TERREMOTO: 45MILA MORTI. “IN SIRIA DISASTRO AGGRAVATO DA SANZIONI USA-UE”. Ministro chiede Aiuti. Appello di ACS

TERREMOTO: 45MILA MORTI. “IN SIRIA DISASTRO AGGRAVATO DA SANZIONI USA-UE”. Ministro chiede Aiuti. Appello di ACS

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Gli USA tolgono una delle sanzioni contro la Siria

Nell’immagine di copertina soccorritori volontari tra le macerie in Siria e il ministro siriano degli Affari Esteri Fayssal Mikdad

AGGIORNAMENTO DEL 12 FEBBRAIO 2023

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Sale a 38.905 morti, dopo le ultime stime annunciate, il bilancio del sisma di magnitudo 7.8 che ha devastato lunedì scorso, nella notte tra il 5 ed il 6 febbraio 2023 , la Turchia e la Siria. In Turchia le vittime accertate sono 29.605, mentre in Siria quasi 9.300. Qui, in particolare, il numero delle vittime “continuerà a crescere man mano che avremo accesso” alle aree colpite, ha detto il responsabile regionale emergenze dell’Oms, Rick Brennan, citato da SkyNews, nel corso di una conferenza stampa a Damasco.

Giovedì il dipartimento del Tesoro statunitense ha deciso di sospendere per sei mesi una delle numerose sanzioni internazionali imposte da anni alla Siria per spingere il presidente autoritario Bashar al Assad a risolvere pacificamente la guerra civile, in corso da oltre un decennio. Lo scopo della sospensione è facilitare l’arrivo di aiuti alla popolazione colpita dal gravissimo terremoto.

Il dipartimento del Tesoro ha deciso di consentire che tutte le transazioni economiche legate alle iniziative umanitarie non debbano essere approvate da uno specifico ufficio, l’Office of Foreign Assets Control (OFAC), prima di essere eseguite: eventualmente devono essere giustificate solo in seguito in caso di richiesta dell’OFAC.

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AGGIORNAMENTO DEL 9 FEBBRAIO 2023

«Mentre le temperature scendevano, in Turchia cresceva la rabbia per la risposta del governo a due enormi terremoti all’inizio di questa settimana. Giovedì, il numero delle persone uccise dalle scosse in Turchia e nella vicina Siria ha superato i 20.000» scrive NBC News.

Con le loro case distrutte, migliaia di persone hanno trascorso un gelido mercoledì notte tra le macerie nelle strade di Adiyaman, rannicchiate intorno a piccoli fuochi e con pochi ripari. L’elettricità e l’acqua erano inesistenti nella città meridionale.

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Temendo un altro terremoto, alcuni hanno scelto di stare all’aperto, evitando edifici che sembravano intatti e scegliendo invece di sfidare le temperature sotto lo zero. Alcuni si sono addolorati in silenzio, mentre altri hanno gridato la loro miseria mentre cresceva il numero delle vittime dei terremoti. Un uomo ha fatto irruzione in un centro di organizzazioni umanitarie e ha chiesto a gran voce ai funzionari di salvare la sua famiglia.


di Redazione Gospa News

Il bilancio delle vittime del violento terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria è salito più di 11.200 morti, secondo i dati ufficiali, ma continua a crescere di ora in ora.

“Al momento, hanno perso la vita 8.574 persone, i feriti sono 49.133 e gli edifici distrutti sono 6.444”. Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan parlando alla stampa a Kahramanmaras, durante la sua prima visita nel sud est della Turchia colpito dal terremoto. Il presidente turco ha fatto anche sapere che presto molti sfollati saranno trasferiti in alberghi ad Antalya, Alanya e Mersin,località marittime nel sud della Turchia. In Siria ci sono state più di 2700 vittime ma i funzionari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità stimano i morti potrebbero essere più di 20.000. I feriti sono 37.011.

Mentre fanno il giro del mondo i video degli ultimi miracolosi salvataggi con il passare delle ore scende la speranza di estrarre persone vive dalle macerie, finora ne sono state salvate oltre 8mila dai soccorritori giunti da vari paesi del mondo che hanno dovuto affrontare anche le complicazioni derivanti da pioggia e neve.

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Ma vaste aree sono irraggiungibili in Siria, dove lo sciame sismico ha colpito soprattutto i governorati di Aleppo e Idlib, controllato in gran parte dai terroristi HTS, eredi della costola di Al Qaeda denominata Al Nusra, finanziati ed armati dalla confinante Turchia.

Proprio questa frammentazione sociale tra le zone controllate dal governo siriano e quelle dei jihadisti sta rendendo ancora più complesse le operazioni di ricerca e salvataggio dei feriti in alcune città come Harem, rasa totalmente al suolo dal terremoto che ha avuto il suo epicentro vicino a Gaziantep e potrebbe aver avuto come concausa i decenni di trivellazioni petrolifere in quella provincia ad altissimo rischio sismico. 

IN SIRIA DISASTRO ESACERBATO DALLE SANZIONI USA-UE

Gli Usa “dovrebbero mettere da parte l’ossessione geopolitica, revocare immediatamente le sanzioni unilaterali alla Siria e aprire la porta all’assistenza umanitaria di fronte alla catastrofe”. E’ la richiesta della Cina a Washington a seguito del violento terremoto che ha sconvolto Turchia e Siria.

“Gli Stati Uniti sono stati a lungo coinvolti nella crisi siriana con interventi militari e sanzioni economiche, che hanno provocato un gran numero di vittime civili e difficoltà nello sviluppo economico e nel processo di ricostruzione”, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, nel briefing quotidiano.

