JIHADISTI ISIS “EUROPEI” IN UCRAINA

ALLARME PER GLI ISLAMICI CECENI
COL PASSAPORTO DI KIEV
ALLEATI DEI MILITARI NEONAZISTI
CONTRO LE REPUBBLICHE DEL DONBASS:
IN ARRIVO MILIONI DI ARMI DAGLI USA

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

L’Isis praticamente cancellato dalla Siria, dove resiste solo un manipolo di miliziani di fatto sovrastati dai più numerosi e pericolosi jihadisti qaedisti di Al Nusra, in grossissime difficoltà in Iraq, si rinforza in Europa e rischia di mettere le mani su aiuti militari americani. La notizia, che mediaticamente dovrebbe essere una bomba atomica, è stata buttata tra le righe di un articolo del Times e ripresa da due ampi approfondimenti di Russia Today e da un breve lancio della Reuters. Per il resto è sparita da ogni quotidiano occidentale. Ci riferiamo alla conferma che il battaglione dei ribelli musulmani ceceni, denominato Sheikh Mansur dal nome di un famoso sceicco musulmano, è stato addestrato dall’Isis e combatte fianco a fianco con i neonazisti di Right Sector, la famigerata organizzazione ultranazionalista ucraina utilizzata per le azioni più sordide e pericolose dall’esercito regolare del presidente Peter Poroshenko nella guerra civile contro gli indipendentisti del Donbass delle autoproclamate Repubbliche filorusse di Donetzk e Lugansk. Nell’articolo Russia Today definisce i militanti di Settore Destro come fascisti commettendo un grave errore storico, ma il parlamentare e opinionista britannico George Galloway corregge il tiro spiegando chiaramente in un esauriente editoriale (riportato integralmente in italiano a fondo pagina) che costoro sono gli eredi dei nazisti che massacrarono gli ebrei in Ucraina in combutta con le SS. Il Settore Destro balzò agli onori della cronaca per esserci impadronito di armi militari da un arsenale del Ministero degli Interni nell’Ucraina ovest, vicino Lviv, intorno agli ultimi giorni di rivolta del Maidan. Queste armi raggiunsero Kiev nel mese di febbraio, ma secondo i leader e gli analisti delle proteste non hanno avuto un ruolo rilevante nella caduta del governo ucraino. Il Settore Destro ha inviato alcune armi alle autorità ucraine dopo la “rivoluzione” e mantenuto per sé altre. Ha inoltre reclutato ufficiali in pensione del Ministero degli Interni e delle agenzie di sicurezza. Al Newsweek ha dichiarato che il gruppo coordina le proprie azioni con l’esercito e la Sicurezza Nazionale e il Consiglio della Difesa e che “come in ogni esercito” ci sono specialisti allenati ad usare missili antiaerei S-300.Ebbene oggi è acclarato che costoro non solo sono fiancheggiati dai musulmani ceceni ma anche che i combattenti islamisti si sono addestrati nei campi militari dell’Isis in Siria ed in Iraq. Non solo possono contare su strettissimi legami con i jihadisti arabi ma hanno anche potuto offrire rifugio a quegli arabi in fuga dopo la sconfitta dello Stato Islamico in medioriente. La loro filosofia è semplice: “Amici perché Putin è nemico comune”.

GLI ALTRI NAZISTI DEL BATTAGLIONE AZOV

Il famigerato battaglione Azov della Guardia Nazionale Ucraina, gruppo ultranazionalista accusato di torture e crimini di guerra da Amnesty International

