NETANYAHU EMULA HITLER NELLA GUERRA RELIGIOSA ALLA SIRIA

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NELLA NOTTE DELLA BIBLICA LUNA ROSSA
IL PEGGIORE RAID ISRAELIANO SU DAMASCO (video):
11 MORTI, VARI FERITI E AEROPORTO DANNEGGIATO.
UFFICIALE IDF CONFESSA: «2MILA BOMBE NEL 2018»
PERSECUZIONE DI TEL AVIV CONTRO GLI SCIITI

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

«Il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore,
grande e terribile. Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato, poiché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore, anche per i superstiti che il Signore avrà chiamati».

Recita nell’Antico Testamento il profeta Gioiele (3). Si sa bene quanto gli israeliani, in minima parte discendenti degli ebrei palestinei ed in gran parte dei Cazari convertiti per opportunismo, tengano alle Sacre Scritture, pur essendo stati i persecutori del loro stesso Messia e dei suoi discepoli, pur interpretandole spesso nel modo più favorevole ai loro affari economici e bellici. Non c’è da stupirsi, quindi, che il più massiccio attacco aereo mai scatenato dall’Israel Defence Force (Idf) contro la Siria sia giunto proprio nella notte della luna rossa ed abbia fatto scorrere il primo sangue siriano causando 4 morti e 6 feriti gravi: l’Osservatorio dei Diritti Umani Siriani riferisce addirittura di 11 morti complessivi. D’altronde l’esercito di Benjamin Netanyahu non si fece problemi ad attaccare Damasco neanche il giorno di Natale, mentre i tanti siriani cristiani stavano festeggiando la prima natività di Gesù con un po’ di pace.

Il 21 gennaio, però, c’è stata l’ennesima prepotente aggressione che incrementa ancora il numero sconcertante, enorme e vergognoso di circa 2000 bombe sganciate dall’aviazione israeliana sul territorio siriano fino al dicembre 2018. Nel pomeriggio, poco dopo mezzogiorno c’è stato il solito ipocrita annuncio rimbalzato su tutti occidentali che il sistema Iron Dome di autodifesa di Tel Aviv aveva intercettato un missile lanciato dalla Siria, ovviamente omettendo di dire, come poi confermato dalla Sana (Syrian Arab National Agency), che quel razzo era stato sparato dopo che la contraerea dell’esercito di Bashar Al Assad era stata costretta a difendersi dalla pioggia di fuoco dei cacciabombardieri F-16 israeliani. Secondo l’Idf i raid sono stati fatti su postazioni della Forza Quds, la milizia iraniana nelle missioni estere, e non solo contro gli Hezbollah libanesi da sempre considerati il pericolo incombente. E gli iraniani avrebbero risposto lanciando un missile balistico indirizzato vero il monte Hermon, nota località sciistica prossima al Golan. Il razzo sarebbe stato intercettato subito dal sistema difensivo Iron Dome ma gli impianti turistici sarebbero stati stati comunque chiusi per precauzione. I condizionali sono d’obblico perché giungono da fonti israeliane che sovente hanno mistificato i fatti ed occultato i raid aerei, utilizzando come copertura dai radar addirittura i voli di linea e mettendo a rischio il loro abbattimento, esattamente come avvenne al DC9 Itavia ad Ustica. Da questa prima scaramuccia a colpi di missili  si è scatenato l’inferno: per un’orma e mezza gli aerei dell’Idf hanno bersagliato Damasco, la capitale della Siria. Fino alle 2 di notte: le nuove batterie della contraerea siriana S-300, fornite dalla Russia, avrebbero abbattuto 30 missili da crociera israeliani. Obiettivo ufficiale le postazioni dei Forza Quds, fino a ieri mai segnalati in Siria, ed i depositi militari degli Hezbollah libanesi; scopo ufficioso indurre Assad a cacciare le milizie filo-iraniane facendo fuoco sempre più vicino alla città.

 

IL MOVENTE PREVENTIVO COME QUELLO DI HITLER

Alcuni missili israeliani che hanno colpito la periferia di Damasco ieri al tramonto

Il movente del raid è infatti sempre lo stesso: indurre il governo di Assad ad espellere le milizie persiane di Forza Quds e gli Hezbollah libanesi filoiraniani che lo hanno aiutato a vincere la guerra contro l’Isis essendo di confessione islamica sciita come il presidente siriano ed il Partito del Risorgimento Arabo Socialista meglio noto come Ba’th che lo sostiene, di orientamento Alawita, branca dello Sciismo. Una guerra di religione, di fatto, per eliminare un potenziale nemico, al momento dormiente, e fare anche un favore ai Sunniti, i musulmani che occupano la maggior parte dei paesi arabi mediorientali nemici giurati dei più moderati sciiti: tutte le organizzazioni della Jihad (Al Qqaeda, Al Nusra, Al Shabaab, Isis etc…) sono infatti di ispirazione sunnita.

il presidente siriano Bashar Al Assad e quello russo Vladimir Putin nel 2017 a Sochi durante l’incontro che sancisce l’ormai con solidata vittoria contro l’Isis

