WUHAN-GATES – 4. “CoVid-19 Manipolato, Affare Nascosto CINA-USA”. Class-Action per Bio-Arma in Texas

WUHAN-GATES – 4. “CoVid-19 Manipolato, Affare Nascosto CINA-USA”. Class-Action per Bio-Arma in Texas
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Il virologo francese Nobel per la Medicina
conferma gli inserimenti di HIV nel virus
e rivela: «Washington ha finanziato Wuhan»
Un avvocato indiano ricorre all’ONU
per i danni da guerra batteriologica

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

ENGLISH VERSION HERE

«C’è una pressione enorme affinchè tutto quello che è all’origine del virus sia nascosto. Siamo arrivati alla conclusione che effettivamente c’è stata una manipolazione su questo virus. Una parte, io non dico la totalità. C’è un modello che è evidentemente il virus classico, un modello che veniva soprattutto dal pipistrello ma a questo modello hanno aggiunto delle sequenze di HIV, il virus dell’AIDS. Non è naturale».

«In biologia molecolare si possono fare attualmente tutte le costruzioni di virus che si vogliono. Ci sono delle regole… Ma tutto il mondo segue queste regole? E’ poco probabile… Gli Stati Uniti sono al corrente ma hanno finanziato una parte delle ricerche fatte nei laboratori di Wuhan e questo è pubblicato. Dunque è un affare non solo cinese».

WUHANGATE – 8. “SARS-2: virus OGM costruito con HIV”. Bio-ingegnere ex relatore NATO distrugge tesi “origine naturale”

Prima, ai microfoni della trasmissione radiofonica medica Porquoi Docteur, il professore francese Luc Montagnier, esperto mondiale di virologia che nel 2008 ha vinto il Nobel per la Medicina scoprendo proprio l’immunodeficenza da HIV quale causa dell’AIDS, aveva confermato la ricerca indiana da noi pubblicata in esclusiva che provava la manipolazione del virus.

Ora, dopo aver lanciato un siluro contro l’omertà dei grandi media, non nasconde affatto la mano e in un’altra intervista alla TV in lingua francese CNEWS (video sotto), accredita anche la teoria già ipotizzata dal nostro primo reportage Wuhangate 1 su una duplice responsabilità nella creazione di questo virus da parte di cinesi o americani.

WUHANGATE – 5. GILEAD Antivirale-Boom in Borsa grazie a OMS, Cinesi e Soros. Bio-Armi Killer con CIA e Pentagono

 

 

PRESSIONI INTERNAZIONALI PER OCCULTARE LA VERITA’

Proprio per questo motivo secondo il famoso virologo «C’è una volontà di nascondere questi lavori. Noi infatti non siamo stati i primi ad avervi lavorato. Un gruppo di ricercatori indiani molto rinomati aveva pubblicato la stessa cosa ma li hanno obbligati a ritrattare. La loro pubblicazione è stata ritirata. Se guardate la pubblicazione c’è una grande barra con scritto ritirata. Ci può essere stata la pressione di tutti gli organismi mondiali e nazionali che hanno un interesse a nascondere la verità».

WUHANGATE – 2. HIV NEL CORONAVIRUS “BIO-ARMA”: le prove dallo studio indiano occultato misteriosamente

Il riferimento è alla ricerca della Scuola di Biologia di Kusuma pubblicata da Gospa News e Veterans Today (nel reportage Wuhangate – 2) che rappresenta l’unico studio capace di spiegare alcuni dei tanti misteri sulla morbilità e letalità del Covid-19. E nonostante la maggioranza degli scienziati e dei media sostenga l’origine naturale del virus Montagnier ribatte grintoso con una tempra incredibile per i suoi 87 anni!

