PLASMA “DE DONNO”: AFFARE TRA BIG PHARMA COI DEM MARCUCCI E GATES. Tramite azienda israeliana

PLASMA “DE DONNO”: AFFARE TRA BIG PHARMA COI DEM MARCUCCI E GATES. Tramite azienda israeliana
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«Il Signore veglia sul cammino dei giusti, ma la via degli empi andrà in rovina».
Salmo 1 – Sacra Bibbia

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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La notizia è ancora pià clamorosa e sconcertante di quanto potesse sembrare. La terapia col sangue immune per curare i malati di Covid-19 non solo finirà nelle mani della Kedrion, industria farmaceutica di famiglia del capogruppo in Senato del Partito Democratico Andrea Marcucci, come già anticipato da vari media, ma entrerà nell’orbita oscura e magmatica di una delle tante big pharma controllate da Bill Gates.

In mezzo al business, infatti ci sarà anche un’azienda israeliana quotata in borsa a Tel Aviv ma appartenente al colosso nordamericano Zacks Biomedical Industry che è proprietario pure di Moderna, finanziata dal fondatore di Microsoft attraverso il CEPI (dettagli sotto), ed ora in pole position nella corsa al vaccino.

L’intrigo all’ombra dei Democratici italo-americani, dunque, si fa sempre più fitto. Come svelato in anteprima da Gospa News nel 2004 la Cina cominciò a sperimentare i pericolosi supervirus chimerici di SARS infettato con l’HIV, l’agente patogeno dell’Aids trovato nel SARS-COV-2 da 9 scienziati indiani e tre francesi convinti che sia un OGM costruito in laboratorio, grazie ai soldi della Commissione Europea presieduta da Romano Prodi, futuro premier per il Partito Democratico.

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Fu invece il Governo PD del premier Paolo Gentiloni ad approvare il Decreto Lorenzin del 2017 che impose i 10 vaccini obbligatori ai bambini in età scolare secondo un progetto pilota di immunizzazione mondiale della Global Health Security Agenda, pianificato insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità con la regia dell’ex presidente americano Democratico Barack Obama, finanziato nelle sue campagne elettorali da Bill Gates, che è invece fondatore di almeno 4 ONG con la missione di vaccinare il mondo. Proprio questa organizzazioni si sono riunite con molti esponenti della comunità scientifica e farmaceutica presso la sede dell’Unione Europea di Bruxelles il 12 settembre 2019 per un summit sull’immunizzazione, col senno di poi molto sospetto…

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Il Decreto Lorenzin consentì alla pluri-condannata big pharma anglo-americana GlaxoSmithKline, amministrata dala CEO Emma Walmsley, direttrice non esecutiva in Microsoft Corporation fondata da Gates, di raddoppiare gli investimenti in Italia e in particolare nei suoi laboratori a Siena, in Toscana, storico feudo elettorale del PD.

Perché dunque stupirsi se oggi l’Istituto Superiore della Sanità (ISS), che sostenne il piano vaccinale di Obama approvato dalla maggioranza di governo PD quando era segretario Matteo Renzi, strappa il progetto di sperimentazione col plasma immune per la cura della pandemia del CoVid-19 (o SARS-CoV-2) dalle mani dell’ormai famosissimo dottor Giuseppe De Donno, che l’ha ideato, provato con successo e difeso strenuamente, per affidarlo ad un’industria farmaceutica della famiglia di un senatore del PD? Che a sua volta coinvolge nel business un colosso americano in cui c’è di mezzo pure il guru dell’IT?

Il confine della vergogna morale e politica in campo sanitario è ormai stato superato da tempo e rimane solo da capire se possa essere già stato valicato anche quello di eventuali illeciti amministrativi o penali.

Lo si dovrebbe scoprire a breve visto che il deputato della Lega Andrea Dara, come riportato da Il Giornale, ha preannunciato un’interrogazione su questo presunto conflitto di interessi, cominciato quando nei giorni scorsi l’ISS ha fatto partire una sperimentazione nazionale scegliendo però l’ospedale di Pisa come referente nazionale, sebbene avesse fino ad allora applicato la terapia solo a due pazienti.

