VITTORIE DELLA SIGNORA DI LOURDES CONTRO I MASSONI. La Grotta di Massabielle riaperta dall’Imperatrice Cristiana grazie alla Pastorella Bernadette

VITTORIE DELLA SIGNORA DI LOURDES CONTRO I MASSONI. La Grotta di Massabielle riaperta dall’Imperatrice Cristiana grazie alla Pastorella Bernadette

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«Per la memoria che non ho mai avuta,
per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie Gesù!

Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra
una bambina più stupida di me, avreste scelto quella!»

Santa Bernadette Soubirous – Testamento spirituale

11 Febbraio – Festa della Beata Vergine Maria di Lourdes


di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

ENGLISH VERSION

Nella mia vita di giornalista ho scritto parecchi scoop giornalistici grazie alle mie spiccate facoltà analogiche per cui lodo la Divina Provvidenza più che la mia a volte mediocre intelligenza.

Devo ringraziare esse se il ciclo Wuhan-Gates sul SARS-cov-2 da laboratorio (parzialmente raccolto in un libro) è giunto alla 66 inchiesta svelando le trame malefiche tra geopolitica, scienza e intelligence (USA-Cina-UE) per sperimentare anche i vaccini col grafene, volti a un tentativo di controllo neurocerebrale.

Ma memore dei miei studi accademici di storiografia devo ammettere che le scoperte più sensazionali e i dossier che mi hanno appassionato di più sono sempre stati quelli di revisionismo della storia adulterata negli ultimi secoli dalla faziosa narrazione massonica che è stata il faro dell’aberrante scientismo negazionista della verità imposto prima durante la pandemia da Covid-19 e poi nei giorni attuali della guerra in Ucraina: due eventi connessi da molteplici protagonisti ma anche dall’obiettivo occulto del Nuovo Ordine Mondiale di dividere i Cristiani.

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Oggi desidero rendere onore a Nostra Signora di Lourdes perché mi ha donato la folgorazione per rileggere all’unisono due avvenimenti apparentemente lontani mille anni luce ma in realtà sottilmente correlati.

Ammetto di non sapere se qualcuno abbia mai evidenziato questa interconnessione e soltanto oggi capisco perché ho casualmente rimandato per anni la storia di una delle sante a cui sono più devoto: Santa Bernadette Soubirous.

Bernadette Soubirous

La pastorella francese non dubitò delle apparizioni della Signora nella Grotta Massabielle proprio per la sua dichiarata ignoranza ha reso Lourdes il Santuario più importante nella storia delle apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Ma non ha dubitato sui miracoli avvenuti in essa un uomo di scienza come Luc Montagnier, noto invece per la sua acuta intelligenza…

Ancor più di Medjugorie, ovviamente, a cui sono altresì fortemente affezionato per la conoscenza diretta dei veggenti, che ha ottenuto il riconoscimento solo delle prime sette apparizioni della Regina della Pace (Kraljice Mira) dalla Commissione Ruini e non ha ancora avuto l’onore di un pronunciamento ufficiale di Papa Francesco che da anni sta ruminando come conciliare questa verità teologica con le sue gaffes di portata mondiale sui messaggi della Madonna.

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Fu proprio a Medjugorie che imparai dalla veggente Marija Pavlovic a pregare per il pontefice Jorge Mario Bergoglio, a non criticare né lui, né la Chiesa, in quanto Popolo di Dio di cui tutti noi siamo parte e in quanto Corpo Mistico di Cristo.

Ciò non mi impedisce, occasionalmente, di censurare gli errori di quell’istituzione umana chiamata Stato Vaticano o Comunità Episcopale Italiana. In quanto strutture create dagli uomini sul mandato dato da Gesù a Pietro. Rammentiamo il Vangelo di San Matteo (16,13-20).

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

E’ il sangue di San Pietro crocifisso in Vaticano a testa in giù la “pietra” su cui “portae inferi non praevalebunt adversus eam”. Non l’istituzione religiosa umana che da esso ha preso vigore per sfidare e sopravvivere a 2mila anni di persecuzioni. Ciò è confermato proprio dalla circostanza che s’innesta in modo mirabile come solo l’imprevedibile Divina Provvidenza sa e, soprattutto, PUO’ FARE!