«Sono sempre meno, sempre meno. Questo è accaduto all’inizio dell’anno. Io comunque sono un premio Nobel e posso lavorare liberamente. Non ho nessuna pressione su di me. Ci sono altri gruppi che hanno fatto la stessa cosa nostra ma l’hanno fatto di nascosto senza fare troppo rumore. E’ stato prodotto da un laboratorio, è quello che si chiama ricombinante, questo virus è prodotto da un laboratorio cinese o forse da altri laboratori».

Luc Montagnier, il virologo francese premio Nobel per la Medina nel 2008 per la sua ricerca sull’AIDS

Nella precedente intervista il ricercatore francese, prima insegnante all’Istituto Pasteur di Parigi oggi all’Università Jiao Tong di Shangai, aveva ipotizzato che questo micidiale patogeno fosse sfuggito al centro di biosicurezza 4 di Wuhan ora si mostra più cauto anche alla luce delle recenti smentite pubbliche della direttrice di tale struttura.

«E’ un lavoro di professionisti, un lavoro di biologi molecolari, è un lavoro molto minuzioso. Guardando le sequenze si può dire un lavoro da orologiaio. Il mio lavoro è di esporre i fatti. Io non accuso nessuno: io non so chi ha fatto questo e perché. La possibilità è che si è voluto fare un vaccino contro AIDS. Dunque hanno preso delle piccole sequenze di virus e le hanno inserite nella sequenza più grande del CoronaVirus».

 

PROGETTO USAID ANCHE PER WUHAN

E’ invece il nostro lavoro quello di cercare tracce e sospetti di un “incidente” che il virologo Nobel per la Medicina attribuisce bonariamente ad un errore, anche etico per la combinazione tra CoronaVirus e HIV, finalizzato alla ricerca di un vaccino. Invece il professore americano Francis Boyle con altri esperti di armi batteriologiche e molteplici indizi da noi svelati identificano come una bio-arma, probabilmente utilizzata da un Deep International State trasversale tra Cina e Usa, intenzionato a destabilizzare la geopolitica di queste superpotenze e di altri paesi del mondo.

WUHANGATE – 7. DOSSIER BIO-ARMI USA. I segreti dei 28 laboratori di Pentagono e Fauci: test pericolosi sui CoronaVirus

Due mesi prima che il primo focolaio esplodesse a Wuhan, l’amministrazione Trump aveva concluso un programma da 200 milioni di dollari finalizzato alla formazione di scienziati in Cina e in altri paesi per rilevare e rispondere a una minaccia pandemica. Con l’emergenza è stato poi riavviato per sei mesi con un piccolo finanziamento di $2,26 milioni di dollari.

Il progetto era stato avviato dall’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale USAID, sovente operativa nei paesi stranieri per i piani di regime-change della Casa Bianca come strumento finanziario della Central Intelligence Agency, insieme alla quale ha anche sviluppato progetti di ricerca top secret sulle armi batteriologiche in alcuni dei 25 laboratori aperti dalla DTRA (Defense Threat Reduction Agency) controllata dal Pentagono (Dipartimento Difesa Usa).

La mappa del progetto PREDICT dell’agenzia USAID, sovente partner della CIA, con la Cina in evidenza – PDF in english

L’iniziativa, chiamata PREDICT, ha anche formato e supportato il personale di 60 laboratori di circa 20 paesi stranieri che hanno identificato 1.200 virus potenzialmente pericolosi, tra cui oltre 160 nuovi coronavirus. Anche quello di Wuhan ha ricevuto finanziamenti USAID per le attrezzature e gli scienziati sono stati collegati con ricercatori di altre nazioni per sincronizzare il rilevamento di nuovi virus.

CORONAVIRUS – 10. IL COMPLOTTO IN 100 RIGHE: DALLE BIO-ARMI CIA AL NUOVO ORDINE MONDIALE

Questo piano fu avviato nel 2009 dall’amministrazione di Barack Obama che, come abbiamo visto in precedenti reportage, è collegato a due “profeti” dell’attuale pandemia: il fondatore di Microsoft Bill Gates, finanziatore del Democratic Party ma anche delle big pharma dei vaccini e di progetti globali di immunizzazione come GAVI; e l’ex vice direttrice della CIA, Avril Haines, consulente di bio-armi per l’organizzazione contro le minacce globali NTI (di area Dem) e oggi ricercatrice della Columbia University, uno degli atenei partner di PREDICT insieme a UC Davis e UC San Francisco.

