STRAGE INFINITA DI VACCINATI. EMA “occulta” 7.748 morti. 152mila effetti seri. Speranza “mente” alla Camera su reazioni gravi Astrazeneca. AIFA: 1.222 casi neurologici in Italia

STRAGE INFINITA DI VACCINATI. EMA “occulta” 7.748 morti. 152mila effetti seri. Speranza “mente” alla Camera su reazioni gravi Astrazeneca. AIFA: 1.222 casi neurologici in Italia

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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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Tra i vaccinati coi sieri antiCovid sperimentali prosegue la strage che nell’Unione Europea, secondo dati aggiornati all’11 aprile, avrebbe raggiunto la cifra inquietante di 7748 morti (3.186 negli USA). Ma l’EudraVigilance, la società di farmacovigilanza incaricata dall’Ema (Europea Medicines Agency), continua a perpetrare un palese tentativo di occultamento dei decessi avvenuti dopo le reazioni avverse. Al tempo stesso il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ormai scudo e parafulmine del governo italiano di Mario Draghi, arriva persino a mentire sui numeri in un’informativa ufficiale alla Camera dei Deputati per minimizzare la pericolosità del vaccino AstraZeneca, al fine di non compromettere il business sul vettore di Adenovirus dello scimpanzè sviluppato nel Lazio del governatore Nicola Zingaretti, ex segretario del PD che sostiene l’attuale maggioranza scriteriatamente PRO-VAX sulla pelle degli italiani trasformati in cavie umane involontarie.

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Le polemiche internazionali si sono concentrate sui casi di trombosi con conseguenti emorragie cerebrali mortali che alcuni studi condotti in Germania e Norvegia hanno messo in correlazione con il vaccino Vaxzevria (in precedenza denominato ChAdOx1) sviluppato dallo Jenner Institute di Oxford per l’azienza anglo-svedese AstraZeneca che ha sede a Cambridge, grazie al fondamentale contributo biotecnologico italiano. L’Austria per prima rilevò quel nesso di causalità tra l’inoculazione di una dose e il decesso di un’infermiera lanciando l’allarme in Europa proprio mentre il ministro Speranza ne autorizzava la somministrazione anche agli over 65 salvo poi vietarla agli under 50 come altri paesi tra cui la Germania. Per farla breve prima la Danimarca e poi la Norvegia hanno deciso di sospendere l’uso di questo farmaco genomico immunizzante, inducendo anche la Commissione Europea a mettere in dubbio l’acquisto delle dosi previste per il 2022, mentre il governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, si è invece gettato allo sbaraglio annunciando ai giornali le trattative per comperare le dosi danesi e norvegesi.

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«Poiché ci sono poche persone che muoiono di COVID-19 in Norvegia, il rischio di morire dopo la vaccinazione con il vaccino AstraZeneca sarebbe maggiore del rischio di morire a causa della malattia, in particolare per i giovani» ha dichiarato Geir Bukholm, direttore della divisione controllo delle infezioni e salute ambientale presso l’Istituto Norvegese di Sanità Pubblica sul sito ufficiale.

L’EMA, dopo due riflessioni lampo, ha prima sospeso e poi nuovamente autorizzato l’uso del vaccino rilevando che i casi di trombosi sono rarissimi ed emettendo così l’analogo verdetto espresso pochi giorni va sull’altro siero vettoriale sviluppato dalla Janssen Pharmaceutica a Beerse, in Belgio, per conto della multinazionale Johnson&Johnson: il vaccino sospeso negli Usa dopo una decisione della FDA (Food and Drug Administration) per 6 casi di trombosi è stato nuovamente autorizzato alla somministrazione dopo il parere favorevole del CDC (Center of Disease Control).

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Queste controversie scientifiche sui vaccini, grazie alle quali hanno acquisito maggiore affidabilità tra media e popolazione i sieri direttamente finanziati da Bill Gates (Moderna e Pfizer-BioNTech), hanno focalizzato l’attenzione sui vaccinati morti di strane emorragie cerebrali perché più eclatanti e facili da correlare alla somministrazione di una dose degli antidoti contro il Covid-19, sebbene l’Italia sia uno dei primi paesi a continuare a farne largo uso senza che gli operatori sanitari e la magistratura siano stati in grado di accertare il nesso di causalità già provato altrove e segnalato dalla stessa AstraZeneca nel foglio illustrativo rinnovato con il cambio di nome del farmaco. Ma come vedremo ci sono ben altre tipologie di reazioni avverse gravi che hanno fatto registrare un’incidenza di molto superiore ai disturbi del sistema sanguigno o linfatico…