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L’ATTACCO DELLA MASSONERIA ALLA CHIESA

Mi riferisco al fatto che lo Stato Pontificio fu assaltato, rapinato dai Massoni in accordo coi Sionisti

(artefatto movimento politico di origine Ashkenazita Kazara e non Israelita, è bene rimarcarlo come abbiamo fatto in precedenti inchieste su questa delicata entità), ma resistette fino a essere nuovamente riconosciuto come Stato Vaticano grazie ai Patti Lateranensi firmati dall’allora Segretario di Stato cardinale Pietro Gasparri e Benito Mussolini, primo ministro del Regno d’Italia.

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In questa ricostruzione storica spiegherò perché non può essere una semplice coincidenza che questo sia avvenuto proprio l’11 febbraio 1929, nella ricorrenza della festa di Nostra Signora di Lourdes istituita in tale data in riferimento alla prima apparizione della Santissima Vergine alla pastorella francese di soli 14 anni avvenuta nella Grotta di Massabielle proprio in quel giorno del 1858,

Nel suo nome Bernadette era già stata scolpita dalla volontà divina la sua forza capace di renderla un nuovo Davide contro Golia. Secondo l’etimologia tedesca, infatti, significa “ardita come un orso”.

E tale fu nell’opporsi, senza nemmeno conoscerne il potere, alla Massoneria che appena dopo la Rivoluzione Francese aveva avviato la persecuzione sanguinaria dei Cristiani.

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Tale genocidio fu interrotto solo dall’arrivo dell’imperatore Napoleone Bonaparte che riabilitò i cattolici della Vandea devastata dai giacobini per farsi alleati gli aristocratici come ad esempio Edouard Colbert marchese di Maulévrier e padre di Juliette Victoire, divenuta poi Serva di Dio come marchesa Giulia Falletti di Barolo grazie al matrimonio con Carlo Tancredi Falletti, ricco latifondista nella Langa del Barolo dove la moglie inventò questo famoso vino.

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Citiamo questo esempio perché Giulia di Barolo è nota non solo per le opere di carità cristiana compiute a Torino e in Piemonte. Ma anche per la battaglia che fu costretta a combattere come san Giovanni Bosco contro le persecuzioni dei massoni nel pieno fermento del Risorgimento che consegnò l’Italia dei martiri cristiani ai massoni ateisti o deisti (credenti nel Grande architetto dell’universo e non nel Dio Altissimo rivelato della Bibbia).

Se la marchesa Juliette, di cui presto narreremo nei dettagli la sua radiosa storia, fu protetta da Dio e dal Re dei Savoia Carlo Alberto.

La giovanissima pastorella Bernadette fu difesa dalla Madre del Dio incarnato e addirittura da un imperatrice.

Per comprendere il filo misterioso e soprannaturale che nell’11 febbraio implicitamente celebra due enormi vittorie sulla serpe massonica da parte della Nostra Signora di Lourdes bisogna partire proprio da Massabielle…

 

LA PASTORELLA E IL SEGRETO DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE 

Per brevità sintetizziamo gli avvenimenti descritti più doviziosamente dall’articolo di Santi e Beati sulla storia miracolosa di Bernadette nella vita e dopo la nascita al cielo (come si definisce la morte di un santo) che riportiamo in calce a questo.

La pastorella fin dalla prima apparizione della “Bella Signora Vestita di Bianco”, come l’aveva sempre definita, si mise subito a pregare il Rosario. Nella sua verace ingenuità mai ardì associare quella visione alla Madonna. Fu il popolo a farlo con gravissima contrarietà dell’abate Peyramale che, proprio in quel contesto storico di predominio della cultura massonica, temeva le repressioni che sarebbero giunte dalle autorità governative.

Ma sapendo la buona fede della fanciulla le chiese di domandare alla Bella Signora chi fosse.

Con gioia Bernadette, dopo l’apparizione del 25 marzo 1858, corse dal religioso con la risposta ricevuta in quel giorno: «“Que soy era Immaculada Councepciou…” (Io sono l’Immacolata Concezione)”  ripetè nel dialetto locale come l’aveva sentito.Il sacerdote rimase allibito perché la ragazzina gli aveva riferito un concetto teologico che lei non poteva conoscere per due motivi.

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Perché il Dogma dell’Immacolata Concezione era stato proclamato da papa Pio IX solo 4 anni prima, l’8 dicembre 1854, e non essendoci internet in quie tempi erano ben pochi sia i religiosi di periferia che soprattutto i parrocchiani a conoscerne il significato.

