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QUANDO MONTAGNIER RICONOBBE I MIRACOLI DI LOURDES. “Molti Scienziati Rifiutano ciò che non Capiscono”

QUANDO MONTAGNIER RICONOBBE I MIRACOLI DI LOURDES. “Molti Scienziati Rifiutano ciò che non Capiscono”

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“O Gesù, dammi, ti prego, il pane dell’umiltà,
il pane di obbedienza,
il pane di carità,
il pane di forza per rompere la mia volontà e fonderla con la tua,
il pane di pazienza per sopportare le pene che il mio cuore soffre …..
il pane di non vedere che Te solo, in tutto e sempre”
Bernadette Soubirous proclamata Santa da Papa Pio XI

introduzione di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Oggi, 11 febbraio, ricorre l’anniversario della prima apparizione della Santissima Vergine Maria alla pastorella Bernadette Soubirous, di soli 14 anni, nella grotta di Massabielle sulle rive del torrente Gave avvenuta nello stesso giorno del 1858. Ecco perché oggi la Chiesa Cattolica Apostolica Romana festeggia la Madonna di Lourdes.

Oggi facciamo incrociare il destino della pastorella ignorante (per sua stessa ammissione), divenuta Santa, con quello di uno dei più sapienti scienziati dell’era contemporanea: Luc Montagnier che riconobbe l’autenticità dei miracoli dell’acqua della grotta di Massabielle.

Prima della pandemia, questo straordinario luogo di culto cristiano era ogni anno mèta di pellegrinaggi di circa 5 milioni di persone provenienti da 140 paesi del mondo: molti in cerca di guarigione fisica, altri di rinascita spirituale.

«Non posso trovare bella nessuna Madonna, dopo aver visto l’originale. È perché ero la più povera e la più ignorante che la Santa vergine mi ha scelta. Nel mio letto di dolore io sono più felice di una regina sul trono» scrisse Bernadette che nel suo testamento spirituale ringraziò così la Madonna: «Per l’ortografia che non ho mai saputa, per la memoria che non ho mai avuta, per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie! Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra una bambina più stupida di me, avreste scelto quella!».

Bernadette Soubirous, la statua della Madonna di Lourdes nella grotta di Massabielle e l’acqua miracolosa

A lei, povera e analfabeta, ma dedita con il cuore al Rosario, appare più volte la «Signora». Nell’apparizione del 25 marzo 1858, la Signora rivela il suo nome: «Io sono l’Immacolata Concezione». Quattro anni prima (8 dicembre 1854), Papa Pio IX aveva dichiarato l’Immacolata Concezione di Maria un dogma, ma questo Bernadette non poteva saperlo. La lettera pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di Tarbes, monsignor Bertrand-Sévère Mascarou-Laurence, dopo un’accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di santuario mariano internazionale.

La sera del 7 Luglio 1866, Bernadette Soubirous decide di rifugiarsi dalla fama a Saint-Gildard, casa madre della Congregazione delle Suore della Carità di Nevers. Ci rimarrà 13 anni. Costretta a letto da asma, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio, all’età di 35 anni, Bernadette nasce al cielo il 16 aprile 1879, mercoledì di Pasqua. In tale anniversario le faremo un tributo molto particolare… Narrando come, con l’aiuto di Maria Santissima Regina degli Angeli, riuscì a sconfiggere la Massoneria!

Bernadette fu beatificata il 14 giugno 1925 da Pio XI e canonizzata nel 1933 dallo stesso pontefice, non tanto per essere stata oggetto dell’apparizione mariana, ma piuttosto per la semplicità, la santità della sua vita. È la santa protettrice degli ammalati e la patrona di Lourdes e dell’Hospitalitè Notre Dame de Lourdes. Bernadette è la protettrice delle lavoratrici dei campi e dei pastori. Viene ricordata il 16 aprile, anche se a Lourdes viene solennemente ricordata il 18 febbraio.

MONTAGNIER MORTO (video). TWEET DI RAOULT CONFERMA. Il Virologo Denunciò SARS-2 da Laboratorio e Vaccini Pericolosi

Giovanni Paolo II l’11 febbraio 1992 istituì la Giornata internazionale del malato in ricordo di quell’apparizione, che quest’anno si fonda sul tema: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso (Lc 6,36). Porsi accanto a chi soffre in un cammino di carità”. In questo giorno inoltre, nel 2013, Papa Benedetto XVI rinunciò al Pontificato spiegando che proprio il declino della salute era la ragione.

Oggi era previsto un reportage sulla storia di Bernadette ma la drammatica vicenda di Luc Montagnier che ci ha impegnato ieri in continui aggiornamenti sulla sua morte, messa in discussione dai media di mainstream fino all’ultimo onde evitare di celebrare la fama dello scienziato, non ci ha permesso di scriverlo.

Ecco perchè vogliamo rendere omaggio alla Madonna di Lourdes, alla santa passerella e allo stesso Montagnier con l’intervista pubblicata su Aleteia in cui il famoso virologo, sedicente agnostico, riconobbe l’eccezionalità soprannaturale dei miracoli di Lourdes.