NEONATE CINESI TRANSUMANE: CERVELLI ALTERATI

E’ noto a chiunque che, per aggirare le convenzioni internazionali ONU sulla non proliferazione delle armi chimiche e biologiche, l’escamotage più utilizzato da alcuni scienziati di governi senza scrupoli è quello di occultare ricerche militari sotto la maschera “virtuosa” di una nobile causa: individuare l’antidoto ad epidemie del passato o addirittura del futuro, costruendo in realtà virus “chimerici”, così definiti perché non esistenti in natura, impiegando l’ingegneria biochmica del genoma editing resa possibile dal CRISP/Cas9, il kit taglia-cuci di sequenze genetiche. Quello con cui sono nate le gemelline cinesi “transumane” nate col DNA chimicamente modificato

 

VARI SUPERVIRUS DA SARS E GLI ESPERIMENTI SULL’HIV

Una ricerca “chimerica” è stata quella condotta nel 2015 sul supervirus denominato SHC014-MA15 nei laboratori di Bsl 3 di Chapel Hill dell’Università della Nord Carolina (Usa) in collaborazione due scienziati del Wuhan Institute of Virology tra cui la responsabile del Centro di Ricerca per la Malattie Infettive Emergenti, Shi Zhengli ed un ricercatore del Dipartimento di Immunologia e AIDS del Dana-Farber Cancer Institute della Harvard Medical School di Boston (Massachusetts USA), Wayne A Marasco.

Proprio questo immunologo ha effettuato anche altri studi «sulle sequenze di virus simili alla SARS isolate dal cinese pipistrelli a ferro di cavallo» nei quali «i risultati indicano una significativa minaccia rappresentata da WIV1-CoV». Per tale ricerca, pubblicata online il 14 marzo 2016 dal Pnas (US Prot. National Academy of Science), fu ringraziata la dottoressa «Zhengli-Li Shi del Wuhan Institute of Virology per l’accesso alle sequenze di pipistrelli CoV e al plasmide della proteina spike WIV1-CoV». Il riferimento è allo stesso grande ceppo di CoronaVirus (siglato CoV) che ha originato l’attuale pandemia denominata SARS-Cov-2 per le analogie genetiche con la SARS del 2003.

«Sia WIV1-CoV a lunghezza intera che chimerico si replicano facilmente in modo efficiente nelle culture delle vie aeree umane e in vivo, suggerendo capacità di trasmissione diretta all’uomo. Inoltre, mentre i trattamenti con anticorpi monoclonali basati sulla SARS si rivelano efficaci l’approccio del vaccino non è riuscito a conferire protezione».

Il palazzo dei laboratori di Biosicurezza 3 del centro Burnett Womack Biohazard nella sede di Chapell Hill dell’Università del Nord Carolina

Ben peggiori furono invece gli esiti del “supervirus” SHC014-MA15 sviluppato tra Chapel Hill e Wuhan sulla base di una precedente ricerca sul clone MA15 elaborato durante una precedente ricerca del 2007 condotta sui topi Balb/c sempre dai laboratori di biosicurezza 3 di Chappel Hill della Nord Carolina University insieme al Laboratorio di Malattie Infettive del NIAID (National Institute of Allergy and Infectious Diseases) di Bethesda (Maryland) e al CDC (Centers for Disease Control and Prevention) di Atlanta (Georgia).