 

I CASI FATALI OCCULTATI DA EMA

Ma la farmacovigilanza, oltre a rilevare le trombosi anche per Pfizer, come avvenuto per il medico americano Gregory Michael morto a soli 56 anni, evidenzia una situazione d’allarme generalizzata che di fatto è occultata dalla complessità di lettura dei dati di EudraVigilance sui casi fatali per tre motivi. In primo luogo l’ultimo bollettino dell’EMA di analisi delle segnalazioni raccolte sugli effetti indesiderati risale al gennaio scorso. Inoltre sul sito EudraVigilance non solo non appare il numero totale dei vaccinati deceduti, calcolabile solo attraverso una laboriosa somma di tutti i gruppi di reazioni avverse per ognuno dei 4 vaccini autorizzati, ma compare pure l’avvertenza che i “casi fatali” possono corrispondere a più segnalazioni per lo stesso individuo, vanificando così un conteggio reale sui deceduti di chi si era prodigato a farlo come Gospa News nel precedente dossier.

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«Le informazioni contenute in questo sito riguardano i sospetti effetti indesiderati, ovvero eventi clinici osservati in seguito all’uso di un medicinale, che tuttavia non sono necessariamente correlati o provocati dal medicinale. Le informazioni concernenti i sospetti effetti indesiderati non devono essere interpretate nel senso che il medicinale o il principio attivo sono effettivamente causa dell’effetto osservato o che il loro uso non è sicuro. Solo una valutazione dettagliata e un esame scientifico approfonditi di tutti i dati disponibili consentono di trarre conclusioni fondate sui benefici e sui rischi di un medicinale» avverte la Banca Dati Europea gestita da EudraVigilance.

«L’Agenzia europea per i medicinali pubblica questi dati in modo tale che le parti interessate, compreso il pubblico in generale, abbiano accesso alle informazioni utilizzate dalle autorità europee di regolamentazione per riesaminare la sicurezza di un medicinale o di un principio attivo. La trasparenza è un principio guida fondamentale dell’Agenzia» purtroppo questo stesso concetto è subito smentito in un’ulteriore premessa specifica di interpretazione dei dati. «Le informazioni disponibili nelle schede 3, 4, 5 e 6 tengono conto dei sospetti effetti indesiderati segnalati per ogni singolo caso; poiché un singolo caso può riguardare più di un effetto indesiderato, le informazioni NON rappresentano il numero complessivo dei singoli casi segnalati in EudraVigilance, bensì il numero di effetti indesiderati a essi correlati».

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Essendo un dato meramente “indicativo” ci affidiamo ai calcoli pubblicati dal matematico Antonio Corbo Esposito su Twitter che sono peraltro un aggiornamento all’11 aprile di quelli già diffusi dal dottor Stefano Scoglio in un articolo pubblicato su DataBase Italia (link in fondo all’articolo). Dopo il vaccino Pfizer sono decedute circa 3760 (su 66 milioni di dosi), dopo la somministrazione della dose di Moderna 1801 (su 10 milioni), dopo il Vaxzevria di AstraZeneca 1086 (su 28 milioni), mentre 15 sarebbero già stati i casi fatali segnalati per lo Janssen di cui in tale data erano state inoculate pochissime dosi. Un breve calcolo aritmetico porta quindi il totale approssimativo a 7748 vaccinati deceduti indicando che la percentuale di mortalità più elevata si registra col farmaco genico di Moderna (0,018 %), quindi con Pfizer (0,0057 %), infine con il tanto vituperato siero di AstraZeneca (0,0038 %).

La semplice tabella sulle reazioni avverse diffusa dal CDC americano

«Dei 3.186 decessi segnalati al 16 aprile, il 26% si è verificato entro 48 ore dalla vaccinazione, il 17% si è verificato entro 24 ore e il 41% si è verificato in persone che si sono ammalate entro 48 ore dalla vaccinazione. Negli Stati Uniti, il 16 aprile sono state somministrate 202,3 milioni di dosi di vaccino COVID. Ciò include 89 milioni di dosi del vaccino di Moderna, 105 milioni di dosi di Pfizer e 8 milioni di dosi del vaccino COVID Johnson & Johnson (J&J)» riporta invece il sito The Defender dell’avvocato Robert F. Kennedy jr, basandosi sulla periodica relazione del CDC che, a differenza di EMA, pubblica anche una semplice tabella riassuntiva dei dati raccolti dall’organo di farmacovigilanza americano VAERS.