L’evento UCID cui parteciperà il professor Franco Balzaretti

In merito ho avuto più volte l’occasione di descrivere l’autenticità scientifica dei pochi riconosciuti dalla Chiesa attraverso le attente analisi del Comité médicalinternational de Lourdes (CMIL) di cui fa parte l’amico Franco Balzaretti, già primario del DEA di Vercelli, vicepresidente dell’Associazione Medici Cattolici e docente aggiunto di Chirurgia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Proprio stasera il professor Balzaretti interverrà al Convegno UCID sulle Guarigioni di Lourdes in un evento in webconference.

GIOVANNI PAOLO II: L’ULTIMA GRAZIA AL PAPA DEL ROSARIO LUMINOSO

La devozione al santuario mi è sempre stata molto cara in virtù dell’amicizia con il canonico di Lourdes monsignor Franco Degrandi, presidente generale dell’Opera federativa per il trasporto degli ammalati a Lourdes (su cui ha scritto un bellissimo libro il mio collega vercellese Giorgio Morera). Ma soprattutto perché fui inviato dal mio giornale a seguire l’ultimo pellegrinaggio di Giovanni Paolo II in occasione del 150 anniversario della proclamazione del Dogma dell’Immacolata Concezione (2004).

MEDJUGORIE E I DIECI SEGRETI – 1. La Rivelazione della Veggente Vicka sui Destini del Mondo

Gospa News prende ispirazione dalla Regina della Pace di Medjugorie ovvero la “Signora” (Gospa in Croato) di cui hanno visto l’apparizione fin dal 24 giugno 1981 i sei veggenti Marija Pavlović Lunetti, Mirjana Dragičević Soldo, Ivanka Ivanković Elez, Vicka (Vida) Ivanković, Ivan Dragičević e Jakov Čolo. Le prime apparizioni sono già state riconosciute dalla speciale Commissione internazionale della Congregazione della Dottrina della Fede presieduta dal cardinale Camillo Ruini. 

Ma questa è un’altra storia di fede, speranza, carità e…miracoli!

Fabio Giuseppe Carlo Carisio


“Molti scienziati commettono l’errore di rifiutare quello che non capiscono”

pubblicato il 15 febbraio 2017 da Aleteia Brasil

Sono migliaia i resoconti di “guarigioni inspiegabili” che si verificano ogni anno nel santuario mariano di Lourdes (Francia), uno dei più frequentati al mondo. Sono tuttavia pochissime le guarigioni considerate effettivamente miracolose dalla Chiesa, che adotta criteri rigorosi per l’analisi scientifica di ogni caso.

Nonostante il rigore di questi studi, perdura da molti decenni il disprezzo di non credenti che non si prendono nemmeno la briga di sapere come la Chiesa analizza e accantona le migliaia di casi di “miracoli apparenti”. Per molta gente disinformata o male informata, qualsiasi miracolo è una mera fraudolenza priva di fondamento.

Le ”profezie” di San Pio sulla Patria Cristiana. La lotta coi Massoni e l’aborto imposto da Rockefeller – NWO

Questo atteggiamento di ignoranza camuffata da intellettualità contrasta con quello di rispetto e considerazione adottato da professionisti di noto prestigio, come il medico francese Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina che tra gli altri contributi rilevanti alla scienza è famoso per la scoperta del virus HIV.

Ex direttore dell’Istituto Pasteur, questo importante scienziato di fama mondiale ha esposto la sua opinione sui miracoli di Lourdes nel libro Le Nobel et le Moine (Il Nobel e il Monaco), in cui dialoga con il monaco cistercense Michel Niassaut. A questo riguardo, Montagnier afferma che “non c’è motivo di negare nulla”.

A un certo punto, la conversazione ha affrontato le guarigioni senza spiegazione avvenute a Lourdes, ed è stato chiesto cosa pensa un non credente a cui è stato attribuito il Nobel.


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“Quando un fenomeno è inspiegabile, se esiste davvero non c’è motivo di negare nulla”, ha risposto Luc Montagnier.

Alla fin fine, se il fenomeno esiste che senso ha negarlo? Quello che bisogna fare è studiarlo, non fingere che non esista. Per questo, il Nobel per la Medicina, affermando che “nei miracoli di Lourdes c’è qualcosa di inspegabile”, rimprovera l’atteggiamento di alcuni colleghi, osservando che “molti scienziati commettono l’errore di rifiutare quello che non capiscono”.

“Non mi piace questo atteggiamento”, ha commentato. “Cito spesso la frase dell’astrofisico Carl Sagan ‘L’assenza di prova non è prova dell’assenza’”.

“Quanto ai miracoli di Lourdes che ho studiato, credo che si tratti davvero di qualcosa di inspiegabile, ha proseguito Montagnier. “Non riesco a comprendere questi miracoli, ma riconosco che ci sono guarigioni che non sono previste allo stato attuale della scienza”.

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La Chiesa e l’aiuto ai malati. Un’altra cosa che il mondo cerca di evitare

Luc Montagnier ha avuto un’enorme importanza nella storia recente per la sua scoperta del virus HIV. A questo riguardo, andando contro il mondo anticattolico e i suoi preconcetti e le sue accuse infondate, riconosce l’importanza della Chiesa di fronte al dramma dei malati.