«La valutazione delle modalità immunoterapiche e profilattiche basate sulla SARS ha rivelato scarsa efficacia; entrambi gli approcci con anticorpi monoclonali e vaccini non sono riusciti a neutralizzare e proteggere dalle infezioni con CoV usando la nuova proteina spike» appurò quello studio realizzato in deroga alla moratoria sul “guadagno di funzione” ovvero il potenziamento di un viso tale da poter avere un “dual use” non solo sanitario ma anche militare.

Tali «esperimenti di pseudotipo sono stati simili a quelli che hanno utilizzato uno pseudovirus a base di HIV, preparati come precedentemente descritto ed esaminati su cellule HeLa (Wuhan Institute of Virology) che esprimevano gli ortologi ACE2».

Questo si legge nel testo della ricerca del 2015 sul SHC014-MA15 in riferimento agli esperimenti del laboratorio cinese sul virus dell’AIDS, di cui il professor Montagnier sostiene di aver trovato tracce nell’attuale Covid-19.

WUHANGATE – 3. «CORONAVIRUS CREATO IN LABORATORIO CON HIV» Nobel per la Medicina conferma la ricerca indiana svelata da Gospa News

E’ pertanto evidente anche una strettissima collaborazione tra Usa e Cina ben nota anche all’Organizzazione Mondiale della Sanità che è uno dei Global Partner insieme alla FAO ed al CDC, il Center of Diseases Control degli Usa diretto da Antony Fauci, ormai perfino ossessivo nel sostenere la teoria del Covid-19 di origine naturale nonostante le ultime clamorose rivelazioni di un luminare della scienza medica mondiale.

«Il materiale genetico del virus è una catena di RNA. Così come c’è il DNA c’è l’RNA e in questa catena a un certo punto hanno fissato delle piccole sequenze di HIV, piccole ma non così piccole da non avere significato, perché hanno la possibilità di modificare per esempio quelli che chiamamo siti antigenici; vale a dire, se si vuol fare un vaccino si può tranquillamente modificare la proteina che è esposta per il vaccino da una piccola sequenza derivante da un altro sequenza derivante da un altro virus» ha spiegato il virologo francese Nobel per la Medicina.

Nel virus dell’epidemia SARS-Cov-2 «c’è una catena ribonucleica dove ci sono 30mila basi, 30mila segni che portano il materiale genetico In questo è concentrato però in meno di 100 basi, Dunque in essa sono attaccati dei pezzi di HIV… C’è una parte di questo genoma che è dell’HIV. E’ un sistema informatico che ci permette di individuare una sequenza che cerchiamo. Non c’è abbastanza materiale per fare una grande proteina di HIV. C’è materiale a sufficienza per modificare quello che si chiama un sito antigenico, cioè modificare leggermente la proteina del Coronavirus per farla riconoscere dal sistema immunitario come HIV».

«Alcuni dicono che queste sequenze sono troppo corte e si tratta di una casualità ecc… Ma rispondiamo subito queste lunghezze tuttavia sono dei segmenti che portano informazioni genetiche contrariamente a coloro che dicono che è un caso. Non è così. C’è una pressione enorme affinchè tutto quello che è all’origine del virus sia nascosto. La versione ufficiale della Cina per cui il virus viene del mercato del pesce di Wuhan non è vera».

 

AZIONI LEGALI IN TEXAS E ALL’ONU PER LA BIO-ARMA

Il laboratorio cinese ha però respinto ogni insinuazione. «Sappiamo esattamente quale tipo di ricerca sui virus viene eseguita nel nostro istituto e in che modo l’istituto elabora i campioni. Come dicevamo da molto tempo, questo virus non potrebbe mai provenire da noi. Abbiamo un rigoroso sistema di gestione, ci sono regolamenti di ricerca e cose del genere, quindi ne siamo assolutamente sicuri» ha dichiarato alla televisione asiatica Yuan Zhiming, direttore dell’Unità di ricerca dell’Istituto di Wuhan.