In secondo luogo perché la pastorella di 14 anni era talmente ignorante e smemorata da rischiare di non poter fare la Prima Comunione, da lei tanto bramata, perché non riusciva a imparare a memoria il Credo e dovette prendere ripetizioni di catechismo

Dalla rivelazione di quel dogma ottenne la protezione dell’abate e dei credenti più colti che la guardavano con sospetto proprio perché poco colta, come un certo pescatore Simone detto Pietro. Ma ci vollero quattro lunghi anni di peregrinazione prima che l’inchiesta ecclesiastica certificasse l’autenticità delle sue apparizioni nel 1862.

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In quel periodo fu sottoposta a investigazioni e perizie psichiatriche, come fecero anche per San Pio quando ricevette le stigmate e per i veggenti di Medjugorie. Ma soprattutto fu perseguitata dal Procuratore, che minacciò di arrestarla e fece arrestare suo padre per un’accusa di furto rivelatasi infondata, e dal Prefetto che giunse a chiudere la Grotta di Massabielle dopo che si diffuse la notizia delle acque miracolose in grado di guarire ogni infermità.

Il Santuario di Lourdes, che ogni anno ospita circa 3milioni di pellegrini, non sarebbe tale se la giovanissima e poverissima pastorella non avesse difeso la verità a qualsiasi costo. Ma non lo sarebbe nemmeno se non fosse intervenuta la Divina Provvidenza sotto forma di… Imperatrice.

L’IMPERATRICE DI FRANCIA IN DIFESA DELLA GROTTA MIRACOLAOSA

Eugenia de Montijo era nata a Granada, in Spagna, il 5 maggio 1826. Verso la metà del secolo, anni dopo la morte del padre, si trasferì con la madre e la sorella a Parigi. All’epoca la città era la capitale della Seconda Repubblica Francese, presieduta da Luigi Napoleone Bonaparte, nipote dell’imperatore Napoleone, che mise gli occhi sulla giovane.

«Per Eugenia fu difficile accettare le proposte del giovane imperatore, che infatti rifiutò più di una volta. L’insistenza di lui diede però i suoi frutti, ed Eugenia accettò la proposta di matrimonio di quello che presto sarebbe diventato imperatore del Secondo Impero Francese. Ma il 30 gennaio 1853, Notre-Dame avrebbe ospitato le nozze di colui che era ormai l’imperatore Napoleone III ed Eugenia, che nello stesso momento venne incoronata come imperatrice consorte» narra Sandra Ferrer su Santi e Beati.

L’imperatrice francese Eugenia de Montijo, moglie di Napoleone III

Molte delle attività pubbliche dell’imperatrice dei Francesi si concentrarono sulla realizzazione di un’infinità di opere benefiche, collaborando con organizzazioni cattoliche. Oltre a promuovere la fondazione di ospizi, ospedali e centri che dessero rifugio ai più bisognosi, Eugenia li visitava ogni volta che poteva per conoscere le necessità che poteva soddisfare.

La nascita di suo figlio, dopo anni di attesa e un parto difficile, fu una delle gioie più grandi dell’imperatrice, che si sentì onorata per la benedizione di Papa Leone XIII. Ricordate bene questo nome perché ritornerà nella conclusione dell’articolo.

«Quando il piccolo Napoleone Luigi aveva appena un anno, però, si ammalò gravemente. Disperata e angosciata di fronte alla possibilità di veder morire prematuramente suo figlio, fece portare dell’acqua da Lourdes, e il bambino si riprese. L’imperatrice difese sempre le apparizioni di Lourdes, e promosse i pellegrinaggi alla grotta» rendendo così vani i tentativi di chiusura delle autorità locali. Ciò fomentò un serpeggiare di malumori nel mondo liberale-massonico contro l’imperatore ben rappresentato dal film su Bernadette di Jean Delannoy del 1988.

LA BRECCIA DI PORTA PIA E LA SCOMUNICA DELLA MASSONERIA

Qualche anno dopo, infatti, le sorti dell’imperatore si incrociarono con quelle dello Stato Pontificio e della Massoneria durante la Presa di Roma di Porta Pia che ci conduce verso l’ultima parte di questa revisione storica in chiave misterica cristiana.

Evitiamo di addentrarci nelle analisi dei dettagli delle trattative diplomatiche. Fatto sta che Napoleone III cedette alle pressioni del Regno d’Italia appena costituitosi grazie alla Spedizione dei Mille finanziata dalla massoneria britannica che aveva pagato il guerrigliero massone Giuseppe Garibaldi proprio per distruggere lo Stato Pontificio.