“Il mio collega statunitense Robert Gallo ha avuto un’udienza con il papa (Giovanni Paolo II) per cercare di capire come aumentare la nostra collaborazione con le équipes delle missioni cattoliche in Africa, dove si curano le persone affette da AIDS e si fa prevenzione contro la diffusione del virus (…). Gli ordini religiosi cristiani hanno un ruolo molto positivo nella cura dei malati. Riconosco che nell’ambito dell’assistenza ospedaliera la Chiesa è stata pioniera. Nel corso di questi anni di ricerca sull’AIDS, soprattutto all’inizio, ho avuto la possibilità di stare a contatto con pazienti condannati a una morte inevitabile. Spesso la fede e la vicinanza della Chiesa ci hanno aiutati ad affrontare la malattia e a far sì che i malati non si sentissero abbandonati. È per questo che ho sempre riconosciuto il contribuito pionieristico e inestimabile della Chiesa nell’assistenza ospedaliera.


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Pur se agnostico, Montagnier rivela una grande stima per la Chiesa. Si è offerto anche di combattere il morbo di Parkinson di cui soffriva papa San Giovanni Paolo II, e ritiene che il pianeta guadagnerebbe molto se i valori cristiani prevalessero nel mondo.

“Ci sono 2 miliardi di cristiani, 1,1 miliardo dei quali cattolico. I loro buoni sentimenti sono presenti”, ma non governano l’umanità. A suo avviso, sarebbe ottimo se l’amore per il prossimo guidasse il mondo.

Lourdes e i Premi Nobel

Montagnier non è l’unico vincitore di un Nobel ad avere un rapporto con Lourdes.

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Alexis Carrel, Nobel per la Medicina nel 1912, si convertì al cattolicesimo grazie ai miracoli a cui assistette nella città mariana dal 1903, quando era ancora un giovane medico ateo.

All’epoca, un collega che doveva accompagnare un gruppo di pellegrini a Lourdes gli chiese di sostituirlo per cause di forza maggiore. Carrel accettò pensando di verificare di persona la falsità dei presunti miracoli, ma alla fine assistette a uno di questi.

Il medico visitò, osservò e analizzò tutti i sintomi di una donna malata di tubercolosi ormai sul letto di morte. Non c’era alcun dubbio sul fatto che sarebbe morta a breve. Quando la donna, davanti ai suoi occhi increduli, uscì dalle piscine di Lourdes, tuttavia, tutto era scomparso. Il resoconto di Carrel nel libro in cui racconta la sua conversione venne accolto con scandalo negli ambiti naturalisti scettici che dominavano allora in Francia.


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Sembra che lo “scandalo” dei miracoli non sia destinato a terminare tanto presto. Sarebbe quindi raccomandabile che gli increduli, anziché promulgare i loro dogmi di “intellettualità superiore” di fronte a quello che non capiscono, cercassero di capire la questione con maggior rigore scientifico e meno conclusioni precipitose (e antiscientifiche).

Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti
Pubblicato in origine su Aleteia


Testamento spirituale di Santa Bernadette

“Per l’indigenza di mamma e papà per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza, per le pecore rognose: grazie, mio Dio!

Bocca di troppo da sfamare che ero; per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie! Grazie o mio Dio, per il Procuratore, per il Commissario, per i Gendarmi, per le dure parole di Peyremale. Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non siete venuta, non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso.

Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per coloro che mi hanno presa per pazza, per coloro che mi hanno presa per bugiarda, per coloro che mi hanno presa per interessata. GRAZIE MADONNA !

Per l’ortografia che non ho mai saputa, per la memoria che non ho mai avuta, per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie! Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra una bambina più stupida di me, avreste scelto quella!
Per la mia madre morta lontano, per la pena che ebbi quando mio padre, invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette, mi chiamò Suor Maria Bernarde: grazie, Gesù! Grazie per aver abbeverato di amarezza questo cuore troppo tenero che mi avete dato. Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata: “Buona a nulla”. GRAZIE!

Per i sarcasmi della madre Maestra, la sua voce dura, le sue ingiustizie, le sue ironie, e per il pane della umiliazione, grazie! Grazie per essere stata quella cui la Madre Teresa Poteva dire :”Non me ne combinate mai abbastanza”.
Grazie per essere stata quella privilegiata dai rimproveri, di cui le mie sorelle dicevano: “Che fortuna non essere come Bernadette Grazie di essere stata Bernadette, minacciata di prigione perché vi avevo vista, Vergine Santa ! Guardata dalla gente come bestia rara; quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva: “Non è che questa?!”.
Per questo corpo miserando che mi avete dato, per questa malattia di fuoco e di fumo, per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, GRAZIE MIO DIO!

Per quest’anima che mi avete data, per il deserto della aridità interiore, per la vostra notte e per i vostri baleni, per i vostri silenzi e i vostri fulmini; per tutto, per Voi assente e presente, grazie! Grazie, o Gesù!”

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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