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UN’ALLUVIONE DI REAZIONI AVVERSE GRAVI

Dalle tabelle aggiornate alla prima settimana di aprile emerge subito un elemento inquietante: il siero Janssen di Johnson&Johnson, pronto a tornare in commercio nonostante la sospensione temporanea negli USA e il blocco di un maxi lotto da milioni di dosi perché confezionato in una fabbrica di Baltimore priva delle necessarie autorizzazioni sanitarie, ha fatto registrare 405 reazioni avverse gravi su 413 segnalazioni (aggiornamento al 24 aprile).

Questo numero contenuto ma significativo per la percentuale di casi seri si aggiunge all’alluvione di effetti indesiderati, tra cui moltissimi gravi, riferiti agli altri tre vaccini Pfizer, Moderna e AstraZeneca aggiornati alla prima settimana di aprile nelle tabelle che pubblichiamo. Le segnalazioni dall’inizio della somministrazione degli antidoti contro il Covid-19 (dicembre e gennaio) sono arrivate alla cifra imbarazzante di 321.942 che non spaventa in termini percentuali se riferita a circa 100 milioni di dosi inoculate nell’Unione Europea ma per il numero elevatissimo di reazioni avverse gravi: 152.771 (contando anche le 405 di J&J al 24 aprile).

Le tabelle EudraVigilance sulle reazioni avverse gravi dei vaccini Johnson e Moderna aggiornate ad aprile

«Un effetto indesiderato è classificato come “grave” se i) ha causato il decesso; ii) ha messo in pericolo di vita; iii) ha reso necessario il ricovero in ospedale o il prolungamento di un ricovero già in atto; iv) causa una disabilità/inabilità persistente o significativa (a giudizio del segnalatore); v) è un’anomalia congenita/difetto congenito; o vi) provoca altre affezioni importanti sotto il profilo clinico» specifica la Banca Dati Europea.

Da una rapida analisi delle tabelle emerge subito evidente il rapporto tra segnalazioni totali e reazioni gravi in riferimento ad ogni vaccino. Se il siero Jannsen guida la classifica della percentuale di effetti seri con un allarmante 98 %, subito dopo arriva quello di AstraZeneca con un poco tranquillizzante 59,2 %, ovvero 100.348 casi gravi su 169.386 effetti indesiderati totali. Il vaccino Moderna non è molto distante con una percentuale del 50,7 %, pari a 7.221 effetti gravi su 14.235 segnalazioni raccolte. Mentre il migliore di tutti, in tale correlazione statistica, appare Comirnaty di Pfizer che si assesta sul 32,3 % di reazioni avverse serie (44.797) sul totale di 136.321. Ma al contempo ha fatto registrare 3.760 casi fatali, pari al 2,7 % di tutte le segnalazioni, che è nulla se paragonato al 12,6 % dei 1801 casi fatali con Moderna che rappresenta un parametro di ben venti volte superiore a quello di AstraZeneca pari al 0,64 %.

Le tabelle EudraVigilance sulle reazioni avverse gravi dei vaccini Pfizer-Biontech e AstraZeneca aggiornate ad aprile

Come anticipato all’inizio, però, le preoccupazioni sulle trombosi rappresentano soltanto una delle spie sugli effetti indesiderati gravi dei vaccini. Basti pensare che AstraZeneca ha fatto registrare a livello europeo 3.167 reazioni gravi per i disordini sanguigni (nel cui gruppo ci sono gli eventi trombotici) mentre ne ha rilevati ben 73.441 di carattere generale (ovvero non meglio identificati), 63.348 al sistema nervoso, 38.906 all’apparato muscolo-scheletrico, 33.673 a quello gastrointestinale e 10.740 a quello respiratorio, cui si aggiungono 4.791 disturbi cardiaci e 6.790 psichiatrici.

Anche per Pfizer tra gli effetti indesiderati più seri meritano attenzione i 20.864 al sistema nervoso, gli 11.270 all’apparato gastrointestinale, i 7.783 al sistema respiratorio e 4.320 a quello cardiaco. Analoga la situazione per Moderna dove si distinguono i 3.230 disturbi del sistema nervoso, 1.638 dell’apparato respiratorio e 1.541 di quello respiratorio.