Una logica sostenuta dallo stesso Poroshenko che a fine settembre concesse a tutti i combattenti alleati dell’esercito ucraino in Donbass, ivi compresi i musulmani ceceni jihadisti, il passaporto ucraino che certo li può agevolare negli spostamenti in Europa. Kiev ha anche inserito gli ultranazionalisti di destra del battaglione volontario Azov nella Guardia Nazionale Ucraina nonostante sia oggetto di reiterate denunce di Amnesty International per torture e crimini di guerra. Questo sta facendo il presidente di Kiev dopo il golpe militare compiuto con la strage di piazza Euromaidan del 20 febbraio 2013 quando cecchini mercenari georgiani, come rivelato dall’inviato di guerra Gian Micalessin in un reportage su Il Giornale, spararono sulla folla mietendo circa 100 vittime per affrettare la destituzione del Viktor Fedorovyč Janukovyč nonostante avesse firmato il giorno prima un compromesso con le opposizioni che sostenevano i rivoluzionari, finanziati da Cia e presumibilmente dal solito George Soros. Come acutamente osserva Galloway la storia della Siria e dell’Ucraina sembrano quelle della creazione di Frankestein: nutrire il mostro islamico che si ribella come ha fatto l’Isis sostenuto economicamente da precisi finanziamenti ed aiuti militari degli Usa di Barack Obama. Ora invece Donald Trump ha annunciato massicci aiuti militari all’Ucraina per 200 milioni di dollari nel 2019: speriamo che sappia che una parte di quelle armi finirà in mano a jihadisti “europei”.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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COMBATTENTI UCRAINI ADDESTRATI DALL’ISIS

Testo di Russia Today
Traduzione Gospa News

Militanti addestrati dallo stato islamico stanno combattendo a fianco di un esercito statale in un paese europeo, lo riporta il Times, ma quel ‘dettaglio’ è sepolto in un articolo che parla di come Putin sia un nemico comune degli ucraini e dei ceceni. Inquadrato da uno sguardo approfondito su ciò che sta conducendo i ceceni ad aderire alla “operazione anti-terrorismo” di Kiev contro le repubbliche separatiste nell’est dell’Ucraina, l’articolo del Times ha alcune citazioni succose di un Mansur, un membro di un battaglione volontario composto da ceceni. L’autore e veterano scrittore anti-Putin, Marc Bennetts, fa eco al messaggio ufficiale di Kiev e dei suoi alleati occidentali, definendo i ribelli ucraini orientali “sostenuti dal Cremlino” e sostenendo che Mosca sta “preparando un’invasione su vasta scala”. Egli cita anche, una volta, a metà del testo, che alcuni combattenti ceceni in Ucraina ammettono di essersi addestrati con lo Stato islamico (IS, ex ISIS / ISIL) in Iraq e in Siria. Kiev, scrive, non ha legami ufficiali con loro, ma è stato criticato per aver chiuso un occhio sulle loro azioni. Questioni fuori mano, l’articolo va avanti con cose più importanti come il modo in cui il leader “installato sul Cremlino” Ramzan Kadyrov non è rappresentativo del popolo ceceno. “Vogliamo che il mondo sappia che non sono stati i ceceni ad attaccare l’Ucraina ma il Cremlino”, afferma Mansur. “Kadyrov e il popolo ceceno sono cose molto diverse”. Kadyrov, un sostenitore di Putin e la lotta della Russia contro il terrorismo globale, non è una figura popolare in Occidente – è stato accusato di violazioni dei diritti umani, inserito nella lista nera dagli Stati Uniti e generalmente descritto come il “cane da attacco” di Putin.”

