“DOPO 12 ANNI DI GUERRA E IL TERREMOTO BASTA SANZIONI SULLA SIRIA”. Il Grido Straziante delle Monache Cistercensi Italiane ad Azeir

“DOPO 12 ANNI DI GUERRA E IL TERREMOTO BASTA SANZIONI SULLA SIRIA”. Il Grido Straziante delle Monache Cistercensi Italiane ad Azeir

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Nell’immagine di copertina il terremoto in Siria e le monache cistercensi di Azeir

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

«Ormai avete visto le immagini della Turchia e della Siria. Potete immaginare cosa è stato e cosa sia ancora. Tante case sono crollate; o perché erano costruite senza il ferro e il cemento necessari per una zona sismica, o perché erano case che erano già state gravemente colpite da bombe durante la guerra, con molti pilastri indeboliti o parti divelte..La gente è scappata fuori casa il prima possibile, ma era notte e quindi tanti sono rimasti sotto le macerie. Gli scavi non sono facili, 12 anni di guerra e sanzioni hanno indebolito le capacità tecniche della Siria, la disponibilità di mezzi come ruspe, scavatori, ecc. In più, tutto questo è avvenuto nella stagione climaticamente peggiore: freddo e pioggia sono molto forti in questi giorni»

Scrivono la Madre superiora Marta e le sorelle del Monastero Cistercense di Azeir tra Homs e Tartous della comunità Beata Maria Fons Pacis Fondazione in Siria.

Nel marzo 2005 un piccolo gruppo di sorelle italiane, provenienti dal Monastero Trappista di Valserena (Pisa), si era stabilito nella città siriana di Aleppo per inserirsi nel paese e dare inizio ad una nuova Comunità monastica che si è spostata nel 2010 nella Siria centrale costruendo il Convento in un villaggio Cristiano Maronita in mezzo ad altri due Musulmani, uno di confessione Alawita Sciita e un altro Sunnita.

«Punto di partenza di questo cammino è stato il desiderio di raccogliere l’eredità dei sette monaci di Tibhirine, i nostri sette fratelli uccisi in Algeria nel 1996. Ciò che ci hanno lasciato, più forte della morte, è la testimonianza della loro vita, tutta dedicata a Dio, e offerta con amore a tutti i fratelli che li circondavano, sia cristiani che musulmani» scrivono le cistercensi spiegano la loro mission in emulazione alla celebre impresa di San Francesco d’Assisi in Terra Santa.

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«Vivere, come minoranza, fra credenti di un’altra fede aiuta anche noi oggi a purificare il nostro giudizio, imparando a vedere noi stesse e l’Islam con lo sguardo di Dio, e ci spinge a rinnovare profondamente il nostro amore e la nostra adesione a Cristo, tenendo sempre vive in noi le sue parole: ”Ho ancora altre pecore che non sono di questo ovile; anche quelle occorre che io conduca; esse ascolteranno la mia voce” (Gv 10,16)» aggiungono le monache.

IL GRIDO DI DOLORE DELLE MONACHE PER LE SANZIONI

«E dopo ormai dodici anni di guerra e sanzioni, che hanno ridotto il paese alla fame, letteralmente. Tante voci si stanno levando per chiedere finalmente la rimozione delle sanzioni. Anche noi abbiamo scritto qualcosa, per appoggiare questo grido. Lo troverete sul blog “oraprosiria” (link in fondo all’articolo)».

Da esso abbiamo ripreso l’appello che pubblichiamo integralmente sotto perché possa toccare il cuore dei Cristiani di Buona Volontà

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Da questo grido emerge tutta l’ipocrisia di un occidente che manda qualche aiuto ai terremotati colpiti da sisma nella notte tra il 5 ed il 6 febbraio 2023 ma ancora non ha deciso di rimuovere le sanzioni contro il governo del presidente Bashar Assad, legittimamente eletto.

Gli Stati Uniti d’America ne hanno attenuata una ma certamente ciò non basta a una popolazione che da 12 anni vivere un’infame guerra civile costruita ad arte dal controspionaggio americano della CIA e dai Paesi NATO armando i ribelli estremisti sunniti accecati dalla Jihad e, secondo molte fonti d’intelligence mediorientale, creando addirittura l’ISIS del califfo Al Baghdadi.

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Irrita l’atteggiamento ancipite e spudorato di un Occidente che in Ucraina aiuta un governo costruito con un golpe nel 2014, che appoggia i neonazisti del Battaglione Azov sostenendo di fatto il loro diritto a bombardare le Repubbliche filo-russe separatiste del Donbass, mentre in Siria difende, con una logica di falsa democrazia opposta, i rivoluzionari jihadisti.

A tutto ciò si aggiunge il silenzio della NATO e dell’ONU sulle persecuzioni dei mercenari jihadisti della Turchia e sulle migliaia di attacchi aerei condotti da Israele anche dopo il recente terremoto.