Lo scienziato è andato però anche oltre confutando la teoria di un virus creato in laboratorio sostenuta dal premio Nobel per la Medicina e dalla ricerca indiana: «Attualmente ci sono molte pubblicazioni su riviste scientifiche su questo argomento. In base alla mia conoscenza della virologia, se stiamo parlando della sintesi artificiale di un tale virus, attualmente non ci sono prove che il virus sia stato creato artificialmente».

«Se la Cina si è resa intenzionalmente responsabile della diffusione del virus dovrebbe pagarne le conseguenze. Se invece è stato un errore è diverso» ha dichiarato nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump minacciando Pechino, dopo averla accusata di nascondere i dati e di avere un bilancio reale di vittime ben più alto di quello record degli Usa di 43 mila morti.

CoronaVirus BIO-ARMA – 5. IL CARDINALE ACCUSA: «Un paese ricco ha seminato questo veleno. Onu indaghi»

La Casa Bianca ha incaricato l’intelligence di fare indagini sulla natura del virus mentre anche l’Australia intanto ha messo in dubbio la trasparenza della Cina nella gestione dell’epidemia invocando un’indagine internazionale sull’origine del Covid-19 come avevano già fatto l’ex presidente dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad, e il cardinale metropolita dello Sri Lanka, Malcom Ranjith, chiedendo l’intervento dell’ONU.

«Penso sia importante e noi insisteremo assolutamente su questo» ha assicurato il ministro degli Esteri australiana Marise Payne in un’intervista alla Abc. Gli ha fatto eco il senatore americano David Hawley, repubblicano, che ha proposto una commissione internazionale guidata dagli Usa e ha chiesto che ai famigliari delle vittime di Covid-19 sia consentito di fare causa al governo cinese.

Il frontespizio della causa legale contro la Cina e il laboratotio di Wuhan per le presunte armi biologiche

In realtà una causa legale è già stata depositata. Lo hanno fatto due società, Buzz Photos di McKinney (Texas) e Freedom Watch di Washington insieme all’avvocato americano Larry Klayman (Florida) che hanno citato in giudizio davanti alla Corte del Distretto Nord del Texas per una class-action la Repubblica Popolare della Cina, l’Esercito Popolare di Liberazione (PLA), l’Istituto di Virologia di Wuhan e la già citata responsabile delle ricerche Shi Shengli.

L’accusa è riassunta in due righe che non sarà certamente facile dimostrare davanti a un giudice: «L’Istituto di virologia di Wuhan è un laboratorio biologico a circa 20 miglia dal centro della città di Wuhan in Cina, che è sospettato dai querelanti di includere un laboratorio illegale di armi biologiche. Il maggiore generale Chen Wei dell’Accademia Militare di Scienze Mediche Pla, è il principale epidemiologo e virologo dell’esercito cinese, che non solo sta orientando le risposte della Cina sull’epidemia di COVID-19, ma ha anche portato alla creazione di Coronavirus COVID-19 come arma biologica per i militari cinesi».

Il laboratorio Bsl 4 del Wuhan Institute of Virology

I sospetti sono avvalorati con la citazione di una fonte specifica: «Dany Shoham, un ex ufficiale dell’intelligence militare israeliana che ha studiato guerra biologica cinese, ha detto che l’istituto è collegato Programma di bio-armi segrete di Pechino. La Cina ha negato di avere armi biologiche offensive, ma un rapporto del Dipartimento di Stato dell’anno scorso ha rivelato sospetti di un piano di guerra biologica».

Il medico eroe Li Wenliang vittima del virus che ha per primo segnalato e cercato di curare ai primi pazienti

«Quelli che cercarono di spargere di spargere la voce in Cina sulla nuova malattia COVID-19, compresi medici e ricercatori, furono arrestati o “scomparsi”» si legge nella denuncia dove si cita la storia del dottor Li Wenliang di Wuhan che «ha infine violato la censura cinese e lanciato l’allarme al mondo esterno» tramite una chat room, ma è stato «convocato dalle autorità cinesi, rimproverato e messo a tacere» ed il 6 febbraio «non a caso, è morto proprio per la malattia stava lavorando per combattere».