IL BATTAGLIONE CECENO SHEIKH MANSUR

Cheberloevsky, leader dei ribelli ceceni musulmani Sheikh Mansur

Il battaglione ceceno in Ucraina – noto come il battaglione Sheikh Mansur – opera efficacemente al di fuori della legge. Il suo leader, il musulmano Cheberloevsky, dice che non è subordinato all’esercito o alla polizia – che è un requisito legale per qualsiasi organizzazione paramilitare nel paese. Tuttavia, in un’intervista del 2017 ha parlato di avere un ottimo rapporto con le forze di Kiev: «Se ci sono difficoltà in un settore o in un altro, ci chiamano e noi li aiutiamo». Non è la prima volta che emergono i legami del battaglione di Sheikh Mansur con IS. A settembre, l’Ucraina ha estradato uno dei combattenti del gruppo in Russia, dove era ricercato dall’FSB per aver combattuto contro l’IS in Siria. I nazionalisti ucraini, compresi alcuni parlamentari, furono indignati dalla decisione di Kiev di consegnare un alleato al “paese aggressore”. Nel frattempo, l’esercito ucraino riceverà 200 milioni di dollari di aiuti militari dagli Stati Uniti nel 2019 – e con i precedenti del Pentagono che perde la traccia delle forniture di armi e le armi americane che si presentano in mani terroristiche, saranno messi sotto stretta sorveglianza – e, ancora più importante, c’è la volontà da parte di Washington di impedire che alcuni di questi aiuti finiscano con gli alleati non ufficiali di Kiev, collegati all’IS.

L’ARTICOLO DI RUSSIA TODAY IN INGLESE

IL VIDEO DEL GIORNALISTA DEL TIMES

I NEONAZISTI QUASI EUROPEI

POROSHENKO: DALL’ONU LICENZA DI UCCIDERE

DONBASS: STRAGE PER IL GAS

 

 


L’ALLARME DEL PARLAMENTARE INGLESE

Il parlamentare britannico ed opinionista George Galloway

Ecco l’editoriale di George Galloway membro del Parlamento Britannico da circa 30 anni. Conduttore di programmi radio e tv (anche per Russia Today), è uno sceneggiatore, scrittore e stimato oratore.

I combattenti islamici ceceni che hanno affinato le loro capacità di combattimento nei campi di addestramento dello Stato Islamico (IS, ex ISIS) sono in guerra contro i ribelli ucraini, conferma il Times. Tumbleweed! (palla di fieno, locuzione gergale inglese per indicare qualcosa di insignificante usata qui con sarcasmo dall’autore Il rapporto sul quotidiano britannico Times, secondo cui gli islamisti ceceni, molti in bilico per la sconfitta in Siria e Iraq tra la zuppa alfabetica del fanatismo, era davvero arrivato sul fronte della guerra nell’est dell’Ucraina, mi ha svegliato da qualsiasi torpore natalizio. Un precedente rapporto del New York Times aveva rivelato che gli islamisti ceceni erano sotto il comando del “Right Sector” fascista e che erano lì per “combattere i russi” perché “ci piace combattere i russi” e “non smetterò mai di combattere i russi”. Per il Times a Natale è bastato citare uno dei loro comandanti: “Putin è il nostro nemico comune”. Una citazione che, naturalmente, poteva arrivare dall’editore del Times! Mentre il rapporto era un campanello d’allarme per me, non così il resto dei media britannici ancora meno la classe politica britannica. La palla di fieno è rotolata negli spazi mediatici dove avrebbe dovuto esserci paura e disgusto. C’era più interesse per “Strictly Come Dancing” degli estremisti islamici a lunga barba, che ora sono stati, ancora una volta, i nostri compagni di ballo nel crimine. Ma è sempre stato così.Quando sono tornato alla Camera dei Comuni nel 2012, dopo una breve assenza, ho chiesto all’allora primo ministro David Cameron se avesse letto Frankenstein di Mary Shelley. E se è così, se l’avesse letto fino alla fine. La fine in cui il mostro, il buon dottore aveva creato così distrattamente, si liberò dal suo controllo e iniziò a comportarsi come, beh, un mostro. In un’altra occasione sono stato intrappolato brevemente in un ascensore con l’allora ministro degli esteri William (ora Lord) Hague. Gli dissi: “William, hai sbagliato prima, in effetti ti sei sbagliato per tutta la vita. Ma non sei mai stato pazzo prima d’ora. Questa politica di mettere i coltelli nelle mani dei fanatici islamisti e permettere loro di andare in Siria non è solo sbagliata, è folle”. E un giorno, aggiunsi in modo portentoso: “Uomini del genere con tali coltelli saranno in questo edificio e ti cercheranno, cercando me”. Che si avverò solo tre anni dopo. I miei poteri di previsione in parlamento risalgono molto più lontano comunque. Alla vigilia della caduta di Kabul verso le orde islamiste, circa 30 anni fa ho detto all’ex primo ministro Margaret Thatcher: “Hai aperto le porte ai barbari e una lunga notte buia scenderà sul popolo dell’Afghanistan”. Non è stata certamente la peggiore previsione che abbia mai fatto.