Un piano di preventiva epurazione e discriminazione religiosa che di fatto emula quella di Adolf Hitler e dei nazisti delle SS contro i banchieri sionisti accusati di essersi impadroniti della finanza europea e mondiale, sovente con metodi illeciti, e di aver pilotato le sorti dell’economia internazionale anche nel crollo di Wall Street del 1929: ovvero quei plutocrati eredi degli Illuminati di Baviera nonché pronipoti dei mondialisti Bilderberg di oggi. Se Benyamin Netanyahu, il premier di Tel Aviv, non riesce ancora ad ottenere gli stessi risultati del Terzo Reich nello sterminio dei nemici giurati sciiti di Iran e Libano è solo perché non ha la forza militare della Germania degli anni ’30 e perché c’è la Russia fedele alleata della Siria come di Teheran. Ed è proprio la pazienza dei due presidenti Bashar Al Assad e Vladimir Putin che sta creando iraconda irritazione nel leader israeliano che pare intenzionato a replicare la Guerra del Golan contro il Libano del 2006, quando per rappresaglia contro un agguato degli Hezbollah ai danni di soldati Idf si scatenò un infernale conflitto durato 34 giorni e terminato con una tregua imposta dall’Onu ma senza la pace: anche per l’occupazione di una parte dell’altopiano libanese da parte dell’esercito di Tel Aviv.

 

LA CONFESSIONE DELL’UFFICIALE IDF: «2MILA BOMBE NEL 2018»

Un cacciabombardiere F-16 dell’Israel Defence Force

A differenza di allora l’aggressione alla Siria, alla quale formalmente Israele non ha nemmeno fatto una dichiarazione formale di guerra, giunge dopo 7 anni di conflitto civile siriano in cui è morto quasi mezzo milione di persone, tra cui circa 100mila civili e 19mila bambini. Una belligeranza che l’esercito governativo siriano sostenuto dalle milizie russe ha condotto contro i terroristi dello Stato Islamico Daesch (Isis) con le strategie di una guerriglia quotidiana per limitare al massimo le vittime civili e nella quale gli Hezbollah si sono rivelati fondamentale aiuto. La scia di sangue, però, non sembra indurre Netanyahu alla prudenza e, dopo aver a lungo bersagliato nel 2018 varie campi base e depositi degli Hezbollah vicino ai propri confini, ora ha spostato il tiro su Damasco per rendere più energica la sua azione intimidatoria. Anzi. Se fino ad alcuni mesi orsono gli attacchi erano sottaciuti o addirittura smentiti ormai la politica aggressiva di Tel Aviv e si è fatta spudorata come ben evidenziato in un articolo sul sito del network Russia Today del 13 gennaio scorso: «Il comandante uscente dell’IDF ha riconosciuto che Israele ha bombardato la Siria a cadenza “quasi quotidiana” per anni, in una massiccia campagna militare che avrebbe mirato a distruggere il presunto raggruppamento militare di Teheran nella regione – scriveva Rt – Le Forze di Difesa israeliane (IDF) raramente riconoscono gli attacchi ad obiettivi specifici in Siria, ma il capo dello staff ha confessato apertamente di aver organizzato una campagna di bombardamenti su larga scala nel territorio dei suoi confinanti. Solo nel 2018, Israele ha sganciato circa 2.000 bombe su presunti bersagli legati all’Iran: lo ha dichiarato Gadi Eisenkot al New York Times nella sua ultima intervista come capo di gabinetto dell’IDF prima di andare in pensione la prossima settimana: “Abbiamo colpito migliaia di obiettivi senza rivendicare la responsabilità o vantare il merito” ha affermato Eisenkot, ammettendo di aver effettuato attacchi a cadenza “quasi giornaliera”».

 

NOTTE DI FUOCO SOTTO LA LUNA ROSSA

Alcuni missili israeliani che hanno colpito la periferia di Damasco ieri al tramonto

«Gli attacchi israeliani hanno ucciso quattro soldati siriani e feritI altri sei, e “hanno danneggiato parzialmente le infrastrutture dell’aeroporto internazionale di Damasco”, ha detto il ministero della Difesa russo – scrive Russia Today nella principale bracking news di lunedì 21 gennaio – Israele afferma che i suoi attacchi hanno come bersaglio le forze iraniane di stanza in Siria e ha avvertito Damasco di non vendicarsi. I media statali siriani hanno affermato che due ondate di raid sono state respinte dalle difese aeree siriane nelle ultime 48 ore. “Durante il nostro attacco sono state lanciate dozzine di missili terra-aria siriani, nonostante i chiari avvertimenti per evitare tale azione di fuoco, e in risposta abbiamo preso di mira diverse batterie di difesa aerea delle forze armate siriane”, ha scritto l’IDF su Twitter». Nel silenzio del mondo e dell’Onu si è ormai giunti al paradosso perverso che Tel Aviv pretende pure che la Siria si becchi i missili sul suo martoriato paese e non azioni alcuna controffensiva. L’impudenza guerrafondaia israeliana è confermata da questi due giorni di ripetuti e ossessivi bombardamenti che fanno seguito a quei due 2.000 missili confessati dal comandante dell’esercito. «All’1.10 di lunedì 21 gennaio 2019, il nemico israeliano ha lanciato attacchi aerei con successive ondate di dozzine di missili teleguidati – conferma l’agenzia siriana Sana – La fonte ha aggiunto le nostre difese aeree hanno immediatamente affrontato la situazione e intercettato i missili nemici, abbattendo la maggior parte di loro prima che raggiungessero loro obiettivi proseguendo nella loro eroica risposta all’aggressione. Il reporter della SANA ha detto che l’attacco israeliano è stata effettuato dal territorio libanese, dalla Galilea e dal lago di Tiberiade, usando vari tipi di munizioni. Una fonte militare ha riferito che domenica scorsa le difese aeree siriane hanno affrontato un altro attacco aereo israeliano mirato alla regione meridionale impedendo il raggiungimento di tutti i suoi obiettivi». A corredo di un buon reportage è ovviamente necessario riportare entrambe le versioni. Ma il punto di vista di Israele trova sempre puntuale menzione sull’agenzia Ansa e su altri media occidentali che ignorano completamente quello siriano e russo. Eccone un esempio.