GARIBALDI E I MILLE. Mercenari dei Massoni Britannici e complici della Mafia armati contro la Chiesa Cattolica

 

Con grande ingenuità nella Convenzione firmata il 15 settembre 1864 a Fontainebleau  l’imperatore stipulò con l’Italia un accordo che prevedeva il ritiro entro due anni delle truppe francesi che presidiavano Roma per tutelare il Papa in cambio di un impegno da parte dell’Italia a non invadere lo Stato Pontificio, a proteggere quest’ultimo in caso di attacchi esterni, a consentire la costituzione di un corpo di volontari cattolici a difesa di Roma e a farsi carico di parte del debito pubblico pontificio.

Nel 1870 fu fatale per il sovrano francese lo scontro con il cancelliere tedesco Otto von Bismarck che innescò la brevissima guerra franco-prussiana terminata il 4 settembre 1870 a Sedan, nelle Ardenne al confine con il Belgio con la sconfitta delle truppe di Napoleone III che segnò il suo esilio in Inghilterra, la sua malattia e la sua morte (9 gennaio 1873).

In origine fu sepolto a Chislehurst, presso la chiesa cattolica di Santa Maria, ma dopo che suo figlio, ufficiale dell’esercito del Regno Unito, morì nel 1879 combattendo contro gli Zulù in Sud Africa, Eugenia decise di far costruire un monastero e una cappella per le spoglie del marito e del figlio: così, nel 1888, Napoleone e Napoleone Eugenio Luigi furono definitivamente traslati nella cripta imperiale nell’abbazia di San Michele a Farnborough, nella contea dello Hampshire, Regno Unito.

La famiglia imperiale nel 1865: Napoleone III con Eugenia e il figlio

La vedova dell’imperatore donò alla comunità la Rosa d’Oro della Cristianità, distinzione che aveva ricevuto dal papato per la sua fervida testimonianza di fede. Nei suoi 94 anni di vita, Eugenia fu sempre fedele alle sue convinzioni nonostante la vicinanza del marito alla massoneria di cui non fu mai confermata l’affiliazione come lo zio Napoleone Bonaparte. Lo stesso imperatore la celebrò in un discorso davanti al Senato francese, disse di lei: “Cattolica e pia, pregherà il cielo con le stesse preghiere che io recito per la felicità della Francia”.

La sua caduta segnò l’avvento della nuova Repubblica Francese che di fatto rese carta straccia l’accordo del Regno d’Italia sullo Stato Pontificio. Infatti, 16 giorni dopo la sconfitta di Sedan, il 20 settembre 1870, le armate massoniche del generale Raffaele Cadorna sferrarono l’attacco con la breccia di Porta Pia nelle mura vaticane e costrinsero il Papa a una sofferta resa con la cessione di una parte dei suoi territori.

Questa vicenda indusse poi il pontefice Leone XIII a promulgare l’Enciclica Humanus Genus di condanna della Massoneria

PANDEMIA, PERENNE REGIME DI TERRORE. Profetica Scomunica della Massoneria di Papa Leone XIII…

La  famiglia imperiale non ebbe buona sorte ma fu fondamentale per la protezione della Grotta di Massabielle che permise alla madre di vedere il figlio crescere sano e robusto. Non ci è difficile immaginare che, proprio per questo, siano stati oggetto delle diaboliche maledizioni dei massoni che hanno trovato compimento nelle scelte politiche erronee di Napoleone III, certamente più devoto alla forza militare che alla Grazia di Dio, ispiratrice di sua moglie.

Analoghe maledizioni piombarono sulla giovane pastorella Bernadette per la sua testimonianza sulle apparizioni della Nostra Signora di Lourdes contro le persecuzioni della politica massonica del tempo.

Forse proprio per questo, ma solo l’Onnipotente può saperlo, visse i suoi anni in convento tra sofferenze atroci nella carne, per l’aggravamento delle sue patologie asmatiche, e nello spirito. Ma fino all’ultimo anelito le offrì a Dio guadagnandosi la Santità e divenendo il simbolo di quella Giornata del Malato che si festeggia proprio l’11 di febbraio.