LA PROFEZIA SU OSAMA BIN LADEN

Se fossi stato in quel momento avrei emesso la stessa chiamata d’allarme sull’adozione da parte dello stato britannico dei Fratelli Musulmani in Egitto contro il Presidente Nasser, sul sostegno britannico e statunitense agli oscurantisti nella guerra civile degli anni ’60 in Yemen, sull’adozione da parte di Israele di quello che è diventato Hamas a Gaza contro il presidente Arafat, sull’adozione occidentale degli estremisti del gruppo combattente islamico libico contro Gheddafi e molti altri. Avrei avvertito tutti loro: “Leggi Mary Shelley, leggi Frankenstein e leggi fino alla fine”. La politica del “nemico del mio nemico è mio amico” è profondamente inflessibile, e quella che è stata ripetutamente fallita è ripetutamente ripetuta. A metà degli anni ’90 ho tenuto una conferenza al Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese sulla conoscenza che avevo acquisito lavorando con l’opposizione saudita a Londra che qualcuno chiamato Osama Bin Laden era stato orientato dagli Stati Uniti verso il La regione dello Xinjiang in Cina per agitare tra la minoranza musulmana uigura lì, per esacerbare la loro alienazione dallo stato, per approfittare delle debolezze della politica dello Stato cinese nei confronti dei loro cittadini musulmani. E seminare il terrore. Quindi il racconto fu il nome Osama Bin Laden, poi i quadri del Dipartimento Internazionale si affollarono intorno a me alla fine chiedendomi di scrivere il suo nome per loro. La mia notizia era così importante che una settimana dopo dovetti rifarlo per il vice ministro degli esteri cinese.

I NEONAZISTI DI ”SETTORE DESTRO”

Militari del partico politico paramilitare Right Sector (Settore Destro)

Nel 2015, il New York Times si era preoccupato di sottolineare che i fanatici che si presentarono a Mariupol erano “volontari non pagati” e che né loro né i loro comandanti del settore destro erano pagati o istruiti dalle forze speciali degli Stati Uniti questione da funzionari degli Stati Uniti. Ma è quello che dicono sempre. Gli Stati Uniti appoggiano solo fanatici “moderati”, proprio come in Siria. Se ci credi, ho un ponte qui a Londra, posso vendertelo, a buon mercato. Era già abbastanza brutto quando c’era il Settore Destro in sé, riunito da una mezza dozzina di gruppi ultranazionalisti come il White Hammer, il Trident di Stepan Bandera e il gruppo Azov che utilizza apertamente i simboli del “lupo da lupo” delle SS. Questi gruppi sono discepoli aperti dei pogromisti antisemiti che caddero contro i loro vicini ebrei e li uccisero durante l’occupazione nazista in Ucraina. Non c’era bisogno di aspettare i treni o i campi di concentramento. Eppure, sono diventati strumenti di politica per le “democrazie” “democrazie”. Un asse di malvagità formato tra loro e gli assassini estremisti islamici che tagliano le teste, mangiano il cuore e crocifiggono l’estremismo islamico deve segnare un nuovo minimo nella politica occidentale. E il peggior regalo di Natale possibile per i cristiani dell’Ucraina orientale.

George Galloway per Russia Today

IL TESTO ORIGINALE IN INGLESE

VIAGGI PREMIO IN UE AI MILIZIANI ISIS

 

 

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