 

NETANYAHU: «LA NOSTRA POLITICA E’ DANNEGGIARE L’IRAN»

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu giustifica l’attacco preventivo contro gli Hezbollah in Siria EPA/ARIEL SCHALIT / POOL

«”Abbiamo la costante politica di danneggiare l’arroccamento dell’Iran in Siria e di colpire chiunque provi a danneggiarci. Una politica che non cambia, sia se sono in Israele o in visita storica al Ciad”. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu evocando così, seppure indirettamente, l’attacco israeliano di oggi vicino Damasco e attribuito dalla Siria a Israele stesso – ha scritto l’Ansa ieri pomeriggio – L’Iron Dome, il sistema di difesa antimissili israeliano, ha intercettato un razzo lanciato contro le Alture del Golan. Lo ha detto l’esercito. Poco prima fonti siriane hanno annunciato di aver fatto fallire un attacco aereo di Israele nel sud della Siria. “Le difese aeree siriane hanno affrontato un’aggressione israeliana nel sud e hanno impedito (agli aggressori) di raggiungere i loro obiettivi”, riferisce l’agenzia governativa di Damasco Sana. La notizia dell’attacco non ha ad ora riscontro in Israele».

 

I DISONOREVOLI SEGUACI DELLA STELLA DI DAVID

Un cacciabombardiere F-16 dell’Israel Defence Force

I cronisti dell’Ansa in Italia hanno oggi aggiunto che «l’Iran è impaziente di attaccare i sionisti» riportando l’anatema lanciato alla tv nazionale dal brigadier generale Aziz Nasirzadeh, comandante dell’Aeronautica iraniana, ma hanno omesso di riportare la versione dettagliata siriana diffusa sia dall’agenzia Sana che da Russia Today. Come se la missione punitiva, hitlerianamente preventiva, di Tel Aviv fosse da ritenere più che giustificata contro la Forza Quds e gli Hezbollah, ritenuti terroristi da varie nazioni occidentali, che però, da quando sono nel territorio siriano, non hanno mai effettuato attacchi diretti contro Israele. Gli Hezbollah sono stati accusati dagli israeliani di aver scavato i tunnel sotterranei per effettuare attentati nel Golan, peraltro in quel territorio di confine già libanese occupato da Israele e mai riconosciuto dall’Onu. Ma nessun agguato risulta mai essere stato fatto dall’inizio della guerra in Siria ed alla luce delle mistificazioni sui raid aerei, fino a qualche mese fa mai confermati, e delle manipolazioni mediatiche ordite da Netanyahu e collaboratori, è legittimo dubitare di ogni parola riferita da questi ormai disonorevoli seguaci della Stella di David: emblema dello scudo di Re Davide pugnace suo malgrado e giunto persino a lasciare Gerusalemme per evitare che fosse distrutta dall’attacco del suo figlio ribelle Assalonne. Proprio perché, da cristiano, ho immensa stima e rispetto delle nobili tradizioni bibliche degli Israeliti e ho sempre difeso Israele dagli attacchi missilistici, anch’essi preventivi e provocatori, di Hamas, oggi sono sconcertato nell’assistere a questo scempio ritenuto politicamente corretto da troppi paesi e troppi giornalisti occidentali. Una quotidiana sfida alla Siria, alla Russia ma anche all’Iran che fa uso di prudenza solo in virtù della storica ed affiatata alleanza con Vladimir Putin. Fino a quando lo Zar del Cremlino saprà essere paziente, tenere a freno Teheran ed evitare così la Terza Guerra Mondiale che Israele sembra agognare tanto?

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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SIRIA SENZA PACE: USA SI RITIRA, ISRAELE BOMBARDA

MEDIORIENTE & TERRE DI GUERRE

 

 

FONTI

https://www.rt.com/news/449301-4-dead-6-wounded-syria/

https://www.rt.com/news/448685-israel-syria-strikes-eizenkot/

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2019/01/20/israele-intercetta-razzo-su-alture-golan_598d8ae3-21d3-4124-a8a5-edf664d3ec89.html

 

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