Invece il Consiglio Internazionale dei Giuristi (ICJ) e All India Bar Association si sono rivolti al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite in cerca di risarcimento dalla Cina per «aver sviluppato di nascosto un’arma biologica in grado di distruggere in massa». La denuncia è stata formulata dall’avvocato senior Adish C. Aggarwala presidente di entrambi gli enti. Lo segnala il webmedia GreatGameIndia.

 

LA CENSURA DELLA SCIENZA IN CINA

Il già citato direttore delle ricerche dell’Istituto di Virologia ha però negato ai giornali qualsiasi “perdita” di biosicurezza: «E’ impossibile, nessuno dei ricercatori si è infettato». Ma il governo di Pechino nei giorni scorsi ha emanato una disposizione che vieta la diffusione di ricerche sul Covid-19 senza l’approvazione ufficiale. Una decisione che ha suscitato la censura del professor Montagnier.

«Il fatto di vietare ora pubblicazioni sull’origine del coronavirus senza il visto delle autorità governative cinesi è un’aberrazione e soprattutto dà l’idea che la scienza non dipenda dalla verità delle cose ma dalla volontà delle persone. Questo è molto, molto negativo per la reputazione della scienza. Nessuno a quel punto avrà più fiducia sulla scienza. È una posizione molto negativa, spero che il governo cinese vada fino in fondo. Cominci a riconoscere che sono stati fatti dei lavori sul coronavirus» ha dichiarato il Nobel per la Medicina.

WUHANGATE – 1. INTRIGHI D’ORO BIOARMA-VACCINI tra Cina, Usa-CIA, Sauditi e Big Pharma J&J – GSK

Proprio per tutti questi misteri la ricerca condotta sul pericolosissimo supervirus SHC014-MA15 è rimasta nel mirino dei giornalisti d’inchiesta sebbene uno studio scientifico abbia dimostrato, come riportato da Gospa News nel reportage 9, che le correlazioni con il corredo genetico del Covid-19 hanno molte somglianze ma non una perfetta identità. Potrebbe quindi essere il “prototipo” della SARS-CoV-2 ma non lo stesso virus.

Il coinvolgimento degli scienziati di Wuhan nella ricerca e la loro confidenza con esperimenti sull’HIV assume però una notevole importanza alla luce delle nuove esplosive dichiarazioni del famoso virologo francese.

Ma d’altronde non sono state ancora spazzate via le ombre su Fort Detrick a Frederick (MD), il complesso di laboratori militari, in parte gestititi dal contractor privato Battelle National Biodefense Institute LLC, partner decennale del Pentagono, dove nel luglio scorso sono state sospese alcune attività per misteriose perdite di biosicurezza.

CoronaVirus BIO-ARMA – 7. Missioni militari TOP SECRET Deep State-NWO-CIA-DEM: laboratori nei paesi dei Golpe Soros, biologi a Sigonella

Proprio per questo nei prossimi reportage analizzeremo, grazie ad un dossier ufficiale sui 24 centri di ricerca biologica degli Usa (in aggiunta ai 25 nei paesi stranieri soprattutto in Ucraina e Georgia), i luoghi dove sono stati condotti esperimenti su ceppi di CoronaVirus e di HIV.

Ma anche la storia di alcuni scienziati morti misteriosamente e altri arrestati proprio mentre stavano lavorando sul virus dell’AIDS per il Pentagono. Le risposte all’enigma SARS-Cov-2, infatti, vanno cercate non solo a Wuhan ma anche negli USA. E viceversa. La pistola fumante del virus creato in laboratorio sono invece gli inserti HIV scoperti dai ricercatori indiani e dal Nobel francese.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

GOSPA NEWS – INCHIESTE LOBBY ARMI

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