IL MISTERO DELLA DIVINA MISERICORDIA. Miracolo d’Amore nella Sofferenza di Gesù con Santa Faustina e San Giovanni Paolo II

Emblematiche alcune frasi strazianti del suo testamento spirituale (in calce all’articolo) che la rendono molto vicina a Santa Rita e Santa Faustina:

«Per questo corpo miserando che mi avete dato, per questa malattia di fuoco e di fumo, per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, GRAZIE MIO DIO! Per quest’anima che mi avete data, per il deserto della aridità interiore, per la vostra notte e per i vostri baleni, per i vostri silenzi e i vostri fulmini; per tutto, per Voi assente e presente, grazie! Grazie o Gesù!».

IL MIRACOLO NELL’ATTENTATO A PAPA GIOVANNI PAOLO II. Proiettile Deviato dalla Madonna di Fatima e da Suor Rita in BILOCAZIONE come San Pio

IL VATICANO RISORGE GRAZIE AI PATTI LATERANENSI

Proprio in questa data, però, nel 1929, grazie al governo del Duce improntato all’insegna di “Dio, patria e famiglia”, avvenne la seconda vittoria della Madonna contro la Massoneria con un atto memorabile che restituì dignità alla Chiesa Cattolica.

«La celebrazione dei Patti Lateranensi, nell’anniversario della loro sottoscrizione, non costituisce solamente l’occasione per serbare memoria storica di un avvenimento che ha rappresentato una svolta nelle relazioni tra lo Stato e la  Chiesa in Italia. Sollecita anche una riflessione sull’assetto istituzionale delineato dai Patti nel 1929 e sulla evoluzione e attualità di quel modello» ha scritto oggi Vatican News.

L’allora cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri e Benito Mussolini, primo ministro italiano, firmano i Patti Lateranensi

«La qualificazione di quell’evento come Conciliazione, termine adottato successivamente per denominare la via che apre senza alcuna barriera la città di Roma verso la basilica di San Pietro e la Città del Vaticano, sottolinea che con il Trattato Lateranense e con il Concordato è stato definitivamente superato e sanato il dissidio tra lo Stato nazionale e la Santa Sede, dando una soluzione concordata alla Questione romana, sorta con l’annessione di Roma al Regno d’Italia. Ne è derivato un assetto radicato nel diritto internazionale e idoneo a fornire alla Santa Sede le garanzie di “assoluta e visibile indipendenza” necessarie, come enuncia il Trattato, “per l’adempimento della Sua alta missione nel mondo”».

«Queste finalità sono alla base della costituzione e del riconoscimento dello “Stato della Città del Vaticano sotto la Sovranità del Sommo Pontefice”, unitamente alle altre garanzie e immunità personali e reali che il Trattato lateranense assicura. “Una minuscola sovranità temporale, quasi più simbolica che effettiva, Ci qualifica (…) liberi e indipendenti”, dirà Paolo VI nella storica visita in Campidoglio del 16 marzo 1966, la prima di un Papa dopo Pio IX. Alla costituzione dello Stato della Città del Vaticano ed alla sovranità territoriale si unisce il riconoscimento, anch’esso dichiarato nel Trattato, della “sovranità della Santa Sede in campo internazionale come attributo inerente alla sua natura, in conformità alla sua tradizione ed alle esigenze della sua missione nel mondo”».

Ci è doveroso credere che i sacrifici di Santa Bernadette e dell’imperatrice Eugenia siano stati guidati dal misterioso alito dello Spirito Santo come quello del Pontefice che, salvando il salvabile, trattò la resa e scongiurò una battaglia suicida per le suer armate e per gli abitanti dello Stato Pontificio.

PANDEMIA & GUERRA: COME LOTTARE CONTRO I COMPLOTTI NWO. Lezioni Bibliche di Re Davide, Papa Wojtyla e Marc Chagall

Pio IX si dichiarò comunque «prigioniero politico del Governo italiano».

Lo Stato Italiano promulgò nel maggio del 1871 la Legge delle guarentigie, con la quale assegnava alla Chiesa l’usufrutto dei beni che ora appartengono alla Città del Vaticano, e si conferivano al Papa una serie di garanzie circa la sua indipendenza. Tuttavia tale compromesso non venne mai accettato né da Pio IX né dai suoi successori.

Anche perché il Regno d’Italia, alcuni anni prima, per la precisione il 29 maggio 1855, aveva approvata la cosiddetta legge Rattazzi (Urbano Pio Francesco Giacomo Rattazzi), ed emanato il relativo regio decreto attuativo nº 879, il quale stabilì gli ordini religiosi da abolire (tra i quali agostiniani, benedettini, carmelitani, certosini, cistercensi, cappuccini, domenicani, francescani ecc.).