 

MISTERI SUI DATI ITALIANI. ALLERTA SUI RISCHI NEUROLOGICI

Se prendiamo per buoni i dati pubblicati nel terzo rapporto AIFA sulla farmacovigilanza in relazione all’Italia, come fino a prova contraria siamo costretti a fare, la spinosa questione delle reazioni avverse gravi si trasforma in un criptico arcano di tale portata da alimentare molti sospetti su numeri e percentuali. Tra i paesi dell’Unione Europea monitorati dalla Banca Dati di EudraVigilance ed EMA, infatti, la media di effetti indesiderati molto seri è pari al 47,5 % del totale (152.771 su 321.942 segnalazioni). L’Italia, inoltre, permane ai primi posti della poco lusinghiera sulle segnalazioni di problematiche registrate dopo la somministrazione dei vaccini: è infatti al primo posto per il siero Pfizer (39.479) e al terzo per AstraZeneca (10.560) e Moderna (1.343). Ma nonostante ciò, secondo l’ultimo dossier dell’Agenzia del Farmaco Italiana (AIFA) è il paese che fa registrare una media quasi irrilevante di reazioni avverse gravi.

Le segnalazioni di effetti indesiderati dopo i vaccini in relazione ai paesi dell’Unione Europea (dati EudraVigilance)

«Le segnalazioni relative a questo periodo di campagna vaccinale sono prevalentemente riferite ad eventi non gravi (92,7%), con un tasso di segnalazione pari a 473/100.000 dosi somministrate. Il valore è simile al tasso cumulativo relativo a tutti gli eventi proprio perché le segnalazioni non gravi ne rappresentano la maggior parte. I tassi di segnalazione degli eventi non gravi dei singoli vaccini sono 500 (Comirnaty), 204 (Moderna), 426 (Vaxzevria) ogni 100.000 dosi somministrate. Le segnalazioni gravi corrispondono al 7,1% del totale, con un tasso di 36 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose somministrata (1a o 2a dose) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione. I tassi di segnalazione degli eventi gravi dei singoli vaccini sono 33 (Comirnaty), 22 (Moderna), 50 (Vaxzevria) ogni 100.000 dosi somministrate. La distanza temporale fra la somministrazione del vaccino e la comparsa degli eventi avversi gravi segue un andamento simile a quanto riportato per tutte le segnalazioni ricevute (vedi tabella 2)».

Questa è, in estrema sintesi, la relazione dell’AIFA che indurrà il lettore ad un amletico dubbio: o gli italiani, grazie alla pasta, alla pizza e al buon vino, hanno manifestato una resistenza ai vaccini strepitosamente migliore di quella degli altri europei che nel 47,5 % dei casi segnalati hanno manifestato reazioni avverse gravi, ovvero il 40,4 % in più degli abitanti della penisola Mediterranea, oppure il sistema di farmacovigilanza in Italia è stato predisposto per segnalare come seri soltanto gli effetti indesiderati più devastanti.

La terza ipotesi, che prendiamo in considerazione solo alla luce dei dati falsi diffusi dal ministro della Salute Roberto Speranza nella sua informativa sui vaccini alla Camera dei Deputati, è che la rilettura percentuale dei numeri sia stata edulcorata con qualche sotterfugio tecnico-statistico. Una casistica allarmante, però, emerge anche dalla relazione AIFA dove vengono segnalati 1222 eventi neurologici gravi e 1549 parestesie.

Le tabelle AIFA sugli eventi avversi neurologici gravi

La parestesia è un’alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo. In particolare, il termine descrive una condizione caratterizzata da fenomeni sensitivi a livello locale, più frequentemente descritti come formicolio, a volte unita a sensibilità alterata o diminuita (anestesia e disestesia), e di freddo o caldo senza stimolo termico o interno, oppure aumento di sensibilità alla temperatura reale o al dolore (iperalgesia e iperestesia). Tali problemi, in molti casi dovuti a lesioni a carico del sistema nervoso centrale o periferico, possono avere anche cause circolatorie (occlusione di vasi sanguigni nell’arto interessato). Tra le cause nervose della parestesia possono esserci lesioni al tessuto nervoso causate da interventi chirurgici, lesioni, ernie, o anche da malattie virali come la rabbia e da avvelenamento da mercurio. La parestesia può essere anche sintomo di diabete mellitoipotiroidismo e di sclerosi multipla.