«Perché Pisa? Non lo so, sono sconcertato da questa decisione. Sono sconcertato che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, voglia querelarmi, qui è la politica che vuole ammutolire la scienza» ha dichiarato il professor De Donno, direttore della struttura complessa di pneumologia e unità di terapia intensiva respiratoria Ospedale Carlo Poma di Mantova, nell’audizione in streaming con il Senato a chi gli ha chiesto il motivo della scelta.

Dal ruolo di capofila sono infatti stati esclusi sia il nosocomio mantovano che il San Matteo di Pavia sebbene insieme avessero sviluppato il protocollo terapeutico attraverso la collaborazione con il professor Cesare Perotti, direttore del servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale del presidio sanitario pavese.

I medici lombardi Cesare Perotti (San Matteo di Pavia) e Giuseppe De Donno (Poma di Mantova) che per primi hanno avviato gli esperimenti con il plasma dei guariti

De Donno si è battuto con successo per imporre questa terapia relativamente e semplice naturale che consente di curare con il sangue immune ricco di anticorpi dei contagiati guariti, attraverso una trasfusione, i malati di Sars-2, la Sindrome Respiratoria Acuta Grave simile a quella del 2003 ma molto più letale avendo causato oltre 300mila morti nel mondo rispetto agli 814 di allora in Asia e Canada.

E’ quindi diventato il beniamino del popolo della rete con vari gruppi nati su FB in suo onore. Pertanto non si dovrebbe preoccupare per le querele in considerazione della oceanica solidarietà che otterrebbe. Anzi, si dovrebbero preoccupare i suoi nemici perché un procedimento penale potrebbe essere utile a svegliare la magistratura a volte un po’ timida o addormentata quando ci sono di mezzo certi influenti politici.

 

DAL MIRACOLO ITALIANO ALLA SINISTRA BEFFA

Questa vicenda può apparire assurda e paradossale solo a chi non ha letto almeno un paio dei 20 reportages WuhanGates pubblicati da Gospa News in relazione al sospetto, sempre più scientificamente fondato, che la pandemia sia stata causata da un supervirus SARS costruito in laboratorio con l’inserimento di segmenti di HIV, come dimostrato prima dal virologo francese Luc Montagnier, vincitore del Nobel per la Medicina nel 2008, e poi dal suo connazionale bio-ingegnere Pierre Bricage, esperto di genetica molecolare ed ex relatore alle conferenze della NATO.

WUHAN-GATES – 8. “SARS-2: virus OGM costruito con HIV”. Bio-ingegnere ex relatore NATO distrugge tesi “origine naturale”

Come riportato in un altro articolo, nonostante l’iniziale boicottaggio della comunità scientifica italiana, la terapia con il plasma degli ospedali Poma e San Matteo, visti i successi senza controindicazioni, fu poi emulata in 116 centri clinici universitari degli Stati Uniti d’America. Tra questi c’è anche quello dell’Università della California di Los Angeles che sta portando avanti l’UCLA COVID-19 Convalescent Serum Project a cui ha aderito con una donazione di sangue anche il celebre attore Tom Hanks, guarito dal CoronaVirus.

Tra i paladini di De Donno ci fu fin da subito Il Giornale che diede grande risalto ai suoi successi ed ora è il primo a smascherare la presunta cospirazione politico-affaristica che si sta profilando dietro il plasma iperimmune da quando si è rivelato prodigioso nella cura del CoVi-19 spiazzando le multinazionali farmacetiche.

PLASMA DEI GUARITI SCONFIGGE COVID-19. Dopo i test a Pavia e Mantova la terapia in 116 università USA. Tom Hanks tra i donatori

 

«Al protocollo aderiscono quattro Regioni, tutte a guida Pd. Tu chiamale, se vuoi, coincidenze. Il 15 maggio nasce il comitato scientifico: 13 esperti, da Reggio Emilia a Catania, dall’Aifa al Centro nazionale del sangue. De Donno no, sbotta e parla di scelte politiche. E il governatore della Toscana Enrico Rossi annuncia querela» scrivono Felice Manti ed Edorado Montolli in un articolo al vetriolo sul quotidiano Il Giornale di mercoledì 20 maggio in cui ricostruiscono quanto avvenuto in Parlamento.

«Giovedì scorso De Donno è atteso in streaming alla commissione Sanità del Senato. Deve parlare di quanto sia gratuito il plasma e di come una persona guarita da coronavirus possa salvarne 2 (con una sacca da 82 euro). Prima deve intervenire Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria. Che presto cede la parola al toscano Paolo Marcucci, che non era atteso. È l’amministratore delegato di Kedrion Biopharma, colosso dei plasmaderivati con un fatturato da 687 milioni di euro.