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Sconcerta leggere in fondo all’appello, dove è fornito il conto corrente per le donazioni, questa frase:

“Errata corrige: a causa delle sanzioni che colpiscono le transazioni bancarie, NON INDICARE NELLA CAUSALE della donazione la parola SIRIA , per non essere bloccati dal sistema bancario”. 

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Il sale delle sanzioni sulle ferite del terremoto. Adesso basta!

Basta parole a vuoto, ADESSO è il momento di togliere le sanzioni alla Siria..

Ci uniamo all’appello di P. Bahjat parroco di Aleppo, di tanti altri, ripetiamo le parole che spesso anche noi abbiamo pronunciato e scritto senza che nulla cambiasse : ORA SI DEVONO TOGLIERE LE SANZIONI ALLA SIRIA! ADESSO!! SUBITO!

Le parole di conforto di tanti di voi che oggi sono vicini alla nostra gente, i gesti di aiuto con cui vi fate presenti, fanno bene al cuore..Riscaldano, nel freddo che domina in mezzo alle macerie. E la gente è grata del vostro aiuto. Grazie, grazie veramente.

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Ma le parole di cordoglio di tante istituzioni fanno reagire: dove eravate in questi anni, voi che avreste potuto fare una grande differenza, quando giorno dopo giorno la nostra gente è arrivata letteralmente a morire di fame? Certo, non solo le sanzioni hanno portato a questo..

Ma ANCHE le sanzioni, e pesantemente.

Certo, si muore sotto le macerie anche se si sta bene, anche se c’è il cibo in casa…  Ma se le condizioni generali della gente non fossero state così disperate, oggi ci sarebbero più mezzi per scavare nelle macerie, e salvare ancora qualcuno. Ci sarebbero ospedali più attrezzati, farmacie fornite di tutto il fabbisogno. Più case capaci di accogliere i rifugiati, ci sarebbero anche qui più persone con lavoro e risorse per aiutare i propri fratelli.

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Senza dimenticare che, sì, il terremoto è una tragedia immane, che colpisce i nostri cuori e la nostra mente…

Ma anche nelle zone non troppo colpite c’è tanta gente che ha bisogno, che muore di fame, oggi come ieri, perché la fame, l’incapacità di far fronte alle malattie per il costo dei medicinali, e tutto il resto esistevano anche prima di questo 6 febbraio…

Ci voleva tutto questo per far aprire gli occhi sulla tragedia siriana, di cui nessuno parlava più da tempo? … C’era già un terremoto, più silenzioso ma non meno devastante, che da anni scuoteva la vita e il futuro di questa gente.

I morti sono morti, li affidiamo a Dio e alla sua Misericordia, che illumina anche ciò che noi non comprendiamo. Ma i vivi hanno bisogno di una speranza tangibile e concreta che la vita si possa ricostruire. La cosa che più colpisce in questo momento è lo sgomento che invade le persone, lo smarrimento davanti a tutto questo. Gli amici di Aleppo, di Lattakie, da cui abbiamo notizie per telefono, hanno tutti una nota pesante nella voce: hanno macerie non solo davanti agli occhi, ma nel cuore. Anche queste hanno bisogno di essere rimosse, sollevate in qualche modo.

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Per favore, alzate la vostra voce PERCHE’ SI TOLGANO SUBITO LE SANZIONI.

Che almeno la tragedia e la sofferenza di tanti morti che ancora sono sotto le macerie serva ad aiutare la speranza dei vivi.

E poi, sì, c’è la preghiera, c’è la fede. Pregate per il nostro popolo, pregate con la nostra gente.

Non potremmo dirlo noi, che a parte la paura grande siamo state risparmiate da questo terremoto; ma un amico di Aleppo, venuto a stare da noi perché la sua casa è inagibile, ci diceva ieri: “che almeno tutto questo serva a riavvicinare la gente a Dio! Se la fede è debole, le persone si allontaneranno ancora di più dal vero bene. Ma se almeno tutto questo servisse a riportarci a Dio ! “.

Torniamo a Dio, e forse si illuminerà un po’ anche la nostra ragione, e il nostro agire..

E grazie a tutti coloro, e sono tanti, che in questo momento pregano e operano con il cuore in mano.

Md. Marta e le sorelle di Azeir

FONTE – ORAPROSIRIA

Per donazioni in aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto

INTESA SANPAOLO
intestato a Monastero Cistercense di Valserena
IBAN: IT10K0306909606100000002045
BCITITMM

Causale: Terremoto

Per chi ha bisogno della ricevuta valida per la detrazione può fare la donazione attraverso l’associazione Nostra Signora della Pace specificando bene la causale. (deducibili dalle tasse ai sensi del D.L.G. 460/97)

INTESA SANPAOLO
intestato a: Associazione Nostra Signora della Pace
IBAN: IT61M0306909606100000002047
BCITITMM

Causale: Terremoto


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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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