 

ASTRAZENECA: CLAMOROSE MENZOGNE DI SPERANZA ALLA CAMERA

«La maggior parte degli eventi segnalati per il vaccino Vaxzevria è relativa alla classe organo- sistemica delle Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione (87%) ed è rappresentata prevalentemente da febbre, brividi, astenia/stanchezza e dolore in sede di iniezione. Il 90% di queste segnalazioni sono classificate come non gravi. Seguono in ordine di frequenza gli eventi che rientrano fra le Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo (54%), rappresentati soprattutto da dolori muscolari e articolari diffusi. Anche in questo caso, il 90% dei casi è classificato come non grave. Seguono in ordine di frequenza eventi che rientrano fra le Patologie del sistema nervoso (53%), soprattutto mal di testa, classificati come non gravi nel 90% dei casi e fra le Patologie Gastrointestinali (25%), prevalentemente nausea e vomito, classificate come non gravi nell’85% dei casi.  La maggior parte delle 824 segnalazioni di eventi avversi gravi per questo vaccino si riferisce a febbre alta con eventuali altri sintomi sistemici associati. Altri termini preferiti riportati con frequenza inferiore sono: tremore, vertigine, sincope, sonnolenza, dolore generalizzato».

Nell’analisi dettagliata delle reazioni avverse l’AIFA, in riferimento ai dati aggiornati al 26 marzo, specifica chiaramente che gli effetti indesiderati gravi sono 824, tra cui 12 decessi, su un totale di 7.854 segnalazioni. Ma il ministro Speranza nella sua informativa alla Camera dei Deputati ha riferito numeri ben differenti prendendosi di fatto gioco dei parlamentari eletti dal popolo.

 

«In questa lotta contro il tempo è fisiologico che dopo milioni di inoculazioni l’utilizzo di un vaccino possa essere ulteriormente valutato e anche se necessario rimodulato relativamente alle fasce d’età sulla base delle evidenze scientifiche che maturano disponendo di una casistica molto più ampia – ha dichiarato Speranza – fatta questa premessa ed entrando ancora più nel dettaglio sgombriamo il campo da ogni possibile equivoco. AstraZeneca come tutti gli altri vaccini messi in commercio in Europa è un vaccino efficace e sicuro. E’ un vaccino che salva la vita delle persone. Questo ci porta al tema dei rarissimi casi avversi che sono stati registrati utilizzando questo vaccino. Molti scienziati ci hanno ricordato negli ultimi giorni che non esiste farmaco per cui si possano escludere al 100 % gli effetti collaterali. Ci sono studi e ricerche autorevoli che a mio avviso non rischiano di essere sufficienti a dissipare i dubbi che in questi giorni tormentano tante persone. Dinnanzi ai dubbi io credo che l’arma più efficace sia sempre la trasparenza. Ecco perché, ancora una volta, voglio ricordare con precisione i numeri del fenomeno di cui stiamo parlando su 32milioni di vaccinazioni effettuate e 222 segnalazioni sono stati registrati 86 eventi avversi e di questi 18 sono risultati fatali. Parliamo comunque di un fenomeno, per quanto doloroso poichè ogni vita spezzata è una perdita grave, numericamente molto ridotto. E’ evidente che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare queste reazioni e questi casi».

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Con quale coraggio Speranza, già responsabile di aver ignorato terapie efficaci nella battaglia sanitaria contro il Covid-19, si può dire attento al fenomeno se il 15 aprile ha riferito di 222 segnalazioni su AstraZeneca mentre AIFA ne aveva riferite ben 7.854 di effetti indesiderati? Come può aver minimizzato a 86 eventi avversi quando il numero di quelli gravi era già stato aggiornato a 824 due settimane prima del suo intervento? Voleva alludere solo alle trombosi omettendo surrettiziamente di prendere in considerazioni tutte le altre conseguenze serie per i vaccinati derivanti da altre tipologie di disturbi?

E’ pertanto evidente l’impronta di propaganda politica di un ministro intenzionato a difendere AstraZeneca al fine di non compromettere il business sul vettore di Adenovirus dello scimpanzè prodotto per tale siero dalla Advent srl nel Park Science di Pomezia (Roma), per anni finanziato dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti, ex segretario del Partito Democratico che sostiene il Governo Draghi.