 

L’AFFARE ALLA KEDRION DELLA FAMIGLIA DEL SENATORE PD

L’intruso sarebbe stato sospetto a prescidere dalle sue parentele ma diventa davvero ingombrante quando si scopre chi è suo fratello. Paolo Marcucci «è fratello di Andrea Marcucci, capogruppo in Senato del Pd, esattamente come è del Pd la regione cui è stata affidata la sperimentazione nazionale. Con il beneplacito dell’Iss. Senza dire neanche grazie a De Donno» aggiungono i giornalisti riferendosi alla circostanza che il celeberrimo professore inizialmente non sarebbe stato nemmeno inserito nel Comitato Scientifico “Tusmani” della sperimentazione. Rischiava di essere di incomodo?.

L’azienda italiana ha fornito gratuitamente la strumentazione e i kit di consumo per l’inattivazione virale del plasma sta seguendo i test clinici sul plasma iperimmune. «Lavoriamo a fianco del Centro nazionale del sangue contro il contagio» ha rimarcato Marcucci che ha poi illustrato la seconda fase: Kedrion metterà a disposizione il proprio stabilimento di Napoli per raccogliere il plasma dei donatori italiani e trasformarlo, in «conto lavorazione» in plasma iperimmune industriale utilizzabile nei quattro anni successivi.

CoronaVirus BIO-ARMA – 3. VACCINO D’ORO GSK. Big Pharma partner di Bill Gates, Pentagono e Lobby Sionista Usa

«Così si eviterà di eseguire l’inattivazione virale nei singoli centri che è un’inattivazione comunque artigianale, costosa e adatta solo alla sperimentazione» sostiene il fratello del capogruppo PD in Senato che in passato è stato anche dirigente della medesima azienda e ora ne è indirettamente azionista. Nella terza fase invece interverrà una società straniera per «la produzione di gammaglobuline imperimmuni con l’israeliana Kamada, con cui è d’accordo da aprile. Prime consegne per ottobre».

Kamada è una multinazionale farmaceutica del Science Park Rehovot di HaMerkaz quotata sulle borse di Tel Aviv e in stradorinario sviluppo: nel trimestre chiuso a marzo 2020 ha registrato ricavi per $ 33,29 milioni  ben superiori alle attese del colosso americano Zacks Medical Biomedical e Genetics Industry cui appartiene.

Zacks controlla anche la Moderna, Inc. la società di biotecnologia di Cambridge, nel Massachusetts, specializzata nella scoperta e nello sviluppo di farmaci basati sull’RNA messaggero, che ha già superato la prima fase del test sulle cavie umane per il suo vaccino contro il Covid-19.

L’annuncio con cui Moderna ha comunicato il contributo da parte del CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations) fondato dalla Bill & Melinda Gates Foundation insieme ad alcune nazioni e presentato nel 2017 a Davos – LINK annuncio nell’immagine

Ma ora tenetevi forte. Come già svelato da Gospa News in Bio-Arma 6: «Moderna è una società di biotecnologia con sede a Cambridge nel Massachusetts, specializzata nella scoperta e nello sviluppo di farmaci basati sull’RNA messaggero. Tra i soci saltano fuori i soliti noti: Astrazeneca, Merck, Fondazione Bill & Melinda Gates, Darpa».

Lo ha scritto nel suo blog Su la Testa il giornalista investigativo italiano Gianni Lannes noto per una sua sconvolgente e ben documentata rilettura della strage di Ustica con un presunto coinvolgimento di caccia dell’Israel Defense Forces di Israele, tutt’altro che improbabile.

Inoltre, nel 2017, la Fondazione Gates ha promesso fino a $ 100 milioni per sviluppare vaccini a base di mRNA per malattie infettive; i primi $ 20 milioni venivano utilizzati da Moderna per sviluppare terapie anticorpali a base di mRNA per combattere il virus Zika.

CoronaVirus BIO-ARMA – 6. ECATOMBE ITALIA: Profezia sulla pandemia e sull’Ordine Mondiale dell’ex regina CIA di Obama e Biden

Ecco quindi il paradosso che ha dell’incredibile: la cura di De Donno finisce nell’orbita di una delle Big Pharma controllata dall’immunizzatore per antonomasia Gates, e donor principe dei Democratici Usa e profeta fin troppo sospetto della pandemia, in una perfetta commistione italo-americana di sinistra.