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Il ministro siriano degli Esteri e degli espatriati, Dr. Fayssal Mikdad, ha sottolineato che il disastro del terremoto che ha colpito la Siria lunedì è “grande” e ciò che ne ha accresciuto la profondità sono le difficili circostanze che il Paese sta attraversando da 12 anni e la lotta al terrorismo e i suoi sostenitori.

“Fin dai primi istanti del devastante terremoto, lo Stato siriano ha mobilitato tutte le sue potenzialità, poiché il presidente Bashar al-Assad ha presieduto una riunione di emergenza del Gabinetto, durante la quale è stato adottato un piano di emergenza nazionale, guidato da una centrale operativa di 24 ore stanza», ha dichiarato Mikdad in un’intervista (testo integrale su Gospa News International in Inglese con traduzione in Italiano disponibile).

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L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (un’Ong con sede nel Regno Unito che sostiene la rivoluzione contro Assad) ha segnalato un totale di 2.571 vittime, di cui 1331 nell’area controllata dal governo di Damasco e 1.420 in quella in mano ai ribelli jihadisti.

Il violento terremoto ha inoltre causato danni totali e parziali agli edifici in 72 villaggi, paesi e città nel centro, nord-ovest e ovest della Siria soprattutto nelle province di Aleppo e Idlib ma anche in quelle di Hama, Latakia e Tartus.

“Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai paesi occidentali alla Siria hanno esacerbato il disastro”, ha sottolineato Mikdad, invitando tutti i popoli e paesi del mondo a fornire l’assistenza necessaria al popolo siriano per affrontare questa catastrofe umanitaria.

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Mikdad ha sottolineato che le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sono chiarissime in quanto gli aiuti umanitari non sono soggetti ad alcuna sanzione e tutti gli aiuti per far fronte a tali catastrofi sono consentiti.

Mikdad ha anche sottolineato che gli americani affermano di non aver imposto sanzioni agli aiuti umanitari, ma in realtà le loro sanzioni non consentono ad alcuno di essi di raggiungere la Siria, incluso l’ostacolo all’acquisto di medicinali, così come Washington e i suoi alleati occidentali danno ordini ad alcuni paesi e li minacciano di imporre loro sanzioni se negoziano con la Siria o se qualsiasi banca tratta con la Siria.

IL RACCONTO DEL PARROCO LATINO DI ALEPPO

«Nel pieno del caos collettivo per il sisma in atto la voce al telefono resta calma pur provata come può esserlo solo quella di chi è sopravvissuto a una guerra infinita. “Due scosse di terremoto fortissime, un inferno. Mai sentito nulla del genere”, spiega in perfetto italiano A LA STAMPA padre Bahkat Elia Karakach, parroco francescano di Aleppo che coordina nella martoriata città siriana gli aiuti della fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS).

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Il suo racconto della tragedia in corso è diretto e implacabile come una rasoiata mentre tutto intorno a lui è un disastro. Il frate della Custodia di Terra Santa e parroco latino di Aleppo descrive uno scenario apocalittico e chiede protezione a Dio per gli sfollati che accoglie». È quanto ha scritto Giacomo Galeazzi sul sito web del quotidiano torinese.

Il religioso continua il suo drammatico racconto: «Un boato, come fosse esplosa una bomba in convento. Terremoto fortissimo, 50 condomini crollati qui ad Aleppo. Sotto i palazzi sbriciolati dal sisma c’è tanta gente. Impossibile dire ora quanti siano i morti. Stavamo dormendo tutti e siamo usciti in strada alle 4 di notte in mezzo alle macerie. Criticità imprevedibili, soccorsi impossibili».

CAOS ASSOLUTO. L’APPELLO DI ACS

«Una situazione estrema, panico totale. Gente che scappava scalza al buio sotto la pioggia e con il freddo terribile di questi giorni. Qui adesso è un disastro e a complicare ulteriormente la situazione sono le condizioni climatiche molto difficili. Già prima del terremoto la luce elettrica c’era nelle case solo un paio d’ore al giorno. Ora siamo totalmente senza acqua né elettricità. Tremiamo al buio, al gelo e continua a piovere. Ci sono macerie ovunque. I primi momenti dopo la scossa delle 4.17 sono stati i peggiori. Il caos assoluto, l’incertezza su qualunque cosa. Anche la parrocchia è stata danneggiata dal sisma. Accogliamo gli sfollati nelle parti ancora agibili», prosegue il religioso, il quale aggiunge che in chiesa «ogni giorno facciamo la mensa per i poveri con 1.200 coperti. Oggi le cucine raddoppieremo i pasti offerti. Cerchiamo di soccorrere tutti quelli che si rifugiano da noi nel panico». Le scene di cui Padre Karakach è testimone sono spettrali. «Nelle strade solo urla a spezzare un silenzio angoscioso, irreale».

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Aiuto alla Chiesa che Soffre si unisce alla preghiera dei francescani, i quali stanno invocando «la protezione di Dio su questa popolazione già allo stremo dopo anni di conflitto devastante».

«ACS sta facendo il possibile per individuare le priorità e portare i primi soccorsi. I bisogni sono incalcolabili. Ogni offerta, piccola o grande che sia, è preziosissima. Ci affidiamo alle Vostre preghiere e alla Vostra generosità» è l’appello del direttore di ACS Alessandro Monteduro.

Redazione Gospa News
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FONTI

GOSPA NEWS – DOSSIER SIRIA

GOSPA NEWS – REPORTAGES ZONE DI GUERRA

L’ONU STA COI NEO-NAZISTI DEL DEMONE SOROS. Crimini di Guerra Ucraini Ignorati da Commissari NWO come quelli NATO in Siria

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Redazione Gospa News

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