Tale vessatoria norma massonica contro il Clero fu la causa della maledizione della Dinastia Savoia profetizzata da San Giovanni Bosco. 

LA PENITENZA PER IL 24 FEBBRAIO RIEVOCA L’UCRAINA

Questa interconnessione di vicende storiche, religiose e soprannaturali ci induce a prestare molta attenzione all’apparizione di Nostra Signora di Lourdes del 24 febbraio 1858 quando invitò tutti alla “penitenza”.

San Giovanni Paolo II onorò tale invito mostrandosi tragicamente sofferente nell’ultimo pellegrinaggio della sua vita a Massabielle in occasione dell 150° anniversario della proclamazione del Dogma dell’Immacolata Concezione grazie al quale una pastorella ignorante era diventata credibile alla Chiesa intera.

DA FATIMA ALL’UCRAINA: L’Inutile Lezione di Pace di Giovanni Paolo II ai Cristiani che Invocano Armi e Guerra

Ma il grande pontefice Karol Wojtyla, memore dell’occupazione nazista e comunista nella sua Polonia, fu capace fino in fondo di leggere il messaggio di pace che univa le apparizioni da Lourdes, Fatima e Medjugorie nelle quali fu messo in luce il ruolo cruciale della Russia.

Prima con la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria di tale nazione richiesta dalla veggente portoghese Suor Lucia per salvare il mondo da una devastante guerra e adempiuta proprio da Giovanni Paolo II. Poi con il messaggio del 25 ottobre 1981 della Regina della Pace ai veggenti di Medjugorie.

“DIO SARA’ GLORIFICATO DAI RUSSI”. Profezia di Medjugorie contro l’Occidente del Progresso senza il Creatore

Entrambe le profezie avvennero ben prima della caduta del Comunismo in Russia e della sua conversione al Cristianesimo fortemente implementata dal presidente Vladimir Putin.

Ecco perché quell’invocazione alla penitenza della Nostra Signora di Lourdes avvenuta il 24 febbraio, nello stesso giorno dell’inizio dell’operazione militare speciale in Ucraina nel 2022, deve fa riflettere gli autentici cristiani.

E far tremare i polsi a coloro che stanno provocando un’escalation bellica pianificata fin dal sanguinario golpe ordito dai paesi NATO e dall’ateista diabolico George Soros nel febbraio 2014 a Kiev, da cui è nata la guerra civile nel Donbass e l’attuale conflitto.

ALLARMI DI APOCALISSE DAL PATRIARCA DI MOSCA. Musk contro l’Escalation in Ucraina – GOSPA NEWS International – Reportages dal Mondo

 

Ecco perché bisogna prestare molta attenzione alle profezie apocalittiche del Patriarca della Chiesa Ortodossa di Mosca.

Ma l’incredibile storia della pastorella Bernadette (il profilo agiografico sotto) che ottenne la protezione dell’imperatrice, senza nemmeno impetrarla, e la successiva rinascita dello Stato Vaticano sulle spoglie di quello Pontificio finito nel mirino della massoneria per secoli ci confermano la promessa evangelica fatta da Gesù all’apostolo Pietro:

tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam

«tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa»

Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – APOCALISSE TERRA

GOSPA NEWS – DOSSIER UCRAINA

LA REGINA DELLA PACE NON APPOGGIA LA GUERRA DEL BLASFEMO OCCIDENTE. Ma il Direttore di Radio Maria idolatra le Armi NATO all’Ucraina

WUHAN-GATES – 65. L’ANELLO MANCANTE DEL DIABOLICO COMPLOTTO NWO-UE: Dal SARS da Laboratorio di Monti al Vaccino COVID col Grafene di Capua


Santa Bernardette Soubirous Vergine e il Corpo Intatto

Ricorrenza 16 aprile

Lourdes, 7 gennaio 1844 – Nevers, 16 aprile 1879

Quando, l’11 febbraio del 1858, la Vergine apparve per la prima volta a Bernadette presso la rupe di Massabielle, sui Pirenei francesi, questa aveva compiuto 14 anni da poco più di un mese. Era nata, infatti, il 7 gennaio 1844. A lei, povera e analfabeta, ma dedita con il cuore al Rosario, appare più volte la «Signora». Nell’apparizione del 25 marzo 1858, la Signora rivela il suo nome: «Io sono l’Immacolata Concezione». Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva dichiarato l’Immacolata Concezione di Maria un dogma, ma questo Bernadette non poteva saperlo. La lettera pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di Tarbes, dopo un’accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di santuario mariano internazionale. La sera del 7 luglio 1866, Bernadette Soubirous decide di rifugiarsi dalla fama a Saint-Gildard, casa madre della Congregazione delle Suore della Carità di Nevers. Ci rimarremo 13 anni. Costretta a letto da asma, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio, all’età di 35 anni, Bernadette si spegne il 16 aprile 1879, mercoledì di Pasqua.