 

LA REPLICA DEL PROFESSOR DE DONNO

Ecco quindi che un progetto terapeutico facile facile per presidi sanitari pubblici a costi pressochè inesistenti si trasforma in un potenziale business internazionale, che si sa come inizia ma non come finirà, ma soprattutto suscita l’immediata reazione sconcertata e stizzita del professor De Donno intervistato sempre da Il Giornale.

«Si vuole spianare la strada ai prodotti di sintesi, verso i quali peraltro io non sono contrario. Ma ciò non vuole dire demonizzare il plasma convalescente. Gli industriali cercano profitto. Noi no. Il problema è quando il profitto collude con la scienza o con la politica. Vuol dire che il sistema ha delle pecche. Mostruose» sbotta in un’intervista coi giornalisti Manti e Montolli lo pneumologo che poi spiega i vantaggi del sangue da donatori guariti.

Lo pneumologo Giuseppe De Donno dell’ospedale Poma di Mantova

«Il vantaggio però del plasma convalescente è che costa molto meno, segue la antigenemia del virus, pertanto gli anticorpi sono più specifici. Il plasma inoltre contiene sostanze antinfiammatorie che sicuramente in futuro dimostreranno avere un peso notevole nel miglioramento clinico».

Le questioni tecniche e sanitarie saranno oggetto degli enti competenti sotto gli occhi dei quali, in passato, sono avvenuti molteplici casi di contaminazioni da sangue infetto per cui finirono sotto processo Paolo Marcucci, e il padre scomparso, davanti ai tribunali di Trento (1994 e 2002), Treviso (2016) e Napoli (2019) ma furono totalmente scagionati da ogni addebito.

C’è poi un’altra questione di enorme rilevanza sanitaria. Ma se il virus mutasse come pare già stia facendo secondo alcuni studi? Il plasma industriale congelato sarebbe utile? E’ stato chiesto a De Donno: «In realtà una risposta precisa non c’è. È ovvio però che se il virus muta, fra quattro anni il plasma sarà vecchio. Un po’ come il vaccino dell’influenza che deve cambiare ogni anno

Massimo Mazzucco, l’anchor-man del pugnace media ControTv e creatore di LuogoComune, sulla sua pagina Facebook rivela altri particolari interessanti. «Direttamente da Il Sole 24 Ore leggiamo: “Oltre a sedere in Parlamento con un importante incarico, il capo dei senatori democratici ha “poltrone” (sette solo in Italia) in società riconducibili alla galassia familiare. È consigliere delegato di Sestant investimenti srl e di Sestant internazionale spa, le due holding finanziarie a presidio degli asset di famiglia in Italia e all’estero. Tra questi c’è il controllo del colosso Kedrion spa, di cui Marcucci è consigliere ai conti e prima ancora dirigente».

Il capogruppo del Partito Democratico in Senato, Andrea Marcucci

«Ho avuto una bellissima esperienza aziendale – ha raccontato – che mi ha visto ricoprire il ruolo di amministratore delegato della nostra azienda farmaceutica di famiglia fino al 2006, per circa dieci anni» . Kedrion ondata nel 2001 e specializzata in produzione e distribuizione di prodotti medicinali derivati da plasma umano ha 2.317 dipendenti (poco meno della metà in Italia), un fatturato da 659 milioni e utili per 11,75 milioni (bilancio 2016).”

«Ma c’è di più – aggiunge Mazzucco – Sempre dall’articolo leggiamo: “I Marcucci sono infatti attivi da anni nel settore degli emo-derivati e dei vaccini. Il padre Guelfo acquisì Sclavo (Siena) da Enimont nel 1990 per cento miliardi di lire e ancor prima rilevò Aima Plasmaderivati (Rieti) e Farma Biagini (Pisa). Dalla ristrutturazione del settore farmaceutico del gruppo Marcucci nasce Kedrion».

Almeno grazie a Mazzucco è apparso nuovamente il nome di Pisa che ci consente di capire meglio la nuova gestione delle sperimentazioni con la plasmaferesi per curare i malati di Covid-19.

