, che non conferisce più le protezioni miracolose a lei attribuita per millenni di culto cristiano. Pertanto meglio affidarsi alle Big Pharma e farsi inoculare i sieri genici antiCovid, nonostante siano sperimentali e sovente pericolosi.

E’ questo il messaggio implicito trasmesso dal Vaticano che, in soli due anni, è riuscito ad annacquare la potenza taumaturgica dell’acqua battesimale.

I FEDELI CATTOLICI SENZA SANGUE DI CRISTO NELL’EUCARISTIA

Ma la medesima deriva era già capitata, per motivazioni ancor più banali e viziate da un becero pragmatismo, in relazione all’Eucaristia con il vino rosso in transustanziazione del sangue di Gesù Cristo.

Il primo passaggio della Chiesa Cattolica fu quello di abbandonare l’uso di concedere ai fedeli la possibilità di bere dal calice consacrato.

«La comunione eucaristica – frequentemente distribuita durante la celebrazione con la sola specie del pane consacrato, l’ostia – è sempre comunione al corpo e al sangue di Cristo: dal Concilio di Trento (XVI secolo) ad oggi il magistero della Chiesa ha affermato chiaramente e più volte che il Signore Gesù è presente sacramentalmente sotto ciascuna specie, sia nel pane che nel vino consacrati, donando tutto il frutto di grazia dell’Eucaristia anche ricevendo solo una delle due specie (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica n° 1390)» ha spiegato don Roberto Gulino, docente di Liturgia alla Facoltà teologica dell’Italia centrale.

Ma ha aggiunto: «Occorre anche ribadire che ”la santa comunione esprime con maggiore pienezza la sua forma di segno se viene fatta sotto le due specie” (Ordinamento Generale del Messale Romano n° 281) proprio per una migliore completezza simbolica e rituale del segno sacramentale di Gesù presente nell’Eucaristia».

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Aldilà degli aspetti strettamente teologici l’abbandono della tradizione liturgica di bere il sangue di Cristo ne ha di fatto depotenziato non solo il culto ma soprattutto la sua valenza soteriologica, taumaturgica ed esorcistica.

Non solo. La degenerazione liturgica del fenomeno è avvenuta con la graduale sostituzione del vino rosso con quello bianco da messa per ragioni economiche (i bianchi si trovano a prezzi più vantaggiosi) e per evitare macchie difficili da togliere sulle tovaglie dell’altare.

Non sarebbe stato forse meglio celebrare sull’altare nudo in marmo piuttosto che trasformare il sangue di Cristo da rosso in bianco?

Lascio ai lettori ogni commento e riflessione narrando un semplice aneddoto.

L’IMPORTANZA DELLA COMUNIONE PER IL PASTORE PENTECOSTALE BENNY HINN

In una delle grandi Crociate di liberazione del pastore evangelico pentecostale Benny Hinn, a cui ho assistito attraverso in un video di YouTube, fui colpito dal fatto che all’ingresso veniva distribuita una scatolina con dentro una piccola ostia e un bicchierino sigillato di vino rosso da ingerire al momento dell’eucaristia.

Il telepredicatore più famoso degli USA ha anche registrato un video di grande valore ecumenico, segnalato alcuni anni fa dal sito cattolico italiano La Luce di Maria, sull’importanza della comunione.

“Hanno condotto uno studio che afferma che molte più persone sono guarite nella Chiesa cattolica, rispetto alle chiese pentecostali”, disse Hinn al pubblico senza precisare a quale studio si riferisse.

“Sempre più persone sono guarite in una chiesa cattolica durante la  comunione che nei pentecostali … perché per noi l’Eucarestia è simbolica” ha ammesso in riferimento a quegli Evangelisti influenzati dai nuovi orientamenti protestanti influenzati dal Luteranesimo, che nega la Transustanziazione, rispetto agli Anglicani primigeni che si contrapposero alle tesi di Martin Lutero. 

Poi ha avuto il coraggio di difendere la dottrina della presenza reale, “Beh … Gesù non ha detto, ‘Questo è il simbolo del corpo’. Ha detto ‘Questo è il mio corpo’. [ non Ha detto] ‘Questo simboleggia il mio sangue’. Ha detto, `Questo è il mio sangue ‘”.

“E penso – ho sempre creduto – che lo Spirito che è il suo corpo, che lo Spirito è nel suo sangue, in modo reale.  Vi è la guarigione nella santa comunione. Ho sicuramente visto questo nel mio ministero “.

Per lassismo e insidiose infiltrazioni dello scientismo massonico la Chiesa Cattolica rischia di prendere lezioni anche dagli Evangelici Pentecostali dopo averla ricevuta da altri devoti cristiani durante la pandemia.

«Gli ortodossi amministrano la Santa Eucaristia ai fedeli tramiti un cucchiaio d’oro, che raccoglie il Pane consacrato immerso nel Sangue di Cristo e lo mette direttamente nella bocca del fedele, senza che vi sia contatto. Una prassi decisamente più pericolosa della Comunione direttamente in bocca in uso nel mondo cattolico, almeno fino a qualche mese fa» ha scritto la Nuova Bussola Quotidiana in un interessante articolo del luglio 2020.

NIENTE PAURA DEL COVID IN CHIESA. “Credenti Protetti dalla Grazia di Dio”. L’ha detto il Patriarca Russo

La Chiesa Greco-Ortodossa dichiarò «a tutti coloro che, per ignoranza o per consapevole infedeltà, insultano brutalmente tutto ciò che è santo e sacro, i dogmi e le sacre regole della nostra fede, che la Santa Comunione è la medicina dell’immortalità, antidoto non per morire, ma per vivere secondo gli insegnamenti di Gesù Cristo per sempre».

Ed il Patriarca ortodosso russo Kirill fu energico nel ribadire che in Chiesa si è protetti dalla Grazia di Dio. 

Per fortuna che tra i religiosi Cristiani del mondo c’è ancora chi crede nell’insondabile e inviolabile sacertà del soprannaturale mistico ben testimoniato dalla Bibbia. Senza se e senza ma.

Carlo Domenico Cristofori
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – RELIGIONE

LA STORIA DEL ROSARIO NELLA VISIONE DI SAN DOMENICO

CRISTIANI TODAY – ACQUA SANTA: PERCHE’ NON LA RIPORTIAMO IN CHIESA?

IL TEOLOGO RISPONDE SULLA COMUNIONE SENZA VINO

LA LUCE DI MARIA – Clamoroso Benny Hinn insegna che i cattolici hanno sperimentato più miracoli

NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Ortodossi e Comunione, la fede che è mancata alla Cei

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Carlo Domenico Cristofori

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