Patronato: Pastori 

Etimologia: Bernardetta = ardita come orso, dal tedesco


Il corpo intatto di Santa Bernadette

A metà strada tra Lione e Parigi, adagiata lungo la Loira, c’è Nevers, la città in cui è sepolto, da circa 125 anni, il corpo incorrotto di santa Bernadette Soubirous. Entrando nel cortile del convento di Saint Gildard, casa madre delle Suore della Carità, si accede alla chiesa attraverso una porticina laterale. La semioscurità, in questa architettura neogotica dell’Ottocento, è rotta dalle luci che illuminano un’artistica cassa funeraria in vetro.

Il corpo rimasto integro di Santa Bernadette Soubirous

Dentro c’è il piccolo corpo (appena un metro e quarantadue centimetri di altezza) di una giovane religiosa che sembra quasi dormire, con le mani giunte attorno a un rosario ed il capo reclinato a sinistra. E’ il corpo mortale di Bernadette, la veggente di Lourdes, rimasto pressocchè intatto dal giorno della sua morte. Per la scienza un fatto “inspiegabile”, per la fede invece un segno inequivocabile del “dito” di Dio in una vicenda, come quella di Lourdes, che ha tutti i caratteri dell’eccezionalità e i cui effetti si possono contemplare anche oggi in quello straordinario luogo di fede e di pietà mariana che è la piccola città dei Pirenei dove Maria apparve per la prima volta l’11 febbraio del 1858.

La prima apparizione a Massabielle

Quella mattina era un giovedì grasso e a Lourdes faceva tanto freddo. In casa Soubirous non c’era più legna da ardere. Bernadette, che allora aveva 14 anni, era andata con la sorella Toinette e una compagna a cercar dei rami secchi nei dintorni del paese. Verso mezzogiorno le tre bambine giunsero vicino alla rupe di Massabielle, che formava, lungo il fiume Gave, una piccola grotta. Qui c’era “la tute aux cochons”, il riparo per i maiali, un angolo sotto la roccia dove l’acqua depositava sempre legna e detriti. Per poterli andare a raccogliere, bisognava però attraversare un canale d’acqua, che veniva da un mulino e si gettava nel fiume.

Toinette e l’amica calzavano gli zoccoli, senza calze. Se li tolsero, per entrare nell’acqua fredda. Bernadette invece, essendo molto delicata e soffrendo d’asma, portava le calze. Pregò l’amica di prenderla sulle spalle, ma quella si rifiutò, scendendo con Toinette verso il fiume. Rimasta sola, Bernadette pensò di togliersi anche lei gli zoccoli e le calze, ma mentre si accingeva a far questo udì un gran rumore: alzò gli occhi e vide che la quercia abbarbicata al masso di pietra si agitava violentemente, per quanto non ci fosse nell’aria neanche un alito di vento. Poi la grotta fu piena di una nube d’oro, e una splendida Signora apparve sulla roccia.

Istintivamente, Bernadette s’inginocchiò, tirando fuori la coroncina del Rosario. La Signora la lasciò fare, unendosi alla sua preghiera con lo scorrere silenzioso fra le sue dita dei grani del Rosario. Alla fine di ogni posta, recitava ad alta voce insieme a Bernadette il Gloria Patri. Quando la piccola veggente ebbe terminato il Rosario, la bella Signora scomparve all’improvviso, ritirandosi nella nicchia, così come era venuta.

La vita di Bernadette Soubirous

Bernadette Soubirous aveva compiuto 14 anni da poco più di un mese. Era nata, infatti, il 7 gennaio 1844, da Louise Casterot e François, un mugnaio ridotto in miseria dalla sua eccessiva “bontà” verso i creditori. Bernadette, che era la primogenita, a 14 anni non sapeva né leggere né scrivere e non aveva ancora fatto la prima Comunione, tuttavia sapeva assai bene il Rosario e teneva sempre con sé una coroncina da pochi spiccioli dalla quale era solita non separarsi mai.

È, quindi, proprio a una quattordicenne poverissima ed analfabeta, ma che prega tutti i giorni il Rosario, che la Madonna decide di apparire la mattina dell’11 febbraio 1858, in un piccolo paese ai piedi dei Pirenei. Intanto la notizia delle apparizioni si diffonde in un baleno. Nell’apparizione del 24 febbraio la Madonna ripete per tre volte la parola “Penitenza”. Ed esorta: “Pregate per i peccatori”.

Infine nell’apparizione del 25 marzo 1858, la Signora rivela finalmente il suo nome:: “Que soy – dice nel dialetto locale – era Immaculada Councepciou…” (Io sono l’Immacolata Concezione). Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva dichiarato l’Immacolata Concezione di Maria un dogma, cioè una verità della fede cattolica, ma questo Bernadette non poteva saperlo. Così, nel timore di dimenticare tale espressione per lei incomprensibile, la ragazza partì velocemente verso la casa dell’abate Peyramale, ripetendogli tutto d’un fiato la frase appena ascoltata.

L’abate, sconvolto, non ha più dubbi. Da questo momento il cammino verso il riconoscimento ufficiale delle apparizioni può procedere speditamente, fino alla lettera pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di Tarbes, che, dopo un’accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di santuario mariano internazionale.

L’ingresso nel Convento di Nevers

La sera del 7 Luglio 1866, Bernadette Soubirous varcava la soglia di Saint-Gildard, casa madre della Congregazione delle Suore della Carità di Nevers. “Sono venuta qui per nascondermi”, aveva detto con umiltà. Tante attenzioni, tante morbose curiosità attorno alla sua persona dopo le apparizioni, non le davano che dispiacere. Nei 13 anni che rimane a Nevers sarà infermiera, a volte sacrestana, ma spesso ammalata lei stessa… Svolge tutte le sue mansioni con delicatezza e generosità: “Non vivrò un solo istante senza amare”.

Ma la malattia avanza implacabile: asma, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio. L’11 dicembre 1878 è definitivamente costretta a letto: “Sono macinata – dice lei – come un chicco di grano”. All’età di 35 anni, il 16 aprile 1879, mercoledì di Pasqua, alle 3 del pomeriggio, gli occhi della piccola veggente che videro Maria si chiudono per sempre. Beatificata nel 1925, il Papa Pio XI l’ha proclamata santa l’8 dicembre 1933.

di Maria Di Lorenzo – pubblicato in origine su Santi e Beati


IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI SANTA BERNADETTE

“Per l’indigenza di mamma e papà per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza, per le pecore rognose : grazie, mio Dio! Bocca di troppo da sfamare che ero; per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie! Grazie o mio Dio, per il Procuratore, per il Commissario, per i Gendarmi, per le dure parole di Peyremale. Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non siete venuta, non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso. Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per coloro che mi hanno presa per pazza, per coloro che mi hanno presa per bugiarda, per coloro che mi hanno presa per interessata. GRAZIE, MADONNA!

Per l’ortografia che non ho mai saputa, per la memoria che non ho mai avuta, per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie! Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra una bambina più stupida di me, avreste scelto quella! Per la mia madre morta lontano, per la pena che ebbi quando mio padre, invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette, mi chiamò Suor Maria Bernarde: grazie, Gesù! Grazie per aver abbeverato di amarezza questo cuore troppo tenero che mi avete dato. Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata: “Buona a nulla”. GRAZIE!

Per i sarcasmi della madre Maestra, la sua voce dura, le sue ingiustizie, le sue ironie, e per il pane della umiliazione, grazie! Grazie per essere stata quella cui la Madre Teresa poteva dire: “Non me ne combinate mai abbastanza”. Grazie per essere stata quella privilegiata dai rimproveri, di cui le mie sorelle dicevano: “Che fortuna non essere come Bernadette Grazie di essere stata Bernadette, minacciata di prigione perché vi avevo vista, Vergine Santa! Guardata dalla gente come bestia rara; quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva: “Non è che questa?!”.

Per questo corpo miserando che mi avete dato, per questa malattia di fuoco e di fumo, per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, GRAZIE MIO DIO! Per quest’anima che mi avete data, per il deserto della aridità interiore, per la vostra notte e per i vostri baleni, per i vostri silenzi e i vostri fulmini; per tutto, per Voi assente e presente, grazie! Grazie o Gesù!”.

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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