 

IL BUSINESS VACCINI DI GSK TRA PD E SAUDITI

Ma tutto ciò è forse ancora poco rispetto a quanto scoperto da Gospa News sulle richerche pericolose sui supervirus che hanno preceduto la pandemia in un coacervo di intrecci, sintetizzati in WuhanGates 10, tra big pharma, ONG di Bill Gates, Pentagono, intelligence e nazioni come Usa e Cina.

Queste ultime, secondo il professor Montagnier, sarebbero ben a conoscenza del fatto che il SARS-CoV-2 è un supervirus costruito in laboratorio come da lui dimostrato: proprio perché contiene inserti genetici di HIV-1, l’agente patogeno dell’AIDS isolato dallo stesso virologo francese vincitore del Nobel per la Medicina.

WUHAN-GATES – 4. “CoVid-19 Manipolato, Affare Nascosto CINA-USA”. Class-Action per Bio-Arma in Texas

Come dimostrato dal nostro reportage WuhanGates 9 con una dozzina di ricerche scientifiche anche l’Unione Europea ci ha messo la zampa finanziando questi studi poi indirizzati soprattutto dagli scienziati del Partito Comunista Cinese verso un ricombinante di virus tra SARS (tipo 1) e HIV nel 2004 a Pechino e poco dopo anche nel famigerato laboratorio dell’Istituto di Virologia di Wuhan, sospettato di aver causato la diffusione del nuovo misterioso ceppo di CoronaVirus, diffuso tra i pipistrelli cinesi a ferro di cavallo.

A finanziarli con 2 milioni di euro fu il progetto EPISARS della Commissione Europea guidata allora da Romano Prodi (WuhanGates 9), amico e alleato politico del finanziatore DEM George Soros, azionista della big pharma americana GILEAD, come da noi comprovato in WuhanGate 5, accusata nel 2018 dalla Russia di aver condotto esperimenti su armi batteriologiche nel centro di ricerca di Karkiv, in Georgia

Morirono infatti ben 79 cavie umane nel corso di un progetto di immunizzazione dall’Epatite C sostenuto da UNITAID (ente internazionale con sede a Ginevra) e dall’agenzia governativa americana USAID, da sempre il braccio finanziario della potentissima Central Intelligence Agency nelle operazioni internazionali, in partnership con l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

WUHAN-GATES – 5. GILEAD Antivirale-Boom in Borsa grazie a OMS, Cinesi e Soros. Bio-Armi Killer con CIA e Pentagono

Cosa c’entra tutto questo con l’Italia? GILEAD ha il brevetto esclusivo del Remdesivir, il farmaco retrovirale usato per curare i virus HIV e AIDS autorizzato già dall’11 marzo dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per la sperimentazione clinica contro l’infezione Covid-19 e dall’11 aprile anche per l’uso compassionevole. La sua prima sperimentazione contro SARS-2? Nel laboratorio sospetto di Wuhan ovviamente…

Ecco quindi chiarito un intreccio di ambigue relazioni in campo politico, finanziario e farmaceutico tale da legittimare molteplici sospetti anche sulla gestione della terapia col plasma immune, subito finita ad un’industria farmaceutica della famiglia di un politico del Partito Democratico.

Soprattutto se si rammenta che il business passerà anche tra le mani di Kamada, big pharma di Israele, storico alleato dei Sauditi che, come scoperto da Gospa News, hanno finanziato il piano di immunizzazione mondiale per i 10 vaccini obbligatori imposti all’Italia dal governo Gentiloni

WUHAN-GATES – 1. INTRIGHI D’ORO BIOARMA-VACCINI tra Cina, Usa-CIA, Sauditi e Big Pharma J&J – GSK

Filantropi? Magari anche. Se non fosse che sono soci della Glaxo Arabia Saudita e. come dimostrato in WuhanGate 1 e sintetizzato in WuhanGates 10, nel 2017 hanno guadagnato un bel po’ di milioni di dollari grazie ad un riassetto societario deciso dalla nuova CEO Emma Walmsley, manager anche in Microsoft di Gates. Intrighi abbastanza sconcertanti che contribuiscono da soli ad accreditare sempre più l’ipotesi di una pandemia causata da un supervirus bio-arma sfuggito di mano o diffuso intenzionalmente...

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

GOSPA NEWS – INCHIESTE LOBBY ARMI

 

 

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