 

CAVIE UMANE PER VACCINI SPERIMENTALI

«Non sono segnalati decessi a seguito di shock anafilattico o reazioni allergiche importanti, mentre sono riportati spesso eventi cardiovascolari in pazienti con storia clinica di patologie pregresse o fattori di rischio cardiovascolari. Sono stati, inoltre, segnalati casi fatali collegati alla problematica trombo-embolica, discussa nel focus dedicato disponibile nel presente rapporto» aggiunge AIFA.

«Le valutazioni dei casi corredati di informazioni dettagliate e complete suggeriscono l’assenza di responsabilità del vaccino nella maggior parte di questi, in quanto si tratta spesso di soggetti con patologie intercorrenti o pregresse e in politerapia, con fragilità cliniche, quali: malattie cardiovascolari (ipertensione arteriosa, pregressi IMA, scompenso cardiaco, cardiomiopatia), malattie metaboliche (diabete, dislipidemia), malattie oncologiche, malattie autoimmuni, malattie neurodegenerative (malattia di Alzheimer), malattie respiratorie e mediastiniche (BPCO, enfisema), malattie renali, epatiche, pancreatiche, malattie del sistema linfopoietico (piastrinopenia, difetti coagulazione)» rileva ancora l’Agenzia Italiana del Farmaco, confermando l’allarme già lanciato da Gospa News nel precedente dossier sulle gravi reazioni avverse da vaccini.

I casi fatali riportati dal terzo dossier AIFA di farmacovigilanza sui vaccini

«Di conseguenza, sia la valutazione della causa di morte che l’attribuzione del nesso di causalità risultano complesse. Per tale motivo, ogni caso viene approfondito con accuratezza, richiedendo sempre al segnalatore di fornire ulteriori informazioni cliniche e diagnostiche in modo tempestivo (anamnesi clinica e farmacologica, cartella clinica, eventuali indagini effettuate e autopsia). Tuttavia, non è sempre possibile reperire questi dettagli e alcune schede di segnalazione riportano spesso lacune importanti che non si riescono a colmare in fase di follow up».

E’ l’alibi finale dell’AIFA con cui la farmacovigilanza alla fine allarga le braccia e si dice impotente nell’analizzare nel dettaglio i casi fatali tra i vaccinati che diventano dunque cavie umane involontarie a tutti gli effetti come in fondo ammesso pure dal commissario straordinario per l’emergenza COVID-19.

“NO ALL’OBBLIGO PER VACCINI INUTILI E PERICOLOSI”. Diffida al Governo dal magistrato Giorgianni, 33 esperti e sindacato SUOMI (medici e infermieri)

«Mai nella storia dell’uomo si era riusciti a produrre in così poco tempo un vaccino contro una terribile pandemia, ma soprattutto si è iniettato in pochissimo tempo decine di milioni di dosi, senza saperne chiaramente l’esito, se non quello sperimentale che ha portato il vaccino ad essere approvato dalla comunità scientifica e dall’agenzia regolatoria» ha sentenziato il generale Francesco Paolo Figliuolo dietro la divisa militare con cui incute il premeditato terrore di una dittatura nazi-comunista culminata con l’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari. Obbligo contro il quale il magistrato Angelo Giorgianni, presidente dell’associazione L’Eretico e segretario generale dell’Organizzazione Mondiale per la Vita, ha depositato una diffida formale al governo.

Leggi inoltre…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

NWO CONTRO L’ITALIA – 6. La Ministra dei Vaccini Obbligatori (ai sanitari) ne impose 12 ai Bimbi da Giudice. All’ombra di Napolitano & Soros

NORVEGIAN INSTITUTE OF PUBLIC HEALTH – ASTRAZENECA REMOVED

DATABASE ITALIA – L’ANALIS DEL DOTTOR SCOGLIO SUI VACCINI

THE DEFENDER – VAERS DATA REPORTS DEATHS COVID VACCINES

EUDRAVIGILANCE – I DATI AGGIORNATI SULLE REAZIONI AVVERSE

AIFA – TERZO RAPPORTO DI FARMACOVIGILANZA SUI VACCINI

Agghiacciante ammissione del Generale Figliuolo ▷ “Iniettate milioni di dosi di vaccino senza saperne chiaramente l’esito, se non quello sperimentale”

 

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio